Bollettino N° 1582 - Cren N°12
(Chivasso Rotary Electronic News)

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Tema del convegno:

6 Novembre 1999 
Duomo di Chivasso
Commemorazione dei Defunti

Auditorium Banca Popolare di Novara - Piazza S. Carlo 269 - Torino
Il Governatore Distrettuale - Dott. Sergio Vinciguerra
Tangenziale Est di Torino. Quando?

Soci presenti :
Soci in dispensa permanente :
Effettivo del Club :

Assiduità :

33
3
69

50%

.  HOMEPAGE BOLLETTINI


LE RELAZIONI
Commemorazione dei Defunti
Anche quest'anno la Commemorazione dei defunti ha visto una nutrita partecipazione. E' una occasione importante per onorare la memoria  di amici che tanto hanno dato al Club e di incontrare le loro famiglie. Il ricordo è necessario, perchè ci rende consapevoli della responsabilità di essere Rotariani di Chivasso. Peccato che i partecipanti fossero della fascia di età che ha vissuto quei momenti ed avevano conosciuto questi amici preziosi, mentre quelli che avrebbero dovuto partcipare, ovvero la fascia giovane, non si siano visti. Peccato. Anche questo ci aiuta meditare.

Convegno: Tangenziale Est di Torino Quando?

Dopo l’esecuzione gli onori alle bandiere, il dott. Giuseppe Gandolfo (Corrispondente del TG5 dal Piemonte), moderatore del convegno, introduce l’argomento ricordando come già negli anni 60 si parlava della tangenziale est di Torino, ma a quel tempo vi erano gravi difficoltà connesse con la realizzazione di trafori indispensabili per realizzare l’opera. Oggi, quarant’anni dopo, si riparla del progetto. Ma quando verrà realizzata? Probabilmente questo convegno non fornirà la risposta a questo interrogativo ma sicuramente contribuirà a riportare l’argomento all’attenzione. E’ significativo ed importante che questa riunione sia stata promossa dai Rotary del gruppo F, in quanto sono quelli il cui territorio è interessato al problema.. Si deve ricordare come quando venne costruita, la tangenziale di Torino, a 3 corsie era considerata uno spreco: oggi è assolutamente indispensabile, ed anzi con l’aumento di traffico causato dalla chiusura del traforo del Monte Bianco, è addirittura insufficiente. Tuttavia la tangenziale di Torino presenta alcuni difetti tra cui il più vistoso è quello dell’uscita a sinistra all’innesto dell’AutoFrejus, cosa che causa code ed imbottigliamenti.

LA VIABILITA' INTORNO ALLA CITTA' DI TORINO
Ing. Franco CAMPIA 
Assessore della Provincia di Torino.

