Discorso
di insediamento del Presidente entrante
Guido Anfosso
Innanzitutto
voglio anch’io salutare e ringraziare tutti i presenti per una
così grande
partecipazione.
Sono Presidente da meno
di
trenta
secondi e già voglio fare qualcosa che non è mai stato
fatto nel nostro club.
Tradizionalmente ora il Presidente entrante dovrebbe pronunziare il suo
discorso di investitura. Consentitemi invece di fare un piccolo strappo
alla
tradizione. Abbiamo assistito pochi istanti fa al passaggio delle
consegne tra
i due Presidenti. Certamente il Presidente è la figura
più rappresentativa del
Club, quella che traccia il cammino dell’anno rotariano che sta per
iniziare.
Ma accanto al Presidente, come ben sappiamo esiste un’altra figura che
lavora
un po’ meno sotto i riflettori ma che è altrettanto importante
ed è il Segretario. Il Segretario è così
importante che alcuni
addirittura sostengono
che per un club sia preferibile avere un Presidente non eccelso ma un
ottimo Segretario piuttosto che vice versa. Io non so se questo sia
vero,
tuttavia nel
dubbio che questa teoria possa avere un qualche fondamento di
verità, mi sono
voluto cautelare scegliendo come Segretario una persona che, fin da
quando gli
ho chiesto di ricoprire questo importante incarico, ha dimostrato una
passione
e un impegno veramente encomiabili. Ora, siccome io sono appena stato
nominato Presidente, ma fino alla fine di questa serata sono ancora il
tuo Segretario,
con il tuo permesso, caro Riccardo, vorrei spogliarmi di almeno di una
di
queste due cariche, e siccome non mi sembrerebbe carino cercare di
liberarmi di
quella di Presidente, vorrei almeno lasciare quella di Segretario
procedendo ad
un inconsueto, per il nostro Club, passaggio delle consegne da
Segretario a
Segretario. Chiamerei quindi qui accanto a me colui che da questa sera
e per
tutto il prossimo anno sarà il Segretario del nostro Club, Marco
Dal Vecchio.
Ora, dopo questa parentesi fuori ordinanza,
ritorniamo nei canoni dell'ufficialità.
Autorità
rotariane, illustri ospiti, gentili Signore e Signori, cari amici.
Desidero iniziare con un
ringraziamento
a nome mio personale e di tutto il club, che da qualche minuto ho
l’onore e
l’onere di rappresentare, a Colui che mi ha preceduto nella veste di
Presidente. Voglio ringraziare l’amico Riccardo non solamente per tutto
ciò che
ha fatto in questo suo notevole anno di Presidenza ma soprattutto per
come lo
ha fatto, per il grande impegno, la dedizione, la serietà,
l’equilibrio, la
signorilità che ha profuso nel ricoprire questo delicato e
prestigioso
incarico. Riccardo ha saputo condurre il Club con spirito di amicizia e
serenità, caratteristiche che sono da sempre prerogativa
peculiare del Rotary
di Chivasso. Vorrei quindi che ci unissimo tutti insieme nel grazie a
Riccardo
tributandogli un caloroso ed affettuoso applauso.
Voglio ora salutare con
particolare
calore ed amicizia il Governatore Sebastiano Cocuzza, uomo di
straordinaria
umanità, che abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare nel
corso del Suo
mandato e ringraziarLo per la Sua presenza che ci onora questa sera.
Un caro saluto all’amico Aldo
Andreazza
Presidente del RC di Settimo Torinese con il quale avremo modo di
intraprendere
delle attività in comune e Giuliano Gilardini Emprin Presidente
del RC di
Chieri.
Desidererei ora salutare gli
amici del
nostro Club contatto di St Jean de Maurienne.
Cher amis,
je veux sohuaiter la plus chaleureuse bienvenue à la
soirée de notre passation
des pouvoirs. Particulièrement je veux remercier le Past
President Denis Chinal
pour l’action qui’l a entrepris avec Riccardo Barbero dans
l’année passée pour
raffermir les liens d’amitié et de fréquentation entre
nos deux clubs. Pour
l’année rotarien qui commence, cher Serge, notre but sera de
suivre avec le
meme zèle le chemin tracée. Et les projects communes qui
sont en chantier sont
de bon auspice. A toi et a ton Club nos meilleures vœux de
succès.
Permettetemi di ricordare come
è
accaduto che io questa sera sia qui di fronte a tutti voi a parlarvi.
Per
farlo, vorrei ricordare e ringraziare coloro che sono stati i punti di
riferimento della mia esperienza rotariana.
