ROTARY CLUB CHIVASSO
CREN - Chivasso Rotary Electronic News

Anno Rotariano 2002 - 2003

Presidente Pier Paolo CIVALLERI

 

BOLLETTINO N° 1703 - CREN N° 133

"Riunione di informazione rotariana"

PRESIEDE: Pier Paolo CIVALLERI

Chiesa della Madonna degli Angeli - Chivasso 

6 Marzo 2003

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BOLLETTINO N° 1704 - CREN N° 134

"BOSNIA. Un punto sulla situazione
alla luce degli avvenimenti attuali."

Brig. Gen. Guglielmo Zavattaro Ardizzi
Vice-Comandante Comando 
Generale Nord.

PRESIEDE: Pier Paolo CIVALLERI 

Ristorante Villa Sassi - Torino

13 Marzo 2003


HOMEPAGE BOLLETTINI
 

LE PROSSIME RIUNIONI
DATA
ARGOMENTO
ORA e LUOGO
CONFERENZIERE
20/03/03
"La rivoluzione del software libero"
Ore 20:00 Ristorante Villa Sassi - Torino.
Prof. Ing. Angelo Raffaele Meo
Ordinario di Informatica nel 
Politecnico di Torino
27/03/03
"L'abito fà il monaco. Rinnovare il prodotto attraverso il packaging."
Ore 20:00 - Ristorante dei Cacciatori - Rolandini di Verolengo
Silvio Anselmino

 


LE RELAZIONI
 
 

"Riunione di informazione rotariana"

Prof. Pier Paolo Civalleri

Contrariamente a quanto potrebbe sembrare, le riunioni riservate con la formula del self-service alla Chiesa degli Angeli, stanno avendo sempre più successo e lo dimostra l'affluenza dei soci che è sempre elevata. Il motivo può essere il fatto che queste riunioni sono più informali delle classiche conviviali seduti a tavola: forse c'è più possibilità di contatto tra i soci, ci si può muovere e chiaccherare piacevolmente ora con l'uno ora con l'altro; l'impressione è che, anche i nostri soci che hanno da tempo passato gli "anta" e che in un primo tempo sembravano preferire di gran lunga le comodità del desco, ora sembrerebbe siano abbastanza favorevoli a questa formula che viene attuata per il terzo anno. E' solamente un'impressione che speriamo non sia sommersa da un coro di voci contrarie. Questo tipo di riunione, si avvicina molto alle riunioni di moltissimi Rotary Club degli Stati Uniti, specialmente nei Club di provincia dove ci si trova in modo molto rapido ed informale a scambiarsi le notizie riguardanti la vita del Club e dove le riunioni con relatore sono una piccola parte rispetto al totale. Esse hanno il vantaggio di non impegnare i soci più di tanto e di costare molto meno rispetto alle classiche conviviali. Del resto, al recente SIPE è stato caldeggiato di trovare nuove formule per le riunioni poichè, anche dal punto di vista economico, il costo delle conviviali pesa in maniera preponderante sui bilanci dei Clubs e per perseguire le finalità del Rotary occorre poter disporre di quante più risorse finanziarie possibili: è uno spunto di riflessione da non trascurare.
Ma veniamo all'argomento della conversazione della riunione. Il Presidente, dopo aver letto alcune comunicazioni di servizio ed aver dichiarato la disponibilità del Club ad aderire all'invito del Distretto a dare l'adesione del Club sia al Premio Bruno Caccia che al Premio istituito per il Design Industriale, ha introdotto l'argomento del Comitato Olimpico Rotariano. Il Distretto, con il lodevole scopo di aggregare il maggior numero possibile di Club dell'area torinese intorno ad un progetto comune, si è fatto promotore di questo comitato che avrà come scopo ultimo la costituzione di un sito Intenet volto a propagandare e a far conoscere la nostra Regione in occasione delle Olimpiadi del 2006. La discussione, come sempre sollecitata dal Presidente, si è animata ed è emerso che, se da un lato l'idea di un comune progetto tra i Club di Torino e cintura è un'idea molto interessante, dall'altro un sito Internet che si occupi del territorio della nostra Regione, sarà uno dei tanti e si confonderà con la massa dei siti che nasceranno intorno all'evento olimpico. La conclusione della serata è stata che sarà necessario avere ulteriori informazioni per poter decidere se aderire o meno all'iniziativa.
 



 

"BOSNIA: un punto sulla situazione alla luce
degli avvenimenti attuali."

