ROTARY CLUB CHIVASSO
CREN - Chivasso Rotary Electronic News

Anno Rotariano 2002 - 2003

Presidente Pier Paolo CIVALLERI

BOLLETTINO N° 1697 - CREN N° 127

"Che cosa racconta un'etichetta.
Comunicazione e funzioni."

Guido ANFOSSO.

PRESIEDE: Pier Paolo CIVALLERI

Ristorante dei Cacciatori
Fraz. Rolandini di Verolengo

23 Gennaio 2003


HOMEPAGE BOLLETTINI
 

LE PROSSIME RIUNIONI
DATA
ARGOMENTO
ORA e LUOGO
CONFERENZIERE
30/01/03
"Cinquant'anni di cardiochirurgia" 
Ore 20:00 Ristorante Villa Sassi - Torino
Prof. Angelo Actis Dato
06/02/03
"La politica agricola comunitaria, l'allargamento dell'Unione Europea e le trattative del World Trade Organization."
Ore 20:00 Ristorante Villa Sassi - Torino
Dott. Vittorio Viora di Bastide
13/02/03
"Scafi e vele sul palcoscenico del Golfo di Hauraki: dentro e fuori le quinte del più grande spettacolo del mondo. LA COPPA AMERICA." 
Ore 20:00 Ristorante Villa Sassi - Torino
Dott. Ing. Alessandro Pezzoli
Mercoledì
19/0203
"La presenza dell'Arma dei Carabinieri nelle operazioni di peace-keeping."
Interclub con Torino-Ovest.
Ore 20,15 Hotel Ambasciatori.
Gen. B.  Angelo Desideri

 


LA RELAZIONE
 

"Che cosa racconta un'etichetta.
Comunicazione e funzioni"

Guido ANFOSSO



L’etichetta è un oggetto indissolubilmente legato ad un prodotto: ne è un accessorio. E’ qualche cosa che illustra il contenuto di un barattolo, bottiglia, scatola ecc. o che riporta le caratteristiche dell’oggetto al quale è applicata. Se vogliamo trovare le prime testimonianze di etichette, dobbiamo risalire alle navi onerarie egizie (Sec. xva.C.) che trasportavano anfore contenenti spezie, coloranti, derrate alimentari, birra ecc. al collo delle quali era appesa una sorta di tavoletta in argilla essiccata che riportava il contenuto dell’anfora stessa. Tra le prime etichette intese in senso moderno, sono da ricordare quelle che, intorno alla metà del 17° secolo un monaco del Convento Benedettino di Hautvillers, Dom Pierre Perignon fece apporre a delle bottiglie di vino della Champagne: queste etichette hanno mantenuto nei secoli la loro forma a scudo e il loro colore ed ancora oggi sono, insieme alla forma particolare della bottiglia, il segno inconfondibile dello champagne Dom Perignon. 
Ma veniamo all’oggi. I compiti che una etichetta deve svolgere possono essere sintetizzati in due gruppi: di comunicazione e funzionali. Gli elementi di comunicazione nell'etichetta sono:
La parte GRAFICA con un'immagine evocativa del prodotto o un elemento grafico. 
Il colore, codice di una tipologia di prodotti o di un differenziazione di caratteristiche di uno stesso prodotto (ad esempio i colori che differenziano i vari tipi latte)
Il marchio del produttore e/o del prodotto.
Il nome del prodotto.
Vi è poi una serie di informazioni utili al consumatore quali: la data di scadenza, il contenuto, le istruzioni ed avvertenze per l'uso, la descrizione del prodotto, gli ingredienti, la ragione sociale del produttore e/o confezionatore. 
Le funzioni che una moderna etichetta è chiamata a svolgere sono:
Funzioni di tipo educativo ecologico con l'invito a rispettare l'ambiente e l'indicazione dei materiali con cui è fatto l'imballo del prodotto per facilitarne lo smaltimento;
Funzioni di tipo gestionale, attraverso l'uso del codice a barre.
Funzioni di anticontraffazione con l'utilizzo di ologrammi o di microfoto dell'etichetta.
Funzioni di rintracciabilità del prodotto con l'indicazione del lotto di produzione.
Funzioni di sigillo di garanzia del prodotto. Fuzioni di antitaccheggio utilizzando bande magnetizzate. Funzioni pubblicitarie in quanto un'etichetta può pubblicizzare altri prodotti dello stesso produttore.
Abbiamo visto quindi un'etichetta può avere molteplici funzioni, molte di più di quante sono evidenziate dalla semplice definizione che ne danno i dizionari della lingua italiana che definiscono laconicamente l'etichetta come: "cartellino che si appone alle casse, bottiglie o altri vasi con la scritta di ciò che contengono". 
 