Il primo è colui senza
il quale io non
saprei quasi nulla del Rotary ed è l’amico Gianni Montalenti,
che, ormai 7 anni
fa, mi venne a proporre di partecipare come invitato a qualche riunione
del
Rotary Club di Chivasso. Questa esperienza è evidentemente
comune a tutti i
rotariani e non vi sarebbe nulla di speciale se non fosse per il fatto
che
Gianni seppe darmi con chiarezza e precisione i primi fondamenti di
vita
rotariana. Si discute oggi molto sulle motivazioni dell’appartenenza al
Rotary.
Comunque la si pensi, certamente appartenere al Rotary non vuole dire
semplicemente avere un distintivo al bavero della giacca e partecipare
a quelle
due o tre riunioni importanti dell’anno. Appartenere al Rotary
significa
innanzitutto prima conoscerne e poi condividerne i principi. Ebbene, io
ho
avuto la fortuna di essere introdotto da un rotariano autentico che mi
ha
aiutato molto nel maturare la mia scelta di entrare a fare parte
dell’associazione. E che Gianni sia un rotariano autentico è
dimostrato dal suo
impegno quotidiano e costante sia nel nostro club che in ambito
distrettuale.
Voglio inoltre ricordare come il mio ingresso nel club sia stato
enormemente
facilitato dal clima di grande cordialità e amicizia,
caratteristica peculiare
del nostro Club.
Avevo a mala pena iniziato a
capire la
differenza che passa tra un Prefetto ed un Governatore Distrettuale,
quando si
affacciò sulla mia strada un’altra persona che io e tutti quanti
noi ricordiamo
con tanto affetto e che, purtroppo, non è più qui con
noi. Erano passati appena
8 mesi dal mio ingresso nel Rotary, quando in una sera di dicembre del
‘98 si
svolsero le elezioni per la nomina del Presidente e del CD per l’anno
2000-2001. Io, come tradizione, da neofita, ero stato precettato per lo
spoglio
delle schede dello scrutinio. All’epoca non conoscevo ancora bene tutti
i soci
del Club, e quel nome che veniva fuori ripetitivamente ad ogni scheda,
Edoardo
Ellena, Edoardo Ellena, Edoardo Ellena, era per me un nome senza volto.
Finito
lo scrutinio ed eletto lui come nuovo Presidente, quel volto che
finalmente si
era accoppiato al nome, mi si avvicinò sorridente e mi rivolse
le sue prime
parole chiedendomi: “Vuoi farmi da segretario durante il mio mandato?”.
E io
con una notevolissima dose di incoscienza (per me all’epoca il
segretario del
Club poteva essere quello che affranca le lettere), senza pensarci un
solo
istante risposi “Sì, con molto piacere”. Iniziò
così per me una esperienza
straordinaria non solo dal punto di vista rotariano ma soprattutto
umano. Una
grande amicizia, fondata su una grandissima stima reciproca e su una straordinaria convergenza di intenti
e di ideali che si manifestava sia all’interno che all’esterno del
club.
Un’amicizia che presto si estese e coinvolse anche le nostre famiglie e
che ci
portò a fare insieme un indimenticabile viaggio a Roma durante
l’Anno Santo.
Ecco che cosa dà anche il Rotary: l’opportunità di creare
grandi amicizie che
si cementano attraverso la condivisione del principio del servire che
sta alla
base dell’etica rotariana. Purtroppo quella amicizia fu tanto intensa
quanto
breve, ma la presenza di Edoardo e l’insegnamento che lui ci ha
lasciato sono
sempre e comunque intensamente presenti e vivi in tutti noi.
Ma veniamo all’oggi. Ci
apprestiamo ad
affrontare l’anno rotariano 2004-2005, anno importantissimo, anno, come
ho
detto, del Centenario. Se mi consentite un piccolo inciso personale, il
sottoscritto l’anno prossimo dovrebbe già essere abbastanza
esperto di
centenari in quanto quest’anno cade il centenario della mia Azienda di
famiglia.
Tutti i circa 31.000 Rotary
Club sparsi
nei 5 continenti, sono stati chiamati a “Celebrare il Rotary”, come
detta il
motto del Presidente Internazionale Glenn Estess. E qual è il
modo migliore per
celebrare la nostra associazione se non applicando al meglio il motto:
“Serve
above self” e cioè “Impegnati a servire al di sopra di ogni
interesse
personale”. Questa esortazione è diretta indistintamente a tutti
i rotariani.
Proprio in quest’ottica è mia intenzione quest’anno cercare di
coinvolgere il
più possibile tutti gli appartenenti al nostro club attribuendo
precisi compiti
alle varie commissioni in modo tale che, attraverso un modesto
contributo di
molti, si possano raggiungere importanti obbiettivi.
Coloro che non vivono con
impegno la
vita rotariana perdono una grande opportunità, quella
cioè di trarre la immensa
gratificazione personale che deriva dal rendersi utili agli altri, e
dal
condividere questa esperienza con un gruppo di amici. Se durante
quest’anno
riuscirò a trasmettere questo messaggio, anche solamente in
piccola parte,
potrò ritenermi soddisfatto.
