ROTARY CLUB CHIVASSO
CREN - Chivasso Rotary Electronic News

Anno Rotariano 2002 - 2003

Presidente Pier Paolo CIVALLERI

BOLLETTINO N° 1705 - CREN N° 135

"La rivoluzione del software libero."

Prof. Ing. Angelo Raffaele DE MEO

PRESIEDE: Pier Paolo CIVALLERI

Ristorante Villa Sassi - Torino

20 Marzo 2003
   


HOMEPAGE BOLLETTINI
 

LE PROSSIME RIUNIONI
DATA
ARGOMENTO
ORA e LUOGO
CONFERENZIERE
27/03/03
"L'abito fà il monaco. Rinnovare il prodotto attraverso il packaging."
Ore 20:00 - Ristorante dei Cacciatori - Rolandini di Verolengo
Silvio Anselmino
03/04/03
"La pediatria oncoematologica nel terzo millennio"
Ore 20:00 - Ristorante dei Cacciatori - Rolandini di Verolengo.
Prof. Enrico Madon
Venerdì
04/04/03
"Le opere olimpiche in Valsusa e Val Chisone in vista delle Olimpiadi Invernali di Torino 2006"
 Primo Club Contatto 2003 con il RC di St.Jean de Maurienne.
Ore 19:00 - Sala Congressi di Viale della Vittoria
Bardonecchia
SI RICORDA CHE QUESTA E' A TUTTI GLI EFFETTI UNA NORMALE CONVIVIALE DI CLUB.
Ing. Domenico Arcidiacono
Presidente e Direttore Generale
dell'Agenzia Torino 2006
 
10/04/03
"Protezione civile e l'assetto del territorio"
Ore 20:00 - Ristorante Villa Sassi - Torino
Dott.ssa Caterina Ferrero
Assessore Regionale

 


LE RELAZIONI
 
 

"La rivoluzione del software libero."

