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Chivasso Rotary Electronic News

Presidente Riccardo Barbero
Anno Rotariano 2003 - 2004

 
BOLLETTINO N° 1729- CREN N° 159
 
 

“Vertice “W.T.O. di Cancùn”

L’agricoltura Europea e lo sviluppo mondiale

Relatore: Dott. Vittorio Viora di Bastide

PRESIEDE: Riccardo BARBERO

Ristorante dei Cacciatori Rolandini di Verolengo

27 Novembre 2003

 



 
HOMEPAGE BOLLETTINI


LE PROSSIME RIUNIONI

DATA
ARGOMENTO
ORA e LUOGO
CONFERENZIERE
04/12/03
Riunione Riservata.
Votazioni per il nuovo Consiglio Direttivo.
Formazione Rotariana: I nuovi indirizzi della Rotary Foundation

Ore 20:00 - Ristorante dei Cacciatori - Rolandini di Verolengo
Gianni Montalenti
11/12/03
NESSUN APPUNTAMENTO
  
Sabato
13/12/03
Ore 16 - CHIESA DEGLI ANGELI DI CHIVASSO
Consegna Borse di Studio
 
Venerdì
19/12/03
SERATA NATALIZIA 
Ore 20:00 - Ristorante Villa Sassi - Torino 
Riccardo Barbero

 





LA RELAZIONE



Vertice “W.T.O. di Cancùn”
L’agricoltura Europea e lo sviluppo mondiale

 

Dal 10 al 14 Settembre 2003 si è tenuta a Cancùn, in Messico, la quinta Conferenza Ministeriale del WTO, conferenza che si prefiggeva di consolidare ed avviare alla fase conclusiva il negoziato multilaterale del commercio avviato a Doha nell’autunno 2001. La Conferenza si è conclusa con un nulla di fatto ed il cammino sulla strada tracciata da Doha non sarà dei più facili considerando che nel 2004 lasceranno l’incarico i Capi Delegazione USA e UE, il Responsabile per il Commercio del governo americano Zoellick ed il Commissario Lamy.
La Conferenza era stata preparata con cura e tra l’altro, a differenza di Seattle, era stata predisposta una prima bozza di dichiarazioni su cui discutere, il cosiddetto “Documento di Pérez Del Castello”. Fin dall’inizio del negoziato era però già chiaro che le varie delegazioni partivano da posizioni distanti che ben difficilmente, come poi è accaduto, sarebbe stato facile ricomporre.
Uno dei principali ostacoli alla conclusione di un accordo equilibrato e conveniente per tutti, è stato senza dubbio il capitolo agricolo che ha spinto il gruppo dei venti Paesi a coalizzarsi ed a presentare una controproposta facendo così fronte comune rispetto ai due leader “storici” nelle negoziazioni al WTO, vale a dire USA e UE che avevano siglato un’intesa preventiva immediatamente prima dell’avvio della Conferenza. In effetti, iniziata la conferenza, neanche l’accordo USA-UE ha retto, anzi, gli Stati Uniti hanno manifestato addirittura insofferenza verso le posizioni Europee. D’altronde la mancata tenuta dell’intesa poteva essere prevista, in quanto non faceva affatto menzione del tema della tutela delle denominazioni d’origine. La principale contropartita in cui l’Unione Europea sperava, in cambio delle concessioni su restituzioni, tariffe e sostegno interno, date ormai per scontate. Inoltre gli USA, forti di un Farm Bill che aveva aumentato notevolmente le risorse a favore della propria agricoltura, si presentavano probabilmente più disponibili dell’Europa a fare concessioni in tema di sostegno interno, restituzioni e tariffe. L’Unione Europea, invece, si è trovata costretta nel suo mandato negoziale a non poter andare al di là della riforma approvata a giugno, e quindi ha avuto meno spazio per le trattative. Insomma, come aveva preconizzato Confagricoltura, varare la riforma della Pac per poi affermarne i contenuti in ambito multilaterale , è stato un “passo falso”.
Ad ogni modo, nonostante le difficoltà che hanno interessato il capitolo agricoltura, ben altri sono stati i temi che hanno portato al fallimento dell’intesa.
I Paesi in via di sviluppo, hanno infatti formulato delle richieste sui cosiddetti “temi di Singapore” (WTO del 1996) in materia di regole sugli scambi, la concorrenza, gli investimenti. E’ proprio su questi temi che il Presidente e Ministro degli Esteri messicano Derbez, ha constatato l’impossibilità di un’intesa e si è visto costretto a proporre alla sessione conclusiva la dichiarazione finale in sei punti che è poi stata approvata.
Dalle dichiarazioni rilasciate in seguito dai Commissari Europei, è emerso che un accordo sui temi agricoli sarebbe stato possibile, probabilmente con un’intesa al ribasso, non ambiziosa, ma comunque un’intesa che avrebbe potuto rilanciare la trattativa verso la fase finale che si dovrebbe svolgere nel corso del 2004. In tale direzione si era altresì registrata una apertura sugli aspetti legati alla tutela delle denominazioni che lasciava ben sperare. Ricordiamo che già la Dichiarazione di Doha impegnava a negoziare per istituire il registro delle denominazioni di origine riconosciute per vini ed alcolici e, se del caso, iniziare la discussione per altri prodotti.
Il fallimento della Conferenza di Cancùn non è addebitabile all’agricoltura. Con fatica e seppure con rischi per la posizione europea, il risultato era a portata di mano, anche se si sarebbe trattato molto probabilmente di un’intesa di basso profilo. La stessa posizione dei “G 21”, contraria all’impostazione data da USA e UE, è apparsa subito più una mossa tattica che un reale tentativo di entrare nel negoziato per trattare. Ciò che contava maggiormente per questi Paesi era il marcare la differenza politica rispetto al binomio USA-UE, per dimostrare che le trattative in seno al WTO oggi devono tener conto delle esigenze di tutti i Paesi. Probabilmente l’agricoltura non era davvero fra gli obiettivi del G21 . Questi Paesi hanno inteso invece “far sentire “ la loro presenza al WTO e, soprattutto, chiedere con determinazione più regole in materia di investimenti, crescita e concorrenza.

