Bollettino N° 1594 - Cren N°24
(Chivasso Rotary Electronic News)
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Relatore :
24 Febbraio 2000 
Ristorante Villa Sassi - Torino
Gianni Montalenti
"La fauna selvatica e la sua gestione in Piemonte."
Prof. Pierpaolo Mussa
    
       
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LA RELAZIONE
Questa sera si parla di fauna selvatica: argomento indubbiamente molto interessante e sempre di attualità. L'esordio dell'esposizione del Prof. Mussa è stata particolarmente piacevole in quanto ha ricordato un grande amico e maestro nonché un grande amico e socio del nostro Club, prematuramente scomparso: il Professor Francesco Maletto. La presenza della signora Pinuccia Maletto è stato un vero piacere per tutti. I ricordi del Professor Mussa partono dal '68 quando, alla Facoltà di Veterinaria chiese un titolo per la sua tesi al Prof. Masoero, il quale affidò il compito al Dottor Maletto, suo assistente. Laureatosi, su sollecitazione di Francesco Maletto, fece un concorso da assistente che vinse ed entrò a far parte della équipe del Dottor Maletto. Iniziò così un felice sodalizio tra loro che aveva anche momenti di discussione che però si appianavano in poche ore: "Eravamo due astigiani con la testa dura", ricorda il Prof. Mussa. Tanto fu felice questo sodalizio, che il dipartimento della Facoltà passò da due a trentasei elementi al momento della scomparsa del Prof. Maletto. Del Prof. Maletto ha ricordato ancora la dedizione al lavoro, l'ottimismo ed il coraggio dimostrato nel corso della sua malattia. 
Introducendo l'argomento della serata, il Prof. Mussa ha ricordato come la nostra regione abbia un habitat particolarmente favorevole per l'insediamento della fauna selvatica e come, anche a livello legislativo, sia cambiata la sensibilità nei confronti dell'argomento: fino a 20 anni fa la selvaggina giuridicamente era considerata res nullius, mentre oggi è res comunitatis, cioè patrimonio di tutti e quindi qualunque abuso nei suoi confronti ha assunto una rilevanza giuridica. In Piemonte vi sono 182 specie di uccelli nidificanti di cui solo 27 sono cacciabili: una delle legislazioni più restrittive dal mondo.  Dal punto di vista faunistico, il territorio è suddiviso in zone: i parchi, le riserve di caccia, zone protette, parchi di ripopolamento che si localizzano sia nella zona alpina (al di sopra dei 700/800 metri) che nell'area di pianura. Gli scopi della gestione faunistica sono di garantire la sopravvivenza e l'equilibrio delle specie e la compatibilità con le esigenze dell'uomo. I mezzi principali utilizzati sono: il censimento, i piani di prelievo ed il loro controllo, ed i piani di miglioramento ambientale.
Venendo all'analisi delle specie stanziali in Piemonte la situazione è la seguente.
Parlando di ungulati, la popolazione del camoscio è stimata attualmente a 30.000 capi. Il cervo. Ne sono stati introdotti in Valsusa 12 capi nel '68; oggi se ne stimano 4500. L'eventuale sovrabbondanza di cervi è dannosa per i boschi in quanto il cervo ha la cattiva abitudine di scortecciare gli alberi. Capriolo: è stato introdotto nel '63; nel '88 se ne stimavano 1400; oggi si pensa che ve ne possano essere 20 / 25.000 capi. La stima di questo animale è particolarmente difficile in quanto è un animale molto elusivo. Il muflone fu introdotto in Piemonte nel  '62 ed oggi se ne contano circa 800 capi. La sua presenza ha favorito il ritorno del lupo.
Per ciò che riguarda gli ungulati, su base nazionale, il Piemonte possiede il 28% del totale dei camosci, il 20% dei cervi, il 10% dei caprioli, il 30% degli stambecchi, il 25% dei mufloni: un patrimonio ragguardevole.
Passiamo ora agli uccelli.
