Bollettino N° 1651
Cren N° 81

  HOMEPAGE BOLLETTINI
 

Riunione del : 
Sede :
Presiede :
Tema : 
Relatore :
25/10/01
Ore 20:00 - Ristorante “Dei Cacciatori” - Rolandini  
Gennaro Vivarelli
“L’inquinamento Elettromagnetico”
Dott. Luigi Canavese
 
PROSSIME RIUNIONI

NOVEMBRE - Mese della Rotary Foundation

03/11/01
“Commemorazione dei Defunti"
Ore 10:30 - Duomo di Chivasso
Seguirà aperitivo alla Chiesa degli Angeli
 
08/11/01
Riunione riservata
Ore 20.00 – Chiesa degli Angeli, Chivasso
 
15/11/01
Non ci sarà riunione  
22/11/01
"Assemblea del Club - Elezione Consiglio Direttivo 2003-2004"
Ore 20:00 - Ristorante “Dei Cacciatori” - Rolandini
 

 

LA RELAZIONE
Elettrosmog o inquinamento elettromagnetico.

La paura delle onde elettromagnetiche agita da alcuni anni l’opinione pubblica. Ci si preoccupa dei possibili danni causati dalle esposizioni a questo agente fisico invisibile, impalpabile, che penetra dappertutto e si diffonde sempre più, trovando continuamente nuove applicazioni in ambito militare, civile e nei servizi di pubblica utilità. Ad acuire la preoccupazione hanno talvolta contribuito i mezzi di informazione, scegliendo di cavalcare la tigre del diffuso allarmismo e finendo di gettare ombre di discredito sulle istituzioni scientifiche, accusate di convivenza con le lobby economiche controllate dalle aziende interessate, o fornendo dati relativi a misure fatte nei punti sbagliati, e dando, a volte, consigli sui sistemi di prevenzione completamente errati. Oltretutto la campagna di allarmismo che si sta diffondendo attraverso il mezzo di comunicazione più diffuso, la TV, prende in considerazione solo le radiazioni emesse dalle antenne per la radiocomunicazione mentre non si parla affatto della pericolosità derivante dalla vicinanza di elettrodotti ad alta tensione e di alcuni apparecchi di uso generale. Per fortuna, almeno ultimamente, si sta cominciando ad avvertire la popolazione che, ad esempio, l’uso prolungato del telefono cellulare, il telefonino, può essere dannoso.
E’ bene avere presente che i termini campo elettrico, campo magnetico, campo elettromagnetico, onda elettromagnetica non sono sinonimi, ma rappresentano aspetti diversi dell’elettromagnetismo da tenere distinti anche in considerazione delle diverse modalità di interazione con gli individui umani e quindi delle diverse, eventuali, conseguenze sanitarie.
Il campo elettrico è la grandezza fisica attraverso la quale descriviamo una regione di spazio le cui proprietà sono perturbate dalla presenza di una distribuzione di carica elettrica. Grazie alla forza che esercita sulle cariche elettriche, il campo elettrico è in grado di provocare correnti elettriche nei materiali conduttori. Analogamente, attraverso il concetto di campo magnetico si descrive la perturbazione delle proprietà dello spazio determinata dalla presenza di una distribuzione di corrente elettrica. Una delle caratteristiche più importanti del campo magnetico, variabile nel tempo, almeno dal punto di vista dell’interazione con organismi biologici, consiste nella sua capacità di provocare correnti elettriche all’interno di oggetti conduttori dove in assenza di campo esse non erano presenti, o di modificare in qualche modo quelle eventualmente presenti. L’organismo degli esseri viventi è percorso da una grande quantità di correnti, o impulsi elettrici, che regolano tutte le funzioni vitali, motorie e così via.
Se tutto finisse qui non esisterebbe né il campo elettromagnetico né le onde elettromagnetiche. Invece risulta che un campo magnetico può essere generato da un campo elettrico variabile nel tempo e un campo elettrico può essere generato da un campo magnetico variabile nel tempo. In altre parole, in regime variabile nel tempo, campo elettrico e campo magnetico sono uno causa dell’altro.
Grazie a questa interdipendenza, il campo elettrico e il campo magnetico in questo caso possono essere considerati come due aspetti di una grandezza fisica, il campo elettromagnetico, in grado di propagarsi a distanza indefinita, un fenomeno indicato con il termine di radiazione elettromagnetica, o onda elettromagnetica se le due sue componenti variano sinusoidalmente nel tempo, e di queste se ne definisce l’intensità, la frequenza e la lunghezza d’onda.
