LA
RELAZIONE
La
serata del 15 febbraio è stata un po' particolare, perché
fuori dai soliti schemi e allietata dai nostri bambini e ragazzi mascherati
e felici.
Il
presidente Ellena ha ringraziato in apertura gli amici Nanni Micca,
per le sue esecuzioni alla tastiera, Gianluca Bruno, presentatore ufficiale
e la moglie Rossella per aver confezionato per ogni convenuto una coccarda
gialla e blu, colori tipici del Rotary. Ha poi annunciato la presenza della
Bella Tolera e dell'Abbà, le maschere Chivassesi, accolte da un
caloroso applauso di benvenuto. Al tavolo della Presidenza sono inoltre
stati invitati il Presidente dell'Agricola, i soci Actis Alesina e Vaj
ex Abbà, con Paola, figlia del socio Racca, ex Bella Tolera. Erano
inoltre presenti due rappresentanti della Confraternita dei Nocciolini
e del Sambajon con i loro caratteristici mantelli rossi che, al termine
della cena, hanno offerto a tutti i nocciolini innaffiati dall'ottimo Sambajon.
Un grazie affettuoso al Cav. Mario Bertolino, Gran Maestro Pasticcere e
alla Confraternita. Nella seconda parte della serata, i protagonisti sono
stati i bambini, coinvolti prima dai nostri amici Gianluca e Nanni
in una appassionante gara per indovinare i titoli di alcune colonne sonore
di film per ragazzi e successivamente affascinati dalle esecuzioni perfette
di Carlo, abilissimo nelle arti marziali musicali.

QUESTA
SETTIMANA SI E' PARLATO DI....
Vi
proponiamo una relazione fornitaci dal nostro socio Loris Actis Alesina,
Direttore del Foro Boario di Chivasso, su un argomento di scottante attualità:
ENCEFALOPATIA
SPONGIFORME BOVINA: ESB o BSE
L'encefalopatia
spongiforme bovina (ESB) o (BSE) (Bovine Spongiform Encephaalopathy) è
una malattia neurologica degenerativa del Sistema Nervoso Centrale
che colpisce i bovini adulti.
La
maggior parte dei casi si verifica in animali di età compresa fra
i 4 e i 6 anni, con un minimo di venti mesi (unico soggetto segnalato in
Inghilterra) ed un massimo di 18 anni. Non esiste possibilità
di cura nè vaccinazione e la malattia, ad andamento cronico, risulta
costantemente fatale. L'ESB appartiene al gruppo di malattie denominate
Encefalopatie Spongiformi Trasmissibili ( EST ) che include tra le altre
la Scrapie della pecora e della capra, la malattia di Creutzfeldt-Jakob
(CJD) dell'uomo e la nuova variante di quest'ultima (nvCJD), tanto
temuta e discussa negli ultimi anni.La malattia è provocata dall'accumulo
di particelle della proteina Prionica (PrPSc) che rappresenta una isoforma
patologica della PrPc, normalmente presente nel tessuto nervoso, non in
grado di indurre reazione infiammatoria né immunitaria. L'ESB ha
fatto la sua comparsa, come nuova malattia, nel Regno Unito nel 1985 ed
è stata descritta ufficialmente nel Novembre 1986. In seguito la
malattia ha assunto l'andamento di una vera e propria epidemia, con 174.433
colpiti alla data del 2 Aprile 1999, distribuiti in oltre 34.000 allevamenti,
sempre in U.K.La prima particolarità della BSE, rispetto alle altre
EST, risiede nella diffusione epidemica che la malattia ha avuto, sin dalla
sua comparsa, a confronto delle altre EST caratterizzate da andamento sporadico.Inoltre
la successiva identificazione di una nuova variante della malattia di Creutzfeld-Jakob
(nvCJD o nvMCJ) nel Regno Unito e gli studi su essa svolti, hanno portato
alla conclusione che il legame fra la ESB e la nvMCJ sia pressoché
certo. La nuova variante della malattia di Creutzfeld-Jakob, che non presenta
le caratteristiche elettroencefaliche tipiche della CJD classica ed è
in grado di colpire l'uomo in età più precoce, ha fatto la
sua comparsa nel Regno Unito nel 1955. Il Ministro della Sanità
inglese ha successivamente (Marzo 96) ammesso che 14 persone erano decedute
in seguito a questa nuova forma della malattia e che probabilmente esse
si erano ammalate dopo aver assunto tessuti bovini infetti da ESB.