Il gallo forcello o fagiano di montagna è l'animale più antico presente nella nostra regione poiché vi abita dall'epoca dell'ultima glaciazione. Vive dai 1800 metri in su e la sua situazione è stazionaria. Annate poco fredde e poco nevose ne mettono a rischio la sopravvivenza in quanto, per ripararsi dal freddo, scava una tana nella neve, in mancanza della quale deperisce e non si riproduce. La coturnice delle Alpi proviene dal medio Oriente ed attualmente è un animale in difficoltà. La pernice bianca vive dai 2000 metri in su, ha una situazione stazionaria, mentre la pernice grigia, o starna è in regresso come pure in regresso è la pernice rossa.  Il colino della Virginia che è una quaglia molto piccola, è stato introdotto nel '27 ed è in espansione come pure in aumento sono il colombo, la tortora dal collare e le cornacchie che sono particolarmente dannose in quanto si nutrono di mais e di uova di altri uccelli. Il cormorano, con il ritorno del pesce nei nostri fiumi è pur esso in espansione, anche se è molto dannoso specialmente agli allevamenti ittci in quanto si nutre di 500/700 grammi di pesce al giorno. Infine il re dei nostri cieli: l'aquila. E' un uccello che necessita di territori molto vasti, tanto che si calcola che un'ottantina di coppie siano sufficienti a popolare l'intero arco alpino. La sua espansione è tale che ne è stata avvistata una coppia nella provincia di Alessandria. Il suo ritorno sulle nostre montagne è stato favorito dalla proibizione di caccia alla marmotta, animale del quale normalmente si nutre. Con la scomparsa delle stalle tradizionali e la progressiva riduzione delle aree umide si è consolidata la tendenza alla diminuzione degli uccelli insettivori quali ad esempio la rondine.
E veniamo ora mammiferi. Tra le lepri quella bianca è molto difficile da studiare, mentre sappiamo che la lepre comune è in regresso. Discorso a parte merita il silvilago o minilepre. Di origine nordamericana, ne furono introdotti dodici capi nel 1968 da un medico di Pinerolo e si è diffusa moltissimo nella provincia di Torino, non solo perché ha trovato un ambiente molto favorevole, ma anche perché, essendo un animale territoriale, ha l'abitudine di allontanare i piccoli una volta svezzati che sono così costretti a colonizzare nuove zone. Potrebbe essere veicolo di malattie trasmissibili all'uomo. La nutria o castorino è in forte espansione: è un animale che vive in ambiente acquatico ed è molto dannoso in quanto scava buchi sulle sponde di fiumi e laghi favorendone l'erosione. Diffusa soprattutto nel lago di Candia e sul Po. Lo scoiattolo rosso autoctono è quasi sparito per la concorrenza dello scoiattolo grigio, di origine nordamericana, che al momento, per fortuna non è ancora arrivato ad insediarsi nei noccioleti dove costituirebbe una vera e propria calamità. 
Da quando se ne è proibita la caccia, la marmotta ha ritornato ad essere molto diffusa sulle montagne al di sopra dei 1600 metri. La volpe è in espansione e vive in ambienti molto vicini alle città cibandosi nelle discariche: porta sempre con sé il rischio di diffusione della rabbia. Il lupo è ritornato in Piemonte, c'è chi dice dall'Appennino chi dalla Francia ed ha ritrovato con l'espansione degli ungulati, un habitat abbastanza favorevole. 
Discorso a parte per il cinghiale. Le prime segnalazioni risalgono al 1919, ma la vera diffusione avviene alla fine degli anni '60. Il cinghiale è particolarmente dannoso per le coltivazioni agricole, in particolare per le colture di patate e di mais. Nel '98 nonostante ne siano stati abbattuti 4800 capi, tuttavia i danni all'agricoltura provocati dai cinghiali hanno raggiunto la considerevole cifra di 720milioni.
Tutto sommato la nostra regione è abbastanza all'avanguardia in Italia nella politica di gestione delle risorse faunistiche, ma restano molti problemi irrisolti quali i danni alle colture agricole e forestali. Una domanda che dobbiamo porci e dalla cui risposta può venire un notevole beneficio all'ambiente è: il patrimonio faunistico può costituire una risorsa economica? Certamente sì. L'attività venatoria ha un fatturato di circa 3000 miliardi all'anno. Un parco come il Gran Paradiso attira 800.000 pernottamenti e 885.000 visitatori giornalieri per un introito di 23 miliardi annui. In conclusione la fauna è un patrimonio collettivo ma vive a spese di qualcuno (principalmente l'agricoltura). La sua gestione deve servire anche a limitare i danni che essa provoca ed infine la presa di coscienza di un suo valore economico può contribuire a favorirne la protezione e quindi la conservazione.
    

