ROTARY CLUB 
CHIVASSO

CREN
Chivasso Rotary Electronic News

Presidente Riccardo Barbero
Anno Rotariano 2003 - 2004

 
BOLLETTINO N° 1736 - CREN N° 166
 
 

Visita alla mostra di Cesare Tubino

Relatore: Dott. Libero Tubino

PRESIEDE: Riccardo BARBERO

RISTORANTE DEI CACCIATORI - ROLANDINI DI VEROLENGO

12 febbraio 2004

 




HOMEPAGE BOLLETTINI
 


LE PROSSIME RIUNIONI

DATA
ARGOMENTO
ORA e LUOGO
CONFERENZIERE
19/02/04

Serata Carnevalesca – La storia del Jazz-
Ore 20 – Ristorante dei Cacciatori - Rolandini di Verolengo.
Dott. Nanni Micca
26/02/04
“Realtà e pregiudizi sull’alimentazione italiana”
Ore 20:00 - Ristorante Villa Sassi - Torino.
Dott. Pellati

 





LA RELAZIONE

 

Cesare Tubino , ritratto di un artista ritrovato.

      Libero con commozione ci ha tracciato un breve ma significativo profilo della vita artistica del nonno Cesare.
Cesare Tubino nasce a Genova il 4 Maggio del 1899 da una famiglia di origine livornese.
Un’ampia documentazione epistolare, tramite la spedizione dei Mille e il rapporto con Giuseppe Mazzini, ne conferma l’appartenenza al primo Risorgimento Italiano. Compiuti gli studi superiori e i corsi all’Accademia delle Belle Arti di Genova, Cesare si trasferisce a Torino nel 1920 alla scuola di Vittorio Cavalleri che, per segno, pennellate e tavolozza, diventa il suo maestro formativo.
A Torino forma la sua famiglia, abita all’ultimo piano di Via Santa Teresa 2, dove ha lo studio, con la moglie Ebe ed i figli Libero, Agostino e Febo.
Due grandi passioni accompagnano il pittore: la natura ed i cavalli che vediamo scorrere sotto la sua ferma pennellata, immersi in quella natura e libertà in cui è vissuto.
Profumo di campagna, verdi, blu intensi, luminose trasparenze sono in quelle nature morte quasi domestiche. Gli spazi aperti concessi alla vista del bel vedere dalla sua villa di San Raffaele Cimena, uniti a quella sensibilità di impressione ottocentesca maturata nello studio con il Cavalleri,
si trasformano e si trasferiscono in quelle ampie pennellate con le quali dipinge e vede ogni parte della Villa “Riviera” e della cascina attigua.
Tutto questo è annotato nelle sue opere . Nel 1943 il figlio Libero, diciottenne, partigiano combattente cade per la resistenza. Viene decorato dal governo USA con la Medal of Freedom.
Cesare Tubino rimarrà con il cuore gonfio di dolore per il resto della sua vita.
Muore a Torino il 3 Ottobre 1990.

Perché una mostra su Cesare Tubino?
Per ricordare un pittore apprezzato ed eclettico, ma “scomodo” per una certa critica culturale.
Scomodo perché il suo nome è stato accostato ad una famosa burla ai danni dei critici d’arte di un certo periodo storico.
Il nonno conosceva bene i dipinti di Leonardo Da Vinci, conosceva le tecniche di pittura del grande Maestro ed era a conoscenza del fatto che Leonardo aveva disegnato gli schizzi preparatori per un’opera che probabilmente non dipinse mai: La Madonna del Gatto.
Ebbene La Madonna del Gatto la dipinse lui, mio nonno, nel 1935 per gioco.
Grazie ad alcuni suoi amici facoltosi e ben inseriti nel mondo dell’arte nacque uno scherzo destinato a lasciare un segno indelebile in quel contesto. Tale dipinto preparato secondo le tecniche di pittura del tempo, fu presentato a Milano al Venturi, uno dei più profondi conoscitori del Leonardo che convocò un collegio di periti per certificarne l’autenticità e presentarlo al grande pubblico.
La maggioranza dei periti gioì nel trovarsi di fronte ad un opera del grande maestro, che non era venuta alla luce sino a quel momento.
Il quadro del nonno finì nella superba sala centrale del Palazzo Sforzesco di Milano nella famosa mostra dedicata al Leonardo nel 1939.
La gente si accalcava e faceva la fila per poterne ammirare un opera inedita del grande maestro.
Su desiderio di mio nonno il quadro fu ritirato e finì appeso ad una parete della sua camera da letto a Torino. Probabilmente spaventato per ciò che aveva creato, il nonno non ne parlò con nessuno. Ma qualcuno sapeva di quel Leonardo ritrovato e chiese a mio nonno di venderlo. Cesare non lo vendette mai perché sarebbe stato un falsario. Lui molto più semplicemente aveva giocato con il genio e l’arte di Leonardo, magari con compiaciuta e divertita presunzione. Nel 1990 alla morte di Cesare Tubino scoppiò uno scandalo, nel testamento c’era scritto che la Madonna del Gatto, dipinto attribuito a Leonardo e presente in tutti i cataloghi del grande maestro era invece stata dipinta da lui, Cesare Tubino. La notizia fece il giro del mondo, ne parlarono a lungo giornali e televisione e l’opera gradualmente fu tolta da tutti i cataloghi di Leonardo.
Un giorno mio nonno mi disse “Se domani dovessi improvvisamente partire per sempre chiuderei gli occhi e rivedrei del mio passato tutte le gioie, le soddisfazioni, gli entusiasmi e nonostante i dolori con i quali ho vissuto, mi accorgerei di essere stato un uomo fortunato”.
Aveva un desiderio ed un rammarico:
Il desiderio era di morire a casa sua con i suoi due figli vicino. Così è stato.
Il rammarico era vedere come io suo unico nipote maschio, non gli potessi assicurare la continuità.
Anche se in ritardo, mi sono sposato e avuto tre figli, tutti maschi.
La stirpe è assicurata, sono sicuro che mio nonno sta sorridendo.



