ROTARY CLUB CHIVASSO
CREN - Chivasso Rotary Electronic News

Anno Rotariano 2002 - 2003

Presidente Pier Paolo CIVALLERI

BOLLETTINO N° 1709 - CREN N° 139

"La Giustizia tra guerra e pace."

On. Michele Vietti
Sottosegretario alla Giustizia

PRESIEDE: Carlo BONGIOANNI

Interclub organizzato dal RC Susa Valsusa

12 Maggio 2003


HOMEPAGE BOLLETTINI
 

LE PROSSIME RIUNIONI
DATA
ARGOMENTO
ORA e LUOGO
CONFERENZIERE
15/05/03
"Stabilizzazione della torre pendente di Pisa"
Ore 20:00 - Ristorante Villa Sassi - Torino
Prof. Ing. Michele Jamiolkowski
19/05/03
"Concerto per Micol"
Concerto per pianoforte.
Ore 20:30 - Conservatorio di Torino.
Maestro Giorgio Costa
22/05/03 "Ore 9: lezione di scacchi. Possibilità educative e formative di un gioco antico e sempre nuovo."
Ore 20:00 - Ristorante dei Cacciatori - Rolandini di Verolengo
Dott. Piercarlo Barocelli
Sig Enrico Cappa.
30/05/03
"Antiqua Aira Ensemble" 
Concerto di Musica classica con il maestro
Ore 21:00 Chiesa degli Angeli - Chivasso
Fabrizio Cipriani - Violino Solista
30/05/03
"Un sorriso per la vita"
Spettacolo di cabaret
Ore 21:00 - Teatro Nuovo - Torino
 

 


LA RELAZIONE
 
 

"La giustizia tra guerra e pace."

On. Michele Vietti
Sottosegretario alla Giustizia.

In un grande evento rotariano, abbiamo avuto il piacere di ospitare il Sottosegretario alla Giustizia, l’onorevole Michele Vietti. L’eccezionalità dell’evento è stata dimostrata dalla presenza di altri illustri ospiti e di ben otto Rotary Club.
Questo interesse è stato ampiamente giustificato dall’importanza dell’intervento. Difatti il Sottosegretario ha parlato della giustizia. Argomento che, in questi giorni, arroventa polemiche non solo tra il governo e la magistratura ma anche tra i partiti, i mezzi di comunicazione e la società civile. È stato quindi un privilegio poter sentire il parere del governo direttamente dalla voce di un suo alto rappresentante. Perciò qui di seguito ne riportiamo le parole che abbiamo cercato di raccogliere nel modo più fedele possibile.

