Bollettini N° 1667
Cren N° 97

  HOMEPAGE BOLLETTINI
 

Riunione del : 
Luogo : 
Presiede :
Tema :
Relatore :
14/03/02
Ore 20:00 - Ristorante Villa Sassi - Torino
Gennaro Vivarelli.
"La FIAT e l'energia"  -  INTERCLUB con RC TORINO NORD - Conviviale con signore.
Dott. Umberto Quadrino
PROSSIME RIUNIONI
21/03/02
"La sanità in Piemonte"
Conviviale con signore.
Ore 20:00 - Ristorante Villa Sassi - Torino
Dott. D'Ambrosio
Assessore alla Sanità
della Regione Piemonte
28/03/02
Giovedì Santo
Non si terrà riunione
 

 

LA RELAZIONE

LA FIAT E L’ENERGIA

DOTT.  UMBERTO QUADRINO




Il socio Millo introduce il dott. Umberto Quadrino con una breve presentazione.
Quadrino è senza dubbio una delle figure più rilevanti del gruppo FLAT; manager di elevata caratura, molto noto a livello internazionale. Questa immagine internazionale non gli è dovuta soltanto dall’appartenenza al gruppo FIAT, ma gli viene dall’aver esercitato in prima persona in qualità di Presidente Amministratore Delegato di New Holland, questa attività a Londra e negli Stati Uniti.
Nasce a Torino nel 1946. Si laurea in Scienze Economiche presso la facoltà di Economia e Commercio di Torino e a 24 anni lavora già in FIAI. Comincia la sua attività nel settore amministrazione e finanza; ha la sua crescita professionale e di carriera e dopo alcuni anni diventa Direttore e assistente dell’ Amministratore Delegato della FIAT S.p.A. In seguito assume il molo di Responsabile del settore Componentistica Industriale e Amministratore Delegato della FIAT S.p.A. Da circa un anno è Presidente della Edison.
Prende quindi la parola il Dott. Quadrino.
L’industria dell’energia elettrica è un’industria che consuma molti capitali. Il fabbisogno di energia elettrica è sempre cresciuto nonostante le crisi economiche, basti pensare che negli ultimi 40 anni il tasso di crescita del consumo di energia é del 3% annuo e ciò anche nei periodi di recessione.
La nostra è una civiltà in continua evoluzione che consuma sempre più energia, pensiamo al computer, agli impianti di condizionamento; quest’anno per esempio, contrariamente a quanto si può pensare, il picco del consumo di energia si è avuto a luglio e non a dicembre.
L’industria dell’energia ha da sempre avuto bisogno di grandi investimenti e quindi sembrava logico togliere questo settore ai privati e nazionalizzare, in quanto solo un Ente Pubblico poteva farsi carico dell’enorme sforzo finanziario che era necessario per poter garantire la sicurezza energetica.
Per questi motivi si è passati in tutta Europa da un’industria che all’inizio del secolo era privata, ad un ‘industria di Stato. Cosi fino a qualche anno fa l’energia veniva prodotta da una Società monopolista di Stato o da più Società di Stato come accadeva in Germania.

In seguito la Comunità Europea emana una direttiva in base alla quale tutti i mercati devono aprirsi, diventare liberi e sotto questa pressione anche il mercato dell’energia si è progressivamente aperto.Ciò significa fine dei monopoli, privatizzazione obbligata di questo settore, possibilità per più produttori dello stesso paese a competere per la produzione di energia elettrica.
Questo panorama tracciato per sommi capi, ha uno stato di avanzamento molto diverso da paese a paese.
L’Italia si è distinta abbastanza nel processo di privatizzazione aprendo il proprio mercato. Per una direttiva dello Stato l’Enel è costretta a cedere la metà della produzione nazionale in tre trances: una è già stata messa all’asta, la seconda è in gara proprio in questo periodo e poi ci sarà una terza gara per privatizzare un altro gruppo di centrali in modo da portare la produzione in mano all’Enel a non più del 50% della produzione nazionale.
Diversa la situazione negli altri paesi Europei. In Inghilterra per esempio la privatizzazione è iniziata prima. Essendo il paese più liberista d’Europa, da tempo non ha più monopoli e sul territorio esistono 5 o 6 produttori di energia.
 