Alcune considerazioni finali vanno infine riservate alla riforma della PAC.
Subito dopo la conclusione del vertice di Cancùn, il Commissario Fischier si è affrettato a dichiarare che la riforma non è in discussione e che l’Europa non tornerà indietro: “ Continueremo a cambiare la nostra politica agricola per renderla più competitiva e più in sintonia con gli interessi dei Paesi più poveri, degli agricoltori europei e dei cittadini” – ha affermato. Va tuttavia considerato che Bruxelles ha avviato, in tutta fretta, una radicale revisione della PAC, tentando di convincere gli agricoltori europei che una riforma anticipata avrebbe consentito di cogliere risultati significativi in ambito WTO.
La Conferenza di Cancùn ha invece smentito clamorosamente questa teoria, giacchè gli altri Paesi membri hanno chiesto a viva voce concessioni che andavano ben al di là dei limiti stabiliti dall’accordo del 26 giugno scorso.
Una riforma che non andava approvata così in fretta, anche perché, con maggior tempo a disposizione, il negoziato si sarebbe svolto con danni minori sia per l’agricoltura europea che per quella italiana.
A livello interno si sarebbero potuti risolvere forse i problemi di funzionamento dell’anagrafe zootecnica, la principale difficoltà all’origine delle penalizzazioni che ha subito l’Italia.
L’aver concluso la revisione di medio termine così in fretta ha costituito un notevole errore strategico e di valutazione. Qualora le trattative in sede WTO avessero dato il risultato sperato, Confagricoltura avrebbe riconosciuto senza fatica le ragioni della Commissione Europea e di quanti hanno sostenuto la riforma a medio termine.
Purtroppo così non è andata. Ed ora occorrerà riavviare il negoziato con molta cautela e tenendo senza dubbio ben presenti i limiti della strategia fin qui adottata, anche in considerazione delle prossime riforme delle organizzazioni comuni di mercato per olio d’oliva, tabacco e zucchero.

 

 

 

"Rolandini di Verolengo - giovedì 27 novembre 2003"

Il Dott. Vittorio Viora di Bastide,

ci intrattiene in modo chiaro ed esauriente sulle tematiche dl vertice “W.T.O. di Cancùn”

e sui problemi
dell’agricoltura Europea.

   Mai tavolo della presidenza fu così allegro !

 


   



  
   
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