Bollettini N° 1665
Cren N° 95

  HOMEPAGE BOLLETTINI
 

Riunione del : 
Luogo : 
Presiede :
Tema :
Relatore :
28/02/02
Ore 20:00 - Ristorante dei Cacciatori - Fraz. Rolandini di Verolengo 
Gennaro Vivarelli
"Storia delle Università in Piemonte"
Dott. Gino Angelo Torchio
PROSSIME RIUNIONI
07/03/02
Riunione riservata
Ore 20:00 - Ristorante dei Cacciatori - Fraz. Rolandini di Verolengo 
 
Domenica
10/03/02
LA FESTA DELLA NEVE E' STATA ANNULLATA PER MANCANZA DI.....NEVE.
        
14/03/02
"La FIAT e l'energia"
INTERCLUB - Conviviale con signore.
Ore 20:00 - Ristorante Villa Sassi - Torino
Dott. Umberto Quadrino
21/03/02
"La sanità in Piemonte"
Conviviale con signore.
Ore 20:00 - Ristorante Villa Sassi - Torino
Dott. D'Ambrosio
Assessore alla Sanità
della Regione Piemonte
28/03/02
Giovedì Santo
Non si terrà riunione
 

 

LA RELAZIONE

STORIA DELLE UNIVERSITÀ IN PIEMONTE
   
RELATORE DOTT. GINO ANGELO TORCHIO


Non è facile trovare notizie sulla storia dell’Università in Piemonte; le fonti più insigni sono certamente il Vallauri e il Gaboto con i loro scritti sulle “Università in Piemonte”, e gli “Ordinati” dell’Archivio Storico di Torino, nonchè le pagine rare di certe cronache conservate nella Biblioteca Civica e Nazionale.

I sacri testi affermano che soltanto nel 1405 venne inaugurata l’Università di Torino. I fatti invece dimostrano che la prima Università (o meglio Studiium) in Piemonte sorse a Vercelli nel 1235. Di questa Università è scritto pochissimo, anche se rimase fiorente sino al 1400 circa, quando venne chiusa per incostituzionalità, non possedendo la bolla papale, nè le patenti imperiàli, come voleva la legge medioevale di quei tempi.

Il 27 Ottobre 1405 a Torino Lodovico I, Principe d’Acaia e Signore del Piemonte, inaugurò lo Studium sito nell’attuale via San Francesco. Alla sua morte però il Duca di Savoia Amedeo VIII a seguito dei gravi disordini fra scolari e cittadini, spostò lo Studium da Torino a Chieri che in cambio di tale privilegio giurò fedeltà al Duca.

Lo Studium Chierese restò attivo fino al 1434 quando, sempre a seguito di vari disordini, il figlio di Amedeo VIII sposta di nuovo la sede, portando lo Studium a Savigliano. Qui sembrò esserci l’ambiente adatto per gli studi, ma purtroppo il Comune era abitato da una grande quantità di Ebrei che avevano il possesso della maggior parte del governo e del macello. La religiosità dello Studium si scontrò subito con la comunità Ebraica, tanto che gli Ebrei furono cacciati da Savigliano, ma ciò durò poco. Infatti di li a qualche mese gli Ebrei si organizzarono ed entrarono in città, riprendendo il possesso di tutte le loro proprietà. A seguito di violenti scontri il Duca Lodovico I riportò lo Studium a Torino dove operò sino al 1558, anno in cui venne chiuso per le violenze inaudite fra scolari e cittadini.

Nel 1562 il grande Emanuele Filiberto I, portò a Torino la capitale del Regno Sabaudo. Abbellì la città e la rese sicura dai continui focolai di violenza fra soldati francesi e cittadini. Alla capitale del Regno mancava però un forte richiamo culturale, ma i tempi per la riapertura dell’Università non erano ancora pronti. Così Emanuele Filiberto inaugurò due Studium, uno a Nizza che restò attivo per ben trecento anni ed uno a Mondovi. Quest’ultimo restò fino al 1564 anno in cui il Duca riportò lo Studium a Torino che fu poi definitivamente chiuso da Amedeo II nel 1696.

