Bollettino N° 1650
Cren N° 80

  HOMEPAGE BOLLETTINI
 

Riunione del : 
Sede :
Presiede :
Tema : 
Relatore :
 
18/10/01
Ore 20:00 - Villa Sassi – Torino 
Gennaro Vivarelli
"I Giochi del 2006. Programmi e grandi opere"
Interclub con Chieri e Susa Val Susa.
Prof. Valentino Castellani.
 
PROSSIME RIUNIONI

OTTOBRE - Mese dell'Azione Professsionale

18/10/01
“I Giochi del 2006. Programmi e grandi opere"
Ore 20:00 Villa Sassi - Torino
Interclub 
Prof. Valentino Castellani
25/10/01
“L’inquinamento Elettromagnetico”
Ore 20:00 - Ristorante “Dei Cacciatori” - Rolandini 
Luigi Canavese
03/11/01
“Commemorazione dei Defunti"
Ore 10:30 - Duomo di Chivasso
Seguirà aperitivo alla Chiesa degli Angeli
 
08/11/01
Riunione riservata
Ore 20.00 – Chiesa degli Angeli, Chivasso
 
15/11/01
Non ci sarà riunione  
22/11/01
"Assemblea del Club - Elezione Consiglio Direttivo 2003-2004"
Ore 20:00 - Ristorante “Dei Cacciatori” - Rolandini
 

 

LA RELAZIONE
 
 

I GIOCHI DEL 2006
Programmi e grandi Opere.
 
Prof. Valentino Castellani
Presidente TOROC (Torino Organizing Comitee)

 
La scelta di candidare la città di Torino e le sue valli, le sue montagne, fu fatta sostanzialmente alla fine del 1997. E’ stata una scelta molto meditata da parte delle autorità locali: una scelta di futuro. Torino ed il Piemonte stavano attraversando una fase particolarmente critica e complessa, una profonda trasformazione, un ingresso ad ogni effetto dentro una crisi post-industriale. La scelta di candidare Torino, la Val di Susa, la Val Chisone e la Valle Pellice come possibili siti per ospitare i Giochi Olimpici Invernali del 2006 fu una scelta meditata nella direzione dello sviluppo. 
Il Prof. Castellani definisce questi giochi “Torino 2007” nel senso che sono più importanti per quello che riusciranno a costruire per il “dopo” di quanto non lo siano per quei 15 giorni o per quel mese nei quali peraltro la città dovrà essere in grado di dare il meglio di se stessa perché sarà la finestra del mondo.
Torino 2007: quello che resta è la sfida vera. E’ una sfida complessa, difficile, importantissima: fare bene i giochi. Quando si spegneranno le luci ed andranno tutti via, quello sarà il momento in cui si comincerà a misurare se i giochi sono stati o no un successo, perché così è stato per Barcellona, per Albertville, così non è stato per Atlanta; ci sono casi di successo e casi di insuccesso e il successo o l’insuccesso si misurano dopo e non durante.
Che cosa può cambiare per Torino e per il Piemonte?
Secondo il Prof. Castellani possono cambiare molte cose. La prima situazione che può mutare, e che sta già in parte cambiando, è l’IMMAGINE di questa città e di quest’area. Ci portiamo dietro, nel bene e nel male, l’immagine di un’area industriale. Oggi un investitore che vuole cercare sulla carta geografica dove andare ad investire le sue risorse, soprattutto nel settore della tecnologia avanzata, ricerca aree che sono attrattive e che siano in grado di dare un livello di qualità di vita alto. Il cambiamento di immagine di questo sistema territoriale è un fatto che le olimpiadi possono trainare. Le olimpiadi sono innanzitutto un evento sportivo: gli accessi televisivi si prevede si aggireranno intorno ai 4 miliardi, quindi si presume che ci siano circa 1 miliardo di persone che, in media per quattro volte, guarderanno la televisione e di conseguenza guarderanno Torino, il Piemonte e le sue valli.
Questo cambio di immagine, questo diventare una città olimpica, questo offrirsi con la ricchezza della propria cultura, della propria storia, è sicuramente un cambio di immagine radicale.
Un’altra grande eredità che si pensa possa derivarne è il “riappropriarsi” delle proprie montagne. Torino ha bisogno di fare sistema con le sue montagne: Torino è una capitale alpina che si è venduta poco come tale. Anche questa sarà una grossa operazione di marketing che deve essere fatta sul grande mercato del turismo e della cultura.
Terza eredità saranno gli investimenti che si attueranno su quest’area trainati dalle olimpiadi. Ci saranno circa 2 mila miliardi di investimenti pubblici (diretti all’evento olimpico) per le infrastrutture: impianti sportivi, strutture di ricettività, viabilità ordinaria e mobilità. Altri 500 miliardi di opere “connesse”, quindi non strettamente necessarie all’evento olimpionico, ma che approfittano di tale situazione e che saranno gestiti da una agenzia pubblica che realizzerà le infrastrutture.
Il TOROC (Torino Organizing Comitate) è invece il soggetto che è responsabile dell’organizzazione dei giochi e che quindi interagisce con il Comitato Olimpico Internazionale (CIO). Sarà il garante ed il gestore delle risorse di mercato (circa un po’ meno di 2 mila miliardi) provenienti in larga misura dalle sponsorizzazioni, dai diritti televisivi e da altre voci minori (merchandising, ticketing, ecc…).

