Bollettini N° 1666
Cren N° 96

  HOMEPAGE BOLLETTINI
 

Riunione del : 
Luogo : 
Presiede :
Tema :
07/03/02
Ore 20:00 - Ristorante dei Cacciatori - Fraz. Rolandini di Verolengo
Gennaro Vivarelli.
Riunione riservata
PROSSIME RIUNIONI
Domenica
10/03/02
LA FESTA DELLA NEVE E' STATA ANNULLATA PER MANCANZA DI.....NEVE.
 
14/03/02
"La FIAT e l'energia"
INTERCLUB - Conviviale con signore.
Ore 20:00 - Ristorante Villa Sassi - Torino
Dott. Umberto Quadrino
21/03/02
"La sanità in Piemonte"
Conviviale con signore.
Ore 20:00 - Ristorante Villa Sassi - Torino
Dott. D'Ambrosio
Assessore alla Sanità
della Regione Piemonte
28/03/02
Giovedì Santo
Non si terrà riunione
 

 

LA RELAZIONE

LA RIFORMA MORATTI:
I PUNTI-CHIAVE DEL PROGETTO

Il Consiglio dei Ministri ha esaminato in via preliminare il testo della proposta di riforma degli ordinamenti scolastici.
In attesa dei decreti attuativi, che daranno forma al nuovo impianto della scuola italiana in ogni suo ordine e grado, si possono già individuare alcuni punti, che caratterizzano e sottolineano le novità introdotte:
La riforma punta a costruire una scuola più moderna attraverso il potenziamento dell’alfabetizzazione nelle tecnologie informatiche ed anche una scuola più europea con lo studio obbligatorio di una lingua comunitaria fin dai sei anni e di una seconda lingua comunitaria dall’età di undici anni;
Con questa riforma le famiglie possono scegliere se mandare i bambini alla scuola dell’infanzia anche prima dei tre anni e a scuola anche prima dei sei; Rispetto alle finalità indicate dalla Legge 30 per i vari ordini di scuola, è stata data importanza ad alcuni aspetti educativi che non vi erano compresi: per esempio, nella scuola dell’infanzia, lo sviluppo psico-motorio e le potenzialità di relazione; nel primo ciclo la valorizzazione della tradizione culturale insieme all’evoluzione sociale, culturale e scientifica della realtà contemporanea, nel secondo ciclo l’attenzione costante alla crescita educativa e professionale dei giovani attraverso il sapere, il fare e l’agire e la riflessione critica su di essi in qualsiasi percorso superiore di pari dignità culturale, sia esso di istruzione o di formazione.
· Si prevede una nuova articolazione degli studi e della formazione che sia rispettosa delle età evolutive e della migliore tradizione scolastica italiana: scuola dell’infanzia, primo ciclo (scuola primaria di 5 anni e scuola secondaria di primo grado di 3 anni) con esame di stato alla fine del ciclo, secondo ciclo (sistema dei licei ed il sistema dell’istruzione e della formazione professionale) ed esame di stato.
· Al compimento del quindicesimo anno, all’apprendistato si aggiunge la possibilità di stage in realtà sociali, culturali e del mondo produttivo (alternanza scuola-lavoro), sotto la responsabilità delle istituzioni scolastiche e formative, in enti pubblici e privati, non proflt e imprese.
· Per tutto il percorso di istruzione e di formazione è sempre aperto e assistito il passaggio tra il sistema dei licei e il sistema della formazione professionale.
· Il liceo sarà sempre di cinque anni; nell’ultimo anno saranno anche favorite attività di orientamento e di raccordo con l’Università e la formazione tecnica superiore. Sono confermati gli assi culturali tradizionali: classico, scientifico e artistico. Nascono nuovi licei:
economico, tecnologico, musicale, linguistico, delle scienze umane.
· E’ garantito l’accesso all’Università anche per chi effettua corsi professionali di durata almeno quadriennale, con un ulteriore anno di studio e l’esame di stato.
· La riforma prevede che i piani di studi contengano un nucleo fondamentale, omogeneo su base nazionale, che rispecchi la cultura, le tradizioni e l’identità nazionale, ed una quota, riservata alle Regioni, relativa agli aspetti specifici legati alle realtà locali.
· Per quanto concerne la valutazione, è confermata quella periodica e annuale effettuata dai docenti, ma viene introdotta ogni due anni la valutazione dei periodi didattici. Si è promossi o respinti ogni anni ai fini del passaggio al periodo successivo.
· Per la realizzazione delle finalità della rifonna, entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge, il Ministro predisporrà un piano programmatico di interventi finanziari da sottoporre all’approvazione del Consiglio dei Ministri.
 
 


 
 


 
 
 
 

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