In Francia invece ci sono molte più resistenze, sia a privatizzare, sia a permettere ad altri produttori di istradarsi sul mercato francese.
L’energia, però, non basta produrla, ma occorre anche venderla sia alle industrie che al privati. Da qui nasce la necessità di infrastrutture che sono poi le linee di alta tensione. Le line sono di proprietà del monopolista quindi per privatizzare 1’energia elettrica bisogna separare la proprietà delle linee da quella della produzione di energia, cosa che è stata fatta in Italia, cosa che non è ancora stata fatta in Francia, cosa che è fatta parzialmente in Germania.
Si può capire come il mercato sia abbastanza complesso. Dal lato del trasporto l’energia si trasporta molto male e con grosse perdite di carico; su 1000 km si perde circa il 3% dell’energia e quindi è possibile immaginare quanto difficoltoso sia il trasporto sulle grosse distanze, senza contare quelle che sono le barrire fisiche (le catene montuose per esempio). Ecco perchè la capacità di trasportare energia da un paese all’altro è ancora abbastanza limitata.
Il paese che esporta di più energia è la Francia, mentre il più grosso importatore è proprio l’Italia con una percentuale pari a circa il 15% . Questo è senza dubbio derivato dal fatto che con il referendum c ha annullato il programma nucleare per altro già avviato, l’Italia si trova all'inizio -degli anni 90 in una situazione di deficit energetico, con le centrali che non sono aggiornate alle più moderne tecnologie e con conseguenti costi di produzione elevatissimi. Infatti il costo dell’energia in Italia è circa il 40 - 50 % più alto che in altri paesi.
Le tappe future della liberalizzazione di questo mercato, prevedono che entro il 2003 sia completamente liberalizzata la possibilità di vendere alle industrie ed entro il 2005 anche ai privati.

In Italia abbiamo la Edison, azienda storica nata nel 1884 che non a caso porta questo nome. Infatti il suo fondatore, l’ingegner Colombo seppe che a Parigi c’era un’esposizione internazionale dedicata alla produzione di energia elettrica e c’era il sig. Edison che aveva inventato un nuovo sistema per la produzione di energia, un particolare tipo di dinamo. Colombo andò a Parigi, si fece dare la licenza e tornato in Italia fondo la Società Italiana per la produzione di energia elettrica con il metodo Edison, detta poi EDISON. Questa azienda divenne ben presto uno dei colossi per la produzione di energia elettrica, costruì la maggior parte delle centrali idroelettriche del Nord d’Italia.
Si diversificò nella chimica e nel 1964 fu nazionalizzata. Con i proventi della nazionalizzazione si fuse con la Montecatini
Il Presidente della Edison Umberto Quadrino ha guidato in questi giorni la cordata per la vittoria della gara Eurogen, la seconda e la più grande fra le società elettriche messe all’asta dall’Enel. Un consorzio di cui Edison è il maggior singolo azionista con il 40%, mentre Aem Milano possiede il 13.4%, Aem Torino e la svizzera AteI il 13.3% ciascuno, Unicredito il 10% ed Interbanca e Royal Bank of Scotland il 5 % a testa. Eurogen non ha alcun rischio commerciale, visto che il combustibile necessario alla produzione e l’energia prodotta vengono rispettivamente forniti ed acquistati dai suoi soci industriali. Dopo l’operazione di acquisto, appena completato il passaggio delle azioni e ottenuto la necessaria autorizzazione dell’antitrust, i nuovi proprietari di Elettrogen dovranno dedicarsi a rimettere in ordine le centrali che hanno acquistato, partendo dalla conversione di quella di Brindisi (oggi bloccata dal Comune della città pugliese) da olio pesante a gas. Un’operazione che nel giro di un paio di anni dovrebbe costare 1,2 miliardi di Euro, di cui la metà saranno investiti subito
 



 

NOTIZIE DAL ROTARACT

Venerdì 15 Marzo si è svolto il consueto incontro annuale con il nostro Rotaract, incontro che ci ha consentito di visitare una interessante realtà industriale, la SO.ME.L: di Levone, azienda metalmeccanica che produce particolari in acciaio con la tecnica dello stampaggio a caldo. Tutto ciò è stato reso possibile dalla disponibilità e dalla consueta generosità di Giulio Bianchini che ci ha accolti in questa sua Azienda con l’affabilità e il senso dell’amicizia che tutti da sempre conosciamo insieme all’Amministratore Delegato Sig. Giuseppe Data, al Direttore di stabilimento Sig. Michele RasoIo e all’Ing. Giovanni Data. La visita è iniziata con una breve presentazione dell’Azienda da parte di Giulio che ci ha accolti (eravamo veramente tanti) nella sala riunioni. Ha preso poi la parola l’Ing. Giovanni Data che ha spiegato in modo chiaro ed esaustivo le tecnologie che stanno alla base della produzione dell’Azienda. Abbiamo poi compiuto una interessante visita dello stabilimento nel quale abbiamo potuto vedere come delle barre di acciaio riscaldate a 12000C e stampate da presse da 1600 tonnellate, diventano parti di motori di autoveicoli o ganci di traino o leveraggi di scatole cambio o mille altri particolari. Quel che è più stupefacente è che il pezzo viene disegnato al computer con il CAD tridimensionale e gli stampi sono progettati su questo disegno. Non vengono prodotti prototipi: dal pezzo virtuale direttamente al pezzo reale. Ciò presuppone grandissima professionalità dei tecnici che ha consentito all’Azienda negli ultimi anni di affacciarsi con successo sui mercati europei.
Ancora ospiti di Giulio al ristorante Il Mandrracchio di Rivarossa, una piacevolissima ed ottima cena, allietata dalla musica in un clima di reale amicizia è stata il corollario della serata. Nel corso della cena si sono succeduti interventi della Presidentessa del Rotaract di Chivasso, la simpaticissima ed esuberante Federica Fenoglietto che ha più volte ringraziato Giulio Bianchini per la splendida ospitalità. Nel corso del suo intervento, Giulio ha, dal canto suo, sottolineato quanto sia importante ~he gli adulti passino il testimone ai giovani trasmettendo loro le proprie conoscenze e la propria esperienza. Ma come si può insegnare ai giovani? Il modo migliore sta nell’esempio: passione per il proprio lavoro, serieta e Impegno. In questo i Rotariani possono essere di grande aiuto ai giovani del Rotaract che saranno i rotariani e la classe dirigente di domani. Le repliche di Gen Vivarelli, Presidente del RC Chivasso e di Pier Paolo Civalleri, Incoming President, hanno sottolineato questa importante funzione di forniazione dei giovani ringraziando ancora Giulio Bianchini per il suo impegno e la sua dedizione che dimostra in questa che per lui è una missione. Un momento istituzionale della serata è stato l’ingresso di Federica Racca nel Rotaract di Chivasso, con la consueta consegna del distintivo da parte dell’Incoming President, Gianni Vercellotti. Federica, visibilmente emozionata, ringraziando, ha detto come nel Rotaract abbia trovato degli amici ed un ambiente piacevole e spontaneo. Ed è proprio in un clima disteso piacevole e spontaneo che è trascorsa la serata, merito sicuramente di questi magnifici giovani che affiancano al loro serio impegno nello studio o nel lavoro, l’impegno del service nel Rotaract, senza tuttavia perdere la gioia e l’allegria propria della gioventù e merito anche di un “giovane” che, con un giovanile entusiasmo, crede ed ha sempre creduto in loro: Giulio Bianchini. Vogliamo spendere ancora due parole su questo meraviglioso “giovane” riportando parte di un articolo apparso sulla stampa del 14 marzo corrente a firma di Maria Teresa Martinengo riguardante gli ex allievi Itis. Dopo aver liquidato con una colonna Claudio Lippi, Paolo Limiti, Mimmo Calopresti ed alcuni politici, la giornalista ha dedicato due colonne a Giulio Bianchini, esprimendosi cosi:
 

