Bollettino N° 1631
Cren N° 61

  HOMEPAGE BOLLETTINI

Riunione del :
Sede : 
Presiede : 
Tema : 
Relatore :
 15 Marzo 2001 
 Tour per Torino con conviviale alla "Bruschetteria Pautasso" - Piazza Emanuele Filiberto 4 
 Gennaro Vivarelli 
 Torino Magica 
 Le guide dell'Agenzia Somewhere
 
PROSSIME RIUNIONI
22/03/01
"La By-ciclette amusante" - Concerto di arpa
Ore 21:15 - Chiesa della Madonna degli Angeli - Chivasso.
Riunione aperta al Pubblico.
Soliste: 
Gabriella Bosio 
e Mara Galassi
29/03/01
"Le tre religioni monoteistiche" 
Interclub con RC Settimo Torinese - RC Torino Nord - RC Torino Nord Est.
Ore 20:00 - Ristorante Villa Sassi.
Don Peradotto con la partecipazione di un studioso della religione ebraica e di uno studioso religione islamica. 
05/04/01
Il Rotary e i programmi scambio giovani. 
Riservata con buffet 
Ore  20:00 – Chiesa degli Angeli – Chivasso
Dott. Sandro Casabassa 
RC Giaveno Val Sangone
12/04/01
Non ci sarà riunione – Giovedì Santo  
t19/04/01
Visita alla Croce Rossa di Chivasso. 
Consegna a Silvia Favetta dei fondi per l'acquisto dell'apparecchiatura di audiometria per il reparto di Pediatria dell'Ospedale Civile di Chivasso. 
Cena con catering.
Ore 20:00 - Sede della CRI di Chivasso
 
26/04/01
Riservata con buffet 
Ore  20 – Chiesa degli Angeli – Chivasso
 

ALTRI APPUNTAMENTI


Lunedì
03/04/01
Il Presidente del RC Settimo, Giuseppe Vidossich ci aveva proposto un interclub dal titolo: 
"Mucca pazza, ortaggi Frankestein, uomo folle".
Ore 20:00 - Ristorante Antica Zecca Jet Hotel - Caselle Torinese"
Per impegni del Club precedentemente assunti non abbiamo potuto aderire. Tuttavia chi fosse interessato a partecipare a titolo individuale, può mettersi in contatto con il nostro segretario che provvederà a raccogliere ed inoltrare le prenotazioni. 
Dott. Valpreda
Prof. Giovannetti 
Dott. Rabino.

 


LA RELAZIONE

Una vellutata e tiepida serata di metà marzo, ha fatto da cornice ad una esperienza abbastanza particolare: quella di essere turisti, con tanto di pullman e guida, in una città che tutti noi conosciamo così bene, e, badiamo bene, non per visitare un monumento o un museo, ma per scoprire la città nel suo complesso sotto un aspetto assolutamente particolare: quello della magìa e dell’esoterismo. Il tutto in una atmosfera a metà tra la gita scolastica e la serata culturale.

Ci si separa in due gruppi su due pullman: siamo in 58, un numero notevole! Il tour ha inizio da Piazza Statuto dove il primo monumento ad essere preso in considerazione, è il grande monumento ai Caduti del Frejus (1879). La galleria ferroviaria del Frejus, inaugurata nel 1871, fu certamente per l’epoca, una impresa immensa, che mise in collegamento il Piemonte con la Savoia, l’Italia con l’Europa Nord-Occidentale. L’iconografia classica del monumento spiega che, esso è composto da una piramide di massi di quarzite estratti dallo scavo del traforo, sormontati dal “Genio della Scienza”, statua bronzea alta e slanciata opera di Odoardo Tabacchi e fusa nell’Arsenale di Torino. L’ideatore dell’opera, Marcello Panissera di Veglio, allora Presidente dell’Accademia Albertina, volle precipitare dalla cima i titani per far posto, oltre al Genio della Scienza, ad una lapide che riporta il nome dei tre ingegneri che diressero gli scavi del traforo: Sommellier, Grandis e Gattoni; trionfo del positivismo e della potenza creatrice dell’uomo. Per spiegare esotericamente il monumento, bisogna partire dalla considerazione che Torino è una città in cui si fronteggiano magia bianca e magia nera e le zone di influenza di queste due pratiche sono ben definite: tutta la zona di Valdocco comprendente anche Piazza Statuto, Via Garibaldi, fino a Piazza Solferino e le vie retrostanti piazza S.Carlo, fino a Piazza Castello, appartengono all’area “nera” mentre da Piazza Castello verso il Po, Piazza Vittorio Veneto, la Gran Madre, fanno parte dell’area “bianca”. Piazza Castello è il punto di incontro e di equilibrio delle “due città”. Orbene, l’angelo nero (il Genio della Scienza) è volto, non verso occidente cioè verso il Frejus, dove parrebbe logico che fosse volto, ma verso Oriente e guarda nella direzione di una donna velata (la Conoscenza) che dalla scalinata della chiesa della Gran Madre di Dio, si oppone alle sue nefaste influenze. La forma stessa del monumento, una piramide che punta verso il cielo con gli uomini (i Titani) che vi tendono ma che sono impediti nel loro anelito di trascendenza dalla presenza dell’angelo nero, è un altro potente simbolo esoterico. 

