| E'
già stato detto tutto ed il contrario di tutto sulla svolta del
2000, pertanto qualunque cosa dicessimo non aggiungerebbe nulla di fondamentale
ma anzi, rischierebbe di essere solamente banale e retorico. Ci sia semplicemente
concesso di rinnovare a tutti Voi, cari amici, ed alle Vostre famiglie
DUEMILAUGURI!!
LA
RELAZIONE
Allaprima
riunione del secolo eravamo 84, e l'occasione era molto interessante: ascoltare
una relazione del Presidente Piccola Industria nonchè Vice Presidente
di Confindustria. Dopo un saluto ed un augurio del nostro Presidente ed
una esauriente presentazione del relatore fatta da Gian Giudici, ha preso
la parola il relatore della serata Dott. Francesco Bellotti, esordendo
con un concetto semplice quanto vero: in Italia non è radicata una
“Cultura dell’Impresa”, cioè quella convinzione che l’impresa deve
essere difesa come patrimonio di tutta la collettività e come centro
di creazione della ricchezza. Al contrario, nel nostro Paese non esistono
le condizioni favorevoli per far in modo che le aziende siano invogliate
ad operare e tantomeno che siano attratte a venire in Italia dall’estero;
assistiamo invece ad una emorragia di imprese che dall’Italia si trasferiscono
in pesi dove le condizioni per operare sono più favorevoli. La mancanza
delle riforme è la causa principale di questa situazione sfavorevole.
Prima di tutte la riforma elettorale in senso maggioritario, che possa
consentire governi coesi con indirizzi ben chiari e stabilità che
fornisca certezze sulla politica economica e sociale. Questa situazione
di confusione comporta scelte che sono dannose per le imprese e quindi
per il paese ed oltre tutto la responsabilità degli insuccessi del
sistema vengono addossate alle imprese. In questo particolare momento,
poi, coloro che si ergono a “Paladini del Popolo” accusano Confindustria
di sostenere i cosiddetti Referendum Sociali. In realtà Confindustria
non fa altro che perseguire attraverso lo strumento dei Referendum, una
politica di cambiamento del panorama del mercato del lavoro che persegue
ormai da tempo e che, naturalmente favorendo la buona salute delle imprese
italiane, favorisce anche l’economia del Paese. La capacità di attrarre
aziende straniere dal “Sistema Italia” è molto ridotta ed è
in progressiva diminuzione, rispetto a paesi come la Gran Bretagna o la
Germania dove è di 10/15 volte maggiore. Altro punto dolente
è la Pubblica Amministrazione che “brucia” in burocrazia 25.000
miliardi di Lire all’anno. Le imprese, in special modo quelle piccole e
medie, hanno necessità di operare in un ambiente in cui i carichi
burocratici siano il più possibile ridotti: la speranza dello “sportello
unico”, al quale indirizzarsi per tutte le pratiche, è, purtotroppo
andata delusa. Altro problema è che la piccola impresa non
ha mai avuto accesso al credito se non quello bancario. La tassazione in
Italia è poi troppo elevata: paesi che in questi anni hanno avuto
rilevantissimi tassi di crescita come la Spagna, hanno una tassazione sul
reddito d’impresa del 33% contro il 65% dell’Italia. Un problema essenziale
è poi quello delle infrastrutture: uno degli esempi più recenti
è l’asse ferroviario Est-Ovest ad alta velocità con l’interconnessione
al resto della rete europea: sono anni che se ne parla ma poco è
stato fatto: i tempi delle decisioni devono essere sempre più stretti,
altrimenti si corre il rischio di essere tagliati fuori dal resto d’Europa.