Attualmente sono stati descritti tre nuovi casi di nvCJD in FranciaLa spiegazione
scientifica, che gode oggi di maggior credito, dell'andamento epidemico,
e quindi dell'ampia diffusione della malattia nel bovino, ipotizza che
l'infettività risieda nelle carcasse bovine riciclate per ottenere
farine di carne ed ossa, a loro volta destinate all'alimentazione del bestiame.
Il riciclo delle cacasse infette, nonché le modifiche tecnologiche
apportate a partire dal 1981/82 (abbassamento delle temperature ed
abbandono del solvente per l'estrazione dei grassi), avrebbero consentito
il riciclaggio e l'amplificazione di una malattia bovina rara e non ancora
identificata.Una seconda ipotesi, attualmente ritenuta meno probabile,
sarebbe il riciclaggio, con le stesse modalità, dell'agente
infettante della Scrapie ovicaprina, con passaggio ai
bovini e, successivamente, la propagazione attraverso il riciclo di carcasse
sia bovine sia ovine. In ogni caso la responsabilità delle farine
di carne ed ossa contaminate è oggi ammessa dalla quasi totalità
del mondo scientifico. Sono stati presi pertanto provvedimenti legislativi,
per quel che riguarda l'alimentazione dei ruminanti sia a livello dei singoli
Stati membri, a partire dal Regno Unito (divieto di utilizzo
delle farine di carne ed ossa di ruminanti per l'alimentazione dei ruminanti,
1988), sia a livello Comunitario 1994. Per quel che riguarda l'Italia,
il primo provvedimento ufficiale risale al 15 Novembre 89 e vietava l'importazione
di farine di carne di ruminanti dalla Gran Bretagna. Successivamente, sempre
in Iltalia, a seguito delle decisioni Comunitarie è stata
vietata la somministrazione di farine di carne di mammifero ai ruminanti
(O.M. 28/07/94). Questa decisione di escludere le farine di tutti i mammiferi
dall'alimentazione dei ruminanti sarebbe ancor oggi giustificata dalla
difficoltà di differenziare le specie di origine durante l'analisi
delle farine stesse. Un ulteriore severo provvedimento in questo senso
è rappresentato dall'O.M 30/04/97 che vieta la somministrazione
di proteine animali ai ruminanti, provvedimento utile a prevenire ed a
perseguire le frequenti frodi sanitarie perpetrate al fine di utilizzare
nei mangimi per ruminanti le farine bovine, il cui prezzo era nel frattempo
crollato.Tale ordinanza è stata successivamente adeguata (aprile
98) alla direttiva 97/47 CE del 28/07/97, per cui dal 28/05/98 la
somministrazione di proteine derivanti da tessuti di mammiferi è
stata vietata esclusivamente ai ruminanti. Dal 05/12/2000 la CEE
ha provveduto ad estendere il provvedimento a tutte le specie animali (
sia da reddito che da compagnia) .A parte la drammatica situazione inglese,
la BSE è stata segnalata, con proporzioni nettamente inferiori,
in diversi altri paesi, sia in animali autoctoni sia in animali importati
dal Regno Unito.La situazione epidemiologica dei vari paesi viene tenuta
costantemente sotto controllo ed i dati aggiornati vengono pubblicati periodicamente
dall' OIE (Office International des Epizooties). Poiché, al momento
attuale, non esistono metodiche diagnostiche routinarie da effettuarsi
in vita, l'esame clinico rappresenta il primo e fondamentale passo nella
diagnosi di BSE. La conferma della diagnosi di BSE deve essere eseguita
mediante esame istologico dell'encefalo ed isolamento o riconoscimento
nel tessuto della proteina alterata (PrPres) responsabile delle lesioni
degenerative caratteristiche della malattia.
