|
Il relatore di questa settimana Dott. Gianfranco Fina, ha saputo rendere un argomento già di per sè molto interessante, ancor più accattivante con un'esposizione molto documentata ed al tempo stesso chiara e piacevole da ascoltare. Argenti antichi: esaminiamo queste due parole separatamente per capire meglio di che cosa stiamo per parlare. L'argento è un materiale nobile ed oggi relativamente poco costoso, intorno alle L.250.000 al Kg. Nella prima metà del '700, invece, facendo un rapporto a lire odierne, valeva intorno ai 15/18 milioni al kg, mentre l'oro valeva intorno ai 200 milioni. Un materiale così costoso non poteva che essere affidato ad un artigiano estremamente abile nel proprio lavoro: l'orefice. L'oreficeria, a quell'epoca era considerata come un'arte maggiore e gli orefici erano molto richiesti e ben pagati: il Piffetti, inarrivabile maestro e Regio ebanista di Carlo Emanuele III guadagnava un terzo di quanto guadagnava l'orafo Andrea Boucheron. I metalli preziosi venivano considerati una fonte di investimento in quanto erano direttamente monetizzabili dai cambisti autorizzati, ed invece di essere conservati in lingotti, gli aristocratici preferivano trasformarli in oggetti di arredamento che impreziosivano le loro dimore. Per stabilire il valore del metallo di cui un oggetto era fatto e quindi poterlo convertire in denaro, esisteva la punzonatura che garantiva il titolo del metallo prezioso, punzonatura che veniva apposta dalla Zecca di ciascun paese. Vi era anche l'abitudine di rifondere i vari oggetti per farne di nuovi più aggiornati con la moda. Per questo motivo di argenti del '700 ne esistono pochi, e la maggior fonte di testimonianze di questa arte ci viene da inventari di nobili casate e da quadri dell'epoca. L'arte orafa ha una storia antichissima ed alcune tecniche ancora oggi utilizzate traggono origine addirittura al tempo dei Sumeri, 5.000 anni orsono. Nell'arte orafa gli stili si modificano molto velocemente ed alcuni stili che hanno connotato intere epoche sono nati nell'oreficeria, ad esempio il roccoccò. Grandi artisti, poi, si sono formati in laboratori di orefici, dove hanno imparato a disegnare, modellare, costruire e progettare: significativi sono i reliquiari gotici fatti spesso a modelli della chiesa nella quale sono conservati. La seconda parola che dobbiamo prendere in esame è "antico" e dobbiamo datare quest'antichità. Fino alla fine del XVIII secolo esistevano le Corporazioni delle Arti e dei Mestieri, che regolamentavano rigidamente l'accesso ad una professione. Gli aspiranti dovevano fare un lungo e severo tirocinio presso la bottega di un maestro per poter, una volta appresi tutti i segreti dell'arte o del mestiere, aprire a loro volta bottega e diventare maestri. Con la Rivoluzione Francese le Corporazioni vengono soppresse: chiunque può fare qualunque mestiere o praticare qualsivoglia arte senza regole; gli orizzonti del mondo si allargano, vengono scoperte nuove miniere di metalli preziosi, cala il prezzo dell'oro e dell'argento, ed inizia la vera e propria industria orafa con la produzione di oggetti in serie. Ecco quindi lo spartiacque dell'argenteria antica: la fine del '700: tutto ciò che è posteriore non viene considerato antico ed è molto meno prezioso. La Francia, nel XVIII secolo faceva tendenza nelle mode e negli stili, e Torino, per la sua vicinanza e la sua affinità culturale era molto rappresentativa del gusto dell'epoca. Gli orafi torinesi erano i più quotati e produssero un gran numero di capolavori che purtroppo, per le ragioni più sopra dette, sono giunti a noi in numero molto limitato. Alcuni di questi oggetti sono stati contesi alle aste dai più importanti musei del mondo ed ora fanno bella mostra di sè al Victoria Museum, al Louvre o al Metropolitan di New York. Il Dott. Fina proietta alcune diapositive di oggetti del '700 torineseTra cui: una tazza da puerpuera donata da Carlo Emanuele III al Granduca d'Austria ed ora al Kust Historische Museum di Vienna; un calamaio acquistato dal Metropolitan Museum di New York, e tutta una serie di altri interessantissimi oggetti (caffettiere, zuppiere, scaldaletto, candelieri, candelabri), che ripercorrono la storia dell'arte dal barocco, al roccoccò, al neo-classicismo. I principi Galitzin, durante una loro visita a Torino, commissionarono una serie di 250 oggetti di oreficerie alla Orfevrerie Royale ed ora, una parte di essi è esposta al Museo dell'Hermitage di San Pietroburgo. Fino a qui la storia, le considerazioni che possono essere fatte su quanto detto e visto sono che purtroppo i torinesi non conoscono appieno l'imporanza dell'arte orafa torinese ed anche se la conoscono non sono in grado di apprezzarla per quello che è stata: tuti i capolavori dei quali si è parlato, sono andati all'estero, alcuni per motivi storici ma molti anzi troppi, per la scarsa attenzione che i torinesi hanno riservato a questa importantissima parte della loro storia artistica.
Altro
Appuntamento importante è quello di domenica 14 Novembre ore 9,00
presso il Cinema Moderno di Chivasso il convegno: "Chivasso: Progetti per
una città che vuole rinascere" promosso, oltre che dal nostro Club,
dal Lions Club Chivasso Duomo e dal Lions Club Chivasso Host.
Il
27 novembre prossimo ci saranno 2 importanti appuntamenti della vita del
Club:
Siamo secondi!!!! Sulla rivista del Distretto, Il Rotariano Duemila di ottobre è uscita la tabella dell'assiduità dei Club del Distretto relativa al mese di luglio, dalla quale apprendiamo con orgoglio che come percentuale di assiduità media alle riunioni siamo secondicon il 65,80%, superati solo di poco più di 1 punto da Aosta.... ma abbiamo buone speranze di superarli visto che un loro socio "presenzialista" è ritornato da noi! Ottimo, ma la presenza, da sola, non è sufficiente... ci vorrebbe un pò più di partecipazione: al "referendum" sul bollettino abbiamo ricevuto ben 3 (tre) risposte....!!! Un pò pochino, vero?
Alluvione
del 4-6 novembre 1994
Nessuno
dimentichi!
Il
famoso professionista Tommy Bolt è celebre per il suo swing molto
dolce e per il suo pessimo carattere. Mentre stava conducendo un clinic
con alcuni allievi, cercò di mostrare il suo lato più umano
coinvolgendo nella lezione il figlio quattordicenne, dicendogli: "Fà
vedere a questa bella gente che cosa ti ho insegnato." Il figlio, ubbidiente,
prese un ferro 9, bestemmiò e lo scagliò per aria.
|