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Cren N° 63 |
RC
Torino Nord: Bollettino N°1114
RC
Torino Nord Est: Bollettino N°701
RC
Settimo Torinese: Bollettino N°379
| Riunione
del :
Sede : Presiede : Tema : Relatori :
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29
Marzo 2001
Ristorante Villa Sassi - Torino Edoardo Ellena I punti di incontro delle tre religioni monoteistiche. Interclub con RC Settimo Torinese - RC Torino Nord - RC Torino Nord-Est Don Franco Peradotto Ing. Hamid Ziarati Sig.ra Nedalia Tedeschi |
ALTRI APPUNTAMENTI
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Il tema della serata ha contribuito alla numerosa affluenza dei soci che hanno fatto da cornice ad un interessante dibattito. Una religione è sovente lo specchio di un popolo: il modo di vivere, di comportarsi di agire e di confrontarsi con gli altri. Tutti i relatori hanno avuto modo di sottolineare che la religione non sempre è in simbiosi con lo Stato simbolo o custode dei templi religiosi così non si può identificare l'Ebraismo solo con Israele, il Cristianesimo solo con Roma e l' Islamismo con gli Stati integralisti musulmani. Sovente la religione è stata una bandiera issata sulla spada o sui cannoni al servizio di interessi politici che non avevano come finalità il miglioramento dell'uomo ma la gestione del potere terreno che ne deriva. Il Presidente Ellena ha introdotto la serata con una frase tratta da un quotidiano di grande tiratura nazionale che diceva: " Per ebrei, cristiani e musulmani Gerusalemme non è solo il ricordo sacro del passato, non è solo la Città Santa del presente, è anche un appuntamento per il futuro definitivo. Per tutte e tre le fedi il termine della storia e il grande giudizio finale avrà a che fare con queste pietre ". Su queste basi sono quindi iniziate le esposizioni dei tre relatori presentati da Felice Bosio e Beppe Cernusco. Ha dato inizio agli interventi la dottoressa Nedalia Tedeschi, insegnante elementare alla scuola ebraica, collaboratrice e poi direttrice di un giornalino per bambini ebrei, autrice fra l'altro di un libro divulgativo sull'Ebraismo. È stata la prima relatrice per diritto di primogenitura in quanto la religione ebraica è la più antica fra le tre considerate; da essa derivano infatti cristiani e musulmani . Ha spiegato come l'ebraismo sia una religione che non si fonda su un credo particolare o su dogmi e precetti, ma, come risulta dalla Torah, sia scritta che orale e dal Pentateuco (i primi cinque libri dell'Antico Testamento, ispirati da Dio a Mosé, che contengono la Rivelazione) detta prevalentemente dei comportamenti. Secondo una parabola antica , in Gerusalemme esistevano due Rabbini, maestri di religione, con le loro scuole e i loro discepoli. Un pagano che desiderava convertirsi all'ebraismo pose ad entrambi un quesito: "Desidero che mi spieghiate l'Ebraismo nel tempo in cui io sto su un piede solo" cioè in un tempo estremamente breve, per così dire, in una frase. Da uno dei maestri ebbe una risposta brusca e venne allontanato; gli risultava impossibile spiegare una religione in così poco tempo. Dall'altro ebbe invece la seguente risposta: " Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a Te ". Un altro Rabbino vissuto in tempi recenti ha avuto modo di esprimersi con queste parole: “Mentre in altre culture è il pensiero che ispira l'azione, nell'Ebraismo è l'azione che ispira il pensiero... alla base non troviamo pensieri-guida bensì azioni-guida". Un punto divergente con la religione cristiana è costituito dal Messianesimo, ossia per gli ebrei l'attesa di un'epoca di pace, quando non vi saranno più guerre e come dice il Profeta Isaia :"Quando il lupo pascolerà con l'agnello". Certamente in questi giorni non si può dire che il popolo ebreo possa vivere in pace coi suoi vicini e il messianesimo è inteso non come la venuta di un “Qualcuno” ma di una grande epoca di pace. La Pasqua ebraica dimostra poi che la religione è vissuta prevalentemente all'interno della famiglia più che nei luoghi aperti o nelle sinagoghe. La cena Pasquale ha in sé una funzione di cerimonia durante la quale ogni cibo ha una forte simbologia e rappresenta un ricordo degli eventi e dei periodi trascorsi. Dalla Pasqua e dal suo periodo che coincide con quello cristiano ha preso spunto Monsignor Franco Peradotto nato a Cuorgnè nel 1928 e ordinato sacerdote nel 1951. Dopo un' esperienza di parrocchia è entrato nel giornalismo cattolico ed è stato nominato responsabile dell'associazionismo laicale nonchè Vicario Generale. Attualmente rappresenta l'Arcivescovo nelle celebrazioni civili e militari e lavora in organismi pastorali nazionali