Con la vittoria sui francesi del 1706 Vittorio Amedeo II potè regnare nella capitale piemontese, riorganizzando totalmente il Regno. Limitò per primo il potere della Chiesa nei confronti dell’Università, tolse il monopolio delle Scuole Superiori ai Gesuiti, e divenne il vero responsabile dell’Università, che fu spostata da via San Francesco in via Po (attuale ateneo) con il nome di UNIVERSITA’ SUBALPINA.
Con le “Convenzioni” creò nel 1723 il Consiglio delle Province, all’interno del quale ogni anno cento giovani di modeste condizioni potevano completare gli studi universitari a spese dello Stato.  Inoltre creò la cattedra di Eloquenza Italiana, tenuta dal professor Modenese Tagliazzucchi, al fine di familiarizzare i Piemontesi alla Cultura; la stessa cosa venne letta nelle Università di Cagliari e Sassari, per introdurre la lingua italiana in Sardegna.

Purtroppo Amedeo II si circondò di collaboratori che introdussero nel governo severissime regole burocratiche e censure accanite tali da indebolire il governo anche dopo la sua morte. Fu così che verso la fine del secolo l’onda rivoluzionaria Napoleonica ebbe facile gioco sulla destabilizzazione del governo Sabaudo.

Nel 1800 Napoleone creò a Torino un Comitato di Pubblica Istruzione per la direzione e l’amministrazione dell’Università che egli chiamò Nazionale. Ampliò l'università creando tre nuove biblioteche, una Scuola Superiore di Matematica, una Scuola di Ostetricia, una Scuola di Architettura ed un’Opera Pia della Maternità. Riunì per la prima volta Medicina e Chirurgia che così restarono fino ad oggi.

Quando i Savoia tornarono a Torino nel 1815, Vittorio Emanuele I cambiò il nome dell’Università in "Subalpina Regia Università" Gli anni che seguirono furono anni difficili a causa dei moti carbonari, Carlo Alberto chiuse l’Università permettendo però agli studenti di prepararsi da soli o con i “ripetitori “. Lasciò aperta solo la Facoltà di Medicina che venne spostata nell’Ospedale San Giovanni Battista all’interno del quale istitui altresì un Museo di Anatomia Patologica. Riconsegnò ai Gesuiti il monopolio delle Scuole Superiori. Fondò un Museo di Storia Militare introducendo la Cattedra di Metodo che venne affidata al professor Ferrante Aporti.
Carlo Alberto pose inoltre le regole per una nuova tipologia di discussione delle tesi, con lavori di ricerca da presentare ad una Commissione ed istituì la carriera universitaria dei ricercatori. Dopo il 1861 Torino divenne una delle più importanti sedi Universitarie Pubbliche.

Nel 1888 il Comune assegnò il lotto del Valentino per la costruzione di un polo Universitario(Farmacologia, Agraria, Anatomia, Patologia e Chimica).

Nel 1898, a seguito della Legge Giolitti - Martini, si tenne a Torino il I Congresso Internazionale degli Studenti inaugurato dal Re in persona. I principali punti che vennero trattati furono:

  • Abolizione delle opere benefiche a fàvore di una Borsa di Studio
  • Libertà di parola e di pensiero
  • Solidarietà e libero scambio fra le Università
  • Italianizzazione dell’Università di Trieste.


E’ difficile segnalare tutto ciò che accadde dopo il 1933 con la Legge Gentile fino ai nostri giorni, dal momento che troppe sono state le trasformazioni e le riforme.

Si può facilmente comprendere, da quanto fin qui detto, che la nostra Università ha avuto una vita difficile e travagliata. La sua importanza in Piemonte è stata enorme poichè essa si presentò agli occhi dei reggenti ecclesiastici e dei Duchi savoiardi, come una vera e propria nuova “industria” capace di far muovere ogni aspetto della società.
Non solo la presenza di una Università dava importanza internazionale al Comune che la aveva, ma essa servì come strategia politica per annettere nuovi territori, come accadde per Chieri, Savigliano, Ceva, Mondovì. Innegabile altresì l’arricchimento della città in cui lo Studium aveva sede
 
 


 
 
 
 

QUANTI ERAVAMO...


Soci presenti :
Soci in dispensa permanente :
Soci onorari :
Assenze preavvisate :
Effettivo del Club :

Assiduità :

49
1
1
17
70

63,24%

E-mail: Segreteria segre@rotarychivasso.org
E-mail: Webmaster webmast@rotarychivasso.org