LA
RELAZIONE
Università.
Quale futuro?
A
questa domanda hanno provato a rispondere ben quattro Docenti che vivono
quotidianamente le esigenze di migliaia di ragazzi che rappresentano gli
artefici del nostro futuro economico e sociale nonché gli uomini
guida del nostro domani.
I
professori Civalleri (Politecnico), Lantella (Giurisprudenza), Corradetti
(Economia), Giulio (Medicina Veterinaria) e Borasi (Politecnico) assente
per motivi di salute, ma presente con una relazione scritta, hanno sviluppato
un tema estremamente interessante quanto complesso e variegato: come si
sviluppano i corsi di laurea dopo la riforma proposta dal Ministro.
Tutto
parte dalla necessità di omogeneizzare il valore dei contenuti dei
vari corsi in un contesto europeo e dalla problematica tutta italiana dei
forti abbandoni degli studenti durante il percorso universitario. Molto
meno del 50% degli iscritti al primo anno raggiunge l’obiettivo della laurea
e tra coloro che giungono al traguardo, molti non lo fanno rispettando
la tempistica assegnata, andando a ingrossare la quota dei “fuori corso
“. Se questi sono i mali, i rimedi non sembrano risolversi in un percorso
diversificato rispettivamente di primo e secondo livello: laurea e laurea
specialistica ,ma nella carenza, per fortuna non di tutti, di una consistente
cultura di base e una buona dose di propensione allo studio.
Questi
problemi dovrebbero però essere affrontatie risolti a monte, ma
se oggi conosciamo limiti e pregi di licei e diplomi tecnici, con le ipotesi
in atto di riforma fin dalla scuola elementare, si può avere il
timore ,fondato sulle esperienze precedenti, che la scuola selezioni sempre
di meno tendendo al minimo e non al massimo comun denominatore.
Ma,
bando al pessimismo, come sempre avremo ottimi docenti che prepareranno
ingegneri, dottori, avvocati, professori e professionisti che opereranno
in un mercato sempre più specialistico e specializzato cercando
di far incontrare sempre maggiormente le esigenze del mondo produttivo
con il mondo della scuola.
La
riforma in atto istituisce corsi di laurea triennali cosiddetti di primo
livello, a cui fanno seguito corsi di laurea specialistica biennali cosiddetti
di secondo livello, Il primo persegue la formazione su metodi e contenuti
scientifici generali per l’esercizio di attività professionali.
li secondo persegue la formazione di livello avanzato per l’esercizio di
attività professionali di qualificazione elevata.
La
riforma inoltre organizza la didattica in crediti distinti in crediti svolti
con la presenza del docente (lezioni frontali, esercitazioni, tirocini)
e in crediti di studio riguardanti l’impegno dello studente nello studio
personale e in altre attività di tipo individuale. E’ difficile
dire se gli obiettivi che la riforma si propone possano essere raggiunti
con successo.
Due
sono gli ostacoli principali: la necessità di strutture adeguate
e numeroso personale anche tecnico per realizzare la nuova didattica.
Bisogna
che il corpo docente, sottolinea il professore Giuseppe Ladetto, muti profondamente
il modo di fare didattica, cessando di pretendere di svolgere dei corsi
esaustivi delle conoscenze disciplinari e selezionando solo quanto è
indispensabile allo studente per acquisire competenze professionali ben
definite.
Occorre
inoltre che i docenti adottino comuni metri di valutazione della preparazione
degli studenti, poiché l’organizzazione dei corsi è incompatibile
con la presenza dei cosiddetti ” fuori corso “, una peculiarità
delle università italiane.
Ognuno
dei relatori ha poi tratteggiato un quadro specifico riferito agli indirizzi
delle varie facoltà ed evidenziando gli aspetti positivi e le difficoltà
nel tradurre in pratica gli obiettivi della riforma.

NOTIZIE
DAL DISTRETTO
Lettera mensile
del Governatore Giuseppe Raffiotta — Novembre 2000.
Cari
Amici ed Amiche Rotariani,
li
Rotary dedica il mese di novembre alla Fondazione Rotary, un oggetto sconosciuto
per molti rotariani ed al quale non sempre viene rivolta l’attenzione che
merita.
La
Fondazione Rotary, però, ha messo a disposizione, per il nostro
Distretto, 4 Borse di Studio annuali (Ambasciatori di pace) e 57.000 dollari
da utilizzare, come sovvenzioni paritarie, per investimenti in azioni di
solidarietà. Questi fondi sono un segno concreto della attività
della nostra fondazione. Invito tutti i Club del Distretto ad utilizzarli,
invito che già ho espresso di persona negli incontri con i soci
dei Club fin qui visitati.
Per
meglio conoscere i programmi della Fondazione, il nostro Distretto, ed
il Distretto 2050, insieme organizzeranno un Seminario di informazione,
da tenere nella giornata dell’il novembre. In tale occasione, ne sono certo,
ritroveremo lo slancio per portare a compimento quelle azioni internazionali,
già avviate dal Rotary, a favore dei più deboli e di chi
soffre.
Il
Distretto sta preparando una raccolta di fiabe, insieme ad un CD dove le
stesse fiabe saranno raccontate con un accompagnamento musicale. L’opera
sarà pronta per Natale, e sarà distribuita per raccogliere
fondi da utilizzare come Partner Polioplus di un paese dove fosse necessario
sopprimere gli ultimi focolai della malattia. Sarà un altro nostro
piccolo contributo ad uno dei programmi della Fondazione: debellare la
poliomielite, totalmente, dal mondo
Migliorare
la potabilità dell’acqua di Santo Domingo è un ulteriore
programma del Distretto a favore dei bambini, Il tema dello Scambio Gruppo
di Studio. di quest’anno, infatti, sarà l’acqua potabile. Per tale
motivo invito tutti i Club a prendere contatto con i membri della Commissione
S.G.S. (Scambio Gruppi di Studio) per segnalare il nome di tecnici esperti
di acquedotti o di potabilità, e quello di medici e di biologi,
non appartenenti al Rotary, che possano concorrere alla soluzione del problema,
con un loro contributo professionale durante una permanenza di 25 giorni
in Santo Domingo.
Le
iniziative che abbiamo ricordato e nelle quali ci siamo impegnati, sono
nate e sostenute da sentimenti di solidarietà, quella solidarietà
che è una prerogativa del Rotary. La Fondazione è lo strumento
creato per “appoggiare l’attività di servizio svolta dal Rotary
Internazionale". Senza la Fondazione, il Rotary sarebbe diverso. Mi auguro
che ogni socio senta il desiderio di conoscere e di capire il significato
e la grandezza di questa nostra realtà: la Fondazione Rotary.
Mentre
sto scrivendo questa lettera, il mio lago Maggiore sta esondando verso
gli abitati di lntra e Pallanza. Giungono notizie di disastri dalla Valle
d’Aosta, da Torino e da tutto il Piemonte.
Un
numero elevato di persone sta soffrendo per Io straripamento dei fiumi
ed ancora non si conosce l’entità dei danni, che sicuramente saranno
molto gravi. Decideremo le iniziative che potremo intraprendere. In questo
momento mi sento molto vicino a tutte le persone che soffrono e Vi invito,
Rotariani del Distretto 2030, a prenderci tutti per mano, con la mente
e con il cuore, per formare una lunghissima catena di fratellanza e di
solidarietà.
Vi abbraccio con affetto.
Giuseppe.
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