Bollettino N° 1575
Cren N°5
(Chivasso Rotary Electronic News)

Riunione del :
Sede :
Presiede :
Relatore :
Tema :
16 Settembre 1999
Chiesa degli Angeli - Chivasso 
Gianni Montalenti 
Giuseppe Bosio - Vincenzo Borasi
Riunione riservata - Incontro con Rotaract - Programma annuale Rotaract

 
Soci presenti :
Soci in dispensa permanente :
Effettivo del Club :
 
 

Assiduità :

36
6
69
 

55,56%


 

.  HOMEPAGE BOLLETTINI


LA RELAZIONE
Nel mese dedicato alle nuove generazioni, come ha detto il nostro Presidente nel prologo alla serata, è consuetudine dedicare una riunione riservata ad ospitare il Rotaract del quale il nostro Club è padrino. Così questa settimana abbiamo avuto due relatori: il Presidente del nostro Rotaract, Giuseppe Bosio, ed il nostro Socio Vincenzo Borasi. Dapprima Giuseppe Bosio ci ha illustrato le iniziative ed i programmi di quest'anno del Rotaract Club di Chivasso, programmi che sarà possibile leggere quanto prima sulla pagina del Rotaract nel nostro sito Internet. Vincenzo Borasi ci ha invece intrattenuti, con la sua solita chiara e interessante esposizione, su di un argomento di informazione Rotariana perfettamente inerente al tema della serata: il Rotaract. Ci ha spiegato che cosa è il Rotaract e le sue origini risalenti al 1968; da chi è formato: giovani adulti tra i 18 e i 30 anni; quali sono le sue finalità istituzionali: intraprendere progetti di servizio e curarne lo svolgimento ed il buon esito; chi lo dirige: una delegazione di soci membri in collaborazione con il Rotary Club padrino. Infine ha fornito una serie di validi motivi per cui un giovane dovrebbe entrare a far parte del Rotaract, tra i quali: l'opportunità di essere utili ed attivi nella società; la possibilità di socializzare e di abituarsi a lavorare in gruppo per raggiungere un obbiettivo, sviluppando, nel contempo, rapporti di vera e disinteressata amicizia. La sua esposizione è riassunta in un documento del quale sono state distribuite fotocopie a tutti i presenti.
 
 

NOTIZIE DAL ROTARY

Newsletter di Settembre 99 del Governatore Distrettuale, Sergio Vinciguerra.

Cari Amici,
Bambini e Giovani.  Il Rotary ha posto da sempre e pone tuttora grande attenzione agli uni e agli altri.  Non passa anno che non si ribadisca la necessità di proteggere l'infanzia, i diritti dei bambini, e non si attivi una serie di iniziative atte ad intervenire in modo incisivo e qualificato sia nell'ambito della tutela della crescita, della salute che della qualità della loro vita e dell'educazione. Lo stesso vale per i giovani, per i problemi che essi vivono più direttamente e che ne condizionano la formazione, l'inserimento nella società e nel mondo del lavoro, incidendo quindi anche sul futuro benessere di tutta la collettività. Non si può deludere la speranza dei bambini né quella dei giovani.  Gli uni e gli altri sono le nostre speranze.  Non si può accettare che nel terzo millennio l'infanzia soffra di disagi fisici e psicologici e che patisca gli abusi degli adulti.  Né si può accettare che non si investa in modo adeguato sulla formazione dei giovani e che non si punti sulla famiglia e sulla scuola.  La carenza educativa di oggi è nell'esemplarità offerta dagli adulti.  Complessivamente, manchiano di significatività e di coinvolgimento e per recuperare quelle dimensioni che stanno alla radice dell'educare, dimensioni affettive e valoriali, dobbiamo recuperare ciò che il pedagogista Forster ha definito «la pedagogia delle piccole cose quotidiane». Il coinvolgimento come educazione esemplare significa seguire i giovani, i gruppi giovanili, gli alunni anche nelle piccole cose quotidiane.  Le grandi politiche educative da sole non bastano, se poi non si dà ai giovani la possibilità di maturare al senso di responsabilità, all'interazione con gli altri attraverso rapporti significativi e continuativi nel tempo con persone che rappresentino modelli e stili di vita positivi.  Al riguardo, l'esperienza rotariana dello Scambio giovani dischiude orizzonti educativi di grande portata e dev'essere, quindi, sostenuta ed incrementata dai Club e dai soci. «Come i bambini vivono quasi una vita provvisoria perché è intatto per loro il mondo dei grandi, e intatta la grande speranza, la speranza indeterminata, la speranza paziente, così i buoni sono la gioventù del mondo» ha scritto Carlo Michelstaedter. Se «i buoni sono la gioventù del mondo», perché non pensare ai Rotariani come alla gioventù del mondo? L'etica del comportamento e dell'essere rotariano necessariamente sono esempi positivi, costruttivi.  Come le loro opere. I progetti per l'infanzia che il Rotary International promuove sono tanti e qualificati.  Appoggiamoli, sosteniamoli, abbandoniamo l'indifferenza e sentiamo nostri i problemi di tanti bambini che nel mondo soffrono e mancano di tutto. Per i giovani impegniamoci con partecipazione ed interesse.  Facciamo opinione.  Non trascuriamo occasione anche sul territorio di essere presenti con il nostro stile di vita, comportamento, esempio, a testimoniare la bontà dei valori, che paga sempre. I bambini ed i giovani ci guardano, perché siamo i loro modelli.  Per non arrossire sotto il loro sguardo dobbiamo agire ricordando il motto di Carlo Ravizza «Coerenza, credibilità, continuità». Sono parole grandi che fanno la grandezza di un uomo e ne disegnano lo spessore etico, che fa la differenza. Cerchiamo di essere anche noi, Rotariani, la gioventù del mondo, per mantenere intatta la grande speranza, paziente, indeterminata, trasformandola in realtà. E’ possibile, basta volerlo!
Con amicizia

