LARELAZIONE
L'amicoGardenghi é stato l' organizzatore e
promotore della serata; nelcorso della stessa ha assunto il ruolo di moderatore
e presentatore deinumerosi oratori nonché degli argomenti da lorotrattati.
Iltutto si è svolto con la partecipazione di persone che professionalmente
studiano il territorio cercando le migliori soluzioni per prevenire
i rischi geologici e dei Sindaci, rappresentanti istituzionali dei cittadini
che vivono e subiscono le calamità naturali.
Dopogli interventi dei numerosi relatori quale conclusione? Se qualcuno
pensava a qualche colpevole, lo si è trovato solo nelle nuvole portatrici
di pioggia e se qualcun altro pensava a rimedi certi si è dovutoaccontentare
della prevenzione perché purtroppo anche l'acqua èsoggettaalla
legge della gravità e scende dall'alto verso il basso.
"Attività di Prevenzione del Rischio Geologico e pianificazione
territoriale" è il titolo di un volumetto fornitoci dalla Direzione
dei ServiziTecnici di Prevenzione della Regione Piemonte a cui ha collaborato
il DottorGiuseppe Ben relatore della serata con la partecipazione dell'Ing.
Gervasioe del Prof Grasso.
Laprima domanda che si sono posti i relatori è stata:
Solonegli ultimi anni si sono registrate situazioni climatiche tali da creare
così gravi danni alle regioni del nord e in particolare alle nostre
zone? Certamente, no è stata la risposta.
Eventialluvionali e fenomeni di dissesto del territorio montano e collinare
nonsono solo di oggi; basti ricordare le disastrose alluvioni
del 1810 e del 1893 come ha sottolineato l'Incoming Governor Prof. Franco
Grasso. Le alluvioni non sono solo dovute al buco dell'ozono, alla pocacura
prestata nella manutenzione dei corsi d'acqua, alla cementificazionedelle
aree urbane, al modo attuale di concepire l'agricoltura.
Oggiperò come ricordava il dottor Ben, la maggior parte dei Comuni
piemontesi è a rischio idrogeologico per cui sono necessarieprofonde
revisionidei Piani Regolatori comunali in seguito alle calamitànaturalidel
94 e del 2000. Complessivamente i Comuni alluvionati dalle recentipiene sono
stati circa 700 dei quali 237 nella sola provincia di Torinocherappresentano
l'80% dei comuni del territorio provinciale.
Attualmentequindi si deve invertire rotta nelle pianificazioni delle
aree emigliorare il sistema di allertamento delle popolazioni che ne possono
essere colpite.
Oggisi possono condurre studi per edificare con criteri più sicuri;
tentare di contenere le piene dei fiumi, governare il più possibile
le piene per renderle meno dannose evitando di edificare in areeche
non saranno mai difendibili se non a costo di maggiori danni in altrezone.
Ilmessaggio che ci è stato trasmesso porta questo comun denominatore:
Ingegneri e Geologi ci vogliono ricordare accorgimenti semplici che peralcuni
anni abbiamo dimenticato o abbiamo sottovalutato così comescriveva
Gardenghi nelle sue considerazioni pochi giorni dopo l'alluvionedi ottobre.
L'ingegnerGervasio, profondo conoscitore della nostra area, collaboratore
come ingegnereidraulico dell'Amministrazione Comunale Chivassese è
il redattoree di un progetto che studia in modo approfondito la confluenza
dell'Orconel Po con i suoi riflessi sui rii minori. Ha inoltre predisposto
un progetto più ampio sempre sull'asta dell'Orco approvato evoluto
da tuttii Sindaci dei comuni che si trovano sulla tratta interessatafino
a Rivarolo.
Daprofessionista che si è guadagnato i galloni sul campo di battaglia
con presenza continua nei giorni delle alluvioni Chivassesi di ieri e dioggi,
si è augurato di non essere colui che di volta in volta, dipiena in
piena, registra la morte di questo torrente, il cui nome descriveanche il
suo comportamento. Finora con mezzi e disponibilità limitate,con la
grande fatica e saggezza dei vecchi contadini, si era stati capacidi governare
la natura senza ostacolarla e ottenere da essa grandivantaggi. Ne sono
un esempio le dighe di Ceresole che consentono la produzionedi consistenti
quantità di energia elettrica anche se neipensieri diqualche
cittadino residente a valle queste evocano timorinon veritieri diondate di
piena causate da aperture improvvise dei loroserbatoi.
ISindaci di Chivasso e Crescentino hanno sottolineato invece come certi
eventi siano difficili da prevedere e molto più da governare. Entrambi
hanno evocato le piene precedenti che avevano causato gravi danni e chesi
sono ripetute recentemente poiché non erano state realizzateoperedi
difesa preventiva. L'intervento di prevenzione non potràcomunquemai
garantire in assoluto la sicurezza di tutte learee a causadell'imprevedibiilità
della natura e della sua forzasempre difficileda sottomettere.
Dopouna lunga illustrazione da parte dei rappresentanti della sezione
Settimese della Croce Rossa che hanno spiegato le loro fatiche e i problemi
incontrati, si è sviluppato come avevano auspicato gli organizzatori,
un lungo e interessante dibattito sulle prossime e speriamo molto lontane
esondazioni, sui danni collettivi che registreremo e in quale modo siapossibile
almeno parzialmente prevenirle.

NOTIZIEDAL CLUB
Congratulazionivivissime!
Ilconsiglio direttivo della Rotary Club di Chivasso, considerati i meriti
del Commendatore Carlo Vivenza, socio fondatore del Club, ha deciso dinominarlo
socio onorario.
Laconsegna della relativa pergamena è avvenuta per mano dell'attuale
presidente Ellena e dell' incoming president Vivarrelli in concomitanzacon
gli auguri di Natale. I soci si congratulano con Carlo Vivenza perl'impegno
profuso e per l'attaccamento dimostrato al nostro Club: infattiè stato
l'ultimo impegno da cui si è dimesso. Riconosconoin persone come questa
un modello da seguire per realizzare concretamentegli ideali rotariani.

|