 
 

Lettera N.7 del Governatore – Gennaio 2003.

Cari Rotariani, è, questo, il Mese della Sensibilizzazione al Rotary. Nessuna migliore occasione per ricordare a tutti una fondamentale prerogativa della nostra appartenenza al Sodalizio.

Nel corso degli incontri suppletivi che in questi ultimi tempi ho avuto con diversi Club ho constatato che l’iniziale sconcerto provocato da alcune innovazioni introdotte dai Consiglio di Legislazione nell’aprile 2001 si è progressivamente attenuato. Nello stesso tempo ho notato che si è consolidata la consapevolezza della necessità di un armonico rapporto fra rinnovamento e tradizione. Sarebbe tuttavia ipocrita ignorare che permangono tuttora riserve e opposizioni.
Orbene. Le rampogne fini a se stesse sono sterili e non portano a nulla. E’ questo il momento di trasferire le critiche in proposte concrete. Le modifiche delle nostre norme statutarie non piovono dal cielo, ma sono deliberate in seno al Consiglio di Legislazione, “organo legislativo del RI, avente l’autorità di apportare modifiche ai documenti costituzionali dell’organizzazione”.
L’Art. 7.020. del Regolamento del Rotary International prescrive che “le proposte legislative possono essere avanzate da un club, da un congresso distrettuale”, e da altri organismi rotariani. lì successivo Art. 7.030. prescrive che “ogni proposta proveniente da un Rotary club deve venire sottoposta al voto del congresso distrettuale  affinché si decida se appoggiarla o no”. Anche in caso di mancata approvazione in sede congressuale “un club può inoltrare al segretario generale una proposta  indipendentemente dal fatto che sia stata appoggiata o meno".

lì Congresso del nostro Distretto avrà luogo in Santa Margherita Ligure nei giorni 10 —11 maggio 2003. Tutti i Rotanani, tramite i loro Club, hanno tempo e modo di fare pervenire le loro proposte di modifica del vigente ordinamento. Siano o non siano approvate dal Congresso, esse hanno comunque la possibilità di essere esaminate dal nostro massimo organo legislativo, purché pervengano al Segretario generale del Rotary International entro il 30 giugno 2003.
Mi appello alla cortesia e alla responsabilità dei Club eventualmente interessati a che mi facciano pervenire le loro proposte in tempo utile perché io possa esaminarle e illustrarle compiutamente ai Congressisti.
Possono essere presentate proposte di “emendamenti” (‘enactments”). che si riferiscono a modifiche allo Statuto o al Regolamento del Rotary Intemational. ovvero proposte di “risoluzioni” (“resolutions”), che non incidono sulla normativa, ma rappresentano linee generali di indirizzo.

E appena il caso di ricordare che non si tratta di norme concernenti il ristretto ambito di un Club, ma riguardanti l’intero Sodalizio nella sua dimensione mondiale. Esse devono necessariamente ispirarsi a principi generali e non possono essere mera espressione di istanze locali. lì Regolamento del Rotary International elenca nell’Art. 7.037. le condizioni che rendono valide le proposte, owero le pongono nelle categoria di quelle considerate ‘difettose e incorrette”.