Per rispondere al Dott. Gandolfo circa l’uscita a sinistra all’innesto dell’AutoFrejus, bisogna ricordare che, originariamente, in quel punto era prevista una bretella verso Collegno che poi non è stata realizzata rendendo così monca questa parte dell’opera e rendendo necessario questo svincolo verso sinistra. Comunque è già in progetto da parte dell’Ativa una modifica a questa situazione. Già a partire dagli anni ‘80, si riprese a studiare il sistema della grande viabilità intorno a Torino per integrare e potenziare il sistema esistente, realizzato e gestito dalla Società ATIVA.
Se ne occupò l’ing. Camoletto, allora Ingegnere Capo della Provincia che lavorò a lungo sul tema e arrivò a produrre uno schema infrastrutturale a servizio dell’area metropolitana, definito 2° anello tangenziale.
Non si trattava, in realtà, di una seconda tangenziale vera e propria, ma di una viabilità portante, strutturata sulle strade provinciali esistenti e dove queste mancavano - irrobustita con opportune aste di raccordo.
Questo lavoro, diciamo storico, degli Uffici Tecnici della Provincia, è stato da noi ripreso, sia da parte dei Servizi della “Viabilità” della Provincia che delle “Grandi Infrastrutture” ed è poi confluito nelle indicazioni che il collega assessore Rivalta ed i suoi collaboratori hanno inserito nel Piano Territoriale di Coordinamento.
Dentro questa problematica, relativa a tutto il contorno dell’area metropolitana, si colloca la problematica del lato est della medesima che, per certi versi, è la più critica.
Innanzitutto qui non si può parlare del 2° anello tangenziale, perché lo stesso 1° anello non esiste.
Come tutti sapete la tangenziale non è infatti chiusa sul lato est. Ciò deriva, essenzialmente, dalla presenza della collina e dall’essere la città di Torino addossata ad essa, il che ha ovviamente creato una discontinuità rispetto al resto del territorio.
Inoltre su questo lato (in cui quindi il problema centrale appare essere la chiusura del 1° anello e non ancora la creazione del 2°) occorreva affrontare due esigenze funzionali diverse, relative ai traffici scorrenti al di qua ed al di là della collina.
Il lato est della conurbazione è infatti interessato, ai piedi della collina, da traffici aventi origine e destinazione collocati al suo interno; un problema di Torino, essenzialmente. Essi si distribuiscono entro la città con provenienza da sud verso nord o viceversa, o verso il centro, ed utilizzano ciò che è disponibile sul bordo urbano: l’asta formata dai corsi Casale e Moncalieri. Questo asse è molto usato a causa della sostanziale impenetrabilità della zona centrale storica della città, che non è attraversabile viabilisticamente nel senso nord-sud.
Quella richiamata è la prima esigenza, esigenza evidente che si manifesta da anni, di difficilissima soluzione e riguardante flussi assai consistenti.
C’è n’è però una seconda, che invece riguarda i flussi al di là della collina e che consiste, da un lato, nella necessità di spostamento legata ai comuni collocati e su quale versante, verso nord, verso la pianura padana, verso Milano o, all’opposto, verso sud; nonché quote di traffico di attraversamento, che arrivano dal quadrante sud della Provincia di Torino e del Piemonte dirette verso la pianura padana, o la Valle d’Aosta, e naturalmente viceversa.
Quindi siamo in presenza di flussi extraurbani molto diversi da quelli che si muovono lungo il Po, per servire i quali servono infrastrutture altrettanto diverse.
Non esiste la possibilità di un solo tracciato che dia una risposta adeguata al complesso delle esigenze appena descritte.
Quando mi occupavo di Pianificazione Urbanistica nella Città di Torino chiesi la effettuazione di un rilievo di traffico sui flussi che percorrevano i corsi Casale e Moncalieri; questa indagine ci dimostrò come solo una parte infinitesima delle auto che percorrono detti corsi lo fanno nella loro interezza, cioè ad esempio partono da San Mauro per raggiungere Mcncalieri. Siamo a pochissimi punti per cento.
L’uso di questi corsi, infatti, risponde solo alla prima delle due esigenze che ho dinanzi richiamato: la distribuzione del traffico all’interno di Torino.
Un ulteriore elemento di criticità risiede nella proposta, avanzata da tempo, di risolvere questo collegamento a est con un nuovo tratto di autostrada: la cosiddetta “tangenziale Est”, che unisca i dintorni del casello di Villanova d’Asti, sulla TO-PC, all’autostrada TO-MI, in un punto collocabile tra Chivasso e Rondissone.
