ROTARY CLUB 
CHIVASSO

CREN
Chivasso Rotary Electronic News

Presidente Riccardo Barbero
Anno Rotariano 2003 - 2004

 
BOLLETTINO N° 1745 - CREN N° 175
 
 

Una borsa di studio del Rotary

"La danza Odissi: Dott.ssa Dafne Carli"

PRESIEDE: Riccardo Barbero

Ristorante Rolandini di Verolengo

15 Aprile 2004

 



HOMEPAGE BOLLETTINI
 
 


LE PROSSIME RIUNIONI

DATA
ARGOMENTO
ORA e LUOGO
CONFERENZIERE
Venerdì
23/04/04
Concerto “Chivasso in Musica”:
“Antiqua: i concerti a cinque di Antonio Vivaldi”
Ore 21.15 – Chiesa degli Angeli - Chivasso
Stefano Bagliano,
flauto e maestro concertatore
Venerdì
30/04/04
InterClub con gli amici di St. Jean De Maurienne
Ore 20 - Bardonecchia
Riccardo Barbero
Martedì
04/05/04
InterClub con RC Ciriè Valli di Lanzo
Conviviale con consorti ed ospiti

Ore 20.30 - Jet Hotel di Caselle
Saranno presenti il Dott. Cimminelli ed alcuni giocatori

Dott. Tilli Romero
Presidente del Torino Calcio

06/05/04
RISERVATA
Ore 20 – Chiesa degli Angeli - Chivasso
Riccardo Barbero

 



La danza Odissi: evoluzione di uno stile
 
 

   La danza Odissi è originaria dell'Orissa, stato situato sulla costa nord-orientale dell'India. La tradizione della danza in Orissa trova le sue prime rappresentazioni nelle sculture delle grotte jaina (II sec. a.C.) e, più tardi, nei templi shaiva di Bhubansewar (XVII-IX sec. d.C.) fino all'imponente tempio del Sole di Konarka (XIII sec. d.C.), considerato uno dei templi più belli dell'India. Secondo la studiosa Kapila Vatsyayan, ciò porterebbe all'affermazione secondo cui "…la maggior parte del vocabolario della danza Odissi, pur con lievi variazioni dovute ai cambiamenti tecnici sopravvenuti durante gli anni, è preservato nella pietra".
Nonostante le testimonianze provenienti dalle sculture e dai reperti archeologici, dai trattati sulla danza e da resoconti storici, risulta tuttavia difficile tracciare l'origine, stabilire l'età e lo sviluppo di questo stile di danza.
La cultura oriya, fin dall'antichità attraversata da diverse correnti religiose, è oggi profondamente influenzata dal culto di Jagannatha (una forma di Visnu) il cui tempio principale si trova a Puri, una delle quattro città sante dell'India.
Nel tempio di Jagannatha circa millecinquecento persone sono incaricate dei diversi doveri rituali (seva). Le devadasi (serve di dio) erano le uniche donne affiliate al servizio del tempio: il loro compito quotidiano consisteva nel cantare e danzare per Jagannatha.
Nello hinduismo la divinita´ appare per lo piu´ attraverso un´immagine cui gli uomini si possono relazionare. Gli dei letteralmente discendono verso i loro devoti, prendono posto nello spazio, in un´immagine (murti), in particolari luoghi sacri (tirtha). Teologicamente la divinita´ non coincide totalmente con la sua immagine: e´ essenzialmente dietro e al di sopra.
Attraverso la sua parziale discesa nell´effige permette all´uomo di avvicinarsi ad essa. Il dio e´ una presenza concreta che alimenta la rappresentazione collettiva. La reale presenza della divinita´ nella sua immagine viene ritualmente consacrata dall´offerta di sedici "servizi" (upacara), comunemente denominati puja (adorazione).
Le attivita´ cultuali trasfromano continuamente una "cosa" - l´effigie - in un "essere" - il dio. Il compimento periodico del lavoro dei servitori concorre a mantenere uno stato di equilibrio, il solo in grado di dispensare ordine e protezione. La divinita´ e´ un segno da interpretare: mantenerla in una condizione di benessere impone quindi un lavoro infinito.

