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CREN - Chivasso Rotary Electronic News Anno Rotariano 2002 - 2003 Presidente Pier Paolo CIVALLERI |
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BOLLETTINO N° 1705 - CREN N° 135 "La rivoluzione del software libero." Prof. Ing. Angelo Raffaele DE MEO PRESIEDE: Pier Paolo CIVALLERI Ristorante Villa Sassi - Torino 20
Marzo 2003
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LE RELAZIONI "La rivoluzione del software libero." Prof. Ing. Angelo Raffaele DE MEO
Apparentemente
l'argomento della conversazione poteva sembrare ostico ed estremamente
tecnico e questo motivo forse ha tenuto lontano coloro che non si sentivano
preparati a seguire una relazione sul software. Ebbene gli assenti hanno
sbagliato, in quanto abbiamo avuto dimostrazione dall'Ing De Meo di come
sia possibile non solo rendere comprensibile, ma adirittura accattivante
un argomento così specialistico. L'ing. De Meo ha veramente
spiazzato tutti iniziando a parlare di anime (software) e di corpi (hardware)
rendendo facilmente comprensibile questo concetto fondamentale del mondo
informatico ed accompagnando la sua relazione, non con schemi, diagrammi,
formule o quant'altro ma con vignette di Paperone, Paperino e Qui, Quo,
Qua. Veramente straordinario. E' stato anche molto interessante scoprire
come questo argomento presenti grandi implicazioni non solamente tecniche
ed economiche ma anche, sociologiche e filosofiche. Il relatore ha esposto
i progressi avvenuti nel mondo delle anime e in quello dei corpi attraverso
la storia dell'umanità. Nel mondo dei "corpi" l'incremento della
velocità è stato di un fattore di 2000 (dalla corsa di Filippide
15 Km/h alla velocità dello Shuttle 30000 Km/h) mentre nel mondo
delle "anime" tale incremento è stato di 50 miliardi di volte, dalla
capacità di calcolo mentale di Pitagora (0,02 moltiplicazioni di
due cifre al secondo) ai calcolatori di ultima generazione (1 miliardo
di operazioni al secondo). Se poi passiamo a valutare la velocità
di trasmissione dell'informazione a distanza, questi numeri diventano ancora
più stupefacenti: dalla nuvoletta di fumo dell'indiano sulla collina
(0,2 bit/sec.) alle fibre ottiche (1000 miliardi di bit/sec.), il
fattore di incremento è stato di 5.000 miliardi di volte. Ma a che
cosa è servito questo stupefacente sviluppo della tecnologia?
Perchè è meglio vivere in un mondo che ha sviluppato queste
formidabili capacità tecnologiche? Nel 1983 il rapporto Brandt sulle
cause della stagnazione dell'economia e degli squilibrii tra nord e sud
del mondo, sosteneva che la trasmissione rapida dell'informazione fosse
la risposta a questi due problemi perchè il terzo mondo avrebbe
potuto svilupparsi nel campo della produzione di conoscenza che non richiede
un alto tasso di investimenti e che in breve tempo il divario tra paesi
ricchi e poveri avrebbe potuto diminuire. Ma ciò non è accaduto:
i ricchi sono diventati sempre più ricchi e i poveri sempre più
poveri. Sono sorte aziende che oggi hanno un fatturato superiore a molti
pesi del terzo mondo e che concentrano livelli altissimi di tecnologia
(es. Microsoft) e sono scomparse aziende che erano il fiore all'occhiello
tecnologico di grandi paesi sviluppati (es. Olivetti). Ciò accade
anche perchè il sorgere e l'affermarsi delle multinazionali prima
e con la globalizzazione dopo, quando una multinazionale incorpora una
azienda in un altro paese, tende a trasportare nel proprio paese le tecnologie
e le ricerche di punta, impoverendo di fatto le conoscenze e la capacità
di sviluppo del paese dell'azienda assorbita. Altro grande freno alla reale
distribuzione della conoscenza è costituito dal copyright che consente
l'accesso alle nuove tecnologie solamente a chi ha mezzi economici a disposizione.
Ma oggi sembra che le cose stiano cambiando e ciò grazie ad alcune
novità che vanno sviluppandosi. La prima è costituita dal
freeware cioè il software gratuito. Il freeware affonda le sue radici
nel mondo degli hackers che sono stati, forse troppo a torto, demonizzati,
tanto da meritarsi l'appellativo di "pirati informatici", ma che sono stati
capaci, in realtà, di creare accanto ad una vera e grande cultura
tecnologica, anche una filosofia basata sulla reale condivisione della
conoscenza. Questa comunità si è data delle regole che possono
sembrare un pò anarcoidi ma che in realtà sono molto pragmatiche:
non importa chi lo ha fatto o come è stato fatto, ciò che
importa è che funzioni. Il profeta di questa cultura fu Richard
Stolman, sistemista del MIT (Massachusset Institute of Technology) il quale
per primo denunciò la grande truffa del software proprietario. Attraverso
il software compilato (cioè comprensibile solamente dal computer)
si rendeva di fatto impossibile una reale condivisione del sapere, mentre
l'avere a disposizione i programmi sorgenti (cioè scritti in linguaggio
comprensibile all'uomo) rappresenta il sinonimo della conoscenza distribuita
e quindi un grande avanzamento della libertà di tutti. Al posto
del copyright fu teorizzato il copyleft (gioco di parole tra right, diritto
ma anche destra, e left sinistra) una sorta di impegno morale ad utilizzare
il freesoftware, modificarlo, migliorarlo ma poi rendere sempre disponibili
a tutti i nuovi sorgenti. Nel 1991 Linus Thorwald giovane programmatore
norvegese crea una comunità virtuale in rete con lo scopo di sviluppare
un sistema operativo del tutto gratuito in concorrenza a Windows. La filosofia
è quella che le istruzioni del software operativo, siano disposibili
in rete in forma di sorgenti in modo da permettere a tutti di sviluppare,
modificare correggere e migiorare il programma. In pochi anni nasce
Linux, il sistema operativo che oggi IBM ha deciso di adottare sulle proprie
macchine.
NOTIZIE
DAL DISTRETTO
Una lettera di grande attualita'.
La
lettera mensile del Governatore Distrettuale Giuseppe Viale intende fare
il punto su un argomento di strettissima attualità: la guerra in
corso contro Saddam Hussein. In realtà, molti erano perplessi per
il fatto che, a livello ufficiale, non fosse stato ravvisato alcun accenno
ad una vicenda così grave, quasi che il Rotary, in questa occasione,
vivesse in un dorato isolamento. Queste righe che riportiamo (non possiamo
riportare l'intero testo della lettera per motivi di spazio) fanno chiarezza
su quello che è la posizione del Rotary sulla questione, posizione
che ci sentiamo largamente di condividere.
QUANTI ERAVAMO...
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