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Cren N° 95 |
| Riunione
del :
Luogo : Presiede : Tema : Relatore : |
28/02/02
Ore 20:00 - Ristorante dei Cacciatori - Fraz. Rolandini di Verolengo Gennaro Vivarelli "Storia delle Università in Piemonte" Dott. Gino Angelo Torchio |
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STORIA
DELLE UNIVERSITÀ IN PIEMONTE
Non è facile trovare notizie sulla storia dell’Università in Piemonte; le fonti più insigni sono certamente il Vallauri e il Gaboto con i loro scritti sulle “Università in Piemonte”, e gli “Ordinati” dell’Archivio Storico di Torino, nonchè le pagine rare di certe cronache conservate nella Biblioteca Civica e Nazionale. I sacri testi affermano che soltanto nel 1405 venne inaugurata l’Università di Torino. I fatti invece dimostrano che la prima Università (o meglio Studiium) in Piemonte sorse a Vercelli nel 1235. Di questa Università è scritto pochissimo, anche se rimase fiorente sino al 1400 circa, quando venne chiusa per incostituzionalità, non possedendo la bolla papale, nè le patenti imperiàli, come voleva la legge medioevale di quei tempi. Il 27 Ottobre 1405 a Torino Lodovico I, Principe d’Acaia e Signore del Piemonte, inaugurò lo Studium sito nell’attuale via San Francesco. Alla sua morte però il Duca di Savoia Amedeo VIII a seguito dei gravi disordini fra scolari e cittadini, spostò lo Studium da Torino a Chieri che in cambio di tale privilegio giurò fedeltà al Duca. Lo Studium Chierese restò attivo fino al 1434 quando, sempre a seguito di vari disordini, il figlio di Amedeo VIII sposta di nuovo la sede, portando lo Studium a Savigliano. Qui sembrò esserci l’ambiente adatto per gli studi, ma purtroppo il Comune era abitato da una grande quantità di Ebrei che avevano il possesso della maggior parte del governo e del macello. La religiosità dello Studium si scontrò subito con la comunità Ebraica, tanto che gli Ebrei furono cacciati da Savigliano, ma ciò durò poco. Infatti di li a qualche mese gli Ebrei si organizzarono ed entrarono in città, riprendendo il possesso di tutte le loro proprietà. A seguito di violenti scontri il Duca Lodovico I riportò lo Studium a Torino dove operò sino al 1558, anno in cui venne chiuso per le violenze inaudite fra scolari e cittadini. Nel 1562 il grande Emanuele Filiberto I, portò a Torino la capitale del Regno Sabaudo. Abbellì la città e la rese sicura dai continui focolai di violenza fra soldati francesi e cittadini. Alla capitale del Regno mancava però un forte richiamo culturale, ma i tempi per la riapertura dell’Università non erano ancora pronti. Così Emanuele Filiberto inaugurò due Studium, uno a Nizza che restò attivo per ben trecento anni ed uno a Mondovi. Quest’ultimo restò fino al 1564 anno in cui il Duca riportò lo Studium a Torino che fu poi definitivamente chiuso da Amedeo II nel 1696. Con
la vittoria sui francesi del 1706 Vittorio Amedeo II potè regnare
nella capitale piemontese, riorganizzando totalmente il Regno. Limitò
per primo il potere della Chiesa nei confronti dell’Università,
tolse il monopolio delle Scuole Superiori ai Gesuiti, e divenne il vero
responsabile dell’Università, che fu spostata da via San Francesco
in via Po (attuale ateneo) con il nome di UNIVERSITA’ SUBALPINA.
Purtroppo Amedeo II si circondò di collaboratori che introdussero nel governo severissime regole burocratiche e censure accanite tali da indebolire il governo anche dopo la sua morte. Fu così che verso la fine del secolo l’onda rivoluzionaria Napoleonica ebbe facile gioco sulla destabilizzazione del governo Sabaudo. Nel 1800 Napoleone creò a Torino un Comitato di Pubblica Istruzione per la direzione e l’amministrazione dell’Università che egli chiamò Nazionale. Ampliò l'università creando tre nuove biblioteche, una Scuola Superiore di Matematica, una Scuola di Ostetricia, una Scuola di Architettura ed un’Opera Pia della Maternità. Riunì per la prima volta Medicina e Chirurgia che così restarono fino ad oggi. Quando
i Savoia tornarono a Torino nel 1815, Vittorio Emanuele I cambiò
il nome dell’Università in "Subalpina Regia Università" Gli
anni che seguirono furono anni difficili a causa dei moti carbonari, Carlo
Alberto chiuse l’Università permettendo però agli studenti
di prepararsi da soli o con i “ripetitori “. Lasciò aperta solo
la Facoltà di Medicina che venne spostata nell’Ospedale San Giovanni
Battista all’interno del quale istitui altresì un Museo di Anatomia
Patologica. Riconsegnò ai Gesuiti il monopolio delle Scuole Superiori.
Fondò un Museo di Storia Militare introducendo la Cattedra di Metodo
che venne affidata al professor Ferrante Aporti.
Nel 1888 il Comune assegnò il lotto del Valentino per la costruzione di un polo Universitario(Farmacologia, Agraria, Anatomia, Patologia e Chimica). Nel 1898, a seguito della Legge Giolitti - Martini, si tenne a Torino il I Congresso Internazionale degli Studenti inaugurato dal Re in persona. I principali punti che vennero trattati furono:
Si
può facilmente comprendere, da quanto fin qui detto, che la nostra
Università ha avuto una vita difficile e travagliata. La sua importanza
in Piemonte è stata enorme poichè essa si presentò
agli occhi dei reggenti ecclesiastici e dei Duchi savoiardi, come una vera
e propria nuova “industria” capace di far muovere ogni aspetto della società.
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