Credere significa innanzitutto agire: se non e´ continuamente onorata e regolarmente celebrata, l´effigie consacrata rischia di ritornare all´immobilita´, di ridiventare "cosa".
La danza era percio´ considerata un mezzo di adorazione (puja), uno dei possibili modi di relazionarsi a dio. Vedere il divino significa pero´ meritarlo, e quindi pagarlo al prezzo di una repressione sovrumana di se´. L´arte e´ una disciplina (sadhana), una forma di yoga e un sacrificio (yajna). La visione della divinita´ presuppone una lunga e intensa sperimentazione su se stessi. Qualsiasi attivita´ compiuta con devozione e´ dunque un´offerta sacrificale: l´offerta del meglio di cui si dispone al meglio che si vuole raggiungere.
Durante il XIX secolo, a causa del nuovo senso della civiltà e soprattutto del pudore importato dagli inglesi e da essi trasferito alla neo-borghesia indiana che si ispirava alla società inglese, le danze dell'India caddero in forte discredito poiché la loro pratica era considerata un aspetto della prostituzione. La situazione peggiorò ulteriormente con l'avvento della prudery dell'epoca vittoriana, quando ogni tipo di danzatrice iniziò ad essere disprezzata e vilipesa in quanto automaticamente associata al ruolo di prostitua. Le danze delle devadasi ("serva di dio") subirono allora il definitivo tracollo: il falso pudore estraneo alla cultura indiana, come testimoniano le sculture di moltissimi templi in cui l'atto sessuale viene mostrato in tutto il suo fulgore, si introdusse in tutte quelle aeree in cui predominava la cultura inglese. Non è difficile comprendere come, a seguito dell'adozione dei costumi anglicizzati e borghesi, si mettesse in moto un movimento contro le danzatrici del tempio. Si sentiva il bisogno di cancellare quella che era ritenuta un 'infamia sociale' e di ristabilire una dignità per reggere il confronto con una civiltà diversa.

Lo scalpore suscitato dall'istituzione delle danzatrici del tempio causò infine la loro abolizione legale in molte parti dell'India ma non in Orissa, dove la tradizione si è perpetrata fino agli anni '80.
Attorno agli anni '20, sull'onda del movimento riformatore attivatosi nel secolo precedente, cominciò a sorgere in varie parti dell'India un movimento per il recupero della danza e della tradizione "classica" in nome di un'identità hindu nazionale. Come in altre parti dell'India, anche in Orissa negli anni '40 la danza era per lo più sinonimo di degenerazione morale. Fu solo grazie al lungo lavoro da parte del movimento sorto per il revival della tradizione, che lentamente cominciò ad essere praticata anche da ragazze di buona famiglia.
Lo stile Odissi (uno tra gli stili classici più diffuso) così come si presenta ai giorni nostri nasce dalla convergenza di diversi fattori culturali, religiosi e sociali. Il suo revival si inquadra nel più ampio fenomeno del recupero della tradizione classica cui, a partire dagli anni '20, diedero vita intellettuali di spicco e persone colte sull'onda del movimento riformatore attuatosi in nome di un'identità hindu nazionale.
Negli anni '50 fu infatti istituita nella ex-capitale Cuttack un'associazione per la codificazione della danza. Il lavoro congiunto dei principali maestri, di alcune danzatrici e di intellettuali dell'Orissa, portò infine alla codificazione della tecnica e del repertorio dello stile Odissi. La nuova formalizzazione si basò quindi, da una parte sul recupero di tradizionali forme di danza dell'Orissa (tra cui la tradizione dei gotipua e delle devadasi) e dall'altra sullo studio dei bassorilievi scultorei dei templi e sull'analisi testuale di antichi trattati sulla danza (il Natyashastra e l'Abhinayachandrika).