Prof. Ing. Angelo Raffaele DE MEO


Apparentemente l'argomento della conversazione poteva sembrare ostico ed estremamente tecnico e questo motivo forse ha tenuto lontano coloro che non si sentivano preparati a seguire una relazione sul software. Ebbene gli assenti hanno sbagliato, in quanto abbiamo avuto dimostrazione dall'Ing De Meo di come sia possibile non solo rendere comprensibile, ma adirittura accattivante un argomento così specialistico.  L'ing. De Meo ha veramente spiazzato tutti iniziando a parlare di anime (software) e di corpi (hardware) rendendo facilmente comprensibile questo concetto fondamentale del mondo informatico ed accompagnando la sua relazione, non con schemi, diagrammi, formule o quant'altro ma con vignette di Paperone, Paperino e Qui, Quo, Qua. Veramente straordinario. E' stato anche molto interessante scoprire come questo argomento presenti grandi implicazioni non solamente tecniche ed economiche ma anche, sociologiche e filosofiche. Il relatore ha esposto i progressi avvenuti nel mondo delle anime e in quello dei corpi attraverso la storia dell'umanità. Nel mondo dei "corpi" l'incremento della velocità è stato di un fattore di 2000 (dalla corsa di Filippide  15 Km/h alla velocità dello Shuttle 30000 Km/h) mentre nel mondo delle "anime" tale incremento è stato di 50 miliardi di volte, dalla capacità di calcolo mentale di Pitagora (0,02 moltiplicazioni di due cifre al secondo) ai calcolatori di ultima generazione (1 miliardo di operazioni al secondo). Se poi passiamo a valutare la velocità di trasmissione dell'informazione a distanza, questi numeri diventano ancora più stupefacenti: dalla nuvoletta di fumo dell'indiano sulla collina (0,2 bit/sec.) alle fibre ottiche (1000 miliardi  di bit/sec.), il fattore di incremento è stato di 5.000 miliardi di volte. Ma a che cosa è servito questo stupefacente  sviluppo della tecnologia? Perchè è meglio vivere in un mondo che ha sviluppato queste formidabili capacità tecnologiche? Nel 1983 il rapporto Brandt sulle cause della stagnazione dell'economia e degli squilibrii tra nord e sud del mondo, sosteneva che la trasmissione rapida dell'informazione fosse la risposta a questi due problemi perchè il terzo mondo avrebbe potuto svilupparsi nel campo della produzione di conoscenza che non richiede un alto tasso di investimenti e che in breve tempo il divario tra paesi ricchi e poveri avrebbe potuto diminuire. Ma ciò non è accaduto: i ricchi sono diventati sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. Sono sorte aziende che oggi hanno un fatturato superiore a molti pesi del terzo mondo e che concentrano livelli altissimi di tecnologia (es. Microsoft) e sono scomparse aziende che erano il fiore all'occhiello tecnologico di grandi paesi sviluppati (es. Olivetti). Ciò accade anche perchè il sorgere e l'affermarsi delle multinazionali prima e con la globalizzazione dopo, quando una multinazionale incorpora una azienda in un altro paese, tende a trasportare nel proprio paese le tecnologie e le ricerche di punta, impoverendo di fatto le conoscenze e la capacità di sviluppo del paese dell'azienda assorbita. Altro grande freno alla reale distribuzione della conoscenza è costituito dal copyright che consente l'accesso alle nuove tecnologie solamente a chi ha mezzi economici a disposizione. Ma oggi sembra che le cose stiano cambiando e ciò grazie ad alcune novità che vanno sviluppandosi. La prima è costituita dal freeware cioè il software gratuito. Il freeware affonda le sue radici nel mondo degli hackers che sono stati, forse troppo a torto, demonizzati, tanto da meritarsi l'appellativo di "pirati informatici", ma che sono stati capaci, in realtà, di creare accanto ad una vera e grande cultura tecnologica, anche una filosofia basata sulla reale condivisione della conoscenza. Questa comunità si è data delle regole che possono sembrare un pò anarcoidi ma che in realtà sono molto pragmatiche: non importa chi lo ha fatto o come è stato fatto, ciò che importa è che funzioni. Il profeta di questa cultura fu Richard Stolman, sistemista del MIT (Massachusset Institute of Technology) il quale per primo denunciò la grande truffa del software proprietario. Attraverso il software compilato (cioè comprensibile solamente dal computer) si rendeva di fatto impossibile una reale condivisione del sapere, mentre l'avere a disposizione i programmi sorgenti (cioè scritti in linguaggio comprensibile all'uomo) rappresenta il sinonimo della conoscenza distribuita e quindi un grande avanzamento della libertà di tutti. Al posto del copyright fu teorizzato il copyleft (gioco di parole tra right, diritto ma anche destra, e left sinistra) una sorta di impegno morale ad utilizzare il freesoftware, modificarlo, migliorarlo ma poi rendere sempre disponibili a tutti i nuovi sorgenti. Nel 1991 Linus Thorwald giovane programmatore norvegese crea una comunità virtuale in rete con lo scopo di sviluppare un sistema operativo del tutto gratuito in concorrenza a Windows. La filosofia è quella che le istruzioni del software operativo, siano disposibili in rete in forma di sorgenti in modo da permettere a tutti di sviluppare, modificare correggere e migiorare il programma.  In pochi anni nasce Linux, il sistema operativo che oggi IBM ha deciso di adottare sulle proprie macchine.
L'altra novità è sicuramente stata la diffusione di Internet che è allo stesso tempo, figlia e madre del freesoftware: figlia in quanto i primi browser (cioè i programmi che servono per navigare in rete) sono stati concepiti con la filosofia di essere distribuiti gratuitamente (Es. Mosaic) e madre in quanto favorendo i contatti ha permesso lo sviluppo delle comunità virtuali che hanno sviluppato altro software libero. Dal punto di vista della distibuzione della conoscenza, internet è sicuramente l'invenzione più importante del secolo scorso. La rete inoltre consente all'umanità un costante, giornaliero incremento esponenziale delle risorse e del sapere condivisi che sono sempre a disposizione, 24/24h, 365 giorni all'anno, di (quasi) tutti coloro che vi vogliono accedere. Internet costituisce  il patrimonio della conoscenza e del sapere dell'intera umanità. La tendenza è quella che le "anime" assumeranno sempre maggiore importanza rispetto ai "corpi". Una riflessione interessante su come  a volte la ricchezza sia direttamente proporzionale all'inutilità è data dal paragone tra i librai e i gioiellieri: i primi non sono (quasi mai) ricchissimi e operano con i libri che sono utilissimi, mentre i secondi sono (quasi sempre) ricchi ed operano con i gioielli che sono assolutamente inutili. Il sogno futuro è che nel mondo vi siano sempre meno Paperoni, molti pinguini (simbolo di Linux e quindi della libertà dello spirito) e sempre più paperini, giovani che non sognano di diventare molto ricchi, ma piuttosto, molto bravi per mettere la loro conoscenza a disposizione del miglioramento dell'intera umanità.
 
