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Il piacevole prologo della serata è stata la presentazione dell'ultima nata di casa Lancia: la Lybra, che Luigina Del Mastro ci ha illustrato sul piazzale antistante il Ristorante Villa Sassi, sia nella versione berlina che nella versione Station Wagon. Un grazie a Luigina che ha voluto poi, a fine cena, fare un inaspettato quanto graditissimo omaggio a tutti gli intervenuti della serata, regalando un bellissimo bonsai alle Signore ed un magnifico orologio ai Signori. Grazie ancora, Luigina. "Le biotecnologie si basano su cose molto semplici, e come tutte le cose semplici incutono un certo timore." Questo l'accattivante esordio di una relazione che ha suscitato un grande interesse tra tutti gli intervenuti. Il Prof. Lorenzo Silengo, presentato da Vittorio Viora di Bastide, ha poi ricordato che l'uomo, quando da nomade è diventato stanziale e da semplice raccoglitore è diventato agricoltore (cfr. "Il frumento monococco e l'origine dell'agricoltura" - Le Scienze Sett. '99 - p.68) e poi allevatore, 10.000 anni orsono, ha iniziato a porsi il problema della conservazione dei cibi: vino e formaggi, sono stati i primi esperimenti riusciti, in senso lato, nel campo delle biotecnologie. Ma la vera nascita della biotecnologia moderna data 1982, quando è stata sintetizzata l'insulina umana ed in seguito l'ormone della crescita e l'eritropoietina che sono state le prime molecole di sintesi ricombinate. Una prima osservazione è che le biotecnologie applicate all'industria farmaceutica non hanno provocato alcuna polemica o allarme, mentre quando si è iniziato ad applicare le biotecnologie nel campo dell'agricoltura e dell'allevamento, vi è stata una notevole resistenza dell'opinione pubblica e molte polemiche alimentate anche in maniera esagerata da campagne di disinformazione o di cattiva informazione da parte dei mass media. Le biotecnologie consistono nell' aggiungere un gene alla cellula originale per ottenere alcuni vantaggi. Nel campo dei vegetali, ad esempio, è stato prodotto un granturco che produce una sostanza repellente per i parassiti; ne è nata subito una polemica sviluppata su due fronti: uno prettamente ecologico, riguardante l'impossibilità di riproduzione della farfalla monarca nei pressi delle coltivazioni di questo granturco transgenetico, in quanto, il polline trasportato dal vento rendeva inospitale l'habitat per questo insetto. La contromisura presa dalla multinazionale produttrice di questo mais, fu di indurre la sterilità nella pianta; dal che nacque immediatamente l'accusa di voler speculare sulla vendita dei semi: praticamente non c'è via d'uscita alla polemica. L'altro fronte di polemica riguarda i pericoli connessi con l'assunzione da parte dell'uomo di queste sostanze. A questo secondo problema la risposta è semplice: queste sostanze vengono eliminate perchè non hanno la minima affinità con la struttura cellulare umana. Ma la domanda più generale è: è nocivo per l'uomo nutrirsi di cibi transgenici? La risposta non è nè sì ne no. Non tutti i cibi transgenici sono commestibili, allo stesso modo in cui non tutti i tuberi sono commestibili. Altro cibo transgenico che si è affermato è la soja resistente agli erbicidi. Essa è stata ottenuta facendo uso, per l'innesto del gene necessario, di sostanze che possono far sviluppare una resistenza agli antibiotici: queste sostanze assunte dall'uomo, possono indurre resistenza agli antibiotici e rendere così inefficaci questi essenziali presidi terapeutici? La risposta che dà la scienza è no: anche queste sostanze vengono eliminate dal nostro organismo. Ciò è dimostrato dal fatto che, nonostante ormai il 50% della soja prodotta nel mondo sia transgenica, non è accaduto nulla di terribile all'uomo. Le biotecnologie hanno risolto altri problemi: ad esempio quelli connessi con la distribuzione: tra la raccolta di un frutto ed il suo arrivo nei punti vendita e successivo consumo passa un certo lasso di tempo. La sostanza che fa maturare la frutta è l'etilene, bloccandone la produzione da parte della pianta, si blocca la maturazione che poi può essere fatta riprendere irrorando la frutta con l'etilene a tempo desiderato. Le accuse più frequenti mosse da una certa parte di opinion makers all'uso delle biotecnologie, sono principalmente due. La prima è che le multinazionali usano le biotecnologie per fare profitto senza minimamente curarsi dei possibili effetti nocivi collaterali, il che potrebbe essere vero. D'altro canto l'aumento delle rese delle coltivazioni ottenute con le biotecnologie, potrebbero risolvere il grande problema della fame nel mondo, tenuto conto anche del fatto che, a causa della desertificazione, i terreni coltivabili diminuiscono al tasso preoccupantissimo