| Bollettino
N° 1612
|
| Riunione
del :
Sede : Presiede : Tema : Relatori :
|
21
settembre 2000
Ore 20:00 - Ristorante Villa Sassi - Torino Edoardo Ellena Illustrazione del viaggio in Palestina Don Piero Del Bosco - Parroco di Beinasco e accompagnatore di gruppi in Palestina per l'Opera Diocesana Pellegrinaggi. Sig. Giorgio Fascio - Organizzatore di viaggi in Palestina per l'Opera Diocesana Pellegrinaggi |
|
|||||||||||||||||||||
Il
segretario Anfosso apre la serata ricordando che c'è ancora disponibilità
di un posto al corso di "Public Speaking". Il presidente Ellena introduce
il discorso sul viaggio in Terra Santa e passa la parola a Don Piero, accompagnatore
ufficiale dell'opera Diocesana Pellegrinaggi. Giorgio Fascio, funzionario
dell'Opera Diocesana, illustra invece alcuni dettagli logistici per effettuare
il viaggio in tutta tranquillità. Ecco in sintesi le date, il programma
e le tappe previste. Partenza da Milano Malpensa mercoledì 8 novembre
nel pomeriggio e sistemazione in albergo .
Per un anno ho scritto articoli sul bollettino usando un tono impersonale, forse, per voler immodestamente cercare di essere un cronista imparziale e distaccato dagli avvenimenti che descrivevo, o forse, molto più verosimilmente, per il pudore del neofita che per la prima volta si cimenta nel difficile compito di dire qualche cosa che susciti un minimo di interesse negli altri. Quest’oggi, invece, voglio scrivere in prima persona perché, smessi i panni del “cronista” e con un briciolo di sfacciataggine in più, mi propongo, non di fare una fredda cronaca di un avvenimento ma di cercare, invece, di trasmettere un’atmosfera, un entusiasmo, una partecipazione come in rare occasioni è dato di incontrare. Domenica 10 settembre ho partecipato, insieme ad una vera moltitudine di persone tra cui molte autorità e molti amici anche rotariani, all’inaugurazione della nuova sede di Chivasso della Croce Rossa Italiana. Non parlerò quindi delle aride cifre, dei ventimila interventi all’anno compiuti dalla sede di Chivasso e dalle sedi ad essa collegate; né dell’anno (solo un anno!) che è stato necessario per trasformare un insieme di cadenti catapecchie in quella bellissima struttura che diventerà certamente un vanto per Chivasso; dei più di cinquanta mezzi e dei circa 500 (!) volontari che dipendono dalla CRI di Chivasso e così via. Non parlerò nemmeno della cerimonia in sé stessa, bella e coinvolgente con la S.Messa al campo, la banda che ha suonato l’Inno di Mameli e quello della Croce Rossa (caro Nanni, non offenderti, ma a me proprio non piace!), i discorsi delle autorità, il taglio del nastro, la mostra di pittura ed il sontuoso buffet. Voglio invece parlare delle persone, perché, banale quanto vero, dietro qualunque realizzazione ci sono le persone. Devo dire che non avevo mai avuto occasione di avere contatti con questo ambiente né dal di dentro né, fortunatamente, come “cliente”, per cui non avevo mai incontrato da vicino le donne e gli uomini della Croce Rossa. E’ stata una vera e piacevolissima scoperta! Tutti, indistintamente, dimostravano un giustificatissimo orgoglio di aver partecipato con il loro contributo a questa magnifica realizzazione che si stava inaugurando. Si sentiva aleggiare quell’autentico e cameratesco spirito di corpo che consente ad un gruppo di persone di mettersi insieme, votandosi tutti ad una sola causa per perseguirla con tenacia, passione e sacrificio: io, domenica, ho visto i “lustrini” e quindi posso solo immaginare che cosa voglia dire passare le notti pronti ad intervenire con il ghiaccio per terra e magari la nebbia e portare non solo aiuto fisico, ma anche conforto e rassicurazione, dimenticando i proprii problemi e dimenticando di non essere comodamente a casa propria circondati dalla propria famiglia. Le motivazioni che spingono queste magnifiche persone a dedicare così tanto di sé stessi agli altri sono sicuramente molte più di quanto io possa immaginare, ma sicuramente la finalità alla quale esse si applicano è una sola: il bene altrui. Questo mi ha portato a fare un parallelo con l’impegno rotariano: noi rotariani dedichiamo sicuramente una parte del nostro tempo e delle nostre energie per essere di aiuto agli altri, ma sicuramente, e parlo del mio personale impegno rotariano, diverso è essere in prima linea. Certamente l’agire in prima linea comporta un coinvolgimento emotivo e quindi dei sacrifici ed una fatica molto maggiori, ma sicuramente anche la gratificazione è più grande. E’ vero, ci sono tanti rotariani che vanno sul campo ad affrontare direttamente la sofferenza ed il disagio degli altri, ma ho l’impressione che siano relativamente pochi rispetto alla massa. Ma, ritornando ai volontari della CRI che ho incontrato, devo dire che ciascuno di loro è la dimostrazione di quanto sia determinante nell’uomo una forte e radicata motivazione, che consente di affrontare a cuor leggero dei disagi che altrimenti peserebbero come macigni. Infine, mi sia consentito, un briciolo di sano orgoglio rotariano lo provo anch’io quando penso che uomini determinanti al compimento di questa magnifica realizzazione sono rotariani e per di più appartenenti al nostro Club. Parlo, evidentemente, di Vincenzo Gribaldo che per ben quarant’anni (!) è stato Presidente della CRI di Chivasso; di Riccardo Martini che, oltre ad essere stato Presidente per 5 anni, è stato artefice con il suo progetto, della ristrutturazione che ha portato alla realizzazione dell’attuale sede e naturalmente di Nanni Micca che non contento di essere medico di base, pater familias (e di una famiglia non poco “impegnativa”), rotariano, ottimo jazzista, ha deciso di prendersi il “leggero” incarico di fare il Presidente della CRI di Chivasso e, con tale incarico, di iniziare e condurre a termine il progetto il cui risultato, oggi, è sotto gli occhi di tutti. Sicuramente non tutto sarà così perfetto ed armonioso come mi è apparso in tre ore di mia permanenza: sarebbe sciocco pensarlo. Le difficoltà, quando si devono gestire sistemi così complessi nei quali sono coinvolte così tante persone, certamente esisteranno, tuttavia alla fine ho tratto la conclusione che, visti l’impegno e la passione accompagnati certamente da una grande competenza professionale di tutti i volontari e le volontarie della CRI, il giorno in cui, mi sia permesso un piccolo scongiuro, dovessi passare da amico a “cliente”, mi troverei sicuramente affidato ad ottime mani. G. Anfosso
|
|||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||
|
E-mail: Webmaster webmast@rotarychivasso.org |