LE
RELAZIONI
"La
terapia oncoematologica nel terzo millennio."
Prof.
Enrico Madon
Direttore del
Dipartimento di Immunoinfettivologia e
Oncoematologia
dell'Azienda Ospedaliera O.I.R.M. - S. Anna.
Negli
anni '60, la sopravvivenza dei bambini malati di tumori solidi, patologia
pediatrica molto rara, era del 20%. A quei tempi, non esisteva una vera
e propria specializzazione, ma tali patologie rientravano genericamente
nell'ambito della pediatria. All'inizio degli anni '70, vi fu la separazione
dalla pediatria in una vera e propria specializzazione e dal 1979 è
iniziata la ricerca con le cellule staminali. All'inizio degli anni '70
le leucemie erano una malattia senza speranza; oggi la percentuale di sopravvivenza
a 2 anni è del 92% e a 10 anni è del 72%! Negli anni, in
Italia, sono sorti molti centri per la cura dei tumori pediatrici e i principali
sono a Monza, Napoli, Torino e Padova. Questa diffusione ha limitato i
"viaggi della speranza" con innegabili vantaggi economici per le famiglie
e psicologici per i piccoli pazienti. La malattia o9ncologica pediatrica
più diffusa è sicuramente il neuroblastoma che è il
tumore solido che colpisce i centri nervosi e il cervello. Le terapie del
neuroblastoma sono principalmente costituite da:
-
Chirurgia che deve essere il più possibile tempestiva ed aggressiva.
-
Radioterapia che ha il difetto di essere distruttiva anche per tessuti
sani.
-
Chemioterapia che provoca importanti effetti collaterali perchè
i farmaci sono molto tossici.
Altro
tipo di tumore pediatrico molto diffuso è la leucemia, la cui terapia
più efficace è il trapianto del midollo osseo. La percentuale
di guarigione di questa malattia varia tra il 70 e l'80%. Nel mondo oggi
vi sono 4.800.000 donatori di midollo osseo ed è stata costituita
una banca dati a livello mondiale che contiene i dati di conpatibilità
di tutti questi donatori. Un altro sitema per ricavare il midollo osseo
è quello di utilizzare le cellule staminali ricavate dal sangue
del cordone ombelicale raccolto durante il parto. Tale sangue viene prima
trattato e poi conservato con modalità particolari a temperature
molto basse. A Torino oggi esiste una riserva di 1076 cordoni allogenici
(cioè che è possibile destinare a qualunque paziente con
caratteristiche compatibili) e 125 dedicati (cioè quei cordoni che
vengono prelevati alla nascita e conservati per quegli stessi bambini che
evidenziano una possibilità di sviluppare la malattia). Tuttavia
il costo di conservazione di tali cordoni è molto alto e si preferisce
di gran lunga il trapianto di midollo. Infatti, da quando è iniziato
questo tipo di terapia nel mondo sono stati praticati circa 100.000 trapianti
contro solamente 2.500 terapie con sangue cordonale. Altra limitazione
all'adozione di questa terapia è il fatto che le cellule del midollo
trapiantate devono essere molte e se il paziente pesa più di 50Kg.
le cellule ricavate dal sangue ombelicale sarebbero insufficienti. Attualmente
la ricerca è orientata nella direzione di far crescere in laboratorio
il numero delle cellule staminali. Per ciò che riguarda la loro
conservazione, si sta tentando di iniettarle nei topi per mantenerle in
vita in modo da poterle estrarre al bisogno. A Torino il centro trapianti
è stato realizzato nel 1989 e nel 2002 è stato completamente
rinnovato. Oggi è all'interno del reparto di Oncologia pediatrica
che comprende in tutto 26 letti (di cui 6 riservati ai trapianti), 20 posti
per day hospital e 2 ambulatori. Nel 2003 sarà completato il nuovo
laboratorio di ricerca. I fondi necessari sono forniti per poco meno del
50% dal Ministero della Sanità e per la parte restante da contributi
di privati cittadini e associazioni. La tendenza nelle modalità
di cura è quella di mantenere il più possibile il bambino
a casa. Il ricovero si rende necessario solamente nei giorni di terapia
e al bambino viene impiantato un catetere alla vena giugulare in modo da
non doverlo bucare per sottoministarre le flebo. Tra le associazioni
molto attive vi è l'U.G.I. (Unione Genitori Italiani) che fornisce
anche un supporto di volontariato per assistere sia i bambini che le famiglie.
Per le lunghe degenze l'ospedale dispone anche del supporto di insegnanti
medi e liceali. A questo proposito va citato il fondamentale contributo
del Rotary e più precisamente dell'amico Giorgio Contegiacomo del
RC di Settimo Torinese, che attraverso un progetto del Rotary Community
Corps, ha fornito computer collegati in rete con le scuole attraverso i
quali i bambini ospedalizzati possono seguire le lezioni. Al termine della
relazione, il Presidente Civalleri ha consegnato al Prof. Madon un offerta
in denaro per dimostrare l'apprezzamento di tutto il nostro Club per l'imprgno
in un campo così difficile e delicato.
Le
opere olimpiche in Valsusa e Valchisone.
Arch.
Walter Marin
Consigliere del
Comitato Direttivo dell'Agenzia Torino 2006.