quali il Centro Orientamenti Pastorali di Roma. In occasione della Pasqua, ha rimarcato Monsignor Peradotto, tutte le chiese cristiane che avvertono il desiderio di scoprire maggiormente ciò che li unisce anziché ciò che li divide, si daranno appuntamento presso la Chiesa Ortodossa in via Cottolengo per celebrare insieme l'evento religioso e sottolineare come Dio, quando creò l'uomo e la donna, non li volle separati, ma li creò perché fossero una umanità sola e il più grande peccato che l'uomo può commettere è dimenticare che Dio c'è. Uno sforzo che i cattolici devono compiere è quello di tornare alla Bibbia, alla Sacra Scrittura, all'Antico e Nuovo Testamento come enunciato nell'Enciclica " Dei Verbum " del Concilio Vaticano Secondo. Il Pontefice ha chiesto, pochi giorni addietro, di incrementare la preghiera dei Salmi e di approfondire lo studio della vita quotidiana nel mondo ebraico per dare un'alta qualità alla nostra quotidianità. E’ necessario studiare insieme il patrimonio dei cristiani e degli ebrei che ultimamente cercano le radici comuni nel Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe e che con l'ultima cena pasquale rinnovano l'alleanza con Dio. A questo proposito ha raccontato di un gradito regalo da parte del Rabbino torinese ad un suo nipote, regalo consistente nel catechismo ebraico, con l'augurio che, conoscendo meglio le reciproche religioni, possano essere più amici e insieme approfondire la conoscenza di Gesù Cristo. Le rotture create fra le religioni non ebbero come motivo le diversità comportamentali dei credenti, ma le strumentalizzazioni che sono state fatte della religione per usi politici, di potere e di conquista che a tutt’oggi continua nel mondo. Terza e ultima religione è l'Islamismo nata circa mille e quattrocento anni fa con Maometto che in "Allah" riconosce il Dio di Abramo. Ce ne ha parlato Hamid Reza Ziarati Niasar nato a Teheran (Iran) nel 1966, con doppia nazionalità (iraniana e italiana), e laureato in Ingegneria meccanica presso il Politecnico di Torino nel 1994, dove tutt' oggi insegna come Professore a contratto. Fin da bambino si è appassionato alla letteratura, alla poesia ed allo studio della religione islamica e delle religioni in genere. L'islamismo è la religione monoteistica fondata da Maometto , il Profeta, che predica la totale rassegnazione a Dio e le cui regole sono enunciate nel Corano che, tradotto letteralmente, significa " lettura ad alta voce ". In esso si trovano le regole dettate da Dio a Maometto tramite l'Arcangelo Gabriele e che devono essere trasmesse all'umanità. Queste regole sono per i musulmani, a differenza delle altre religioni, sia religiose che politiche. Per l'Islam sono sacri tutti i Profeti a partire da Abramo, Mosé, Giacobbe e Gesù citati nel Corano in più di mille e la "gente del popolo" a cui si rivolge Maometto sono gli ebrei e i cristiani. Essi sono invitati insieme ai musulmani a gareggiare fra loro nel fare del bene perché possano andare in paradiso tutti quanti. Le divergenze con la religione cristiana nascono dopo Abramo con i suoi figli Isacco e Ismaele e successivamente con l'individuazione della Città Santa: dapprima Gerusalemme e poi la Mecca. Anche su Gesù Cristo le divergenze sono consistenti perché secondo il Corano non fu crocifisso ma ascese al cielo ed il giorno della crocifissione al suo posto fu mandato un altro uomo. Gesù però sarà l'unico Profeta a ritornare sulla terra il giorno del giudizio ed allora gli ebrei si convertiranno a Maometto. A conclusione il relatore ha sottolineato la sostanziale differenza fra l'integralismo islamico, poco dotto e molto manovrato e il fondamentalismo, praticato da chi è conoscitore profondo del Corano e non sì accontenta di ciò che un capo religioso locale interpreta a suo piacimento a seconda dalla nazione in cui risiede.
Una
rappresentanza del nostro Club composta da: il Presidente Edoardo Ellena
con
la Signora Rosella, Loris Actis Alesina, Guido Anfosso, Ludovico Giulio
con la Signora Marta e Franco Racca, ha partecipato all'interclub svoltosi
Martedì 3 aprile al Jet Hotel di Caselle e organizzato dal RC di
Settimo Torinese sul tema "Mucca pazza”. Ortaggi Frankestein. Uomo folle".
Alla piacevole ed interessante serata hanno partecipato in interclub anche
i RRCC di Torino Sud e Ciriè Valli di Lanzo.
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ROTARY CLUB TORINO NORD Effettivo
del Club : 75
ROTARY CLUB TORINO NORD EST Effettivo
del Club : 59
ROTARY CLUB SETTIMO TORINESE Effettivo
del Club : 34
ROTARY CLUB CHIVASSO
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E-mail: Webmaster webmast@rotarychivasso.org |