Le giustificazioni che venivano date a supporto ditale proposta tendevano a presentarla come un~ unica risposta a tutte le esigenze che ho richiamato sopra, con un’evidente forzatura logica.
La proposta autostradale non ha camminato fino ad oggi, per diverse ragioni. Una relativa ai flussi che, a mio avviso, sono relativamente modesti e forse insufficienti per giustificare un’opera che comunque avrebbe costi di costruzione commisurati a quelli richiesti dallo standard autostradale, che ha valori unitari molto più elevati di quelli della viabilità ordinaria, statale o, ovviamente, provinciale.
Esiste inoltre un problema difficilmente superabile: l’inserimento ambientale. L’attraversamento della collina è tecnicamente e ambientalmente operazione complessa.
Un possibile percorso, sul quale pure c’è largo consenso, è quello che si snoda nella valle che sale da Chieri ad Andezeno verso la cresta collinare, oltre la quale si trova Gassino. E’ un percorso che attraversa un paesaggio certamente molto bello, forse uno dei punti più belli del territorio provinciale, coronato sui fianchi da borghi storici come Montaldo e Pavarolo. La valle però è una valle relativamente stretta, avrà un’ampiezza di mezzo chilometro a fondo valle, con declivi dolci, ed è percorsa da una strada provinciale già oggi di ottima sezione e negli anni passati ammodernata. Male reggerebbe un’autostrada a piena sezione, a doppia carreggiata, che si affiancasse alla viabilità esistente. Credo che le lamentele degli ambientalisti, che indubbiamente sorgerebbero, sarebbero giustificate.
L’alternativa sarebbe, anche in questa zona, quella di creare percorsi quasi tutti in galleria, ma soluzioni di questo tipo comportano costi altissimi, sull’ordine di centinaia di miliardi al km.; inoltre, per ragioni che a tutti voi sono presenti, si è affermato un criterio che tende a ridurre, ove possibile, i percorsi in galleria per ragioni di sicurezza.
Allora la proposta che negli anni passati, in particolare nella scorsa tornata amministrativa, la Provincia ha messo a punto è stata quella di immaginare un tracciato che potremmo chiamare una sorta di “Gronda ad est”, che abbia le seguenti caratteristiche: utilizzi al massimo la viabilità esistente, evitando duplicazioni; sia concepita nella fase attuale come una strada con le caratteristiche di IVa CNR, cioè una strada a carreggiata semplice, ma carreggiata semplice moderna, con banchine laterali ed intersezioni limitate ed attrezzate; quindi in grado di assicurare notevole sicurezza e fluidità ai flussi che la interessano. Una IVa CNR che possa essere, nel caso di condizioni future di traffico lo giustifichino, portata a IIIa CNR, cioè a sezione maggiore e doppia carreggiata (di tipo autostradale).
L’idea che sto descrivendo, è già oggi visualizzabile in un’opera che tutti voi avete certamente percorso e che a mio avviso risponde bene alle esigenze manifestatesi, cioè il complesso di Circonvallazione di La Loggia e Carignano, realizzato dall’ATIVA per conto dell’ANAS. Trattasi di strade ad una carreggiata sola, ma con le opere d’arte già predisposte e gli espropri già fatti in vista di un eventuale allargamento che si potrà fare in futuro e che comunque seguirà le esigenze effettive del traffico.
Questa nostra impostazione ha trovato consenso anche in Regione, che ha inserito questa soluzione nello schema di Piano Regionale dei Trasporti, documento avente una corposa sezione dedicata alla viabilità.
Il Piano Regionale dei Trasporti è purtroppo però rimasto in bozza, nel senso che è giacente da 2 anni in Consiglio Regionale per l’esame.
Sul punto c’eravamo trovati d’accordo, dunque, con i colleghi della Regione.
Ciò ha fatto sì che all’interno del pacchetto di opere di viabilità d’interesse statale che la Regione ha chiesto alla Provincia di approfondire, ci fosse anche questa.
Quindi, come avvenne per la SS 23 e la variante di Stupinigi, che qualcuno avrà sentito citare, per quest’opera la Regione ci ha passato un importo, non particolarmente elevato, con il quale abbiamo affrontato la progettazione; le considerazioni che oggi ho sommariamente richiamato hanno costituito l’input fornito al prof. Caposio, professionista incaricato del progetto.