Brig. Gen. Guglielmo Zavattaro Ardizzi



La relazione cui abbiamo assistito, ci ha dato modo di entrare nella realtà della situazione in cui si trova oggi la Bosnia dopo i tragici avvenimenti della guerra. Una prima riflessione da fare alla luce di quanto il Generale Zavattaro Ardizzi ha esposto è che, senza quasi rendercene conto, a pochi chilometri dai nostri confini, esiste una nazione che vive sopra ad una bomba ad orologeria che, auguriamoci che ciò non accada, potrebbe esplodere da un momento all'altro. Ciò che è preoccupante è che, non solamente in questi giorni in cuil'attenzione del mondo è rivolta verso l'Iraq, non si parli della situazione nella quale si trova lo stato bosniaco, ma ci si sia completamente dimenticati anche in periodi più normali di qual'è la situazione di questa area della "civilissima" Europa.  Dobbiamo innanzitutto ricordare che quella che noi, per semplicità chiamiamo Bosnia-Herzegovina è in realtà formata da due entità governative: la Bosnia-Herzegovina e la Repubblica Srpska ed è governata da tre presidenti (!) uno di origine serba, uno croato e uno bosniaco. La popolazione è composta dal 47% di Bosniaci, 31% di Serbi, 17% di Croati e un restante 5% di altre etnie. E' chiaro che una tale situazione non consente alla popolazione di riconoscersi in una sola identità nazionale e che le istituzioni non siano assolutamente adeguate a tenere unita la nazione. Aggiungiamo: crimine e corruzione diffusissimi (il paese brulica di armi, retaggio della guerra), carenza di legalità, corruzione nelle forze di polizia, una magistratura basata sull'apparteneneza etnica e le profonde contrapposizioni di religione. E' chiaro che una tale situazione non può che generare una diffusa sfiducia nelle istituzioni, sfiducia che si è manifestata con una scarsissima partecipazione (45%) alle elezioni legislative dell'ottobre 2002, nelle quali i partiti oltranzisti si sono notevolmente rafforzati, con un ulteriore ostacolo all'unità nazionale. Il livello di illegalità è dimostrato anche dal fatto che, personaggi ricercati dai Tribunali internazionali per i crimini di guerra non solo vivono indisturbati, ma, ad esempio Karadzich e Mladich sono considerati quasi eroi nazionali nella Repubblica Srpska. Anche la situazione economica non è affatto tranquillizzante: disoccupazione a livelli altissimi (difficile da quantificare in quanto non esiste un sistema di rilevazione); il valore delle importazioni rappresenta il 350% del valore dell'export; il mercato nero è fiorentissimo; esiste un evasione fiscale altissima; il 65% della ricchezza prodotta serve al mantenimento dell'apparato statale. In tale situazione gli aiuti economici provenienti dall'estero si stanno drasticamente riducendo, il che aggrava ancor più la situazione in prospettiva. Una testimonianza visiva del livello di scarso benessere economico della nazione, è stato evidenziato da una fotografia notturna dell'Europa nella quale si vedeva l'area della Bosnia- Herzegovina completamente buia. Anche la situazione del territorio è quanto mai  precaria: le comunicazioni sono difficili per lo stato delle strade che, quando piove, si trasformano in pantani impraticabili; durante la guerra sono stati minati più di 400 chilometri quadrati di territorio e si calcola che, al ritmo attuale saranno necessari dai 50 agli 80 anni per per neutralizzare le 800.000 mine che si ritiene siano ancora presenti. A questo proposito, una parte dell'opera di sminamento è stata affidata ad aziende locali che prosperano su tale attività, tranne poi scoprire che un'area appena sminata, dopo pochi giorni, risulta nuovamente piena zeppa di mine!
In una situazione così poco rassicurante opera lo SFOR, il contingente internazionale di cui fanno parte 1600 uomini dell'Esercito Italiano ripartiti tra Carabinieri e Alpini.  I compiti cui queste forze devono assolvere sono svariati andando dalla caccia ai criminali di guerra  che pur con le difficoltà oggettive che abbiamo più sopra esposto hanno portato all'arresto di 107 persone, alle azioni di sminamento che procedono tra mille difficoltà, basti pensare che sono stati sminati appena 33 chilometri quadrati di terreno sui 400 di cui si è fatto cenno.  Altri compiti sono: azioni di pattugliamento a contrasto della criminalità comune; controllo delle entità nazionali; sorveglianza delle installazioni civili e militari di importanza strategica; controllo e protezione delle aree di reinsediamento dei profughi; controllo dei collegamenti; garantire la libertà di movimento. E' chiaro che per motivi non solo politici ma  anche economici, il contingente internazionale non potrà stazionare in Bosnia all'infinito, ed allora la domanda è: che cosa accadrà dopo? Dare una risposta è molto difficile, ma sicuramente le prospettive non sono affatto rassicuranti.
 

NOTIZIE DAL CLUB
 

EDOARDO ELLENA: IN RICORDO DI UN CARO AMICO.

E' già passato un anno da quando Edoardo ci ha lasciati, ma il Suo ricordo è sempre quanto mai vivo in tutti noi. Non è stato solamente un buon rotariano, un ottimo Presidente, è stato anche un amico con il quale si poteva piacevolmente parlare degli argomenti più vari, anche di quelli più personali. Nei prossimi giorni abbiamo un'occasione per ricordarLo  in un modo che a Lui, così profondamente religioso, avrebbe sicuramente fatto piacere. Mercoledì 26 Marzo p.v. alle ore 18:15 al Santuario della Consolata di Torino, si svolgerà una messa in ricordo di Edoardo. Chi fosse impossibilitato a parteciparvi, potrà invece recarsi  Venerdì 28 Marzo alle ore 18:00 presso la Parrocchia di  Brandizzo dove si terrà una seconda messa. 
 
 

 

QUANTI ERAVAMO...


RIUNIONE DEL 6 MARZO 2003
Soci presenti :
Assenze preavvisate :
Presenze compensate :
Soci in dispensa permanente :
Soci in dispensa temporanea :
                Assiduità :

RIUNIONE DEL 13 MARZO 2003
Soci presenti :
Assenze preavvisate :
Presenze compensate :
Soci in dispensa permanente :
Soci in dispensa temporanea :
Consorti dei soci : 
Ospiti del Club :
Ospiti dei soci :
Giornalisti:

   Assiduità : 
   
38
8
2
3
1
62,12%
  
  
39
12
1
3
1
5
8
2
1
63,08%
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