In molte zone d’Italia le linee telefoniche sono ancora a toni: con lo
sviluppo di Internet e dell’E-Commerce, che negli USA ha già raggiunto
il 10% del commercio totale e che si stima che in Europa, nei prossimi
10 anni possa rappresentare il 20% del totale, bisogna assolutamente adeguarsi
con infrastrutture idonee., anche perché, nel settore delle tecnologie
informatiche, mentre nel passato i costi erano molto rilevanti, oggi sono
alla portata di tutti e pertanto questo nuovo sbocco può fornire
delle interessantissime opportunità di sviluppo. Per dare
impulso al cambiamento bisogna avere delle forti spinte propulsive: sarebbe
per esempio auspicabile che organizzazioni come Rotary e Confindustria
potessero dialogare per sviluppare progettualità e idee ed essere,
al contempo di stimolo e di pungolo nei confronti della politica.
Un
paio di domande dei presenti hanno poi dato spunto per qualche riflessione
supplementare. Ad esempio sui rapporti tra piccola e grande impresa. La
grande impresa è certo più tutelata anche per la sua capacità
di creare lobbies, ma la piccola ha proprii spazi fisiologici nei
quali deve imparare ad agire sempre meglio.

ROTARY'N
RETE
Delle
vicende del Rotary in Polonia ci siamo già occupati in un precedente
bollettino (1584), scoprendo come era stato rifondato il Rotary in quel
paese. Oggi ci occupiamo di come il Rotary scomparve dalla Polonia o per
lo meno di come scomparve da Bydgoszcz, città a nord-ovest di Varsavia.
Se qualcuno pensa che le uniche cause della scomparsa dei RC dalla Polonia
siano state la guerra o il comunismo, avrà delle sorprese……
La
storia del movimento rotariano in Polonia, mette in luce un paradosso,
in quanto il movimento in sé nacque oltre sessant’anni fa, ma la
sua reale storia copre un periodo di soli quindici anni circa.
Nel
caso del Club di Bydgoszcz, quest’anno cade il 63* anniversario dalla fondazione,
sebbene il suo periodo totale di attività, copra un arco di soli
cinque anni dei quali, oltre due prima della seconda guerra mondiale e
quasi tre, dopo.
Il
RC di Bydgoszcz è stato l’ottavo Club fondato in Polonia ed il penultimo
fondato nel periodo prebellico, nel Dicembre 1935 con il numero 3906. E’
utile ricordare che il primo RC polacco fu quello di Varsavia, fondato
nel 1931 ed alcuni tentativi di organizzare altri club in diverse città
(ad es. Torun e Poznan), fallirono. Nell’anno di fondazione il Club contava
18 soci e si riuniva al mercoledì alle ore 19 al Ristorante Behrent
di Bydgoszcz. Il primo presidente fu un notaio, Stanislaw Esden Tempski,
ed il Club era formato da persone appartenenti alla classe sociale medio-alta
essendo dirigenti, imprenditori e professionisti. Da un lato, questa composizione
era abbastanza tipica dei Club polacchi, dall’altro rifletteva la specificità
del tessuto sociale di Bydgoszcz. Proprio come oggi, le riunioni si incentravano
su relazioni preparate da membri del Club o da ospiti. I temi trattati
erano per lo più economici, anche se non mancava la politica benchè,
quella dell’epoca, non suscitasse grande interesse. Sebbene l’attività
del movimento rotariano si sia arrestata all’incirca con lo scoppio del
secondo conflitto mondiale, tuttavia il RC di Bydgoszcz finì la
sua attività ancor prima: non se ne hanno più notizie dopo
il 1938: dopo due anni dalla fondazione, il Club si dissolse nel nulla.
Perchè?
Ciò
che sappiamo non ci consente di rispondere alla domanda con precisione,
ma si può supporre che, taluni avvenimenti politici locali e nazionali
abbiano determinato la chiusura del club, oppure che sia stata una decisione
presa all’interno stesso del Club. Esaminiamo quale era la situazione polacca
dell’epoca.