Dott. Giuseppe GANDOLFO.
Un aspetto che si deve anche considerare sono i costi che aziende e privati devono sostenere in termini di tempo e di carburanti per andare, ad esempio da Chivasso all’inizio della Torino-Piacenza.

I FLUSSI DI TRAFFICO ED IL PROGETTO DI UNA NUOVA STRADA TANGENZIALE DELL'AREA METROPOLITANA TORINESE.
Prof. Ing. Guido CAPOSIO.
Docente del Politecnico di Torino ed autore del progetto.

Quello sviluppato dall’Ing. Caposio è solamente l’ultimo in ordine di tempo ma il problema non è solamente di oggi. Già negli anni ’70 era stato fatto un accurato studio sullo scenario dei trasporti nell’area metropolitana torinese. L’attuale progetto ha uno sviluppo di 40Km ed è quindi molto costoso: sono necessarie perciò delle risorse integrate magari tra pubblico e privato. Inoltre si è abituati ad intendere il problema della viabilità metropolitana come un problema quasi esclusivamente di mobilità su gomma: bisogna invece pensare a sistemi di trasporto multimodali quali ad esempio il treno. Certamente, riguardo alla tangenziale est, le tre domande principali che gli utenti si pongono sono: 
Dove passerà la strada?
Quanto costerà la sua realizzazione?
Quando sarà realizzata?
Per rispondere a queste tre domande si può analizzare il problema prendendo in esame 7 punti.
Il primo riguarda l’analisi dei piani di trasporto territoriali, nonché l’oggetto della progettazione. Come già detto un piano di trasporto multimodale, può ad esempio riguardare il potenziamento dei trasporti ferroviari tra la zona intermedia tra Chieri-Villanova d’Asti e Torino: rendendo efficiente questo servizio si potrebbe già avere una diminuzione del traffico su gomma e si potrebbero facilmente cambiare le abitudini dell’utenza. Per ciò che riguarda la progettazione, oggi si è ancora in fase di progettazione preliminare. La legge stabilisce che, attraverso più progetti, si esaminino differenti soluzioni per arrivare alla scelta di quella più efficiente sotto l’aspetto economico, di impatto ambientale e di soddisfazione delle esigenze con un occhio anche agli sviluppi futuri delle esigenze stesse.
 Il secondo punto riguarda l’analisi dei bacini di utenza: cioè qual è il carico attuale del traffico e quale può essere lo scenario verosimile a medio e a lungo termine, carico diviso tra traffico passante e traffico locale: un esempio molto chiaro è la situazione di Chieri che soffre di un traffico locale e in maggior misura di un traffico passante sulla direttrice Torino Villanova d'Asti. La soluzione che può risolvere egregiamente sia l’uno che l’altro problema, può essere attuata con un più razionale utilizzo delle strade di viabilità locale  (provinciali e comunali). 