L’evento comporta circa 500, forse 600 miliardi di tecnologie: bisogna cablare la Val di Susa e la Val Chisone con le fibre ottiche che consentiranno di portare a Torino i segnali televisivi che saranno distribuiti in tutto il mondo e questa infrastruttura di cablaggio resterà al servizio della città dopo i giochi.
Ci sono alcune centinaia di miliardi che andranno a finire alle strutture alberghiere. In totale saranno 5.000 i miliardi mossi dall’evento olimpico e finalizzati al suo svolgimento.
Poi ci sono tutta un’altra serie di investimenti, che comunque ci sarebbero stati, come il passante ferroviario, la metropolitana, i parcheggi o gli investimenti che la SITAF deve fare in Val di Susa o le ferrovie nel Pinerolese, ecc… che erano già nei piani di settore ma che nel 2006 vedono un punto di accumulazione: ad esempio la linea uno della metropolitana, che si sarebbe fatta lo stesso, deve essere finita nel novembre del 2005, perché altrimenti non avrebbe senso portarla a termine nel marzo del 2006. Questa scadenza del 2006 fa da elemento catalizzatore sia sull’asse dei tempi che sulla quantità degli investimenti.
Un altro esempio sarà l’aeroporto di Caselle che ha una struttura di recettività dell’aviazione civile privata modestissima: 40/50 miliardi saranno investiti per potenziare tale struttura.
Se si sommano tutti gli investimenti pubblici che riguarderanno l’area torinese nei prossimi 4 anni, ci si rende conto che avremo, oltre ai 5.000 miliardi sopra citati, altri 20.000 miliardi di investimenti (mai visti prima d’ora in un tempo così breve sull’area torinese una quantità di risorse di queste dimensioni!!).
Questa è un’occasione epocale dove si potranno avere risultati che resteranno oppure si potranno avere “risultati effimeri” per non dire “problemi”: se si costruiranno degli impianti che poi non si riusciranno a gestire nel 2007, questi diventeranno dei “cadaveri”.
La sfida è una grande sfida: è una occasione per tutto il sistema piemontese. Possiamo lasciare sul territorio un’impronta fondamentale di nuove professionalità: nel campo della logistica dei trasporti, per il turismo che potrà passare da un livello medio-basso ad un’offerta di qualità.
Il Prof. Castellani si sofferma a riflettere sulle grandi opere, ma è fiducioso nel fatto che non saranno soltanto i muri a restare: inizieremo ad avere un cambiamento nella mentalità del sistema.
Ma che cosa resterà a Torino? Tre categorie di opere importanti.

1)  IMPIANTI SPORTIVI:  quasi tutte le gare del ghiaccio si faranno a Torino, oltre che a Pinerolo e Torre Pellice. Torino si ritroverà ad avere in Corso Tazzoli l’impianto del ghiaccio che potrà poi essere utilizzato da tutti nel tempo libero. Lo Stadio Comunale sarà lo stadio dell’hokey, un impianto polifunzionale inserito nel contesto di Piazza d’Armi che, con la realizzazione del sottopasso di Corso Spezia e la cancellazione di Corso Sebastopoli, verrà inserito tutto nel parco con un segno architettonico di grande qualità.

2)  LINGOTTO: c’è e funziona ancora a metà perché, come centro fieristico, il Lingotto non ha le dimensioni per essere competitivo a livello europeo.
 Al Lingotto verrà costruito l’Oval, cioè il padiglione per la velocità su ghiaccio (4.000 m2 circa). Erediterà anche, se vanno a buon fine i progetti che sono in campo, un’altra struttura, un altro Meridien che raddoppierà la ricettività alberghiera.
 La linea uno della metropolitana, che finirà dentro il Lingotto e sarà collegata alla ferrovia, permetterà di raggiungere il Lingotto direttamente da Caselle. Verrà recuperato il Palazzo Vela e parte consistente delle strutture del BIT (eredità di Italia ’61). Si costruirà un pezzo di città per il villaggio atleti (dove oggi si trovano i mercati generali) e si ricaveranno circa 2.000 posti letto di residenze universitarie localizzati vicino alle sedi degli atenei.

3)  LE VALLI: L’impiantistica del comprensorio sciistico delle valli sarà potenziata, costruita o rinnovata per integrare le strutture strettamente dedicate alle gare.
 Un significativo intervento verrà rivolto anche alla ricettività: ci saranno due villaggi per gli atleti (più piccoli di quelli di Torino) previsti uno a Bardonecchia presso la Colonia Medail e l’altro al Sestriere, potenziando quello già esistente.
 Ci saranno investimenti notevoli sulla viabilità ordinaria di queste valli in modo da permettere un rilancio, una promozione d’immagine anche del comprensorio sciistico. 
 
 


 
 

QUANTI ERAVAMO...


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