Il
1936 portò grandi cambiamenti politici in Polonia che peggiorarono
il clima intorno alla massoneria che era, per i suoi avversari, indissolubilmente
legata al movimento rotariano: Il Rotary venne quindi considerato come
il “vivaio” della massoneria, un’organizzazione cioè che copriva
i massoni ed i Segretari dei club furono i principali indiziati. Nel 1936
si era creata una unanimità di consensi sia da parte delle destre
che da parte del Governo contro la massoneria. Anche la Chiesa aveva contribuito
a creare questo clima, in quanto considerava la massoneria un movimento
anticristiano. Anche da ambienti del parlamento si tentò di far
apparire il Rotary come parte integrante della massoneria, la qule decise
autonomamente di sciogliersi un mese prima della promulgazione della legge
che ne imponeva lo scioglimento: questa legge tuttavia, non coinvolse il
Rotary nonostante le pressioni della Chiesa. Sembra che tutto ciò
abbia avuto una influenza decisiva nella decisione di chiudere il RC di
Bydgoszcz. E’ noto che la chiesa locale avversò fortemente la nascita
del RC di Bydgoszcz e quando i tentativi in questa direzione andarono a
vuoto, fece pressioni sui praticanti di non affiliarvisi. Ciò creò
sconcerto e timore negli stessi soci spingendo, nel 1936, il presidente
Tempski a chiedere al primate di Polonia, Hlond, di intervenire per spiegare
quali fossero i veri scopi del Rotary. Egli si fece portavoce presso la
Suprema Congregazione del Santo Uffizio per sollecitarne un chiarimento.
Intanto si intensificavano gli attacchi della stampa e delle organizzazioni
cattoliche (es. Unione delle Donne Cattoliche) ed anche il primate Hlond,
in attesa del pronunciamento del Santo Uffizio, ammoniva i cattolici a
non affiliarsi al Rotary “che, evidentemente, aveva contatti con la massoneria”.
E’ difficile da accettare che in così poco tempo la gran parte dei
soci del Club fosse così tanto scoraggiata da determinare l’auto-scioglimento
del Club, ma non vi è altra ragione plausibile: questa decisione
fu motivata dal poco amichevole ed anzi ostile atteggiamento della Chiesa.
Era il 1938: il Rotary scomparve dalla vita sociale di Bydgoszcz per altri
54 anni essendo stato riaperto il 23 Marzo 1993 con 29 membri (oggi, 1998,
sono 37). Ci auguriamo che il Club trovi oggi il suo posto sicuro e non
in stato di inferiorità nella vita sociale di Bydgoszcz, sebbene
sia rimasta, ancora oggi, una certa diffidenza nei suoi confronti da parte
della cittadinanza.
Fin
qui la sintesi dell’articolo di Marek N. Jakubowski: molto interessanti
da leggere anche le attuali attività che per motivi di spazio non
abbiamo pubblicato. Chi fosse interessato lo potrà fare all’indirizzo
Internet http://www.bydgoszcz.rotary.org.pl/eng/index.htm
Quest’anno
si verificherà la nemesi storica di questa vicenda:
L’UNDICI
DI MARZO dell’ANNO SANTO 2000,
un
PAPA POLACCO
RICEVERA’
IN UDIENZA RISERVATA
I
ROTARIANI.

INFORMAZIONE
ROTARIANA
Dichiarazione
per i Rotariani
nel
mondo degli affari
e
delle libere professioni.
In
qualità di Rotariano nel mondo degli affari e impegnato nello svolgimento
di una libera professione, io devo:
-
Considerare
la mia professione come un'altra occasione per rendermi utile;
-
Rispettare
alla lettera, e nello spirito della mia professione, le leggi del mio paese
e le regole della mia comunità;
-
Fare
tutto quanto in mio potere per onorare la mia professione e promuovere
i suoi principi morali;
-
Essere
onesto nei confronti del mio datore di lavoro, dei dipendenti, concorrenti,
clienti, del pubblico e di tutti coloro che hanno relazioni professionali
o d'affari con me;
-
Onorare
e rispettare tutte le attività utili alla società in genere;
-
Offrire
le mie qualità professionali per dare delle opportunità ai
giovani, rispondere alle necessità altrui e migliorare la qualità
della vita nella mia comunità;
-
Nelle
mie dichiarazioni essere sempre onesto nei riguardi del pubblico e nel
modo di rappresentare il mio settore d'affari o la mia professione;
-
Mai
domandare o concedere ad un amico Rotariano un privilegio o un favore che
non rientri nel normale quadro delle relazioni d'affari o professionali.
