ROTARY CLUB 
CHIVASSO

CREN
Chivasso Rotary Electronic News

Presidente Riccardo Barbero
Anno Rotariano 2003 - 2004

 
BOLLETTINO N° 1723 - CREN N° 153
 
 

"IL CORPO COSCIENTE"

Dott.ssa Patussi Maria Tamara Dal Vecchio

PRESIEDE: Riccardo BARBERO

Ristorante dei Cacciatori - Rolandini di Verolengo

9 Ottobre 2003

 

 


HOMEPAGE BOLLETTINI
 

LE PROSSIME RIUNIONI

DATA
ARGOMENTO
ORA e LUOGO
CONFERENZIERE
16/10/03

Visita alla centrale termo elettrica "Galileo Ferraris" di Trino Vercellese.
Ore 18 Partenza dal parcheggio del Foro Boario di Chivasso,
Ore 18.30 Ritrovo presso l'ingresso della centrale per l'inizio della visita,
Ore 19.45 Termine visita.
Ore 20.15 Ristorante dei Cacciatori Rolandini di Verolengo; serata conviviale con ospiti.
Relazione "La crisi energetica in Italia e nel mondo"

N.B.
I soci che desiderano partecipare, devono comunicarlo alla Segreteria del Club o al Presidente almeno tre giorni prima, al fine di organizzare l'accesso alla Centrale.

Ing. Giancarlo Francone
23/10/03
NESSUN APPUNTAMENTO  

 



LA RELAZIONE
 

 

Introduzione 


La radice della parola Yoga è
Yuj (pron. Iugh) che significa giogo, inteso come attrezzo che serve ad unire la coppia di buoi che lavora all’aratro. Lo Yoga è la pratica volta a disciplinare l’intelletto, la mente, le emozioni e la volontà. Il primo libro per ridurre a sistema questa pratica fu il trattato classico Yoga Sutra (o Aforismi dello Yoga) risalente al 200 a.C., di Patanjali, il più illustre maestro di Yoga-sastra (la scienza dello Yoga), fondatore dello Yoga-darsana, cioè della ‘visione’ del mondo che prende il nome di Yoga.

Ci sono differenti tipi di Yoga e di conseguenza si possono dare differenti interpretazioni al suo significato:

»  Raja Yoga: lo Yoga meditativo.
»  Karma Yoga: lo Yoga della vita quotidiana, delle azioni.
»  Jnana Yoga:
lo Yoga della conoscenza intellettuale.
»  Bakti Yoga:
lo Yoga della devozione religiosa.
»  Hata Yoga:
lo Yoga che ha come oggetto della meditazione il corpo (lo Yoga dello sforzo) che dilata le
    tecniche somatiche al fine di giungere alla costituzione di un corpo magico liberato dalle contraddizioni del
    corpo profano.


Il Raja Yoga, il più antico, nacque per un’esigenza di meditazione e poiché la meditazione richiede un’immobilità fisica che prolungata nel tempo porta a problemi di tipo circolatorio ed articolare, alcuni Yogin (coloro che seguono il cammino dello Yoga) pensarono che fosse necessario preparare il corpo - scheletro e muscoli - in modo che non ostacolasse lo spirito. Questo lavoro corporale preparatorio alla meditazione venne elaborato ponendo l’accento sulla ricerca di interiorizzazione della postura per favorire la concentrazione dalla quale nasce lo stato di meditazione, a condizione che i vari passaggi fossero mantenuti nel tempo. Ed è per questo che quando si parla di Yoga ci si riferisce ad uno stato e non ad una azione.

L’ Hata Yoga, il più diffuso in occidente, trae il suo nome dall’etimologia della parola Hata (unione dei poli opposti): ha (sole) – ta (luna), come lo ying e lo yang cinesi, ed è una pratica non solo corporale e fisica, ma anche psicologica. Infatti l’azione intrapresa nell’Hata Yoga (le posture, le respirazioni, le apnee) induce uno stato favorevole alla concentrazione mantenuta o prolungata, e ha su mente e corpo degli effetti volti alla loro unione e dunque ad uno stato di equilibrio psicofisico.


Gli obiettivi dello Yoga
(cosa ci si aspetta dallo Yoga).


La gente comune che in occidente si accosta allo Yoga generalmente si aspetta di poter fare dell’attività che non richieda una particolare forma fisica e che serva quanto meno a diventare più flessibili. Effettivamente con la pratica Yoga si possono correggere errori di postura dovuti a contrazioni muscolari, poiché il lavoro che si svolge su tali zone è lento, controllato e aiutato sia dalla concentrazione sia dal respiro. Con la pratica costante ci si rende poi conto che gli effetti non sono solo di tipo fisico, ma che gradualmente si percepisce anche una sensazione di misura ed equilibrio: il controllo e soprattutto l’ascolto dei messaggi che il nostro corpo ci invia, la possibilità di dare una risposta a tali messaggi attraverso il controllo del respiro, l’apprendere tecniche di rilassamento diminuiscono gli stati di ansia o irritabilità, l’insonnia, il bisogno di controllo del mondo circostante. Molte sono infatti le persone che, accostatesi allo Yoga più per un bisogno fisico, continuano nella sua pratica per una necessità di tipo emotivo.


Gli strumenti dello Yoga (posture, respirazioni, rilassamento).