Altro aspetto che mi sono
posto come
prioritario, in linea con le indicazioni del Presidente Internazionale,
è il
coinvolgimento delle famiglie rotariane. L’aggregazione non solamente
dei soci
ma anche delle famiglie, può giovare grandemente ad accrescere i
rapporti di
confidenza e di amicizia all’interno del Club. Pertanto, a mio avviso,
un certo
sforzo in questo senso deve essere fatto per creare quella coesione che
è stata
la carta vincente dei tanti successi che il nostro Club ha ottenuto.
Consentitemi ora di fare una
piccola
considerazione sull’alternanza annuale delle cariche. Pur
rappresentando uno
dei suoi più grandi pregi, perché fornisce grandissima
dinamicità, a volte può
anche rappresentare un limite. Un anno è un periodo
ragionevolmente lungo per la
maggior parte delle attività, ma estremamente breve per il
raggiungimento di
obbiettivi di più ampio respiro. Un esempio molto vicino alla
nostra esperienza
è il recupero della Chiesa degli Angeli di Chivasso: senza un
impegno
pluriennale, reso possibile dall’esistenza della Fondazione Paul P.
Harris,
oggi la città di Chivasso non potrebbe disporre di un bene che
stava andando in
rovina. Credo quindi necessario garantire continuità con quanto
fatto nel corso
dell’anno appena concluso.
Nel segno di questa logica di
continuità, sono le scelte delle persone che ho chiamato ad
affiancarmi nella
gestione del Club. “Squadra che vince non si cambia” recita un detto
molto
popolare nello sport Ho ritenuto che, per affrontare i gravosi impegni
che ci
stanno di fronte nell’anno del centenario, il Club avesse
necessità di persone
di grande esperienza che hanno dimostrato di aver fatto molto bene nel
passato.
Ho pertanto confermato come tesoriere, e lo ringrazio per avere
accettato,
Enrico Cernusco, al suo quinto mandato consecutivo in questa veste.
Penso che
Enrico riuscirà a liberarsi di questa conferma ormai automatica,
solo nel
momento in cui sarà nominato presidente, cosa che non vedo poi
così lontana.
Così come voglio ringraziare Andrea Montalenti per avermi dato
la sua
disponibilità a rivestire il delicato compito di Prefetto che
così bene ha
fatto nell’anno testé concluso.
La responsabilità della
conduzione del
sito internet del Club è stata nuovamente affidata ad Antonio
Mezzacappa che in
questi anni ha dato prova di grande capacità anche come reporter
fotografico e
che ringrazio per la passione e l’impegno con cui svolge questo
compito. Il
Segretario, come vi ho già raccontato è stato cambiato
per evidenti motivi,
operando però una scelta sicuramente di grande valore. Una
novità, invece,
riguarda il bollettino, che ho affidato a Giovanna Vecchia, un po’
perché
arguta osservatrice degli eventi, un po’ perché il club possa
valersi del
contributo di una sensibilità
femminile
anche nella positiva prospettiva di avere, l’anno prossimo, per la
prima volta,
una signora come Presidente.
Una grande attenzione vorrei
porre sullo
sviluppo del nostro Rotaract. Pur essendo composto da giovani altamente
motivati e capaci ed ottimamente condotti quest’anno da Antonella
Lavazza, ha
indubbiamente necessità di forze nuove per mantenersi a quei
livelli di
eccellenza a cui è abituato. Molti dei suoi soci, infatti, sono
giunti alle
soglie dei limiti di età,. Sarà compito del nostro Club
di aiutare il nuovo
Presidente, Lorenzo Canavese, a gestire questo cambio generazionale.
Permettetemi solo più
di fare un ultimo
ringraziamento rivolto questa volta alla mia famiglia. A mia moglie
Rosalba e a
mio figlio Emanuele perché siano comprensivi con me e
perché mi aiutino e mi
sostengano in questo difficile compito così come hanno fatto
finora.
Naturalmente un pensiero va
anche a mio
padre al quale chiedo, all’età di 84 anni, di aspettare ancora
un anno ad
andare in pensione per aiutarmi, come ha sempre fatto con grande
vitalità,
nella conduzione dell’Azienda di famiglia.
In conclusione, io come
Presidente
cercherò di indicare la rotta sulla quale navigare, ma per
portare la nave in
porto avrò assoluto bisogno dell’aiuto e del contributo di tutto
l’equipaggio e
cioè di tutti voi, cari amici. Vi chiedo scusa fin d’ora e mi
appello alla
vostra comprensione per quegli errori che inevitabilmente farò e
che saranno
dettati dall’imperizia del nocchiero, ma mai, vi posso assicurare, dal
suo
scarso impegno.
Evviva
il Rotary. Evviva il Rotary Club di Chivasso.