Dichiarazione
adottata dal Rotary International ad uso dei Rotariani.

RICORRENZE
& COMPLEANNI
Caro
Giulio, ci hai battuti tutti! Il primo compleanno che festeggiamo in questo
nuovo secolo (2 gennaio) è proprio il tuo: meriti quindi, da parte
di tutti noi Auguri.....doppi!
(Ndr:
per evitare inutili arrovellamenti di cervello, è meglio precisare
che il Giulio in questione è, naturalmente, Giulio Bianchini).

PER
CHI VUOLE MEDITARE
Gli
uomini discutono, la natura agisce. (Voltaire)

UN
MEZZO SORRISO........
Al
fatidico scoccare dell'anno 2000, abbiamo pensato di elevare anche culturalmente
questa rubrica, solitamente leggera, cercando di dare il nostro pur modesto
contributo alla risoluzione del "Quesito Esistenziale" per eccellenza,
quello cioè, che ha torturato, nel corso di secoli, le menti di
schiere di filosofi, pensatori, psicologi, letterati, storici, politici,
teologi ecc. ecc. L'importanza del problema è tale che, siamo facili
profeti, nel dire che, colui che troverà "La Risposta", passerà
alla storia come un Gigante del Pensiero Umano. Perciò abbiamo pensato
di riportare una raccolta delle risposte che, nei secoli sono state date,
sia da pensatori che da persone comuni, al Quesito e che, hanno dato, a
nostro parere, un fondamentale apporto di conoscenza al problema. Data
l'importanza, e la difficoltà concettuale dell'argomento, abbiamo
pensato di non riportare tutte le risposte insieme, bensì di suddividerle
in vari numeri del bollettino, per dar modo e tempo a tutti di poterle
assimilare e metabolizzare concettualmente. Pensiamo, a questo punto quasi
pleonastico il riportare il quesito, perchè tutti ormai avranno
capito che si tratta del famoso: "Ma perchè mai il pollo attraversa
la strada?". Ecco la prima serie di risposte.
ARISTOTELE:
E' nella natura del pollo, attraversare la strada.
MOSE':
E Dio venne dal cielo, e disse al pollo "Devi attraversare la strada".
Ed il pollo attraversò la strada, e ci fu grande giubilo.
BUDDHA:
Con tale domanda rinneghi la tua natura di pollo.
MACHIAVELLI:
L'importante è che il pollo ha attraversato la strada. A chi interessa
Il motivo? L'attraversamento della strada giustifica ogni possibile motivo.
DARWIN:
I polli furono selezionati dalla natura attraverso un lungo periodo di
tempo in modo da essere geneticamente in grado di attraversare strade.
FREUD:
Il fatto che lei si ponga la domanda, perchè il pollo ha attraversato
.La strada, esprime la sua sub-cosciente insicurezza sessuale.
EINSTEIN:
Se é stato il pollo ad attraversare la strada o se la è strada
che si è spostata sotto al pollo, dipende dal vostro ambito di riferimento.
E
per questa settimana basta così.....

PROSSIME
RIUNIONI
GENNAIO:
Mese della Sensibilizzazione al Rotary.
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20/01/00
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Ore
19. Apertura alla Chiesa degli Angeli della Mostra dei disegni di Natale
dei bambini delle Scuole Elementari di Chivasso
Ore
21. Concerto della Schola Cantorum del maestro Dario Lavasero.
Chiesa
degli Angeli - Chivasso |
|
|
27/01/00
|
"Letteratura
e sport."
Villa
Sassi - Torino - Ore 20,00. |
Dott.
Angelo Caroli
|
|
30/01/00
|
Consiglio
Direttivo
Casa
Montalenti - Torino - Ore 20,00 |
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