LA
RELAZIONE
Overland: l’ultima grande avventura
L’amico
Filippo Barral illustra brevemente le note personali dei relatori
della serata.
Pier Luigi Chierici, ingegnere,
in FIAT IVECO dal 1969 al 2003, nato nel settore tecnico dell’ingegneria,
è responsabile dell’Ente Tecnical & Customer Support
da lui stesso fondato. Responsabile tecnico di Overland ha ideato
e preparato i mezzi, selezionato gli autisti ed ha partecipato a
tutti i viaggi accompagnando di volta in volta per brevi periodi
giornalisti e clienti.
Gianni Carnevale, Generale
nei Servizi tecnici dell’Esercito. Grande appassionato di
viaggi di avventura, da sempre si è cimentato in raid impegnativi
quali la Parigi Dakar, il Rally dei Faraoni ecc. Da tanti anni collabora
con IVECO come outsider, partecipando a tutti gli Overland dal 1996
al 2002. Da Overland 3 è stato nominato coordinatore dei
mezzi e degli autisti per conto di IVECO.
Barbara Miccoli ha aderito
all’invito diffuso dalla RAI a partecipare in qualità
di autista a Overland 6, rivelandosi particolarmente attenta ed
interessata alle prove tanto da essere confermata a fine Overland
come demodriver in IVECO.
Luciano Rossetti responsabile
di IVECO della messa a punto dei veicoli Overland prima della partenza
di Overland 6 . Ha gestito con successo il supporto logistico tra
Torino e i veicoli nel loro percorso. Ha partecipato a Overland
6.
Il progetto Overland nasce nel 1995 con
l’ambizioso intento di tracciare un ritratto
del nostro pianeta alla fine del secondo millennio, esplorandone
gli angoli più remoti con quattro
camion Iveco ANW 330.30 e realizzando un diario
televisivo trasmesso dalla televisione italiana – Raiuno
-.
Il giro del mondo di Overland si è
articolato in cinque spedizioni, cinque
avventure che hanno visto i quattro camion alle prese con i ghiacci
polari ed i deserti dell’Arabia, le vette himalayane e la giungla
amazzonica, le grandi città americane e la savana africana, senza
dimenticare i drammi di guerre passate e presenti documentati purtroppo
in tutti i continenti.
Già dalla seconda edizione Overland
sceglie di farsi portabandiera dell’Unicef,
nella speranza di contribuire a costruire un futuro migliore per i milioni
di bambini in difficoltà che la spedizione ha incontrato in ogni
parte del mondo.
I numeri di Overland sono impressionanti.
Cinque spedizioni in poco più di quattro anni, oltre 170.000
km di percorrenza totale (pari a circa quattro volte la circonferenza
della terra) coperti in 660 giorni di viaggio attraverso 91 paesi ed
ogni ambiente naturale e fascia climatica del pianeta, lungo un itinerario
che, in alcuni tratti, non era mai stato percorso integralmente in questo
secolo.
Guidati dal capo spedizione ed organizzatore Beppe Tenti,
i protagonisti di questo exploit si sono alternati nel corso
degli anni. Nel 1999 al volante dei mezzi, oltre ad alcuni “veterani”
di Overland, si sono avvicendati autisti
davvero speciali: un gruppo di carabinieri scelti del Reggimento Tuscania
ha infatti generosamente deciso di dedicare le proprie ferie alla missione
umanitaria di Overland, una impresa che
coniuga avventura e solidarietà
nel nome dei diritti dei bambini.
I ben noti camion arancioni, fedeli compagni
di avventura dal 1995, sono quattro Iveco 330.30 ANW 6x6, normali di
serie, con box per la sopravvivenza appositamente allestiti per Overland.
I quattro veicoli, un piccolo mondo mobile perfettamente autosufficiente,
ospitano mensa, dormitorio con doccia e WC, officina e cisterna per
il carburante di scorta. Montano pneumatici Pirelli.
Overland 1, 2, 3, 4,5
La
prima fase dell'impresa è stata portata a termine nel 1996,
dopo cinque mesi di viaggio ed un totale di quasi 32.000 km per la maggior
parte in totale assenza di strade.
