ROTARY CLUB 
CHIVASSO

CREN
Chivasso Rotary Electronic News

Presidente Riccardo Barbero
Anno Rotariano 2003 - 2004

 
BOLLETTINO N° 1724 - CREN N° 154
 
 

“Visita alla centrale termoelettrica di Trino Vercellese"

“La crisi energetica in Italia e nel mondo”

Relatore: Ing. Giancarlo Francone

PRESIEDE: Riccardo BARBERO

Ristorante dei cacciatori - Rolandini di Verolengo

16 Ottobre 2003

 


HOMEPAGE BOLLETTINI
 

LE PROSSIME RIUNIONI

DATA
ARGOMENTO
ORA e LUOGO
CONFERENZIERE
23/10/03
NESSUN APPUNTAMENTO  
30/10/03
"L'evoluzione del gusto" vista dalla scuola di cucina:
IL MELOGRANO

Ore 20:00 - Ristorante Villa Sassi - Torino 
Sig.ra Romana Bosco
Direttrice della scuola
"Il Melograno"
06/11/03
Riunione riservata ai soci 
Ore 20:00 - Ristorante dei Cacciatori - Rolandini di Verolengo
Riccardo Barbero
Sabato
8/11/03
Santa Messa di Commemorazione dei Defunti
Ore 10:30 - Duomo di Chivasso
 
13/11/03
VISITA DEL GOVERNATORE

Ore 20:00 - Ristorante Villa Sassi - Torino 
 

 



LA RELAZIONE
 

 

La crisi energetica in Italia e nel mondo

 

Il relatore

L’Ing. Giancarlo Francone, canavesano di Bosconero, dopo aver conseguito la maturità Classica, si è laureto a pieni voti in Ingegneria presso il Politecnico di Torino.
Dopo una breve esperienza lavorativa in un’industria torinese, è stato assunto dall’ENEL, società in cui ha trascorso tutta la sua attività lavorativa, sempre nel campo delle centrali termoelettriche , prima a Genova, poi a La Spezia e Vado Ligure ed infine presso la centrale di Chivasso, centrale di cui è stato Direttore una decina di anni fa.
In seguito è stato nominato Vice Direttore degli impianti termoelettrici del Piemonte e proprio in tale veste ha seguito sin dall’inizio la costruzione ed il primo avviamento della nuova centrale a ciclo combinato di Trino Vercellese.
Trasferito a Milano riveste la carica di Direttore di esercizio degli impianti termoelettrici di Piemonte e Lombardia e, a seguito della privatizzazione della società con conseguente costituzione della società Eurogen ( ora Edipower), di Direttore di esercizio di quest’ultima.
Nel corso della sua attività lavorativa l’Ing. Francone ha maturato una notevole esperienza sulla gestione degli impianti termoelettrici e sulle problematiche dell’energia in genere, esperienza che ha ulteriormente messo a frutto in numerose missioni in Italia e all’estero (Stati Uniti, Germania, Inghilterra, Francia, Argentina, Brasile, Marocco), dove è stato chiamato sempre per problematiche attinenti la produzione di energia termoelettrica.
L’ing. Francone, felicemente sposato e padre di due figlie, vive a Chivasso, città dove ha scelto di vivere da ormai trent’anni e dove è ampiamente conosciuto per la sua disponibilità e per l’attiva partecipazione alla vita sociale.







Le problematiche dell’energia elettrica in Italia e nel mondo

Il ruolo giocato dall’energia elettrica come motore trainante dello sviluppo risulta, oggi più che mai, determinante.
Se paragoniamo la richiesta dell’ energia elettrica italiana a quella dei paesi del G7 ci accorgiamo che l’Italia, pur collocandosi nelle prime posizioni a livello mondiale, occupa ancora una posizione inferiore per cause che dipendono essenzialmente dall’alto costo dell’energia elettrica italiana rispetto agli altri paesi. Questo è dovuto al fatto che è stata fatta politicamente una scelta energetica basata su combustibili ad alto costo rispetto al carbone ed alla scelta nucleare .
Negli ultimi 40 anni lo sviluppo energetico del paese si è basato sostanzialmente sul termoelettrico, avendo l’Italia recuperato quasi tutte le risorse idroelettriche negli anni 40 , 50 e 60. Attualmente la produzione totale di elettricità italiana non è sufficiente a coprire la richiesta per cui occorre importare ( in massima parte energia nucleare francese ) per circa il 16 % del fabbisogno interno. Inoltre , la produzione termoelettrica a gas sta aumentando , vuoi per la spinta ambientale verso combustibili più puliti, vuoi perché le nuove centrali saranno tutte a ciclo combinato a più alto rendimento con combustibile gassoso .