Danni causati da inquinamento elettromagnetico
Nelle società preindustriali, o almeno fino ad alcuni decenni fa, le principali forme di magnetismo o elettromagnetismo erano quello terrestre e le radiazioni solari; successivamente con la costruzione di elettrodotti, di antenne, con l’utilizzo massiccio e costante di televisori, elettrodomestici di vario tipo, di telefoni cellulari, computer ecc… le radiazioni, non ionizzanti, sono aumentate fino a doverle considerare pericolose per la salute ed è iniziata una consistente attività di ricerca al fine di verificare se esiste una reale connessione fra certe forme di malattia e l’esposizione a campi elettromagnetici.
E’ ormai da anni accertato che l’esposizione a radiazioni ionizzanti, cioè a tutte quelle che coprono l’intervallo di frequenze che vanno dalla radiazione ultravioletta fino ai raggi gamma provocano danni irreversibili agli organismi che ne sono esposti. Quando un organismo biologico, per esempio un essere umano, si trova immerso in un campo elettrico o magnetico, variabile nel tempo, ha inevitabilmente luogo una interazione tra le forze dei campi e le cariche o le correnti presenti nei tessuti dell’organismo che, in particolare alle basse frequenze sono, in linea di massima, dei buoni conduttori. Il risultato dell’interazione è sempre un effetto, inteso come deviazione dei tessuti dalla precedente condizione di equilibrio. Quando i normali meccanismi di compensazione di cui ogni organismo dispone sono in grado di annullare la perturbazione ripristinando la condizione di equilibrio si parla di effetto indifferente; se questo non avviene l’effetto diventa manifesto e può essere benefico se, almeno in qualche particolare condizione, provoca un vantaggio all’organismo, oppure avverso se gli procura un danno; se questo permane anche dopo aver interrotto l’esposizione si parla di danno permanente.
Da diversi anni vengono fatti studi e ricerche su quale sia il limite di sicurezza per cui questo ultimo caso non si verifichi e cosa provochi l’esposizione prolungata a campi che possano essere stimati superiori a questo limite.
Le problematiche relative ai danni fisici di cui esistono documenti susseguenti a indagini su campioni viventi sono relativi, nella maggior parte dei casi, alla esposizione ai campi provocati da elettrodotti per il semplice fatto che questi esistono sul territorio mondiale da parecchie decine di anni, ma la connessione con le onde elettromagnetiche a frequenza più elevata, quali quelle emesse da antenne per la radiocomunicazione è fuori di ogni dubbio. In questo caso, tra l’altro, poiché le frequenze in gioco si alzano sempre di più nel caso di esposizione sufficientemente intensa, può verificarsi l’effetto termico con le conseguenze che lascio a voi immaginare. 
Non esiste ancora una spiegazione biologica certa della pericolosità dei campi elettromagnetici. L’ipotesi più probabile è che la componente magnetica delle radiazioni perturbi il sistema endocrino, abbassando il livello della meletonina, un ormone secreto dalla ghiandola pineale, e di fondamentale importanza sia per la regolazione del sonno, sia per il controllo dei tumori.
E’ fuori di ogni dubbio che nelle immediate vicinanze di un trasmettitore radio o TV, se di potenza elevata, possono essere ampiamente superati i limiti di sicurezza. Storicamente, la questione della possibile pericolosità dei campi elettromagnetici a radiofrequenza e microonde è emersa nell’immediato secondo dopoguerra, come conseguenza dello sviluppo delle applicazioni di questo agente fisico, all’inizio soprattutto in ambiente militare (radar e telecomunicazioni), quindi le situazioni di possibile pericolo erano già note da lunga data. Perché solo adesso ne viene informata la popolazione e con dati che non sempre sono corretti e a volte forse troppo allarmistici?
Prendiamo il caso della telefonia cellulare e andiamo a considerare il problema suscitato tempo fa dalla trasmissione televisiva Striscia la Notizia con misure effettuate in prossimità di antenne installate all’interno o subito all’esterno di negozi di vendita e attivazione di telefoni cellulari in posizione non avvicinabile da un normale essere umano a meno che fosse alto più di 3 m, o con misure effettuate anch’esse in prossimità delle antenne di cella, che sono in genere installate in luoghi abbastanza elevati. Le misure venivano effettuate portando il rilevatore di campo quasi attaccato all’antenna.
