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Nel mese dedicato alle nuove generazioni, come ha detto il nostro Presidente nel prologo alla serata, è consuetudine dedicare una riunione riservata ad ospitare il Rotaract del quale il nostro Club è padrino. Così questa settimana abbiamo avuto due relatori: il Presidente del nostro Rotaract, Giuseppe Bosio, ed il nostro Socio Vincenzo Borasi. Dapprima Giuseppe Bosio ci ha illustrato le iniziative ed i programmi di quest'anno del Rotaract Club di Chivasso, programmi che sarà possibile leggere quanto prima sulla pagina del Rotaract nel nostro sito Internet. Vincenzo Borasi ci ha invece intrattenuti, con la sua solita chiara e interessante esposizione, su di un argomento di informazione Rotariana perfettamente inerente al tema della serata: il Rotaract. Ci ha spiegato che cosa è il Rotaract e le sue origini risalenti al 1968; da chi è formato: giovani adulti tra i 18 e i 30 anni; quali sono le sue finalità istituzionali: intraprendere progetti di servizio e curarne lo svolgimento ed il buon esito; chi lo dirige: una delegazione di soci membri in collaborazione con il Rotary Club padrino. Infine ha fornito una serie di validi motivi per cui un giovane dovrebbe entrare a far parte del Rotaract, tra i quali: l'opportunità di essere utili ed attivi nella società; la possibilità di socializzare e di abituarsi a lavorare in gruppo per raggiungere un obbiettivo, sviluppando, nel contempo, rapporti di vera e disinteressata amicizia. La sua esposizione è riassunta in un documento del quale sono state distribuite fotocopie a tutti i presenti.
Newsletter di Settembre 99 del Governatore Distrettuale, Sergio Vinciguerra. Bambini e Giovani. Il Rotary ha posto da sempre e pone tuttora grande attenzione agli uni e agli altri. Non passa anno che non si ribadisca la necessità di proteggere l'infanzia, i diritti dei bambini, e non si attivi una serie di iniziative atte ad intervenire in modo incisivo e qualificato sia nell'ambito della tutela della crescita, della salute che della qualità della loro vita e dell'educazione. Lo stesso vale per i giovani, per i problemi che essi vivono più direttamente e che ne condizionano la formazione, l'inserimento nella società e nel mondo del lavoro, incidendo quindi anche sul futuro benessere di tutta la collettività. Non si può deludere la speranza dei bambini né quella dei giovani. Gli uni e gli altri sono le nostre speranze. Non si può accettare che nel terzo millennio l'infanzia soffra di disagi fisici e psicologici e che patisca gli abusi degli adulti. Né si può accettare che non si investa in modo adeguato sulla formazione dei giovani e che non si punti sulla famiglia e sulla scuola. La carenza educativa di oggi è nell'esemplarità offerta dagli adulti. Complessivamente, manchiano di significatività e di coinvolgimento e per recuperare quelle dimensioni che stanno alla radice dell'educare, dimensioni affettive e valoriali, dobbiamo recuperare ciò che il pedagogista Forster ha definito «la pedagogia delle piccole cose quotidiane». Il coinvolgimento come educazione esemplare significa seguire i giovani, i gruppi giovanili, gli alunni anche nelle piccole cose quotidiane. Le grandi politiche educative da sole non bastano, se poi non si dà ai giovani la possibilità di maturare al senso di responsabilità, all'interazione con gli altri attraverso rapporti significativi e continuativi nel tempo con persone che rappresentino modelli e stili di vita positivi. Al riguardo, l'esperienza rotariana dello Scambio giovani dischiude orizzonti educativi di grande portata e dev'essere, quindi, sostenuta ed incrementata dai Club e dai soci. «Come i bambini vivono quasi una vita provvisoria perché è intatto per loro il mondo dei grandi, e intatta la grande speranza, la speranza indeterminata, la speranza paziente, così i buoni sono la gioventù del mondo» ha scritto Carlo Michelstaedter. Se «i buoni sono la gioventù del mondo», perché non pensare ai Rotariani come alla gioventù del mondo? L'etica del comportamento e dell'essere rotariano necessariamente sono esempi positivi, costruttivi. Come le loro opere. I progetti per l'infanzia che il Rotary International promuove sono tanti e qualificati. Appoggiamoli, sosteniamoli, abbandoniamo l'indifferenza e sentiamo nostri i problemi di tanti bambini che nel mondo soffrono e mancano di tutto. Per i giovani impegniamoci con partecipazione ed interesse. Facciamo opinione. Non trascuriamo occasione anche sul territorio di essere presenti con il nostro stile di vita, comportamento, esempio, a testimoniare la bontà dei valori, che paga sempre. I bambini ed i giovani ci guardano, perché siamo i loro modelli. Per non arrossire sotto il loro sguardo dobbiamo agire ricordando il motto di Carlo Ravizza «Coerenza, credibilità, continuità». Sono parole grandi che fanno la grandezza di un uomo e ne disegnano lo spessore etico, che fa la differenza. Cerchiamo di essere anche noi, Rotariani, la gioventù del mondo, per mantenere intatta la grande speranza, paziente, indeterminata, trasformandola in realtà. E’ possibile, basta volerlo! Con amicizia
A Silverio Benedetto che ha compiuto gli anni il 15 settembre e a Vittorio Viora di Bastide che li ha compiuti il 18, vanno i nostri auguri di questa settimana.
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