"Ma il mondo dei diplomati Itis è fatto per lo più di personaggi che non amano i riflettori, che preferiscono fare. Persone concrete. Come Giulio Bianchini, 59 anni, un diploma di perito conquistato la sera, dopo una giornata di lavoro. “A lavorare ho cominciato presto, ormai 45 anni fa. Quando smisi di fare due turni, mi iscrissi alle Scuole Operaie San Carlo. 
Li, per quattro anni, ho anche insegnato: volevo restituire un po’ di ciò che altri mi avevano dato”. Quel ragazzino costretto dalle circostanze della vita a un’esistenza non facile, oggi è alla testa di un pooì di aziende (sue creature) che producono tecnologia avanzatissima nel campo della produzione metalmeccanica. Un universo di 330 dipendenti che parte dalla “Simpro” di Brandizzo con insediamenti in Brasile e nel Sud italiano.
Bianchini è un personaggio. Prima di tutto per tutto ciò che è stato capace di realizzare. Poi, perchè la sua carriera si incrocia continuamente con una vocazione “speciale”: l’aiuto al prossimo e ai giovani in particolare.

“Immagino la vita come i cerchi che si formano nell’acqua con il lancio con una pietra: vicino a me c’è la mia famiglia, i miei figli, poi, via via le altre persone, i giovani che hanno bisogno di trovare la loro strada, prima di tutti.”

Bianchini, che ha Don Bosco come modello di imprenditore riuscito (“Penso a questo — racconta — quando, in giro per il mondo, vedo le case salesiane per i giovani”) di ragazzi ne assume dieci, a volte anche quindici l’anno. Non importa se devono ancora fare il militare. “Se non gli diamo un’occasione quando escono da scuola, c’è pericolo che si perdano”. Così, quando tornano in licenza, prima vanno dalla mamma e dalla fidanzata. E poi finiscono da lui, in azienda, a salutarlo. Tra quei neo-assunti, due o tre sono ingegneri, gli altri in maggioranza sono periti. “Gli ingegneri quasi sempre ci lasciano per andare nelle multinazionali. I periti li metto subito in officina. Tanti hanno fatto carriera”.

Che altro dire? Possiamo solamente aggiungere che come rotariano Giulio Bianchini è stato un precursore: da sempre ha portato avanti con generosità e impegno quella che, come ha ricordato Gen Vivarelli nel suo intervento, da quest’anno è diventata la Quinta Azione del Rotary International: l’Azione a favore delle Nuove Generazioni.. Noi tutti dobbiamo imparare da personaggi come Giulio Bianchini: un uomo come pochi se ne incontrano ed un rotariano esemplare. Grazie Giulio.

   
    

 
 
 
 

QUANTI ERAVAMO...


Soci presenti :
Ospiti dei soci :
Ospiti del Club :
Presenti RC Torino Nord :
Presenze compensate :
Soci in dispensa permanente :
Soci onorari :
Assenze preavvisate :
Effettivo del Club :

Assiduità :

46
2
8
20
1
1
1
23
70

68,12%

E-mail: Segreteria segre@rotarychivasso.org
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