   
    
     

ROTARY'N RETE

Questa settimana ci vogliamo occupare del nuovo Presidente Internazionale Frank Devlin del quale abbiamo visitato il sito personale all'indirizzo http://www.frankdevlyn.org/ . Sicuramente questo nuovo Presidente, nato a Ciudad Jaurez, nello stato di Chihuahua in Messico e cresciuto a El Paso, Texas, USA,  è molto attivo e crede molto nelle nuove tecnologie di comunicazione: lo dimostra il suo sito molto ben organizzato e del quale sicuramente torneremo ad occuparci. Tra le iniziative del nuovo Presidente esiste una direttiva per i Governatori eletti che raccomanda di creare 3 nuove figure a livello distrettuale. Esse sono:

  • District Internet Communications Officer (ICO). Questa persona, che deve essere esperta nell'uso di Internet, dovrà regolarmente vsitare i siti Internet del Rotary International e del Presidente Internazionale e relazionare a livello distrettuale e dei vari club.
  • District Membership Development Task Force Chairman. Questa persona dovrà prospettare ai non-rotariani l'opportunità di appartenere al Rotary, comunicando poi alle Commissioni Ammissioni dei vari Club i nominativi di coloro che si sono dichiarati interessati.
  • District Task Force Coordinator. Questa persona sarà responsabile di coordinare le comunicazioni tra i coordinatori di zona e di area ed i club e i rotariani di ciascun Distretto. (n.d.r. quest'ultima posizione avrà bisogno di qualche ulteriore approfondimento)
Una volta individuati queste tre persone esse dovranno essere segnalate al R.I. con l'invio di un apposita Registration Form che si trova alla pagina http://www.frankdevlyn.org/registration.htm .
Per ciò che riguarda la prima posizione, su internet si è già aperta una discussione su come avere l'elenco degli ICOs, con attribuzioni di primogeniture di questa idea al Distretto 5110 ( http://www.district5110.org ) già due o tre anni orsono, addirittura a livello di Club. Sull'argomento, potete consultare la chat Roti-wiz all'indirizzo:
http://www.egroups.com/group/roti-wiz/?isDecendingSort=0&searchStart=719&isThreaded=0&fetchForward=0&start=719
Queste nuove figure sono sicuramente interessanti e certamente torneremo sull'argomento.
     
    

     
       
INSEGNAMENTI ROTARIANI

Oltre che segnalare la nuova veste tipografica ed il nuovo indirizzo editoriale della rivista "Rotary" vogliamo soffermarci su di un interessante passo di un articolo comparso sul numero 1 del 2000 della rivista. Questo articolo di Renato Ranghieri, Direttore Responsabile della rivista dal titolo "Dobbiamo fare opinione", accanto ad altri temi ne pone uno molto interessante legato al modo in cui il cittadino ed il rotariano in particolar modo, dovrebbe porsi nei confronti dei mali che affliggono la nostra società. Da questo episodio possiamo ricavare tre insegnamenti: abbandonare l'atteggiamento, tipicamente italico, della lamentazione e del piagnisteo, ma imparare ad agire; rendersi consapevoli dell'assoluta necessità di educare,  in particolar modo i giovani, al rispetto dell'ambiente; infine, rendersi conto di come, nell'insegnamento, l'esempio valga molto più del rimprovero o dell'imposizione. Leggiamo:

"Credo che per i rotariani pensare positivo sia un punto non solo d’onore, ma addirittura un impegno morale. Del resto come potremmo portare conforto agli altri, aiutare gli altri, ideare e realizzare progetti se non avessimo una visione ottimistica del futuro? Se nel nostro Paese quel tanto o quel poco va in modo balordo, non possiamo chiamarci fuori e pensare che sia sempre colpa di qualche altro. Le colpe sono equamente suddivise. Ognuno di noi ha le proprie responsabilità. Ricordo di aver notato in Metropolitana — qualche tempo addietro — un ragazzotto che, dopo aver bevuto a garganella, ha gettato a terra la lattina vuota di una bibita. Stavo per riprenderlo. Ci ho ripensato. Prima di scendere alla fermata che attendevo, ho raccolto la lattina, ho guardato fisso negli occhi il giovane dicendo: ora la metto nel cestino. L’ho visto arrossire, quel ragazzo. Ho la presunzione di pensare che forse in futuro il suo comportamento sarà diverso. Un pio desiderio? Non credo. Sono invece convinto che l'esempio possa contribuire in modo più incisivo a migliorare anche le situazioni più compromesse".

Passando dal particolare al generale, l'articolo ci ricorda una frase di John Fitzgerald Kennedy  “Non
chiedetevi cosa l’America può fare per voi, semmai cosa voi potete fare per l’America”.

Sullo stesso numero della rivista, segnaliamo anche un ampio reportage del Convegno su Scienza ed Etica organizzato dal nostro Distretto al Teatro Carignano lo scorso 25 novembre con la partecipazione di Rita Levi Montalcini, Renato Dulbecco e Giovanni Conso.

      
       

     
     
RICORRENZE & COMPLEANNI
I primi tre giorni dispari di Marzo, sono altrettanti compleanni per il nostro Club: l'1 compie gli anni Giuseppe Sbarrato, il 3 Franco Racca ed il 5 Mauro Bironzo. Augurissimi a tutti e tre.
     
     

             

PER CHI VUOLE MEDITARE
Tra noi e l'inferno o il cielo, non v'è di mezzo che la vita, la cosa più fragile del mondo. (Blaise Pascal)

UN MEZZO SORRISO........
Io mi ricordo sempre il compleanno di mia moglie: cade il giorno dopo di quando lei me lo ricorda. (Leopold Fletchner - Umorista statunitense)
 
 
PROSSIME RIUNIONI

MARZO: Mese dell' Azione per il Pubblico Interesse

02/03/00
Informazione Rotariana 
Riunione riservata 
Chiesa degli Angeli - Chivasso - ore 21.00
 
09/03/00
"I Fondi Etici: nuovi obiettivi del risparmio"
Villa Sassi - Torino - Ore 20,00.
Amministratore Delegato della 
Società di Gestione della Banca Sella
16/03/00
"E-commerce & E-business. Nuove realtà in Internet."
Villa Sassi - Torino -Ore 20,00
 Dott. Sergio Velluto