LA
RELAZIONE
Realtà e pregiudizi sull’alimentazione italiana
La
Scienza dell’Alimentazione è in continuo progresso.
Essendo una scienza interdisciplinare, si avvale delle continue
ricerche che si svolgono nella biologia, fisiologia, patologia,
farmacologia, microbiologia, statistica. Nei decenni scorsi la scienza
dell’alimentazione ha vinto lo scorbuto, il beri beri, il
rachitismo, la pellagra, l’anemia perniciosa. Oggi è
indispensabile conoscere le regole dietetiche per star bene, per
praticare sport, per ridurre il soprappeso, l’obesità,
il diabete, i fattori di rischio delle malattie cardio vascolari
ed altre importanti patologie, comprese alcune forme tumorali.
Oggi non è più possibile lasciare all’improvvisazione
l’acquisto e la preparazione dei cibi senza un minimo di informazione
sui contenuti dei principi nutritivi, sulle modificazioni che avvengono
nel corso della preparazione casalinga e collettive, sulla loro
possibilità di utilizzo nel corso della convulsa e frenetica
vita moderna.
I ricercatori che hanno condotto indagini nel campo alimentare sono
concordi nell’affermare che la maggior parte delle persone
manca di qualsiasi nozione sulla composizione chimica degli alimenti,
sulle necessità qualitative e quantitative dell’organismo
umano, sulle esigenze caloriche da soddisfare per il normale svolgimento
delle attività fisiologiche, sull’interscambiabilità
fra i vari cibi per mantenere la buona salute. Molti adottano nel
regime quotidiano un’alimentazione istintiva, sovente difettoso
o eccessiva: non si mangiano certi cibi perchè ritenuti responsabili
di forme morbose, altri, al contrario, sono consumati volentieri
per le loro presunte proprietà benefiche.
Queste ingiustificate prese di posizione non sono altro che pregiudizi
provenienti da un mancato adeguamento della dieta alle esigenze
fisiologiche, dalla pubblicità insistente e penetrante, da
tradizioni famigliari.
Negli studi inerenti la nutrizione umana ci sono evoluzioni continue
per cui il consumatore rimane disorientato di fronte alle informazioni
fornite dai mezzi di comunicazione, non essendo in grado di valutarle
criticamente, finisce per crearsi delle direttive completamente
sbagliate. In questi ultimi anni si è ampliato il mito del
benessere da ricercare in diete particolari, spesso sbilanciate
o inadeguate, e in cibi “speciali” (vagamente etichettati
come dietetici, naturali organici, macrobiotici) presentati come
indispensabili ai fini di un ottimale stato di salute. C’è
una sola eccezione a tutto questo: l’alimentazione del bambino
nel primo anno di vita, quando viene scrupolosamente applicata un’alimentazione
guidata dai suggerimenti del pediatra.
Per vivere l’uomo ha bisogno dell’ossigeno contenuto
nell’aria che respira e dei principi nutritivi presenti nei
cibi e nelle bevande. Il corpo umano è in grado di trasformare
l’energia chimica degli alimenti in energia termica e energia
meccanica. Il complesso meccanismo che permette all’organismo
di utilizzare l’energia prelevata dall’ambiente esterno,
per mantenersi vivo e per compiere lavoro, viene detto metabolismo
energetico” . Invece il continuo scambio di entrate ed uscite
energetiche costituisce il cosiddetto “bilancio energetico”.
Se il bilancio si chiude in attivo, vuol dire che l’organismo
ha introdotto più energia del necessario e l’ ha accumula
sottoforma di riserva (in pratica soprappeso e obesità).
Se il bilancio si chiude in perdita, vuol dire che l’organismo
ha speso più di quanto ingerito ed ha dovuto utilizzare parte
della riserva (dimagrimento).
Quando dormiamo, nell’organismo vengono svolte funzioni di
vitale importanza, come il mantenimento della temperatura corporea,
il lavoro meccanico del muscolo cardiaco, dei muscoli respiratori,
l’attività ghiandolare ecc. L’insieme delle esigenze
per il mantenimento della vita durante il riposo costituisce il
fabbisogno di base o “metabolismo di base” che varia
da un soggetto all’altro. Il complesso meccanismo della digestione
scinde le varie sostanze contenute negli alimenti fino ad ottenere
sostanze più semplici che sono: proteine, lipidi e glicidi.
Accanto ad essi, che sviluppano calore, si trovano fibre, vitamine
e sali minerali, acqua che non sviluppano calore ma che sono utili
per un regolare svolgimento dei processi vitali.
I principi nutritivi sono anche i principali costituenti del nostro
corpo e quindi debbono essere continuamente ingeriti in dosi opportune
per il mantenimento e l’accrescimento di tutte le strutture
dell’organismo. Il corpo umano è formato da acqua,
proteine, lipidi, glicidi, sali minerali e vitamine. Ecco perché
gli alimenti consentono di rifornire l’organismo di energia
e, nello stesso tempo, consentono di costruirlo e svilupparlo e
di riparare i danni che subisce nel corso della vita. Gli studiosi
di Scienza dell’Alimentazione, dopo aver notato che gli organismi
animali non potevano vivere se nutriti esclusivamente con proteine,
grassi, zuccheri, acqua, giunsero alla conclusione che esistono
nei cibi altre sostanze indispensabili per la vita. Queste sostanze
furono chiamate vitamine ed ogni vitamina viene identificata con
una lettera dell’alfabeto (vit. A, vit. B ecc). Le vitamine
sono fattori accessori, ma necessari all’accrescimento ed
alla vita degli organismi animali. Esse, agendo a dosi piccolissime,
non possono essere in realtà considerate né come formatrici
di energia, né come materia prima indispensabile per la costruzione
di nuove cellule, come invece sono le proteine.