Overland 1 ha affrontato la durissima traversata
da Roma a New York, attraverso l'Europa, la Russia, la Siberia, l'Alaska,
il Canada e gli Stati Uniti sfidando i rigori dell'inverno polare. Questa
difficile prova di resistenza umana e tecnica è stata raccontata
nel corso di un documentario in due parti andato in onda sulla televisione
italiana – Raiuno - alla fine di dicembre 1996 e replicato nel
febbraio 1997 a grande richiesta del pubblico televisivo. Nel '96 Overland
ha totalizzato ben 5 milioni di spettatori ed un primato di ascolto
del 33% di share in seconda serata.
La seconda parte dell'impresa, partita nel giugno
1997, ha visto i quattro camion di Overland alle prese con problematiche
assai diverse ma altrettanto avvincenti. L'itinerario si è snodato
lungo l'intero continente americano, da nord fino all'estremo sud della
Terra del Fuoco, attraverso paesaggi e realtà umane davvero uniche.
Overland 2 si è conclusa con l'arrivo
a San Paolo del Brasile dopo quasi cinque mesi di viaggio ed oltre 40.000
km di percorrenza totale. La trasmissione in 13 puntate che Raiuno ha
dedicato ad Overland 2 a partire da novembre
1997 ha registrato una media di ascolto del 27%. Altrettanto soddisfacenti
sono stati i dati di ascolto della replica, andata in onda nell'estate
1998.
Overland 3, la terza fase del progetto
partita alla fine di marzo 1998, ha portato
gli ormai leggendari camion Iveco 330.30 attraverso l'Africa, la penisola
araba, i Balcani e su fino al tetto dell'Europa: Capo Nord. I 33.000
km del percorso hanno rappresento un campionario di grande varietà,
tanto più straordinario in quanto concentrato in una distanza
relativamente breve. Anche Overland 3 è stata una vera avventura
che il pubblico televisivo ha potuto seguire in 13 puntate tra ottobre
e dicembre 1998 sulla televisione italiana – Raiuno -.
Overland 4 si riallaccia alla grande tradizione
dei viaggiatori medievali e delle innumerevoli carovane che nel corso
dei secoli hanno seguito le leggendarie Vie della Seta - fino agli sconvolgimenti
politici e militari che in questo secolo le hanno interrotte in più
punti.
Partita alla fine di marzo 1999 da Lisbona,
punto di partenza di tanti grandi esploratori del passato, la carovana
ha fatto rotta verso est attraverso Spagna, Francia, Austria, Repubblica
Slovacca, Ucraina, Russia e Kazakistan fino a raggiungere le rive del
Mar Caspio. Deviando verso sud, attraverso Uzbekistan e Turkmenistan,
e poi nuovamente verso est oltre le leggendarie Bukhara e Samarcanda,
la spedizione ha lasciato la steppa per le montagne: i primi contrafforti
del Pamir e del Tien Shan. Tagikistan e Kirghizistan, coronati da cime
di quasi 8000 metri, sono state le ultime tappe prima di superare lo
spartiacque del Karakorum e scendere verso l'oasi di Kashgar, alle porte
del deserto del Takla Makan. L'itinerario si è poi inoltrato
tra i ghiacci eterni dell'Himalaya, costeggiando l'altopiano del Tibet
fino a raggiungere Lhasa. Lasciato il tetto del mondo, tra strade da
brivido e panorami mozzafiato, la spedizione si è fatta strada
attraverso lo sconfinato territorio della Repubblica Popolare Cinese,
seguendo buona parte del tracciato della Grande Muraglia e visitando
le vaste steppe della Mongolia Interna e della Manciuria. E finalmente
il 24 agosto 1999, dopo quasi 33.000 km di viaggio, ecco Pechino ed
il traguardo di Overland 4.
Overland 5 Il filo conduttore è
forse la sofferenza umana, quasi che questo capitolo conclusivo dell’impresa
volesse riassumere in sé il bilancio di fine millennio. Paesi
che cercano di emergere, paesi che affondano nei conflitti, paesi dove
la vita ha scarso valore: Overland ha documentato tutto, per quanto
possibile, per farci vedere com’è il mondo appena fuori
dai nostri confini.
Lasciata Pechino a fine agosto 1999, la
spedizione si è diretta a sud verso Vietnam, Laos e Cambogia,
paesi che stanno cercando di ricostruirsi un futuro nonostante le tragedie
di un passato ancora troppo vicino. La difficile situazione politica
in cui versa Myanmar (ex-Birmania) ne ha purtroppo impedito l’attraversamento,
costringendo la spedizione ad una corsa attraverso Thailandia e Malaysia
per raggiungere l’India via nave da Singapore.