Il pullman ora si dirige lungo Corso Principe Eugenio, verso il Rondò della Forca. Sul significato evocativo del luogo, c’è ben poco da dire, poiché ospitava il patibolo dove venivano giustiziati, nei giorni di festa affinché il popolo potesse assistervi, i rei dei delitti contro gli uomini, e contro Dio. Già perché Torino, negli anni più bui della Santa Inquisizione fu anche sede di un Tribunale Ecclesiastico del Sant’Uffizio che giudicava sui casi di eresia e stregoneria. La statua del Beato Cafasso che consola un condannato, all’inizio di Corso Valdocco, è lì per ricordarci come, se da una parte la chiesa mandava al patibolo, dall’altra aveva anche uno scopo consolatorio e di soccorso spirituale; per questa sua vocazione a portare conforto ai condannati, il Cafasso divenne il protettore dei carcerati. L’area di Valdocco era anche l’area cimiteriale di Torino in quanto, abbandonata l’usanza, per motivi di salute pubblica di seppellire i morti nelle chiese o nelle adiacenze di esse, il primo cimitero fu costruito presso San Pietro in Vincoli, allora fuori delle mura della città; dal che il detto “Andè a San Pè di Coi” significava passare a miglior vita. 

Nel frattempo il nostro pullman è giunto attraverso Corso Regina, Piazza della Repubblica (Porta Palazzo), in via Milano il cui isolato destro apparteneva tutto ai Padri Domenicani come si può vedere da due teste di cani nell’edificio che fa angolo con Via Santa Chiara, e dalla successiva Chiesa di San Domenico, unica chiesa medioevale di Torino. L’ordine dei Domenicani che aveva in carico la gestione del Sant’Uffizio, aveva giurisdizione non solamente sulla città di Torino ma su tutto il Piemonte attraverso il quale gli inquisitori si spostavano per compiere il proprio Uffizio. Vale ricordare che, attraverso i secoli, il Piemonte fu attraversato da numerose “eresie” le cui principali furono Catari nel Biellese, Valdesi e Calvinisti nel Pinerolese. 

Siamo giunti ora in Piazza Palazzo di Città già Piazza delle Erbe, che oltre ad ospitare il mercato, fu anche sede del patibolo e luogo di altre penitenze come la gogna o di una pena particolare cui venivano sottoposti i rei di bancarotta e che consisteva nel denudarli e poi sbatterli violentemente con le parti posteriori su una panca di pietra lasciandoli esposti al pubblico ludibrio. Da questa usanza deriva il colorito detto torinese “Andè dal cul” che significa appunto fallire negli affari. 

Il nostro pullman è intanto arrivato in Piazza Solferino e si è fermato davanti al teatro Alfieri dove scendiamo per andare a vedere da vicino la fontana Angelica, proprio di fronte. La fontana prende il nome da Angelica Cugiani, madre del ministro plenipotenziario Paolo Bajnotti a cui egli la volle dedicare nel 1930. In un primo tempo il progetto prevedeva che essa dovesse essere collocata di fronte al Duomo, ma poi si decise l’attuale collocazione anche a causa, si dice, della sua forte simbologia massonica ed esoterica. Opera dello scultore Giovanni Riva, che si diceva appartenesse alla Massoneria, la fontana ha come elemento caratterizzante due figure maschili simmetricamente sedute che si guardano reciprocamente formando una sorta di quinta e di sipario che per così dire “scherma” la parte del monumento in cui i significati esoterici sono prevalenti e cioè quella nascosta, quella posteriore. In tale lato della fontana, un gran numero di elementi riconducono all’esoterismo: simboli solari accanto ad elementi satanici, il tutto fuso in un insieme esteticamente non tra i più armoniosi e gradevoli. Del resto la storia di Torino riporta numerosi aneddoti sulla vocazione esoterica di questo monumento: nell’agosto del 1942, nonostante coprifuoco ed oscuramento, nottetempo, alcuni individui si radunarono con paramenti e candele accese iniziando a celebrare un rito. Considerati degli stravaganti, vennero accompagnati al commissariato, identificati e rispediti a casa propria. 

