Bollettino N° 1643 
Cren N° 73
   
     
  HOMEPAGE BOLLETTINI
        
Riunione del : 
Sede :
Presiede :
Tema : 
Relatore :
12/07/01
Ristorante dei Cacciatori - Rolandini - Verolengo
Gennaro Vivarelli
"Giuseppe Verdi oggi"
Prof. Paolo Gallarati
 
PROSSIME RIUNIONI

LUGLIO - Mese dell'Alfabetizzazione

19/07/01
"Auguri di buone vacanze"
Ore 20:00 - Ristorante "Da Esterina" - Via Roma 25 - Baldissero Torinese Tel. 011.943.1708
Gen Vivarelli
 
20 Luglio - 12 Settembre
TUTTI  IN VACANZA!!!!!!!
 
13/09/01
Informazione Rotariana
Riunione riservata ai soci con buffet
Ore 20: Chiesa degli Angeli - Chivasso
 
13/09/01
"Il nuovo polo di sviluppo integrato di Chivasso"
Ore 20:00 - Ristorante Villa Sassi - Torino
Dott. Claudio Musumeci

 

LA RELAZIONE
Giuseppe verdi  
nel  centenario  della  morte.

 

Giovedì sera,  il  Dott. Paolo Gallarati, docente di drammaturgia musicale ha saputo incantarci, con un nguaggio semplice, ma ricchissimo di conoscenze, sulla vita e sulle opere di Giuseppe Verdi.

Musicista e compositore nacque a Roncole (Busseto) nel 1813 e morì a Milano nel 1901. Di famiglia modestissima dimostrò, ancor bimbo. passione per la musica; il vecchio organista Baistrocchi fu il suo primo maestro, sostituito più tardi da Podresi, che dirigeva a Busseto una scuola di musica.

I progressi furono rapidissimi: dopo un paio di anni Verdi già dirigeva la banda del suo paese e scriveva le prime composizioni.

Nel 1832 si presentò agli esami per essere ammesso al Conservatorio di Milano, ma venne rimandato per “ scarse attitudini musicali “; Verdi allora studiò con Lavigna, maestro concertatore della Scala ed operista, dedicandosi allo studio dei classici della musica.

Tornato a Busseto nel 1835, compose l’opera Oberto Conte di San Bonifacio e sposò un anno dopo Margherita Barezzi, dalla quale ebbe due figli; nel 1838, stanco della vita paesana, si trasferì a Milano.

L’Oberto, dato alla Scala, ebbe esito soddisfacente e l’impresario Merelli commissionò a Verdi l’opera buffa “Il finto Stanislao o un giorno di regno”; mentre la stava componendo, gli morirono la moglie ed i figli e l’opera scritta in quel triste periodo, cadde.
Verdi rimase prostrato e solo le insistenze del Merelli lo richiamarono al lavoro.

Nel 1842 il Nabucco, interpretato dalla Strepponi, sua futura seconda moglie, ottenne un grandissimo trionfo; da allora la fama di Verdi salì rapidamente in Italia e nel mondo. Di oltre trenta sue opere, pochissime ebbero esito non fortunato.

Il popolo trovava in lui il cantore capace di far vibrare le sue corde più sensibili: amore per la patria e per la libertà, in lui vedeva l’interprete dei suoi amori e delle sue passioni.

La critica dotta lo considerò talvolta musicista di vena facile e popolaresca, ma è indiscusso che anche nelle opere meno significative, il possente creatore  ha pagine bellissime.

Verdi, forse, non raggiunse mai le altezze liriche di Rossini, Bellini e Donizzetti, ma ebbe, più di questi artisti, il senso del dramma, che rivestì di musica aderente alle parole, voleva perciò  “ parole sceniche “ che esprimessero con evidenza i sentimenti e le passioni dei protagonisti.

L’arte verdiana è semplice, ma possente, per le sue  sintesi successive e per le sue orchestrazioni che non sono mai decorative, ma si fondono con l’azione del dramma e le danno rilievo.

Si suole dividere la produzione verdiana in tre maniere:

La  prima comprende, oltre le opere citate,: I Lombardi alla prima crociata, I due Foscari,   Macbeth,   La battaglia di Legnano   ed altre;

 La seconda annovera le più tipiche creazioni verdiane con Rigoletto, Il Trovatore,  La Traviata, I Vespri Siciliani,  La forza del destino;

 Alla terza appartengono : Aida, Otello,  la splendida Messa di Requiem, Il Falstaff.

Tale distinzione non vale però in senso assoluto. L’arte di Verdi è  continua ascesa:  dal Nabucco, alla tragica potenza espressiva di Otello, alla perfezione del Falstaff.

Fu davvero quello che egli aspirava ad essere:  "L’artista che rappresenta il suo paese e la sua epoca e diventa necessariamente universale nel presente e nell’avvenire”.

Un atto squisitamente umano chiuse la sua vita: la fondazione della Casa di riposo per Musicisti in Milano, dove la sua salma riposa  con quella della Strepponi.



 

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