La razione alimentare giornaliera deve assicurare a ciascun individuo
le calorie necessarie per il funzionamento dell’organismo
e per svolgere l’attività lavorativa. Nello stesso
tempo deve fornire quantità sufficiente di proteine, grassi,
zuccheri, vitamine, acqua, sali minerali, cioè le stesse
sostanze di cui è composto il nostro corpo.
Mentre agli inizi degli anni 50 disponevamo in media di circa 2.300
Kcalorie giornaliere, oggi abbiamo superato le 3.000, con un incremento
del 40% circa. In pratica abbiamo arricchito la dieta aggiungendo,
non sostituendo portate al nostro menù E’ diffusa l’abitudine
di fare due pasti abbondanti, a mezzogiorno e alla sera, con un
primo piatto nutriente, un secondo pure generoso di calorie, dessert,
pane, grissini, spuntini durante il giorno, bevande dolcificate,
vino ecc.
Mangiando più frutta, più verdura, più cibi
integrali al posto di altri cibi iper calorici possiamo moderare
l’eccessivo appetito e seguire un menù equilibrato
secondo le esigenze. Per assicurarsi una buona salute, appare evidente
che la varietà degli alimenti è una prima raccomandazione
necessaria per una vita sana. Sebbene la medicina moderna non abbia
ancora individuato con sufficiente esattezza le cause delle numerose
forme di obesità, gli studiosi sono concordi nell’affermare
che l’eccessivo apporto calorico è alla base di molte
forme di obesità primaria. Le ricerche finora eseguite confermano
che oltre il 90% dei soggetti obesi ed in soprappeso è tale
per l’eccessiva quantità degli alimenti ingeriti. L’obesità
è soprattutto diffusa in quelle popolazioni ed in quelle
classi sociali che godono di maggior benessere economico e che,
di conseguenza, hanno la possibilità di nutrirsi meglio e
più abbondantemente. Difficile, se non addirittura impossibile,
trovare degli obesi fra le misere popolazioni di certe zone del
pianeta dove la carestia e la denutrizione sono endemiche.
E’ anche significativo il fatto che nei paesi europei il numero
degli obesi è notevolmente diminuito durante l’ultimo
conflitto mondiale, per aumentare poi alla fine della guerra, con
il ritorno alla normalità anche nel campo degli approvvigionamenti.
Nel trattamento dietetico di qualunque forma di obesità lo
scopo che si vuole raggiungere è quello di trasformare il
bilancio di calorie da positivo in negativo. In questi ultimi tempi
si è sentito molto parlare di regimi dietetici diventati
celebri perché adottati da personaggi illustri.
Il motivo di questa varietà di indirizzi è dovuto
alla difficoltà di trovare un regime adatto al singolo organismo
e alla difficoltà di soddisfare le diverse esigenze dei vari
pazienti in base alle loro abitudini alimentari. In altre parole
le varie diete proposte hanno fondamentalmente lo stesso scopo,
cioè fare abbandonare al paziente le sue abitudini alimentari
errate. Per aumentare il dispendio energetico sarà utile
incrementare l’attività fisica, iniziando con marce
su terreno piano, e poi gradatamente in pendenza e per un tempo
sempre più lungo. Con questo sistema generalmente ci si adatta
all’esercizio metodico e si finisce col prenderne gusto. Se
la dieta è equilibrata ed ipocalorica, ma non esageratamente
ipocalorica, la riduzione di peso avviene lentamente e si instaurano
abitudini alimentari migliori, basate essenzialmente sul corretto
dosaggio e sulla conoscenza più approfondita degli alimenti.
Nonostante la televisione e la diffusione di internet, il trasferimento
delle conoscenze dalla comunità scientifica al consumatore
avviene ancora con difficoltà, perché la scuola a
sempre trascurato l’educazione alimentare ed anche perché
i termini che compaiono sulle etichette dei prodotti alimentari
sovente risultano di difficile comprensione.
Come è facilmente immaginabile l’interesse prestato
alla relazione è stato alto ed il dibattito che è
seguito ha soddisfatto ampiamente tutte le curiosità emerse.

Un breve profilo del relatore
Renzo Pellati è nato a Bronzo (VC) il 14 Agosto 1932.
Laureato in Farmacia presso l’Università di Torino,
ha conseguito il Diploma di Specialista in Scienza dell’Alimentazione
presso l’Università di Modena ed il Diploma di
Specialista in Igiene presso l’Università di Torino.
E’ ricercatore in Farmacologia Clinica presso l’Istituto
De Angeli s.p.a., e autore di numerose pubblicazioni in campo
scientifico e divulgativo.
Collabora con diversi periodici a carattere nazionale.
Tra i riconoscimenti ottenuti ricordiamo:
Il Premio Europa (patrocinato dall’OMS), Il Premio Glaxo
(CEE) ed Il Premio ADI (Associazione Italiana Dietetica) per
l’educazione alimentare.
Da circa venti anni collabora con il quotidiano “La Stampa”
(TuttoScienze) ed inoltre redige per la rivista SISA (Società
Italiana Scienza dell’Alimentazione) la rubrica di aggiornamento
professionale.
E’ l’autore dell’Oscar Mondatori “Tutti
i cibi alla A alla Z” che attualmente è in libreria
nella sua quarta edizione
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Due
immagini dell'interessante serata di giovedì
26 febbraio 2004:
"Realtà
e pregiudizi sull’alimentazione italiana"
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Il
dott. Pellati desta grande interesse
nel corso della sua conferenza sulla
Scienza dell'Alimentazione.
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Uno
scorcio del salone di Villa Sassi
con soci ed ospiti accorsi numerosi.
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