Il terzo punto riguarda il tracciato preso in considerazione nell’attuale progetto che, procedendo da sud a nord, parte dall’allacciamento con la Torino-Savona a Carmagnola, passa sul territorio del comune di Poirino, attraversa la Torino-Piacenza, utilizza 4km della costruenda circonvallazione di Chieri verso Andezeno, attraversa la collina con diversi trafori, sbucando nella piana di San Raffaele Cimena, ha uno snodo sulla ss590 della Val Cerrina, attraversa il Po ha un secondo snodo sulla ss11, attraversa la Torino-Milano, la strada provinciale 40, per innestarsi infine sulla Torino-Aosta. Lo sviluppo chilometrico dell’opera è di 42/43Km. Il bacino territoriale ristretto di utenza interessa 7 comuni e viene considerato in una fascia di 5km dall’arteria. Il bacino allargato prevede lo studio di interazione tra l’opera e le varie autostrade (4) interessate. Tale studio si basa sull’analisi delle matrici di origine e di destinazione cioè da dove proviene e dove va il traffico, comparandole con l’offerta (le strade esistenti) ed assegnare così la domanda all’offerta, per poi tracciare degli scenari di sviluppo. Da questo studio si capisce che attualmente sulla tangenziale est vi sarebbe un traffico di 6.000/7.000 passaggi/giorno. Con un incremento prevedibile nella zona di Chieri del 2,5% sul bacino ristretto e del 5% sul bacino allargato. La previsione per il 2010 evidenzia un incremento del 25% sul bacino ristretto e del 50% sul bacino allargato, incremento che diventa nel 2020-2025 rispettivamente del 35% e del 75% cioè tra i 13.000 e i 14.000 passaggi/giorno. I carichi maggiori di traffico sono ipotizzabili nell’area di S Raffaele Cimena. Le prestazioni dell’opera fino al 2010, consentono un buon smaltimento del traffico. Teoricamente per una strada con carreggiata di 10,5mt, com’è stata ipotizzata per la tangenziale est, il traffico a 400 passaggi/ora può scorrere agevolmente a 80/100Km/h mentre il punto di crisi si raggiunge a 2800 passaggi/ora dove la velocità di scorrimento scende a 40/80Km/h. E’ stato pertanto previsto che la carreggiata possa essere allargata fino a 32mt. per consentire il previsto aumento di traffico. Il tratto nella zona di Volpiano è già previsto, fin dall’inizio, a 32mt. Comunque lo sviluppo progettuale normale per il tratto collinare prevede 2 corsie da 3.50mt. più una corsia di emergenza da 3.50 per un totale di 10,50mt. Il tracciato collinare prevede numerose gallerie di cui due lunghe.
Il quarto punto riguarda l’esame dei vincoli territoriali e cioè i permessi di passaggio sui territori dei vari comuni ed i conseguenti esproprii di aree.
Il quinto punto si riferisce allo studio geologico dei territori attraversati con particolare attenzione al tratto collinare. E’ evidente che l’aspetto geologico ha una rilevante importanza riguardo ai costi dell’opera in quanto a seconda della situazione che si incontra si devono adottare tecniche costruttive diverse che comportano costi molto differenti.
Il sesto punto riguarda il calcolo sommario di spesa, le cui voci principali sono: 438 mld per la costruzione, 37 mld per spese sulla sicurezza, 18mld per gli esproprii, 22mld per revisioni in corso d’opera più altre spese che portano ad un totale preventivato di 640mld.
Il settimo punto riguarda infine l’impatto ambientale che tiene conto delle emissioni sonore ed in atmosfera che sono influenzate anche dal tipo di opera che si andrà a realizzare.