Il rapido attraversamento del sub-continente indiano ha portato la carovana
alla scoperta di alcune tra le località più emblematiche
di questo affascinante paese, ricco di storia come di contraddizioni.
Le aride piane del nord hanno fatto da sfondo alla spedizione fino a
Delhi ed al confine pakistano, poi la carovana ha dovuto affrontare
la catena dell'Hindu Kush per raggiungere l'Afghanistan, il paese dilaniato
da decenni di guerra civile.
L'itinerario ha poi toccato l'Iran, proseguendo attraverso Iraq, Giordania,
Egitto, Israele, Territori Autonomi Palestinesi, Grecia, Macedonia,
Yugoslavia, Croazia, Slovenia: quasi altrettante occasioni di documentare
la disperazione di tanti innocenti, vittime di guerre e pregiudizi.
Overland 5 si è conclusa con l'arrivo a Roma il 22
dicembre 1999, alla vigilia dell'apertura del Giubileo.
Overland 6. ultima tappa
Si è conclusa a Genova, presso la Fiera del Mare, il giorno 29
ottobre, l’ultima tappa di Overland 6, “ l’Anello
azzurro del Mediterraneo”.
L’incontro
tra il Team di Overland, la cittadinanza e le autorità vuol essere
un saluto della città al team di Overland e chiudere idealmente
questa ennesima avventura nella città che ha visto partire l’avventura
di Overland molti mesi fa dopo un giro durato quasi 6 mesi e più
di 30.000 km percorsi tra i paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo.
•
Il viaggio
In questi mesi sia i mezzi che gli uomini del Team sono stati sottoposti
a ritmi incalzanti, e dopo aver percorso l’Italia a maggio, i
mezzi si sono spostati nell’ex-Jugoslavia per giungere successivamente
nella martoriata Albania a fine giugno.
A luglio la carovana si è diretta prima in Grecia e poi in Turchia,
per poi transitare in Siria, Libano e Giordania. A fine luglio ed ad
agosto è stata la volta dell’attraversamento del deserto
egiziano e di quello libico con temperature che hanno toccato i 60 gradi.
Al termine di queste lunghe e difficili settimane i mezzi ed il team
hanno raggiunto la Tunisia, per poi dirigersi in Algeria, Mauritania
e Marocco a settembre. Ad ottobre vi è stato il rientro in Europa
dallo stretto di Gibilterra, ed infine le ultime settimane attraversando
Spagna, Francia per poi giungere in Italia.
Partita l’8 maggio 2002 da Genova la nuova avventura di Overland
6 questa volta ha seguito un percorso montano in onore dell’Anno
internazionale delle montagne.
Quest’anno infatti è stato battezzato dall’ONU con
il sostegno della FAO, “l’Anno internazionale delle montagne”,
con lo scopo di promuovere la conservazione e lo sviluppo sostenibile
delle regioni di montagna assicurando così il benessere delle
comunità montane e delle popolazioni delle pianure e cercando
di portare un messaggio di aggregazione culturale delle civiltà
costiere appartenenti a tre continenti: Europa, Asia, Africa.
Della spedizione hanno fatto parte due studiosi che hanno compiuto vari
percorsi di trekking sulle montagne attraversate denominati “Camminomediterraneo”.
“Camminomediterraneo”, ha studiato in chiave comparativa
gli ecosistemi e le civiltà di montagna di tre continenti (Europa,
Africa, Asia) al fine di documentare diversità e aspetti simili.
Sono state fatte non solo scalate alle montagne più alte ma anche
trekking lungo le storiche carovaniere seguite nei secoli da commercianti,
pellegrini, soldati e pastori.
I protagonisti di questi trekking sono stati:
Giancarlo Corbellini: geografo, alpinista, direttore di: La Rivista
del Trekking e Michele Dalla Palma: alpinista, vice-direttore de La
Rivista del Trekking.
•
I mezzi
I mezzi sono stati come di consueto i 4 camion IVECO arancioni, che
dal 1995 hanno percorso oltre 200.000 km (da Overland 1 a Overland 6),
lungo tutte le latitudini terrestri (pari a circa quattro volte la circonferenza
della terra) per quasi 900 giorni di viaggio ed oltre 91 paesi attraversati.