Sindaco di Pragelato.
Sig.
Aldo Timon
Membro del Comitato
per la proposta di gestione degli impianti post-olimpici.
Interclub
con il Rotary Club di St. Jean de Maurienne
Nell'ottobre
scorso il nostro Presidente fu contattato dal Presidente del RC di St.
Jean de Maurienne, François Burdet, il quale propose un'alternativa
alle consuete riunioni di Club contatto annuali organizzate alternativamente
dai due Club. Questa proposta consisteva, tra l'altro, nell'organizzare
più riunioni comuni, concordando date, località, argomenti
e modalità di effettuazione. Tale progetto ha la finalità
di rafforzare i vincoli e la conoscenza tra i soci dei due Club, dal momento
che, pare più utile incontrarsi per riunioni anche di più
breve durata ma più frequenti, piuttosto che per due giorni consecutivi
una volta l'anno. Ed è così che è nata la prima riunione
comune che ha avuto luogo venerdì 4 aprile a Bardonecchia . La conferenza
si è tenuta nella sala congressi di Viale della Vittoria (ex Colonia
Medail) e ha visto la partecipazione di 57 persone di cui 18 soci del nostro
club e 17 amici di St. Jean de Maurienne. Considerato il fatto che era
la prima riunione di questo tipo, che il giorno precedente si era svolta
una conviviale ai Rolandini, che era stata organizzata a Bardonecchia e
quindi non esattamente sull'uscio di casa, possiamo dire con una certa
soddisfazione che abbia avuto un buon successo. Ha influito anche la scelta
dell'argomento quanto mai interessante e d'attualità, ed il livello
dei relatori di tutto rispetto. Dopo la relazione la serata è proseguita
al ristorante La Scala in frazione Melezet, dove, come sempre accade intorno
al desco, l'atmosfera è diventata ancor più amichevole. Tra
l'altro è stato siglato dai due Presidenti il documento ufficiale
di perfezionamento della pratica di Matching Grant con Capo Verde che verrà
inviato alla Rotary Foundation per l'elargizione dei fondi stanziati. Sicuramente,
a nostro avviso, questa è la strada da perseguire per rinsaldare
l'amicizia tra i nostri Club.
Ma
veniamo ad una brevissima sintesi della serata.
Dopo
un breve cenno di benvenuto del nostro Presidente alle autorità,
ai relatori ed agli amici francesi, ha preso la parola il Presidente di
St. Jean de Maurienne, François Burdet, il quale ha ringraziato
per le parole di benvenuto e ha dichiarato a nome degli amici francesi,
di essere lieto di poterci incontrare in questa occasione. Ha preso poi
la parola il Sig. Francesco Avato, giovane sindaco di Bardonecchia, sottolineando
come siano importanti iniziative di questo genere che avvicinano comunità
contigue che hanno moltissimo in comune, cultura, storia ed interessi economici.
Nessuna associazione meglio del Rotary, per la sua natura internazionale,
può svolgere più efficacemente questo compito.
Ha
preso poi la parola l'Arch. Walter Marin, il quale, aiutato dalla proiezione
di diapositive in francese, cosa che gli amici francesi hanno particolarmente
apprezzato, ha illustrato i progetti per Torino 2006. Gli interventi più
importanti sono: la costruzioni di 3 villaggi olpimpici (il più
importante a Torino nell'area ex mercati generali, uno a Sestrieres e uno
a Bardonecchia); 5 villaggi media di cui i più importanti a Grigliasco
(villa Claretta) e nell'area ex ospedale militare; 4 palazzetti per il
ghiaccio (due a Torino di cui uno ristrutturando il Palazzo Vela, uno a
Pinerolo (curling) uno a Torre Pellice); 5 trampolini per il salto con
gli sci (2 da gara e 3 da scuola) a Pragelato; la pista di bob a Cesana.
Di tutti questi impianti si porrà il problema per l'utilizzo nel
dopo Olimpiadi e di questo argomento ha parlato il Sig. Aldo Timon con
un interessante intervento che ha preso in considerazione anche le implicazioni
economiche della gestione di questi impianti. Dal punto di vista economico
si prevede un avanzo positivo di bilancio da parte del Comitato Organizzatore
Olimpico (il TOROC) che assegnerà tali fondi alla gestione dei vari
impianti dei quali sicuramente il più deficitario sarà la
pista di bob per gli altissimi costi di gestione in rapporto al relativamente
scarso utilizzo. Chi fosse interessato ad approfondire questi argomenti,
potrà farlo sui siti internet del TOROC (www.torino2006.it)
e dell'Agenzia Torino 2006 (www.agenziatorino2006.it).
ALBUM FOTOGRAFICO
QUANTI
ERAVAMO...
RIUNIONE
DEL 3 Aprile
Soci
presenti :
Assenze
preavvisate :
Soci
in dispensa permanente :
Soci
in dispensa temporanea :
Consorti
dei soci :
Ospiti
del Club :
Assiduità :
RIUNIONE
DEL 4 Aprile
Soci
presenti :
Consorti
dei soci :
Ospiti
dei soci :
Ospiti
del Club :
RC
St. Jean de Maurienne :
Assiduità :
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44
11
2
1
10
1
65,67%
10
12
4
6
15
20,10%
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