Risaliamo sul nostro pullman e per via Santa Teresa arriviamo in Piazza S. Carlo dove scendiamo per osservare i mascheroni che ornano la facciata dei palazzi, che contornano tutta la piazza. Questi mascheroni hanno delle fattezze diaboliche ed alcuni presentano la lingua fuori, ulteriore segno di scherno e di sberleffo. All’angolo con via Alfieri, in contrasto a queste presenze demoniache vi è la raffigurazione della Sacra Sindone; un’altra è posta all’angolo della piazza con via S.Teresa e si dice ve ne fossero altre due agli altri due angoli della Piazza. Questi dipinti furono eseguiti nel 1578 per celebrare l’arrivo a Torino di S.Carlo Borromeo. Imbocchiamo a piedi via Alfieri ed all’angolo con via XX Settembre incontriamo l’enorme portone ligneo secentesco di Palazzo Levaldigi, edificio iniziato nel 1673 da Amedeo di Castellamonte per Giovanni Battista Trucchi, Conte di San Michele di Mondovì e di Levaldigi e ministro delle finanze di Carlo Emanuele II. Qui, nel 1790, durante una festa organizzata da Marianna Carolina di Savoia, fu organizzato uno spettacolo di danza il cui tema era l’inferno: ballerini e ballerine danzavano tra fiamme e fumi infernali fino a quando la ballerina Emma Cochet emise un grido terribile accasciandosi esanime al suolo trafitta da uno stiletto. Dopo qualche giorno dall’avvenimento, fu visto il fantasma della ballerina che si aggirava tra le stanze del palazzo chiedendo giustizia. Il delitto rimase senza colpevole. Forse il diavolo ci aveva messo la coda: quello stesso diavolo che, beffardo, ci osserva dal batacchio di bronzo del portone del palazzo: il portone del diavolo. Oggi il palazzo è sede della Banca Nazionale del Lavoro. Come a dire: denaro, sterco del demonio! La passeggiata prosegue a piedi lungo via Alfieri, per l’occasione completamente al buio (sarà opera di qualche spiritello malefico?), fino a via Arsenale dove giriamo a sinistra e ci fermiamo al n.23, sede, vedi in po’, della Direzione del Credito Italiano, dove due grandi diavoli appesi al muro fronteggiano l’edificio della Curia Vescovile. Dopo una brevissima sosta ci giriamo per ritornare al pullman, il quale, magicamente, e non poteva essere altrimenti, si è materializzato a poche decine di metri. 

Il tragitto prosegue per via Arcivescovado, a sinistra in via XX Settembre fino al Duomo sulla cui parete verso piazza Castello vediamo una singolare meridiana in cui al posto dei numeri ci sono i simboli dello Zodiaco: veramente singolare che sulla Chiesa principale della città vi sia una simbologia così spiccatamente pagana come quella che riporta all’astrologia! Questa singolare presenza si ritrova anche nella Porta dello Zodiaco della Sacra di S. Michele dove, peraltro, la leggenda racconta che la bell’Alda si gettò nel vuoto dalla Torre del Salto, proprio per sfuggire alle profferte d’amore del diavolo! Altro mirabilis eventus: i segni zodiacali si rendono visibili solamente se osservati sotto una certa angolazione della luce! 

Ed ora lasciamo il centro della città ed attraverso corso Regina Margherita, corso San Maurizio e piazza Vittorio Veneto, attraversiamo il Po, giungendo alla Chiesa della Gran Madre di Dio, sede, fin da tempi remoti, di altari pagani dedicati alle dee della fertilità (Cibele?), e per i cultori dell’esoterismo, luogo di confluenza di meridiani di forza, particolarmente potenti. Della donna velata, abbiamo già parlato; resta solamente da aggiungere che mentre nella iconografia classica essa rappresenta la Religione con la Bibbia sulle ginocchia ed il calice dell’Eucarestia nella mano sinistra, per la lettura esoterica essa rappresenta, come detto, la conoscenza con in mano il Sacro Graal, il calice con il quale Gesù Cristo istituì l’Eucarestia e nel quale venne raccolto il suo sangue durante la Crocifissione, calice che nell’iconografia esoterica ha una valenza del tutto particolare e del quale lungo i secoli si è tanto favoleggiato. Alcune leggende lo darebbero nascosto da qualche parte, vedi un po’, proprio a Torino! 