dell'1% all'anno e che il 50% del raccolto mondiale è distrutto dai parassiti. La seconda accusa riguarda la possibile cancellazione della biodiversità: ma non è anche vero che la selezione naturale prima e l'intervento dell'uomo poi, anche con l'agricoltura tradizionale, ha contribuito comunque a selezionare le varietà più produttive e quindi vincenti a scapito di quelle meno produttive? Simili preconcetti potrebbero condurre a conclusioni pericolose sul tipo: non mangiamo mais transgenico, preferiamogli quello naturale magari infettato con la piralide che è cancerogena, oppure irrorato di antiparassitari! Le biotecnologie sono, in fondo, una selezione genetica guidata, più veloce di quella naturale e che privilegia gli interessi dell'uomo. E' necessario, comunque, che siano stabilite regole ben precise per l'uso di queste nuove tecnologie. E per quanto riguarda le biotecnologie sugli animali, a che punto siamo? Innanzitutto occorre dire, e questa è una regola generale, che le manipolazioni genetiche possono riguardare piccolissime caratteristiche dell'essere vivente sul quale si interviene, in quanto, modifiche troppo importanti, portano conseguenze collaterali che possono essere più dannose dei benefici che si cerca di ottenere. Un esempio molto chiaro di questi effetti collaterali riguarda il tentativo di produrre un maiale più magro, e, con l'aiuto dell'ormone della crescita, più grosso; ne è risultato un animale che ha sviluppato un'artrite grave al punto da non consentirgli di stare in piedi ed una grande difficoltà a riprodursi: il tentativo è fallito. Fino ad oggi, nessun animale transgenico si è veramente affermato anche se sono stati ottenuti bovini che producono latte con una bassa quantità di lattosio, quindi molto più digeribile; oppure altri che producono un latte con proteine umane, più vicino al latte materno umano. In agricoltura la clonazione sarà un capitolo di estrema importanza che aprirà frontiere importantissime. Per consentire, però, lo sviluppo di queste tecnologie si dovranno stabilire regole anche molto diverse da quelle esistenti che sono frutto anche di condizionamenti culturali: ciò che è permesso nel campo della farmaceutica o delle coltivazioni, se applicato all'allevamento degli animali, in qualche caso è addirittura considerato reato penale perchè considerato nocivo per l'uomo, e questo è certamente un atteggiamento irrazionale. In conclusione, le biotecnologie ci aiutano a capire come veramente siamo fatti, cosa che può generare insicurezza perchè a volte, per l'uomo è molto più rassicurante vivere nell'ignoranza. Questa settimana, ci siamo dilungati più del solito sulla relazione a scapito di altre rubriche del bollettino, perchè riteniamo che per l'importanza e l'interesse dell'argomento, sia utile riportarlo in modo esauriente e senza eccessive semplificazioni, come contributo di chiarezza in un campo che oggi è quanto mai dibattuto ed in cui l'informazione a volte è carente se non, addirittura, poco attendibile.
Come noterete nel calendario delle prossime riunioni, c'è stato un cambiamento rispetto a quanto previsto: per indisponibilità della D.ssa Irma Re, la sua relazione sull'Università della Terza Età è stata rimandata. Al suo posto il Dott. Giuseppe Alessandria di FIAT Auto, ci verrà a parlare di formazione professionle e gestione di risorse umane alle soglie del 2000.
Art. 1. "La legge stabilisce requisiti e modalità per l'esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all'estero e ne assicura l'effettività. A tale fine é istituita una circoscrizione Estero per l'elezione delle Camere, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge".
Relazione della gita nella COTE DU RHONE CON il Rotary Club di St. Jean de Maurienne 17/9/99 - 19/9/99 Hanno
Partecipato:
Per
il secondo anno consecutivo i nostri Amici di St.Jean de Maurienne hanno
fatto centro. La campagna francese, la grande ospitalità, e l’impeccabile
organizzazione di Jean Luis Vergeat hanno colpito ancora. Eravamo solo
in quattro ma abbiamo cercato di dare il massimo! Le Cantine ed i
Castelli della Côte oramai non hanno più segreti. Da Tain
l’Hermitage cuore della produzione del famoso vino del Rodano, al Castello
di Grignan della famosa Madame de Sevigné alla Avignone dei Papi,
le degustazioni e le “conviviali a sfondo gastronomico” hanno
profondamente minato la resistenza della solida razza piemontese. Solo
una ottima preparazione un costante allenamento durante le vacanze estive
ci ha consentito di superare questa superba prova..
Ci
è stato fatto osservare, che sui CREN non c'era la lista delle prossime
riunioni. Giusta osservazione. Rimediamo immediatamente, perciò
eccovi l'annuncio delle........
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