La telefonia cellulare opera nella banda di frequenza che va da 880 a 2170 MHz (la telefonia TACS non è attualmente più in uso). Ora come è vero che il campo di frequenze che vanno da 900 MHz fino a 3 GHz è il più pericoloso per l’organismo in quanto queste frequenze vengono assorbite in modo marcato dai tessuti biologici (il forno a microonde opera a 2,4 GHz), è altrettanto vero che l’intensità di campo decresce molto rapidamente con la distanza. Per la precisione dopo la prima lunghezza d’onda della radiazione emessa, e nel caso del GSM di prima generazione (900 MHz circa), dopo circa 30 cm il campo è circa 150 volte più basso. Pensate che a circa 5 m di distanza da una antenna di una radio base del GSM l’intensità del campo elettromagnetico è già 40.000 volte più bassa! 
Non dobbiamo quindi preoccuparci molto delle varie antenne, anche perché le potenze installate non sono mai molto elevate per cui il campo a cui saremmo esposti sarà sempre entro i limiti di sicurezza. Preoccupiamoci invece dell’apparecchio che portiamo addosso, il telefonino!
Volete sapere quale è il livello del campo elettrico nella vostra testa quando avete il telefono appoggiato all’orecchio per una conversazione?  Dai 30 ai 40 V-m ! Un consiglio su come ridurre il livello di esposizione causato da un telefonino: usare l’auricolare. Se però usate l’auricolare e poi tenete il cellulare appeso alla cintura a questo punto il campo elettrico elevato non lo avete più nella testa ma nel fegato, o reni, o organi genitali, o cuore e polmoni se lo tenete nel taschino. Usate l’auricolare ma tenete il telefono sul tavolo, sulla sedia o sedile vicino e cosi via, in un posto che sia comunque abbastanza lontano dal corpo. Bastano 30 o 40 cm. Tra l’altro tenete presente che se siete in un punto lontano dall’antenna della radio base (segnale di livello basso come segnalato sul display dell’apparecchio) il telefono aumenta la potenza d’uscita in quanto la radio base gli comunica: ti sento male aumenta la potenza.
Non essendo evidentemente perseguibili approcci di tipo autoritario o paternalistico, non resta che la via del cosiddetto consenso informato. Si tratta di presentare alla popolazione, con pazienza e linguaggio corretto e appropriato, tutti gli aspetti della questione, i pro e i contro di ogni alternativa, in modo da ottenere il consenso sulla base non della fiducia ma della valutazione ponderata; è un approccio lungo e oneroso, che richiede il concorso fattivo di tutte le istituzioni coinvolte.
Alla comunità scientifica si richiede di esporre con chiarezza le proprie conoscenze, distinguendo fra fatti certi, ipotesi più o meno accreditate ed opinioni. Ai mezzi di informazione si richiede di riportare correttamente queste informazioni, dando egualmente spazio a tutte le opinioni, evitando di esaltare quelle che contengono opzioni allettanti ma impraticabili o criminalizzare chi, in buona fede perché esperto del settore, ritiene che ci si stia preoccupando eccessivamente. 
Queste richieste potrebbero essere sostenute dalle varie organizzazioni a livello mondiale, il Rotary  ad esempio. 
Per quanto dipende da noi, a livello individuale, cerchiamo di evitare l’esposizione non necessaria o ridurla al minor tempo possibile la dove non possiamo farne a meno, per esempio usiamo il telefono cellulare, se proprio dobbiamo portarcelo addosso il minor tempo possibile, evitiamo di sostare nelle vicinanze di un elettrodotto specie se è a tensione molto elevata, sono forse esposizioni di breve durata ma possono essere molto intense.
Auguriamoci che non succeda che fra 50 o 100 anni a seguito della scoperta di un aumento generalizzato di tumori di qualsivoglia tipo provocato da inquinamento elettromagnetico, causato dall’uso indiscriminato di apparecchi che generano campi elettromagnetici, non dobbiamo dire: eppure lo sapevamo!!
 
 


 
 
 

QUANTI ERAVAMO...

Soci presenti :
Soci in dispensa permanente :
Soci onorari :
Assenze preavvisate :
Effettivo del Club :

Assiduità :

45
2
1
20
67

69,23%

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