
“L’evoluzione dell’arbitro da
dilettante a professionista”
Il
relatore illustra l’evoluzione della professione arbitrale,
tenendo ben presente che un arbitro, durante la partita di calcio,
non deve mai essere protagonista e che quasi sempre parte penalizzato
dal pubblico e dai giocatori.
Ricorda che alle origini l’incontro di calcio non prevedeva
l’ausilio dell’arbitro, ma si giocava con regole ben
precise ed osservate dai giocatori.
Solamente dai primi del 900 compare la figura del “Direttore
di incontro”, figura che si è sempre più imposta
grazie al grande interesse che si è accentuato intorno
allo sport del calcio.
Dal dopo guerra ad oggi, l’arbitraggio si è continuamente
evoluto, fino a diventare negli ultimi quindici anni una professione
vera e propria, con impegni e ritiri settimanali.
Inizialmente, nel campionato italiano la stagione arbitrale iniziava
con un raduno durante il quale i partecipanti erano dichiarati
idonei a svolgere la professione nella successiva stagione calcistica,
solamente dopo aver superato alcun i test, tra cui quello di Cooper.
Dal 1990 in poi, oltre al raduno pre-campionato, l’arbitro
partecipa ad altri tre o quattro raduni, nei quali viene sottoposto
a test e controlli fisici continui.
In campo internazionale l’età massima consentita
per svolgere la professione è di 45 anni; tenendo conto
che un arbitro arriva ad arbitrare partite di Serie A a circa
trent’anni, il periodo di attività è relativamente
breve.
Negli anni 1998 – 99 sotto la Direzione di Sergio Gonella,
il ruolo e l’impegno dell’arbitro durante tutto lo
svolgimento delle gare cambia notevolmente. Infatti ogni arbitro
partecipare ad un primo raduno della durata di dodici giorni che
si tiene nel mese di agosto e durante il quale vengono effettuati
test e visite mediche, visionati filmati, discusse regole ecc.
Quindi ogni settimana dopo i relativi incontri, tutti gli arbitri
si riuniscono per tre giorni a Coverciano e qui analizzane le
partite giocate verificando e commentando lo svolgimento delle
gare e degli eventuali errori commessi. Inoltre durante questi
tre giorni inoltre un preparatore atletico segue i professionisti
in vari allenamenti.
Sotto il profilo economico da circa 15 anni la retribuzione arbitrale
sia di Serie A che si Serie B si è testata su cospicui
guadagni. Basta pensare che oggi, oltre al compenso mensile di
€ 3.000, per arbitrare una partita di Serie A la retribuzione
economica è di € 5.200 mentre per le partite di Serie
B è di € 2.600; nel non lontano 1980 l’arbitro
percepiva per ogni incontro 80.000 lire.
L’Italia conta oggi 10 arbitri internazionali che godono
di notevole considerazione, e 30.000 arbitri distribuiti in 215
sezioni che arbitrano circa 650.000 gare all’anno.
Per
ultimo Pierluigi Pairetto ricorda essenzialmente che la qualifica
di arbitro si acquisisce principalmente nel proprio convincimento
personale.
E’ infatti indispensabile essere molto portati al rispetto
delle regole e per farle rispettare bisogna essere dei fini conoscitori,
nutrire il desiderio di essere giudici, sapendone accettare anche
gli inevitabili seguiti negativi, ma soprattutto, volendone vivere
le forti emozioni e soddisfazioni che si provano nell’essere
riusciti a superare le molte difficoltà ambientali, tecniche
e di rapporti interpersonali, che la direzione di una gara comporta.
Si può essere arbitri solo quando ci sono queste premesse,
oltre, ovviamente, ad essere degli amanti del gioco del calcio,
di quello vero, quello che sa di fatica e di sudore negli allenamenti,
che sa di sacrifici sotto la pioggia o nel fango. Occorre essere
attori di uno spettacolo che va in scena per il divertimento dei
suoi stessi artefici e non per far parlare chi vorrebbe commentare
i gesti tecnici ed atletici senza aver mai provato a dare due
calci ad un pallone. Occorre capire non solo la gioia ma anche
le difficoltà che certe azioni hanno in sé.
Quindi è seguita una discussione ricca di interventi, curiosità,
suggerimenti , discussione che poi si è focalizzata in
modo particolare sul problema moviola in campo e sul Decreto spalma
debiti.
Ringraziamo di vero cuore l’amico Pairetto per averci fatto
trascorre questa bella serata.
UN BREVE PROFILO DI Pierluigi PAIRETTO
... presentato da Andrea Montalenti amico di vecchia data,
nonché compagno di scuola.
Pierluigi Pairetto è nato a Torino il 15 Luglio
1952, si è laureato in Medicina Veterinaria nel
1978 presso l’Università di Torino.
Appartiene alla sezione arbitrale di Nichelino ed arbitra
dalla stagione 67/68. Dopo l’indispensabile ma brillantissima
trafila attraverso tutte le serie intermedie, esordisce
in Serie A a soli 28 anni nella stagione 80/81 ed ancora
oggi rimane l’arbitro più giovane che abbia
esordito nella massima Serie.
Dalla stagione 88/89 diventa Arbitro Internazionale e
già nel 1989 dirige la Finale del Campionato Europeo
Under 16.
Durante la carriera internazionale ha diretto gare del
Mondiale in Italia nel 1990, del Mondiale Under 21 in
Portogallo nel 1991, degli Europei in Svezia nel 1992,
del Mondiale negli Stati Uniti nel 1994.
Nel 1995 è chiamato ad arbitrare la Finale del
Campionato Brasiliano e nel 1996 dirige la Finale di Coppa
delle Coppe e la Finale del Campionato Europeo a Wembley.
Durante la sua carriera di arbitro effettivo che termina
nel 1998, Pairetto ha diretto:
oltre 100 partite Internazionali, 219 partite di Serie
A 155 di Serie B e 64 gare di Coppa Italia tra cui 3 finali.
Nella stagione 1998/99 diventa Presidente della Commissione
Arbitri di Serie C e Delegato UEFA.
Dal 1999 ad oggi è Presidente della Commissione
Arbitri di Serie A e B, e dal 2002 è Vice Presidente
della Commissione Arbitri UEFA.
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Appunti
fotografici della serata di giovedì 20 Maggio 2004:
“L’evoluzione
dell’arbitro da dilettante a professionista”
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La
riunione si è svolta presso
l'Unione Industriale, a Torino |

L'amico
Andrea Montalenti presenta
il dott. Pierluigi Pairetto .... |
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....
sotto lo sguardo "vigile" del
nostro presidente. |

Il
dott. Pairetto, si dimostra un
eccellente oratore ! |
Rettifica: Ci scusiamo per aver erroneamente segnalato l’amico
Garnero assente alla riservata del 6 Maggio u.s.
RICORDIAMO IL CONGRESSO DISTRETTUALE 2004
“
Il Diritto alla vita”
5
- 6 Giugno 2004
presso
la Città degli Studi a Biella
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QUANTI ERAVAMO...
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