ROTARY'N RETE
Questa settimana abbiamo visitato il sito di un Club francese: Paris Alliance (http://www.micronet.fr/~parisall/) dove abbiamo scoperto un'iniziativa molto interessante, sostenuta da questo Club: ORBIS (http://www.orbis.org). Si tratta di una associazione fondata a metà degli anni '70 dal Dr. David Paton, un oculista di Houston che, vista la difficoltà per gli oculisti volontari di portare all'estero, specialmente nei paesi del terzo mondo, la loro opera, concepì l'idea di un ospedale oftalmico aviotrasportato. Attraverso l'aiuto di USAID e il dono di un DC-8 regalato dalla United Airlines, il programma Orbis iniziò ad operare concretamente nel 1982. Il risultato più importante di quei primi anni, fu ottenuto nel Malawi dove esistevano due oculisti su una popolazione di sette milioni di abitanti; Orbis riuscì a preparare professionalmente ben 28 assistenti e 12 infermiere. Nel corso dell'operatività dello staff di Orbis, si notò che l'80% delle cause di cecità erano in tutto o in parte curabili, o comunque che, con un'opportuna prevenzione, poteva essere evitato l'insorgere della cecità. Nacque così un progetto teso a prevenire la cecità sensibilizzando le popolazioni alla cura della salute degli occhi. Le esigenze crescevano e il DC-8, vecchio di 30 anni, non era più sufficiente ad ospitare le attrezzature necessarie allo sviluppo dei vari progetti. Così, nel 1992, Orbis fu in grado di acquistare un DC-10 che inaugurò la sua operatività con una prima missione a Pechino. Attraverso l'opera dei medici volontari di Orbis, è stato possibile, a partire dal 1982, sviluppare 390 programmi didattici in 79 paesi, istruire e aggiornare 46.000 operatori nel campo della medicina oculistica, operando direttamente più di 25.000 pazienti. Il bilancio annuale dell'organizzazione, si aggira intorno ai 25milioni di dollari. Vale la pena di visitare il sito, non solo per conoscere più dettagliatamente questa iniziativa così originale, ma anche perchè il sito è molto ben strutturato e ricco di immagini che mostrano nel dettaglio uno spaccato del DC-10 con le varie apparecchiature mediche e chirurgiche.

INFORMAZIONE ROTARIANA
Sempre nel mese dedicato alle nuove generazioni, ci occupiamo oggi, seppur brevemente, dei Club Interact formati da ragazzi dai 14 ai 18 anni. Gli obbiettivi di questi Club sono:
1) mettere in evidenza e sviluppare una costruttiva attitudine a funzioni direttive e la probità personale.
2) Incoraggiare e mettere in pratica il rispetto e la sollecitudine verso gli altri.
3) Far capire sempre più l'importanza della casa e della famiglia.
4) Coltivare il rispetto per i diritti degli altri, basato sul riconoscimento della dignità di ogni individuo.
5) Sottolineare la necessità di accettare le proprie responsabilità personali come base per il successo individuale, per il progresso della comunità e per utili attività di gruppo.
6) Riconoscere la dignità e il valore di tutte le occupazioni utili quali mezzi per servire la società
7) Favorire il raggiungimento di una maggior comprensione e conoscenza dei problemi locali, nazionali e mondiali
8) Aprire nuove strade all'azione personale e di gruppo a favore della comprensione internazionale e della fratellanza fra tutti i popoli.
Leggendo con attenzione questi punti, si percepisce l'altissimo profilo morale dei valori enunciati: probità, rispetto, famiglia, solidarietà, responsabilità, consapevolezza, amicizia, comprensione, fratellanza. Tutto ciò, trasmesso ai giovani significa educarli e crescerli, facendone uomini pronti ad affrontare la vita attrezzati con i migliori strumenti. Oggi purtroppo viviamo tempi cupi da questo punto di vista, ma il recupero da parte della società intera, e non solo di semplici parti di essa, di questi valori, è uno dei pochi modi per consentire non solamente lo sviluppo ed il progresso del vivere civile, ma la sua stessa sopravvivenza. Noi Rotariani dobbiamo sentire la necessità di diffondere questi valori, e non solo tra i giovani,  come un impegno, costante e quotidiano.


    

RICORRENZE & COMPLEANNI
A Silverio Benedetto che ha compiuto gli anni il 15 settembre e a Vittorio Viora di Bastide che li ha compiuti il 18, vanno i nostri auguri di questa settimana.

PER CHI VUOLE MEDITARE
In verità vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non vi entrerà. (Luca 18,17)

UN MEZZO SORRISO........
Le probabilità che un tramezzino al ketchup cada sul pavimento dalla parte del ketchup, sono direttamente proporzionali al valore del tappeto che c'è sotto.