Libero Tubino ci racconta "il nonno"
Cesare.
  

I rotariani seguono con interesse
tutte le vicende dell'artista.
  

 




RITRATTO   DEL   ROTARY   CLUB   'MEDIO'

In base ad un sondaggio condotto di recente dal Rotary International, i Club rotariani hanno in media 47 soci, di cui due terzi fanno parte dell'organizzazione da almeno sei anni, il 13% è di sesso femminile e il 51% di età compresa fra i 40 e i 59 anni. Queste sono le percentuali divise per area geografica:


Regione
Numero medio di soci
Donne
Età media
Soci da almeno sei anni

 
Africa/Europa
Asia
Australia e Pacifico
Isole Britanniche
Canada e U.S.A.
America Latina

Rotary Club Chivasso

 
43
53
35
35
58
24

69

 
7%
6%
11%
5%
20%
15%

5,80%

 
50-59
50-59
50-59
60-69
50-59
40-49

59,33


70%

63%
67%
75%
60%
55%

71,01%


(Fonte: sito internet www.rotary.it)


Accanto a questa rilevazione ufficiale del Rotary International, abbiamo voluto affiancare i dati del nostro Club. Se li paragoniamo all’area geografica che cui noi apparteniamo, si ricava che:

      »  Il nostro è un Club grande (60% in più della media).
      »  E' altresì, poco “progressista”. Abbiamo solamente il 5,8% di signore rotariane. Ma questa è una
           considerazione molto poco significativa. C’è da dire, infatti, che il semplice ingresso di una sola
           signora in più ci farebbe balzare al 7,14% e all’8,45%, se le nuove signore fossero due.
      »  Siamo sulla soglia alta per quanto riguarda l’età. E’ assolutamente necessario coinvolgere i giovani.
      »  Stiamo invece nella media per quanto riguarda l’anzianità. Per la cronaca, il tempo medio di
           appartenenza dei soci al club è di 16,62 anni. Il che vuole dire che negli ultimi anni c’è stato un forte
           decremento di nuovi ingressi.

Con tutte le riserve che le macroanalisi comportano, in generale, si può dire che il Rotary è più frammentato in America latina (24 soci per club), mentre lo è meno in USA/Canada che risulterebbe anche l’area più progressista (il 20% di donne) se non fosse per il fatto che gli USA sono stati la prima nazione ad ammettere le donne nel Rotary. I meno permeabili ai cambiamenti (e c’era forse da stupirsene?) sono i tradizionalissimi inglesi (solo il 5% delle rotariane), i quali, d’altro canto, sono anche i rotariani mediamente più vecchi, mentre i più giovani risultano essere i sudamericani. Situazione che viene confermata anche dall’ultima colonna che mostra come gli inglesi siano anche i più vecchi di anzianità rotariana, mentre i sudamericani sono i più giovani.



 

  
   
QUANTI ERAVAMO...

 

Soci presenti + compensate :
43
Soci DP / DT :
5
Assenze preavvisate :
 12
 
Assiduità : 
67,19 %


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