“Signore e Signori.
L’inizio del mio mandato di presidente del Rotary Club di
Chivasso coincide con due ricorrenze, entrambe importanti: la
prima lo è sotto il profilo istituzionale, trattandosi
del cinquantenario della sua fondazione; la seconda lo è
invece dal punto di vista personale ed è legata al mio
ingresso nel sodalizio avvenuto nel 1997.
Dieci anni nel club, dunque, all’interno del quale ho trovato,
e trovo, senso di appartenenza, amicizia, rispetto, condivisione
di valori e di idee, aiuto.
Dieci anni in un club ritenuto, per diffusa opinione ed alla prova
dei fatti, a livelli di eccellenza.
Ho accettato questo onore con spirito di servizio, con senso di
responsabilità e, se non con preoccupazione o timore, certamente
con la consapevolezza di non poter eguagliare chi, fra coloro
che mi hanno preceduto, ha dato di sé importanti prove.
Ammetto quindi sin da ora i miei limiti, cari amici!
Mi conforta però l’aver notato che il Rotary, ma
in particolare il nostro club, consente a tutti di esprimersi
secondo le proprie peculiarità e quindi anche secondo la
sobrietà, l’essenzialità e l’immediatezza
che ritengo essermi proprie.
Mi conforta il sapere di poter contare, e ci conto!, sulla partecipazione
di tutti, nessuno escluso.
Proprio la condivisione degli obiettivi, in qualsiasi forma essa
sarà manifestata, rappresenta la imprescindibile premessa
per poter attuare il programma di questo anno rotariano che va
ad iniziare.
Nelle sue linee generali, maggiori informazioni saranno rese note
nella riunione riservata del 5 luglio prossimo, il programma sarà
articolato innanzitutto nella prosecuzione e nella integrazione
delle iniziative sviluppate dal mio predecessore Emanuele Campanella
per quanto riguarda la celebrazione del cinquantenario del Club,
oltre che nel mantenimento di quegli impegni assunti in passato,
ormai vere e proprie tradizioni del sodalizio, che ne hanno determinato
il suo sostanziale radicamento sul territorio.
Saranno poi dedicate attività di servizio ad alcuni temi
di grande attualità, emozionali e rotariani, che non possono
non essere a cuore di tutti noi: l’ambiente, le giovani
generazioni e gli anziani.
Intendo farlo non solo attraverso la realizzazione di concreti
strumenti specifici ma anche proiettando il Rotary al di fuori
delle proprie sedi istituzionali, quindi nelle scuole, nelle comunità,
per parlare di Rotary…ma non solo.
Ribadisco che conto sul contributo di tutti in qualsiasi forma
espresso, pertanto consigli, critiche costruttive, idee, partecipazione
diretta non sono solo gradite: sono attese!
Agli amici del Consiglio Direttivo voglio dire che ho già
da tempo iniziato a contabilizzare il debito di gratitudine nei
loro confronti per l’aiuto che mi hanno già dato
e che mi daranno.
Non ho scelto un motto al quale ispirare la mia presidenza; intendo
invece continuare ad aver ben presente una affermazione pronunciata
durante una intervista da chi sicuramente è più
impegnato di me verso gli altri: il Dott. Giorgio Salandini, medico
missionario in terra d’Africa
“Chi è più in alto lo è per servire
meglio“
E con queste parole, che tutti noi dovremmo ricordare a prescindere
dalla nostra appartenenza al Rotary International, termino e vi
ringrazio dell’attenzione.
Grazie.”
Gianfranco
Gardenghi