A seguito della spinta liberalizzatrice europea l’ Enel è stata privatizzata parzialmente e pertanto produce solo più il 49 % dell’energia elettrica italiana. La restante parte viene prodotta da soggetti privati che riversano la loro energia in una rete nazionale ( ancora di proprietà della Terna, società del gruppo Enel ) con il controllo di un “ dispacciamento “ nazionale effettuato da una società di proprietà del Ministero del Tesoro chiamata GRTN ( Gestore della rete ). Il gestore della rete controlla e distribuisce in funzione della richiesta l’energia e gestisce la riserva in modo da sopperire ad eventuali picchi di domanda o a malfunzionamenti della rete. Ciò non ha impedito che lo scorso 28 Settembre l’Italia abbia conosciuto il più colossale blackout della sua storia, analogamente a quanto già recentemente successo negli USA ed in altri paesi europei. Si sta indagando sulle cause dell’accaduto ma, indipendentemente da quanto è successo, non c’è dubbio che l’episodio possa ripetersi se non si pone rimedio aumentando i margini di sicurezza e costruendo nuovi impianti che sopperiscano alla sempre maggiore domanda.
Occorre infine che la completa liberalizzazione e privatizzazione di un settore strategico come quello dell’energia avvenga osservando regole certe e con un controllo attento da parte dell’Autority all’uopo istituita.

 

La centrale Galileo Ferraris

L’impianto termoelettrico a ciclo combinato “Galileo Ferraris” è situato in prossimità della strada provinciale che collega Vercelli a Crescentino, in località Leri Cavour e occupa un’area di circa 23 ettari. La realizzazione di tale impianto era stata prevista nel Piano Energetico Nazionale nel 1988. Dopo aver ottenuto il parere favorevole del Ministero dell’Ambiente, il Ministero dell’Industria ha definitivamente autorizzato la costruzione della centrale nel giugno del 1991.
L’impianto è composto da due moduli identici, ognuno dei quali è formato da due turbogas con il loro alternatore, da un generatore di vapore, da una turbina a vapore con alternatore, da un condensatore e dalla torre di raffreddamento.
Il cuore dell’impianto è costituito dalla Sala Controllo nella quale vengono gestite, utilizzando le più moderne tecniche informatiche,tutte le informazioni relative all’impianto medesimo. Al centro della sala vi sono tre banchi informatizzati con cinque postazioni di lavoro ciascuno. Ad ogni singolo componente dell’impianto è associato un sistema di allarme che permette di rilevare immediatamente qualsiasi eventuale guasto e di provvedere prontamente al ripristino della situazione.
Una delle peculiarità dell’impianto è il modesto consumo d’acqua, dovuto all’utilizzo di circuiti chiusi. L’acqua utilizzata nel funzionamento dell’impianto viene prelevata da una roggia che corre parallela alla recinzione e, in alternativa, da due bacini di cui è dotato il sito. Dopo aver subito un trattamento per renderla utilizzabile industrialmente, l’acqua viene demineralizzata per alimentare le macchine che nel loro processo devono utilizzare acqua chimicamente pura.

Moltissima attenzione è stata posta alla tutela ambientale. Infatti per garantire che l’esercizio dell’impianto avvenga nel rispetto delle normative vigenti, è stato predisposto un piano di monitoraggio per il controllo della qualità dell’aria, installando quattro centraline automatiche in un raggio di 25 km dall’impianto, con un sistema di misurazione continua delle emissioni.
Inoltre per un miglior inserimento della centrale nel paesaggio e nell’ecosistema circostante, è stata creata un’estesa fascia di vegetazione, ispirata al vicino Bosco della Partecipanza , con la messa a dimora, sia nell’area dell’impianto sia nelle zone limitrofe, di oltre 10.000 alberi tra piante di alto fusto ed arbusti


 

 

"Rolandini di Verolengo - giovedì 16 ottobre 2003"

L'ing. Giancarlo Francone,

ci parla delle problematiche dell’energia elettrica in Italia
e nel mondo
e ci spiega in modo esauriente
le cause del black-out verificatosi recentemente.

Il tavolo della presidenza.

 


 
 


  
   
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