I mezzi sono quattro IVECO 330.30 ANW 6 ´ 6, normali di serie,
con box appositamente allestiti per Overland. I quattro veicoli, un
piccolo mondo mobile perfettamente autosufficiente, ospitano mensa,
dormitorio con doccia e WC, officina e cisterna per il combustibile
di scorta.
Di appoggio alla spedizione IVECO ha fornito un Torpedo (40.10 WM, 6
posti, 103 Cv) e due Daily Combi (35.10 W, 9 posti, 110 Cv) entrambi
di colore arancione.
•
Il team
La spedizione è stata capeggiata dal capo spedizione Beppe Tenti,
della Trekking International, e ha visto alternarsi in questi mesi complessivamente
quasi 60 persone tra cui un gruppo di donne autiste, sia italiane che
straniere.
Gli autisti che si sono alternati alla guida dei mezzi sono stati oltre
40, di cui 14 carabinieri del Reggimento Tuscania, 16 demodriver da
IVECO e 14 donne.
Le immagini della spedizione sono state girate da 5 operatori Tv e coordinate
da un regista ed andranno in onda su RAI 1 la prossima primavera. Del
team facevano parte anche un fotografo e, a turno, 3 medici.
Lungo tutto il percorso “Radio 24-Sole 24 Ore” è
stata la radio ufficiale della spedizione con trasmissioni settimanali
in diretta, realizzate dalla giornalista Lisa Iotti grazie ad un telefono
satellitare.
In questa spedizione si è però avuto un elemento nuovo
e di successo. La presenza di 14 donne autiste selezionate da un gruppo
di oltre 60, e la loro presenza ha dato un contributo importante alla
buona riuscita della spedizione.
Sono donne che guidano i camion per professione, imprenditrici o semplicemente
appassionate di avventura e camion.

• Anno internazionale delle montagne
L’Assemblea
generale delle Nazioni Unite nel novembre 1998 ha dichiarato il 2002
“Anno internazionale delle montagne (AIM). Questa decisione apre
prospettive interessanti e rappresenta una sfida emozionante nel proseguimento
dell’attuazione del Capitolo 13 dell’Agenda 21 (Sviluppo
sostenibile delle Montagne). Offre anche un’occasione unica per
rinforzare il processo a lungo termine iniziato con la Conferenza delle
nazioni Unite sull’ambiente e lo sviluppo (UNCED) a Rio de Janeiro,
in Brasile, per sensibilizzare l’opinione pubblica e promuovere
impegni politici, istituzionali e finanziari adeguati per azioni concrete
a favore di uno sviluppo sostenibile delle montagne.
L’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione
e l’agricoltura (FAO) è stata invitata ad agire in qualità
di agenzia leader per l’Anno internazionale delle montagne, ruolo
che il Consiglio della FAO ha approvato nel novembre del 1998.
Altre informazioni: www.mountains2002.org
•
Comitato Italiano
Le
attività e le iniziative a livello nazionale rivestono un ruolo
essenziale e rappresentano la chiave per il successo e la realizzazione
degli obiettivi dell’Anno Internazionale.
A
questo proposito, le Nazioni Unite hanno chiesto ad ogni paese di creare
dei Comitati Nazionali e altri meccanismi
per la preparazione, la celebrazione, e i successivi sviluppi dell’AIM.
L’Italia è stata uno dei paesi che si è attivata
per prima e il 17 gennaio 2000, a Bergamo, è stato firmato l’atto
che ha sancito la nascita ufficiale del Comitato
Italiano, il cui scopo principale è quello di sostenere
tutti i progetti e le iniziative, sia italiane che internazionali, nel
pieno rispetto degli obiettivi indicati dalle Nazioni Unite.


Appunti
fotografici di giovedì 29 gennaio 2004:
"Overland:
L’ultima grande avventura"
|

I
"camion arancioni" di Overland 6
parcheggiati a Villa Sassi.
|

Un
camion, visto dall'interno, suscita
l'interesse dei rotariani.
|

Filippo,
presenta i relatori della serata .....
|

.....
riuniti al tavolo della presidenza.
|
Uno
scorcio dei soci accorsi numerosissimi !
|
L'ing.
Chierici nel corso della sua conferenza.
|