LA
RELAZIONE
LA
RIFORMA MORATTI:
I
PUNTI-CHIAVE DEL PROGETTO
Il
Consiglio dei Ministri ha esaminato in via preliminare il testo della proposta
di riforma degli ordinamenti scolastici.
In
attesa dei decreti attuativi, che daranno forma al nuovo impianto della
scuola italiana in ogni suo ordine e grado, si possono già individuare
alcuni punti, che caratterizzano e sottolineano le novità introdotte:
La
riforma punta a costruire una scuola più moderna attraverso il potenziamento
dell’alfabetizzazione nelle tecnologie informatiche ed anche una scuola
più europea con lo studio obbligatorio di una lingua comunitaria
fin dai sei anni e di una seconda lingua comunitaria dall’età di
undici anni;
Con
questa riforma le famiglie possono scegliere se mandare i bambini alla
scuola dell’infanzia anche prima dei tre anni e a scuola anche prima dei
sei; Rispetto alle finalità indicate dalla Legge 30 per i vari ordini
di scuola, è stata data importanza ad alcuni aspetti educativi che
non vi erano compresi: per esempio, nella scuola dell’infanzia, lo sviluppo
psico-motorio e le potenzialità di relazione; nel primo ciclo la
valorizzazione della tradizione culturale insieme all’evoluzione sociale,
culturale e scientifica della realtà contemporanea, nel secondo
ciclo l’attenzione costante alla crescita educativa e professionale dei
giovani attraverso il sapere, il fare e l’agire e la riflessione critica
su di essi in qualsiasi percorso superiore di pari dignità culturale,
sia esso di istruzione o di formazione.
·
Si prevede una nuova articolazione degli studi e della formazione che sia
rispettosa delle età evolutive e della migliore tradizione scolastica
italiana: scuola dell’infanzia, primo ciclo (scuola primaria di 5 anni
e scuola secondaria di primo grado di 3 anni) con esame di stato alla fine
del ciclo, secondo ciclo (sistema dei licei ed il sistema dell’istruzione
e della formazione professionale) ed esame di stato.
·
Al compimento del quindicesimo anno, all’apprendistato si aggiunge la possibilità
di stage in realtà sociali, culturali e del mondo produttivo (alternanza
scuola-lavoro), sotto la responsabilità delle istituzioni scolastiche
e formative, in enti pubblici e privati, non proflt e imprese.
·
Per tutto il percorso di istruzione e di formazione è sempre aperto
e assistito il passaggio tra il sistema dei licei e il sistema della formazione
professionale.
·
Il liceo sarà sempre di cinque anni; nell’ultimo anno saranno anche
favorite attività di orientamento e di raccordo con l’Università
e la formazione tecnica superiore. Sono confermati gli assi culturali tradizionali:
classico, scientifico e artistico. Nascono nuovi licei:
economico,
tecnologico, musicale, linguistico, delle scienze umane.
·
E’ garantito l’accesso all’Università anche per chi effettua corsi
professionali di durata almeno quadriennale, con un ulteriore anno di studio
e l’esame di stato.
·
La riforma prevede che i piani di studi contengano un nucleo fondamentale,
omogeneo su base nazionale, che rispecchi la cultura, le tradizioni e l’identità
nazionale, ed una quota, riservata alle Regioni, relativa agli aspetti
specifici legati alle realtà locali.
·
Per quanto concerne la valutazione, è confermata quella periodica
e annuale effettuata dai docenti, ma viene introdotta ogni due anni la
valutazione dei periodi didattici. Si è promossi o respinti ogni
anni ai fini del passaggio al periodo successivo.
·
Per la realizzazione delle finalità della rifonna, entro 90 giorni
dall’entrata in vigore della legge, il Ministro predisporrà un piano
programmatico di interventi finanziari da sottoporre all’approvazione del
Consiglio dei Ministri.
QUANTI
ERAVAMO...
Soci
presenti :
Soci
in dispensa permanente :
Soci
onorari :
Assenze
preavvisate :
Effettivo
del Club :
Assiduità
: |
36
2
1
32
70
52,94%
|
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