 

NOTIZIE DAL DISTRETTO
 

Una lettera di grande attualita'.


La lettera mensile del Governatore Distrettuale Giuseppe Viale intende fare il punto su un argomento di strettissima attualità: la guerra in corso contro Saddam Hussein. In realtà, molti erano perplessi per il fatto che, a livello ufficiale, non fosse stato ravvisato alcun accenno ad una vicenda così grave, quasi che il Rotary, in questa occasione, vivesse in un dorato isolamento. Queste righe che riportiamo (non possiamo riportare l'intero testo della lettera per motivi di spazio) fanno chiarezza su quello che è la posizione del Rotary sulla questione, posizione che ci sentiamo largamente di condividere.
Il Presidente di un Club del nostro Distretto mi invia un accorato messaggio che culmina nella domanda “Come mai il Rotary Intenational non prende una posizione sulle minacce di guerra che affliggono Il mondo?”. Egli deplora l’assenza di un intervento diretto a fronte di eventi che coinvolgono l’intera umanità e attribuisce questa mancanza di azione al “timore di essere strumentalizzati da qualche parte politica”. Ancora più esplicita è la tesi esposta da un past Governatore di un Distretto italiano, il quale rivolge al Presidente internazionale, in una “lettera aperta" pubblicata con grande evidenza nel periodico di quel Distretto, il seguente quesito: “Perché  ancora non ascoltiamo da te una chiara, vibrante condanna della guerra incombente, delle violenze, delle sopraffazioni da chiunque esse siano attuate? Non credi che il silenzio su un evento ricadente tragicamente su popolazioni inermi e l’assenza di una voce che chieda il ritorno al dialogo come mezzo per la composizione pacifica delle controversie svuoterebbe di significato il tuo invito all’amore. quell’invito che rivolgi a noi rotariani fin dal primo giorno del tuo mandato?’. 

(....omissis....)
Orbene, deve essere ben chiaro che il Rotary non può fare propria una delle diverse e contingenti tesi che vedono profondamente divise, del tutto legittimamente, finanche quelle componenti che sino a ieri costituivano lo schieramento che andava sotto il nome di “mondo libero”. 
(...omissis...)
Il Rotary deve operare sul terreno che gli è proprio e promuovere quelle concrete iniziative a largo respiro, atte a influire sull’esito delle controversie internazionali e sulla soluzione dei conflitti. 
(...omissis....)
La risposta del Rotary, preveggente e realistica, fu quella di dare vita a vere e proprie scuole, "Centri del Rotary per gli Studi Internazionali", con sede in alcune delle più prestigiose Università, nelle quali trasmettere l’essenza dell’ispirazione rotariana in corsi biennali riservati a persone di diverse nazionalità già operanti a livello intermedio in Organizzazioni Internazionali o in Enti Governativi. Lo scopo è quello di contribuire a creare a livello mondiale una schiera di funzionari che si riconoscano in quei valori universali condivisi anche, ma non solo, dal Rotary e che siano tecnicamente preparati ad affrontare le problematiche connesse alla soluzione dei conflitti.
(....omissis....)
Non è con gli slogan gridati, non con le firme di adesione a manifesti partigiani, non con i proclami spesso nobilissimi, talora ipocriti e qualche volta, per dire le cose come stanno, francamente faziosi, che possiamo esprimere la nostra genuina vocazione alla pace e la nostra capacità di operare a favore del suo conseguimento.
(.....omissis....)
....la nostra posizione in ambito istituzionale deve sapere prescindere dalle passioni o, pur nella necessaria differenza di opinioni, deve ispirarsi ai principi che ci uniscono indipendentemente da ogni diversità di razza, di sesso, di religione, di nazione di adesione politica. Se realmente siamo, come ci dichiariamo, uomini di buona volontà, adoperiamoci a portare il nostro singolo, ancorché piccolo, contributo al raggiungimento di rapporti più distesi nella nostra società e nel mondo.
 

QUANTI ERAVAMO...


Soci presenti :
Assenze preavvisate :
Soci in dispensa permanente :
Soci in dispensa temporanea :
Consorti dei soci : 
Ospiti del Club :
Ospiti dei soci :
Rotaract Club Chivasso :
   Assiduità : 
35
15
4
1
3
2
3
1
53,85%
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