LA VIABILITA' IN PIEMONTE DOPO LA RIFORMA DELL'ANAS.
Dott. William CASONI.
Assessore ai trasporti, viabilità e comunicazione della Regione Piemonte.

Come è stato detto il costo della tangenziale est può variare dai 560 ai 640mld. Dove si possono reperire questi fondi? In una prima fase l’intervento può essere fatto dall’Anas e dalle società che gestiscono le autostrade che sono interessate sinergicamente al percorso della tangenziale. L’appuntamento Olimpico è per Torino una grande opportunità che non deve essere persa. Inoltre vi è un altro problema che si affaccia sulla viabilità del sistema delle tangenziali di Torino ed è la viabilità nell’area di Orbassano che già ora con il SITO e poi con il CAT vedrà aumentare enormemente i volumi di traffico in quell’area. Le opere pensate per le Olimpiadi dovranno essere pensate in modo da risultare utili anche finite le Olimpiadi stesse per evitare sbagli già fatti ed anche recenti (v. Stadio delle Alpi). Si dovrà poi ripensare alla viabilità della Valsusa e sarebbe opportuno esaminare la situazione di Corso Marche come possibile asse di scorrimento della zona ovest della città. Il Decreto Legislativo 31 marzo 1998 n. 112 prevede, in attuazione della delega per il conferimento di funzioni e compiti amministrativi statali di cui alla legge –Bassolini- n. 59/97, il conferimento alle Regioni ed agli Enti Locali delle funzioni in materia di viabilità. Si prevedono due fasi distinte del processo di trasferimento delle competenze: la prima (quella in corso) in cui si attua il trasferimento di parte della rete stradale statale alle Regioni e la seconda in cui queste ultime individueranno, di concerto con le Province, le reti stradali di livello regionale e provinciale cosi come previsto, a livello amministrativo, dal D. Lgs. 285/92 “Codice della Strada”. Per quanto riguarda la prima fase, l’individuazione della rete di interesse regionale è stata definita nei suoi aspetti procedurali con la legge 59/97 e prevede che essa debba avvenire con legge statale “ovvero, previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, mediante appositi decreti legislativi” che dovranno essere emanati entro il 31luglio 1999 (attualmente sono in fase di emanazione)’. Entro lo stesso termine, dovrà procedersi, mediante apposito decreto legislativo, al riordino dell’ANAS, mentre la scadenza per l’emanazione del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri riguardante l’individuazione dei beni e delle risorse finanziarie, strumentali, organizzative ed umane per l’esercizio delle funzioni trasferite è fissata al 31 dicembre 1999. Sulla scorta dei criteri e dei principi dettati nel D. Lgs. 112/98 si succedettero diverse proposte da parte del Ministro LL.PP. e dell’ANAS che sostanzialmente prevedevano il mantenimento allo Stato delle competenze sui grandi assi infrastrutturali di interesse nazionale e transnazionali. Sull’argomento si sono tenuti diversi incontri presso il Ministero LL.PP. e presso la Segreteria della Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome, in cui le Regioni hanno espresso diversi orientamenti. Al termine della concertazione si è quindi giunti ad individuare una rete rispondente ai principi della legge in termini di sussidiarietà, funzionalità ed unicità della responsabilità di governo e di gestione, evitando tanto duplicazioni e sovrapposizioni quanto discontinuità e frammentazioni territoriali. Tale lavoro, per la Regione Piemonte, si è concluso con la precisa individuazione della rete di competenza regionale, per un totale di circa 2256 Km (pari a circa il 77% dell’attuale estensione della rete stradale statale) e della rete di competenza statale, per un totale di circa 690 Km (pari a circa il 23% dell’attuale estensione della rete stradale statale). La rete autostradale, invece, ha uno sviluppo totale di circa 788 Km. Attualmente un gruppo di consulenti dell’Assessorato Regionale ai Trasporti sta provvedendo al censimento demaniale del patrimonio stradale oggetto del trasferimento al fine di valutare le migliori forme di governo e di gestione ed i fabbisogni in termini economici.

1) Con legge 29 luglio 1999 n. 241, il termine per l’emanazione dei decreti legislativi è stato prorogato di tre mesi (G.U. n. 176 del 29 luglio 1999).

VALUTAZIONI AMBIENTALI CONSEGUENTI ALLA REALIZZAZIONE DELLA NUOVA STRADA TANGENZIALE.
Dott. Jacopo FOGOLA.
Responsabile dipartimentale area tematica rumore ARPA (Agenzia Regionale per la protezione ambientale del Piemonte).