I partecipanti, ciascuno contribuendo con la propria esperienza e la personale opera di ricerca, lavorarono al fine di stabilire la sequenza del repertorio, definire le particolarità di ognuno dei brani, stabilire gli elementi del costume e del trucco da mantenere e quelli da scartare. La nuova forma di danza che andava componendosi doveva infatti essere presentata innanzitutto sui palcoscenici dei teatri. I danzatori non erano ormai più dei servitori del tempio, ma dei professionisti che facevano della danza il loro mezzo di sostentamento. Il repertorio ne uscì largamente ampliato e rinnovato e a tutt'oggi continua ad evolversi grazie alle coreografie create da maestri e danzatori.



 


UN BREVE PROFILO DI DAFNE CARLI

Danzatrice, la sua formazione artistica comincia nel teatro dove ha lavorato in diverse compagnie presentando spettacoli in Italia, Austria, Germania e Singapore.
Ha frequentato workshops tenuti dai grandi maestri del Terzo Teatro, J. Grotowski, L. Flaszen and Z. Molik. Parallelamente all'attività teatrale, si è sempre dedicata al training di differenti tecniche corporee (capoeira, ginnastica acrobatica e danza classica) presso scuole italiane (Baletna Scola, Accademia Magenta) e francesi (Ecole Nationale du Cirque Fratellini, Ecole de danse du Marais, Paris).
La sua personale ricerca di un mezzo espressivo che non distinguesse tra danza e teatro l'ha successivamente portata in India. Affascinata dalla sensualità e dalla tradizione tantrica della danza Odissi, si dedica dal 1997 allo studio esclusivo di questo stile conducendo parallelamente ricerca universitaria e studi di yoga (Bihar School of Yoga). Ha ricevuto la maggior parte del suo training nello stile del maestro Kelucharan Mohapatra da Shrimati Sujata Mohanty, presso la scuola Srjan, Bhubaneswar.
Il suo interesse nell'adattamento di movimenti tradizionali in chiave contemporanea, la orienta in seguito allo studio della danza Chhau in stile Mayurbhanj e alla collaborazione con Akash Dance Company (Bhubaneswar), compagnia di danzatrici di diverse nazionalità la cui ricerca verte sull'adattamento della tecnica classica in chiave contemporanea.
I suoi studi universitari si sono svolti nella stessa direzione della sua passione per la danza Odissi. Laureatasi in Filosofia presso l'Università di Torino, ha in seguito ottenuto il Master in Etnometodologia presso l'Université Paris VII con una tesi sullo sviluppo della danza Odissi. Nel 2001 ha ottenuto una borsa di studio biennale della Rotary Foundation per il perfezionamento della danza Odissi e attività di ricerca presso l'Utkal University di Bhubaneswar.
Ha presentato spettacoli e dimostrazioni presso Festival e Università indiane e italiane (Puri Beach Festival, Puri; Bhubaneswar Utsav, Bhubaneswar; IGNCA, Bhubaneswar; Festival Teatri di Confine, Chivasso; Identità e Differenza, Torino; Università di Genova, Università di Torino; Utkal University, Bhubaneswar; Baripada University, Baripada). Vive attualmente a Torino dove insegna yoga e danza Odissi e porta avanti la sua ricerca coreografica.

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Indirizzo E-mail: dafnecarli@rediffmail.com

 

 

 

 

Appunti fotografici della serata di giovedì 15 Aprile 2004:

La danza Odissi: evoluzione di uno stile  

 

 
 

Il tavolo della presidenza; sulla
sinistra la dott.ssa Dafne Carli
 

 
 

Una veduta del Ristorante ai Rolandini
con i soci presenti all'evento.
 

 


 
COLLEGAMENTO ALL'ALBUM FOTOGRAFICO DELLA DANZA ODISSI
GIOVEDI' 15 aprile 2004 -- Ristorante Rolandini di Verolengo 
 


 


 



 

QUANTI ERAVAMO...
 
 

 

Soci presenti + compensate :
36
Soci DP / DT :
 7
Assenze preavvisate :
 17
 
Assiduità : 
59,02 %

 
Sito Internet: http://www.rotarychivasso.org
E-mail: Segreteria segre@rotarychivasso.org
E-mail: Webmaster webmast@rotarychivasso.org