Ma il viaggio nel magico prosegue lungo corso Moncalieri, corso Vittorio Emanuele, corso Massimo d’Azeglio fino al Castello del Valentino. Il Castello del Valentino ha una storia piuttosto lunga e complicata. Il primo possessore fu, nella prima metà ‘500, Melchiorre Borgarello, balivo del Re di Francia, uomo dotto in scienze economiche nonché Prefetto di Avigliana. In seguito, dopo altri cambiamenti di proprietà, giunse finalmente in possesso di Vittorio Amedeo I di Savoia che lo donò alla moglie Maria Cristina di Francia, la Madama Reale, che iniziò i lavori di ristrutturazione con l’opera di Carlo di Castellamonte nel 1620, lavori che ebbero termine nel 1660 per opera di Amedeo di Castellamonte. Il Castello del Valentino è la più francese delle costruzioni di Torino in quanto risente della nostalgia che Maria Cristina di Francia aveva dei luoghi in cui era nata. E proprio qui, scesi dal pullman, siamo accolti da un improbabile guardiano del Castello in abiti ottocenteschi, improvvisamente comparso dal buio del viale, il quale ci racconta che ancora oggi si può incontrare, “nelle serate come questa”, il fantasma della Madama Reale che infatti subito dopo appare nelle fattezze di una graziosa ragazza dai lunghi capelli biondi che intreccia un dialogo piuttosto vivace con il guardiano, raccontando le sue ansie di giovane ragazza sposata ad un uomo molto più vecchio di lei, i suoi amori e le sue passioni. Dopo il dialogo i due si allontanano verso il Po, non prima che lei gli abbia detto che deve stare molto attento perché la riva del fiume è molto scivolosa e che una volta caduto nell’acqua, la corrente lascia ben poco scampo: prospettiva di una passeggiata non del tutto rassicurante! Con questo piacevole quanto inaspettato coup de theatre di due giovani attori della compagnia Tangram Teatro, si conclude il tour attraverso la Torino Magica.

La successiva cena conviviale è programmata in una simpatica e caratteristica trattoria piemontese della vecchia Torino: la Bruschetteria Pautasso, in piazzetta Emanuele Filiberto. La cena, a base di bagna caoda, minestra di ceci, gnocchetti al gorgonzola e rolata di maiale, viene conclusa da Gen Vivarelli che, in vece di Presidente supplente, ringrazia tutti per la partecipazione e specialmente il nostro Presidente, ancora assente per una piccola ma fastidiosa indisposizione, per l’ottima organizzazione della serata. 

Verso le 11 e 40 tutti torniamo verso le nostre case portando con noi una sensazione di qualcosa di inconsueto e la certezza che, alcuni luoghi della città, d’ora in avanti, avranno un significato diverso ai nostri occhi…..

NOTIZIE DAL DISTRETTO

Lettera del Governatore

Cari amici e amiche  Rotariani, 

Ho già terminato gli incontri con i Club del Distretto e il mio impegno è stato ripagato dal piacere provato ogni volta che ho potuto avvicinare e ottimi Rotariani. Alla fine sono giunto ad una conclusione: noi Rotariani siamo degli idealisti. Nella nostra attuale società mi viene spesso ripetuto che non vi è posto per gli idealisti, sono specie destinate all'estinzione poiché stanno emergendo e primeggiando alcune sottospecie formate da ideologi, dai fanatici, dai saccheggiatori, dai profittatori, dai burocrati. I Rotariani sono " idealisti ", nel senso di portatori di valori nobili che essi hanno eletto a norma di vita, a regole alle quali doversi attenere. Sono tanti quelli che si impegnano in azioni concrete nelle quali l'interesse collettivo prevale su quello personale. E quanti sono quelli che, già occupati dal loro lavoro, vogliono trovare il tempo per mettere la propria esperienza e la propria capacità al servizio dei più deboli. 

Il Rotary, infatti, è un'associazione riservata a persone che hanno scelto di vivere nella rettitudine, e che desiderano impegnarsi per il bene del prossimo. 

Il Rotary per loro è una scelta di vita: ma credo che questa scelta di vita non sia scevra da incomprensioni e da ostacoli. 

Con riferimento all'attività rotariana, desidero richiamare l'attenzione su due importanti eventi del nostro distretto : 

- il RYLA 2001 che si svolgerà a Marentino dal 2 al 7 aprile con il tema "Leadership per la qualità e la qualità della leadership" 

- il Congresso Distrettuale che si svolgerà a Baveno (Lago Maggiore) dal 1 al 3 giugno 2001. 