“Quando ho scelto il tema di questa serata eravamo nel pieno della guerra irachena. Ci è sembrato giusto associare la guerra alla giustizia. Forse non è sbagliato perché in campo italiano la giustizia è abbinata alla guerra, “la guerra nella giustizia”. Vediamo di dare qualche spunto perché la giustizia possa essere abbinata alla pace. I mezzi di comunicazione si sono occupati delle cronache giudiziarie piuttosto che della giustizia. Sempre il tema della giustizia (soprattutto negli ultimi anni) ha attirato interesse qui in Italia. Non è normale. Forse è inevitabile perché la giustizia è una terra di mezzo tra la politica e il potere giudiziario. Perché la giustizia non è solo un problema dei giudici. Non riguarda solamente i rapporti tra i singoli, la cui soluzione è affidata al magistrato.
La giustizia è di più, è “dare a ciascuno il suo”, inteso anche nel senso del potere pubblico che deve dare a ciascuno la possibilità di partecipare al bene comune secondo i propri diritti e capacità. Ma anche secondo i propri bisogni. La soddisfazione dei diritti dei cittadini viene dalla politica: Stato e istituzioni. Allora nascono le inevitabili interferenze dei due poteri, incursioni nella terra di mezzo. È necessario un equilibrio. In tal caso la terra di mezzo è spartita. Ma se l’equilibrio si rompe, avviene lo scontro. Nel nostro Paese c’è stata una profonda crisi del potere politico. Una crisi della giustizia distributiva. La politica, afflitta da delegittimazione ha rinunciato a fare con coraggio il proprio ruolo. La crisi non è stata solo Tangentopoli, è stata la perdita della propria dignità e funzione. Il vuoto è stato occupato dai giudici. La giustizia dei giudici è andata oltre la giustizia “commutativa” per occuparsi anche dei fenomeni. Ad esempio non ci si occupa più solamente del singolo mafioso ma del “fenomeno mafia ” così da creare il “concorso esterno ad associazione mafiosa.” C’è stato un intervento etico dei giudici che sostituisce il metro di misura.
La politica deve riappropriarsi del proprio ruolo, dare alla collettività il sistema di misura. È necessario ristabilire i confini della terra di mezzo. Porre la politica al riparo della azione dei giudici. È necessario il ripristino della immunità, cuscinetto che è stato –posto dai costituenti, per garantire per primo il plenum delle Camere di appartenenza, secondo, per evitare che iniziative giudiziarie in momenti delicati delegittimino e tolgano il consenso per non alterare il gioco democratico.
Del resto gli stessi magistrati hanno i loro privilegi e le loro garanzie. Nelle more di una modifica costituzionale, sembra necessario sospendere il processo a carico del Presidente del Consiglio. È necessario per la stabilità democratica.
È importante la riforma del sistema giudiziario che funziona troppo lentamente, con la clessidra anziché con l’orologio, mentre il tempo è funzione essenziale della giustizia. È necessaria una modifica dell’ordinamento giudiziario e delle procedure. Sono necessarie norme che premino il dinamismo, la formazione, la professionalità. Sono indispensabili concorsi di merito e non avanzamenti di carriera automatici. Sono necessarie verifiche della produttività.
Infine la politica deve rinnovare innanzi tutto se stessa, condizione indispensabile per ristabilire la pace.”

All’intervento del Sottosegretario è seguito un interessante dibattito che riportiamo nei suoi passi essenziali.
Domanda: La maggioranza assoluta in Parlamento è una buona cosa?
Risposta: Non è sufficiente avere una maggioranza per potere fare le cose in Parlamento. Il nostro sistema è molto vischioso. Perciò non ci si illuda di fare le riforme in tempi brevi. Si deve creare un clima di collaborazione. 
Domanda: Perché il referendum sulla responsabilità civile dei magistrati non è stato applicato?
Risposta: Non mi piacciono i referendum. Sono scorciatoie troppo semplificative e non risolutive.
Domanda: Per quali reati i processi andrebbero sospesi?
Risposta: Per tutti.
Domanda: Qual è il rapporto tra etica e Stato?
Risposta: Etica e ragione di Stato non sono in contrapposizione. Ci può essere un’etica di Stato. La consapevolezza che il ruolo che si ricopre lo si ricopre per il bene di tutti. Il politico deve avere lo spirito del locatario e non del proprietario e comportarsi con l’accortezza “del buon padre di famiglia”.

Gian Carlo Cervini


 
 
 



I PRESENTI DEGLI ALTRI CLUB

ROTARY CLUB SUSA-VALSUSA

Assiduità: 22 su 46 pari al  47.83%

  
  
ROTARY CLUB CHIERI

Riunione N° 556

Presenti n° 20 su 65 = 30.77%
  
  
ROTARY CLUB MOLE ANTONELLIANA 

Presenti n° 11 su 26 = 42,30%
  
  
ROTARY CLUB MONCALIERI

Riunione N° 1270
Presenti: 14 su 65 = 21.54%
  
  
ROTARY CLUB RIVOLI

 
  
ROTARY CLUB TORINO DORA

Riunione N° 1137

Presenti: il 24%
  
   
ROTARY CLUB TORINO NORD OVEST

Riunione N° 979
Presenti: 18 su 60 = 30%
    
      

ROTARY CLUB CHIVASSO

QUANTI ERAVAMO...


Soci presenti :
Soci in dispensa permanente :
Soci in dispensa temporanea :
Consorti dei soci : 
Ospiti dei soci :

   Assiduità :

20
4
1
3
2

30,77%

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