E’ altresì necessario che le proposte siano avanzate in forma atta alla valutazione da parte dei componenti il Consiglio di Legislazione. E’ quindi opportuno, se non addirittura indispensabile, che il loro testo sia redatto in inglese- La redazione in italiano implica la necessità di traduzione ad opera degli uffici centrali del Rotary Intemational, il che comporta quanto meno ritardi nella loro diffusione lì Manuale di procedura prescrive inoltre una particolare forma GRAFICA. Essa è riprodotta nel numero 4 (gennaio — febbraio 2003) del periodico distrettuale, che sarà distribuito a giorni. Proposte redatte in modo difforme non saranno prese in considerazione dal Consiglio di Legislazione.

Alla vigilia del suo centennale il Rotary attraversa un periodo di profondo rinnovamento. Ne potrebbe essere diversamente se si pensa a quanto è successo nel mondo da quel lontano 23 febbraio 1905. quando PauI Harris radunò accanto a sé i primi tre pionieri rotariani. E non può essere diversamente nel nostro Paese, le cui condizioni socio-economiche e politiche sono profondamente mutate rispetto a quelle degli anni venti. quando nacque e si sviluppò quello che allora si chiamava ~Rotary Italiano”.
Tuttavia, la tradizione ha sempre rappresentato un valore portante di tutte le istituzioni sorte nel tempo. In Europa, e particolarmente in Italia, il Rotary ha maturato caratteri peculiari, pur sempre congrui con i fondamenti comuni all’universo rotariano. Proposte atte a stimolare il rinnovamento nel segno della tradizione siano benvenute.

Un caro saluto, con una franca stretta di mano.

Giuseppe Viale.

     
    
    
      

 
 

Brevissime.

Matching Grant - Capo Verde. Molto sommessamente, quasi sottovoce, voglio mettervi al corrente che abbiamo ricevuto il numero di protocollo del nostro Matching Grant da parte della Rotary Foundation:22728. Ve lo annuncio in modo sommesso in quanto la volta precedente la notizia era stata pubblicata con una certa enfasi sul bollettino e la cosa non è che ci abbia portato molta fortuna........

Ancora Capo Verde. Un sentito ringraziamento a Giulio Bianchini che ha consegnato una cospicua somma di denaro a mani di Padre Ottavio Fasano responsabile del Centro Missioni Estere dei Padri Capuccini che operano a Capo Verde. Questa somma è stata devoluta da Giulio in nome e a ricordo del nostro indimenticabile Past President Edoardo Ellena.

Venerdì 24 gennaio, alcuni soci del nostro Club (Fabrizio Becucci, Sergio Marocco, Gianni Montalenti, Guido Anfosso) si sono incontrati a Bardonecchia con una delegazione del RC di St. Jean de Maurienne per fare il punto sulle iniziative comuni tese a rinsaldare l'amicizia e la conoscenza reciproca tra i soci dei nostri due Club. E' stata prospettata da parte nostra ed accettata con entusiasmo da parte degli amici transalpini, la possibilità di una riunione comune a Bardonecchia sul tema dei lavori che sono in corso di preparazione in Alta Val Susa per le Olimpiadi Invernali del 2006, da svolgersi intorno all'inizio di Aprile. Da parte loro la proposta è di una giornata estiva da passare insieme con una escursione sulle montagne della Maurienne. Abbiamo anche presentato i risultati del questionario che è stato distribuito durante la riunione del 23 gennaio sugli orientamenti e gli interessi dei nostri soci. Gli amici francesi stanno facendo altrettanto e poi incroceremo i dati e chi sarà interessato potrà essere messo in contatto con i soci dell'altro Club che hanno dimostrato interessi comuni.

Governatore 2004-2005. Il 15 Dicembre scorso è stato nominato alla carica di Governatore Distrettuale del Distretto 2030 per l'anno rotariano 2004-2005, il Dott. Giuseppe Nuzzo, dottore commercialista ed appartenente al Rotary Club Torino Sud-Ovest. Al neo-eletto va l'augurio di tutti noi per un anno di proficuo lavoro alla guida del nostro Distretto.
 
 


 

QUANTI ERAVAMO...


Soci presenti :
Assenze preavvisate :
Soci in dispensa permanente :
Consorti dei soci : 
Ospiti dei Soci :
 


   Assiduità : 

48
7
4
10
1
 

72,73%

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