Ed ancora un invito all'attenzione dei presidenti per l'iniziativa " Lode presidenziale", alla quale potranno partecipare i Club che, entro il primo aprile, avranno raggiunto gli obiettivi previsti dal nuovo regolamento. La modalità di partecipazione consiste nell'invio, entro il 6 aprile 2001, del modulo ricevuto al SIPE e compilato in ogni sua parte. 

E ricordo che gli obiettivi sono quelli indicati dal Presidente Internazionale, ai quali vanno aggiunti quelli indicati dal Distretto. 

Per ultimo rinnovo ancora l'invito ad effettuare azioni internazionali utilizzando le sovvenzioni paritarie (Matching Grant) finanziate dalla Rotary Foundation e, soprattutto, utilizzando i fondi assegnati dalla Rotary Foundation al nostro Distretto. 

Ad  oggi il numero dei progetti che utilizzano le sovvenzioni paritarie sono solamente 6, per cui rimangono ancora disponibili 25 mila dollari ( l'importo inizialmente disponibile ammontava a 63 mila dollari). Rimango nell'attesa di altri progetti e mi auguro che in futuro i Club partecipino con più entusiasmo a queste iniziative umanitarie, anche utilizzando maggiormente i fondi a disposizione del Distretto. 

E in un ultimo rivolgo un invito ai miei amici ed amiche realisti che rimangano con le loro idee e i loro ideali, ve ne sono e sarò grato e con me quelli che usufruiranno delle vostre meravigliose e testarde idee. 

Vi abbraccio affettuosamente. 

Giuseppe 



NOTIZIE DAL CLUB

Ingresso nuovi soci. A norma dell’Art. XI Par 1 Commi 3) e 4) del Regolamento del Club, il CD sentito il parere favorevole della Commissione per le Classifiche e l’Ammissione, ha espresso parere favorevole alle candidature proposte. E’ stato pertanto dato mandato al Segretario di predisporre le lettere ai soci di comunicazione delle nuove candidature. Nel caso le due candidature siano accettate dai soci (Art. XI, Par.1. Comma 5) del Regolamento), il CD ha fissato nel 10 maggio p.v., la data di ammissione al Club.

Partecipazione al Ryla. La sig.na Silvia Cocchis sarà la partecipante di quest’anno.Lo stage,della durata di una settimana, si terrà a Marentino e avrà come tema: "Leadership per la qualità e la qualità della leadership" .
 
 


 

 Una splendida lettera dall'India.



Gentili Signori del Rotary Club di Chivasso, 

                                                                              affettuosi saluti da don Thanam Marreddy! 

Il Centro Diocesano Missioni ha mandato la lista dei benefattori che hanno adottato i bambini di questa missione per sostenerli per l'educazione. Abbiamo notato che voi avete contribuito con lire 500.000 £ per  la piccola Pumpani Krishna Veni. 

Noi vi ringraziammo molto per la vostra generosità e carità. La piccola che voi avete adottato frequenta la scuola Chatolica di Taylorpeta. Sono il corrispondente e il Direttore della scuola, ci sono circa 800 bambini che frequentano la scuola dalla prima elementare fino alla settima classe. Dal prossimo anno li porteremo avanti fino alla decima classe, così quando avranno completato potranno continuare andando all'Università oppure frequentando i corsi professionali come falegnameria, idraulico, tecnico..... Con l'aumento delle classi raggiungeremo 1.200 iscritti per il nuovo anno scolastico che comincerà nel giugno del 2001, le vacanze cominceranno alla fine di aprile e proseguiranno per i seguenti due mesi di estate che sono veramente anche tanto caldi. 

Cari signori sentitevi liberi di scriverci quando volete e noi risponderemo sempre con molto piacere. Noi vi chiediamo il favore di continuare a sostenere la piccola affinché possa continuare e completare la scuola per poter avere un futuro migliore; poichè i genitori non sono in grado di pensare per l'educazione dei loro figli a causa della vera povertà che esiste. Noi vi ringraziamo molto e il Signore vi ricompenserà molto per la vostra generosità, noi assicuriamo la nostra preghiera per voi e per i vostri cari.

Tanti saluti e baci dalla vostra piccola. 

Cari saluti 

Don Thanam Marreddy

 
I NUMERI
Soci presenti :
Soci onorari :
Presenze compensate :
Soci in dispensa permanente :
Effettivo del Club :

Assiduità :

31
1
4
-
66

49,23%

E-mail: Segreteria segre@rotarychivasso.org
E-mail: Webmaster webmast@rotarychivasso.org