Un’opera come quella in esame ha un impatto sull’ambiente che deve essere considerato da diverse modalità; il compito di una agenzia come l’Arpa deve essere quello, da una parte, di analizzare e fare in modo che sia minimizzato l’impatto con l’ambiente, ma dall’altra fugare eventuali preoccupazioni non giustificate da parte della comunità. L’impatto ambientale, si diceva, deve essere considerato sotto due differenti valenze: da un lato le opere reversibili che essa comporta (ad. es. i cantieri, l’aumento del traffico di automezzi pesanti e veicoli da cantiere sulle strade contigue) e le opere irreversibili costituite dal manufatto stesso., con le relative conseguenze: dall’esproprio dei terreni all’impatto ambientale relativo: ad. esempio che cosa significa per le coltivazioni agricole il passaggio di un’arteria di grande scorrimento a pochi metri di distanza? L’Arpa quindi, lavora con il progettista per cercare di ridurre i danni, prevenire l’insorgere di possibili problemi futuri che possano creare danni o inconvenienti. Nel caso della tangenziale est, è evidente che l’area attraversata, cioè quella collinare, ha peculiarità paesaggistiche, culturali, agricole che devono essere valutate molto attentamente. Le componenti che sono state prese un esame nella valutazione di impatto ambientale sono le seguenti: inquinamento acustico, inquinamento atmosferico,  inquinamento delle acque, danni geologici, impatto paesaggistico, impatto su flora e fauna, impatto sull’uomo. Si dovrà stabilire la competenza della decisione, se cioè essa sarà di competenza della Regione oppure del Ministero dell’Ambiente: ciò avrà grande importanza anche in rapporto ai tempi differenti in cui saranno prese le decisioni a seconda di quale Ente sarà investito delle decisioni stesse. E’ naturale, che per una valutazione esatta, bisogna anche fotografare lo status quo antea, per poter valutare con sicurezza, una volta costruita l’opera quale sia stato l’effettivo impatto ambientale in termini ad esempio di inquinamento atmosferico. Nella valutazione dell’impatto ambientale si devono considerare non solamente gli eventuali peggioramenti che un’opera ha sull’area nella quale viene eseguita, ma anche i miglioramenti che avvengono nelle aree limitrofe. La legge inoltre impone lo studio di diverse alternative per poter scegliere quella che abbia le caratteristiche migliori. Se prendiamo in considerazione, ad esempio, l’inquinamento acustico, fino ad un limite di 65db non vi sono problemi: in comuni come Collegno e Venaria, già adesso vi sono soglie di rumore molto superiori ai 65db sia diurno che notturno. Sono stati fatti studi che prendono in considerazione il rumore in rapporto: ai livelli di traffico alle velocità degli automezzi ed alla distanza dal ciglio della strada. Le risultanze di tali studi determineranno dove dovranno essere poste eventuali barriere antirumore, che peraltro sono piuttosto antiestetiche e che, perciò devono essere utilizzate solamente dove effettivamente è necessario. Peraltro il rumore medio diminuisce al diminuire della velocità dei veicoli, ma aumenta l’inquinamento atmosferico. La galleria del Pino è ad alto rischio dal punto di vista dell’inquinamento atmosferico. Altro aspetto che deve essere valutato attentamente è lo stoccaggio dei materiali di scavo delle gallerie. In conclusione, la valutazione di impatto ambientale non deve essere considerata come un ulteriore problema nella costruzione della tangenziale ma come un utile strumento per contemperare le necessità di coloro che auspicano il progresso economico della società.

ll convegno si è chiuso con una serie di domande e risposte e con alcuni interventi tra i quali quello di Vincenzo Borasi che ha illustrato un vecchio progetto di tangenziale di Torino sulla collina.

Il Governatore Distrettuale, chiudendo i lavori, ha auspicato che alla domanda titolo del convegno si possa rispondere in breve tempo con un termine molto ravvicinato.

PER CHI VUOLE MEDITARE
La nostra vita è il mezzo mediante il quale compiamo esperimenti con la verità (Thich Nhat Hanh)


PROSSIME RIUNIONI

NOVEMBRE: Mese Rotary Foundation

08/11/99
Consiglio Direttivo
Casa Montalenti - Torino
 
11/11/99
Visita del Governatore – Serata con Signore 
Villa Sassi - Torino - 
Ore 18.30 Incontro con Presidente, Segretario, Presidente eletto 
Ore 19,00 Incontro con Consiglio Direttivo e Commissioni 
Ore 20,00 Incontro con i Soci 
Ore 20.30 Cena conviviale
 
18/11/99
"Università della Terza età"
Villa Sassi - Torino - Ore 20,00
Dott.ssa Irma Re
25/11/99
Ingresso nuovi soci - Riunione senza relazione
Villa Sassi - Torino - Ore 20,00
      
27/11/99
Consegna Borse di Studio
Chiesa degli Angeli - Chivasso 
Alla sera: 
Fête du Club del RC di St. Jean de Maurienne - St. Jean de Maurienne
 
02/12/99
Elezioni Consiglio Direttivo 2001-2002 – Riunione Riservata 
Villa Sassi - Torino - Ore 20,00
 
16/12/99 Riunione Natalizia 
Villa Sassi - Torino - Ore 20,00