Materiali
e tessuti a rischio.
Attualmente
i materiali specifici a rischio ( SRM) bovini in cui è stata confermata
la presenza del prione e che vengono eliminate al momento della macellazione
da tutti gli animali di età superiore ai 12 mesi sono: Cranio
comprendente:
-
Encefalo; - Occhi; - Amigdale; - Ileo;
Per
la colonna vertebrale è stata proposta l'eliminazione negli animali
superiori ai 20 mesi di età.
Carne:
gli studi effettuati fin ora hanno portato a concludere che il livello
di infettività del muscolo scheletrico non è rilevabile.
Latte:
in esperimenti condotti negli anni passati, non si era riuscito a trasmettere
la BSE tramite il latte, il che aveva portato a concludere che la
malattia non fosse trasmissibile per questa via. L'equipe del Prof. Adriano
Aguzzi, che in Svizzera studia questa patologia, ha visto, esclusivamente
in vitro, un legame fra il prione patologico ed il plasminogeno, proteina
presente sia nel sangue che nel latte.
Sangue:gli
studi effettuati hanno portato a concludere che la presenza del prione
nel sangue è incerta: non si è mai messo in luce, infatti
, il passaggio dell'infezione attraverso il sangue. Esso viene quindi assunto
con un livello di infettività basso. La pericolosità del
sangue tuttavia può risiedere nel fatto che, al momento dell'abbattimento
degli animali, frammenti di materiale celebrale entrino nel torrente circolatorio.
BSE
e nvCJD
La
malattia di C.J. è una malattia neurologica appartenente alla famiglia
delle encefalopatie spongiformi umane. E' stata descritta per la
prima volta negli anni 20 ed è presente in tutto il mondo, l'incidenza
è di circa 1 caso per milione di abitanti all'anno, e si riscontra
in persone di una certa età (in media 65 anni). Tra la fine del
95 e l'inizio del 96 sono stati riscontrati 10 casi di una forma di malattia
simile alla CJD classica, ma con caratteristiche cliniche tali da poterla
considerare una nuova variante: la nvCJD.In particolare, l'insorgenza differiva
in forma eclatante dalla forma classica: tutti i soggetti colpiti
erano giovani ed il decorso della malattia era relativamente lungo (13
mesi contro i 4,5 della CJD classica).
I
segni clinici
Nelle
prime fasi della malattia, i pazienti mostrano sintomi di tipo psichiatrico,
per lo più depressione, meno spesso schizzofrenia simile a psicosi.
Nella metà dei casi è stata segnalata anche una sensazione
di "appiccicosità della pelle".Con il progredire della patologia,
compaiono segni neurologici quali barcollamenti, difficoltà di movimento
e corea; nelle ultime fasi che precedono la morte, il paziente diventa
completamente immobile e muto.
La
diagnosi
Al
momento non sono disponibili test diagnostici che permettono di identificare
la patologia prima che compaiano i segni clinici. L'aspetto clinico, la
natura progressiva della patologia e la mancanza di altre patologie da
inserire nella diagnosi differenziale sono i segni caratteristici della
vCJD.
Possono
essere d'aiuto la risonanza magnetica nucleare, la biopsia tonsillare e
l'analisi del liquido celebro-spinale.La conferma della diagnosi oggi si
può effettuare solo con l'esame microscopico dell'encefalo: sono
visibili microscopici aggregati multipli circondati da buchi, che
hanno l'aspetto di una margherita.
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