Lo strumento più evidente dello Yoga è l’Asana (postura o posizione); vi sono circa 85 asana di base e migliaia di varianti (si dice ve ne siano 80.000!). Ciò che conta non è eseguirle tutte alla perfezione, bensì eseguirle in assenza di pensiero, o meglio col pensiero rivolto alla consapevolezza del respiro in modo che non vi siano interferenze dovute all’attività mentale, e con la giusta tecnica respiratoria (inspirazione – apnea – espirazione).
Tra gli Asana, il Savasana è la fondamentale posizione di rilassamento dello Hata Yoga.
Per la posizione supina del corpo, in totale immobilità e rilassamento, non a caso in sanscrito significa posizione del cadavere. Apparentemente facile, Savasana è invece considerata una delle posizioni più difficili dello Yoga poiché la sua perfetta esecuzione non dipende tanto da un’abilità fisica quanto dalla capacità di conseguire un atteggiamento interiore di totale abbandono, in cui ogni tensione fisica, mentale e vitale sia abbandonata. L’esecuzione prolungata di questa postura produce uno stato di rilassamento psicofisico così profondo che chi ha vissuto questa esperienza la descrive come uno stato di pace assoluta, ovvero come un’esperienza transpersonale della dissoluzione della propria individualità.
Strumento non meno importante è il Pranayama (controllo del soffio vitale), cioè il controllo del respiro mediante un insieme di tecniche volte a modificare in vario modo i processi della respirazione. Gli effetti del Pranajama interessano il piano fisico in quanto dilatano gli alveoli polmonari, aumentano la pressione intrapolmonare con un conseguente miglioramento della capacità inspiratoria dei polmoni (capacità vitale), e migliorano l’ossigenazione del sangue anche negli apici polmonari, normalmente poco interessati dalla respirazione ordinaria. Durante il Pranajama tutto il corpo è mantenuto rilassato e solo i muscoli respiratori si contraggono nel ciclo respiratorio. Inoltre il Pranajama amplifica le variazioni di pressione nelle cavità toracica e addominale durante gli atti respiratori dovute alla contrazione del diaframma, con il duplice effetto di migliorare la circolazione del sangue in entrambe le cavità e di sollecitare organi interni anche al di fuori di esse (cuore, polmoni, reni, tiroide, paratiroidi, ghiandole surrenali e tutto l’apparato digerente), grazie anche al contemporaneo inserimento di contrazioni addominali, note come Bandha.


A chi e’ rivolto lo Yoga.

Lo Yoga non è “per chi digiuna, né per chi mangia troppo; non è per chi non dorme né per chi dorme troppo; non è per chi non lavora né per chi lavora troppo”
Al di là degli estremismi lo Yoga è per tutti.
Nato in India come disciplina destinata esclusivamente al sesso maschile, mantenendo tale prerogativa fino a pochissimo tempo fa, in occidente sono invece prevalentemente le donne ad accostarsi ad essa. I benefici consistono nel rilassamento psico-fisico, e sono proprio il rilassamento mentale, il senso di distensione muscolare e di calma energia, la percezione sottile del proprio corpo ed infine la possibilità di uscire da schemi culturali rigidi, i benefici maggiormente apprezzati dagli uomini che praticano Yoga. Essi inoltre dicono di gradire la percezione del proprio funzionamento fisico e mentale non solo a livello analitico, ma anche a livello intuitivo, non sempre facile per la forma mentale dell’universo maschile.

In definitiva lo Yoga può essere praticato a qualunque età: dai bambini (in età scolare) alle persone anziane, alle donne in gravidanza, valutando le eventuali patologie del singolo, nonché i particolari stati psicofisici (stress, depressione, nervosismo, apatia, ciclo femminile, tipo di gravidanza, menopausa, dolori articolari, interventi chirurgici, ecc.). Coloro che devono fare fisioterapia devono tener conto che lo Yoga non è una pratica riabilitativa e quindi in nessun caso le indicazioni del medico possono essere sostituite da un corso di Yoga, anche se quest’ultimo può costituire un utile affiancamento alla riabilitazione.


Come si svolge una seduta di Yoga.

Una seduta di Yoga varia a seconda dell’ora della giornata, dei fattori climatici (temperatura, vento, pioggia, umidità, ecc.), delle condizioni emotive del gruppo. La durata di una seduta di Yoga non deve essere inferiore ad un’ora e non deve superare l’ora e mezza, una volta alla settimana.

La prima parte è dedicata al riscaldamento e alla ‘pulizia’ della mente;
La parte centrale è dedicata agli asana (posture);
La fase finale è dedicata al pranayama (controllo ritmico del respiro) e al savasana (rilassamento totale), oppure, in alternativa a quest’ultimo, ad un momento chiamato anche “tempo della pace “ prima di ritornare alle faccende quotidiane.
La pratica dello Yoga è, innanzitutto, un atto di fiducia in sé medesimi. Infatti senza fede in sé non si possono apprezzare i benefici di questa pratica che mette in prima persona noi stessi, la nostra mente, il nostro respiro, permettendoci di far divenire il nostro corpo un corpo cosciente.

 

 

"Rolandini di Verolengo - giovedì 9 ottobre 2003"

La relatrice, dott.ssa Patussi Maria Tamara Dal Vecchio,

ci intrattiene su un tema che ha destato grande interesse:
"IL CORPO COSCIENTE"

 


 
 


  
   
QUANTI ERAVAMO...

 

Soci presenti + compensate :
40
Soci DP / DT :
7
Assenze preavvisate :
 14
 
Assiduità : 
66,67%


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