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Emanuele Campanella ci ha presentato il Dott. Massimo Scolari Direttore Generale della Gestnord - Società di Gestione della Banca Sella che questa sera ci ha parlato di un nuovo e poco noto, almeno in Italia, strumento di investimento: i fondi etici. La Gestnord è stata costituita nel 1987 ed amministra un capitale di 9mila miliardi e può essere considerata nel panorama delle società finanziarie italiane come una società di media grandezza. Il Dott. Scolari è entrato in argomento facendo osservare come oggi stiamo attraversando un momento di trasformazione strutturale del mercato dei fondi di investimento ed in questo contesto la Gestnord ha deciso di presentare sul mercato un prodotto innovativo per il mercato Italiano, un fondo etico. Questa operazione è stata lanciata nella convinzione che nei prossimi decenni si assisterà ad un notevole sviluppo di questo tipo di fondi e che, coloro che saranno entrati per primi sul mercato, godranno di un innegabile vantaggio. Il fondo etico è un fondo di investimento che da un lato vuole garantire una rendita a risparmiatore che lo sottoscrive e dall'altro investe in azioni cosiddette "etiche" e con un piccolo sacrificio per il risparmiatore, finanzia iniziative che hanno scopi considerati etici. Oggi il fondo della Gestnord, nato appena nel 1999, ha una consistenza di appena 20miliardi di lire: ben poca cosa, tuttavia si può pensare che i fondi etici possano, in un breve futuro, avere un notevole incremento con degli ottimi risultati. I motivi di questa convinzione sono diversi. In primo luogo, gli stati nazionali non potranno più a lungo sostenere il finanziamento dell'assistenza pubblica per cui tutti quei fondi che surrogheranno queste funzioni otterranno sicuramente ottimi risultati e quindi il consenso e l'appoggio del mercato. Un'altra ragione è che, ad esempio, società che perseguono scopi dai più considerati "etici", hanno sul mercato una immagine migliore e possono risparmiare risorse altrimenti destinate a crearsi una immagine: basta pensare a quanto l'industria del tabacco che etica non è, deve spendere in comunicazione ed in attività di vario genere per crearsi un immagine positiva agli occhi dei consumatori. Infine, la sensibilizzazione dell'opinione pubblica tende a favorire quelle attività che hanno tra le loro finalità scopi etici, privilegiando quindi sia le società che li perseguono e che sono incluse nei fondi che i fondi stessi: si viene così a creare un circolo virtuoso tra risparmio ed etica. Del resto la storia dei fondi etici nei paesi dove sono molto più evoluti che in Italia insegna molto. Negli USA il denaro investito nei fondi etici raggiunge una somma di 2200 miliardi US$ rappresentando ben il 13% del totale del risparmio gestito ed è in continuo aumento; ma come ben sappiamo negli USA i fondi di solidarietà sociale sono molto più diffusi che in Italia ed in Europa. Altri due paesi dove i fondi etici sono molto diffusi sono il Canada e la Gran Bretagna dove l'ammontare investito è di circa 10 miliardi di sterline. Quali sono i criteri per definire una attività e quindi una società "etica"? Normalmente sono criteri che si fondano su valori condivisi dalla pressochè totalità dell'opinione pubblica. Tuttavia, essendo difficile trovare un accordo generalizzato su questo genere di criteri, per il momento prevalgono criteri di carattere negativo; ad esempio non si investe in società che svolgono attività sicuramente non etiche come armi o tabacco. Per taluni fondi etici sono da considerare, ad esempio, non etiche anche aziende farmaceutiche che producano prodotti contraccettivi. Allo scopo di fornire indicazioni sulla eticità delle società, negli USA è stato creato un database di aziende considerate "etiche" che viene preso come punto di riferimento dai gestori dei fondi etici per basare le proprie scelte. E' comunque provato, per i motivi espressi più sopra che, mediamente, i fondi etici forniscono risultati migliori della media degli altri fondi. Questo è quasi sempre vero tranne in momenti come quello attuale nel quale c'è un comparto dell'economia (titoli legati ad Internet ed all'alta tecnologia) che condiziona e sbilancia tutti i parametri del mercato. Nel regolamento dei fondi etici esiste un impegno a devolvere annualmente una parte del capitale (e non degli utili!) ad attività di carattere etico: nel caso del fondo amministrato della Gestnord questa quota è pari allo 0,6%. Ciò consente comunque, ogni anno, di devolvere una certa cifra indipendentemente dai risultati del fondo. Nel frattempo, in Italia, sono nati altri fondi etici proposti da altre banche il cui regolamento prevede che sia il risparmiatore ad indicare quale sia la associazione alla quale devolvere la quota- parte del proprio investimento; il fondo della Gestnord invece prevede che sia la gestione del fondo stesso a decidere chi debbano essere i beneficiari dei finanziamenti. Ciò consente di distribuire aiuti a piccole associazioni poco note e che hanno poca visibilità mentre invece l'indicazione del risparmiatore, per lo più si indirizza verso le grandi associazioni (ad es. Telethon, Centro Tumori) che comunque raccolgono normalmente grandi finanziamenti. Anche sul fronte delle commissioni il fondo Gestnord si differenzia dagli altri: solitamente infatti la percentuale delle commissioni è pari al 1,6% mentre nel nostro caso è stato deciso di ridurlo al 1,2% devolvendo quindi questa differenza a coprire i due terzi della quota di devoluzione. Nel suo primo anno di vita il fondo Gestnord ha ottenuto ottimi risultati ma ha anche avuto uno scarso successo commerciale sapendo raccogliere solamente 20 miliardi; quando però passerà la frenesia dei titoli tecnologici, il mercato si rivolgerà verso altri settori tra i quali i fondi etici saranno senza dubbio in prima fila.
Nel mese di Ottobre '99 in un'ideale
classifica delle percentuali di assiduità media dei Clubs, ci saremmo
classificati al sesto posto in una classifica condotta da Valle Mosso con
il 71,40%. Per la cronaca, la percentuale di assiduità più
bassa registrata da un Club del Distretto in questo mese è stata
del 34,23%. Rapportandoci al Gruppo F, siamo al secondo posto dopo Settimo
Torinese con il 70,70%.
Nel mese di Novembre, invece,
pur avendo solamente una leggerissima flessione nel rating delle presenze
rispetto ad Ottobre (-2,09), siamo scesi al dodicesimo posto, in una classifica
condotta, con un inarrivabile 83,15%, dagli amici di Chieri. Se avessimo
mantenuto la stessa percentuale del mese precedente, avremmo solamente
scalato la classifica di un posto: undicesimo anzichè dodicesimo.
La percentuale di assiduità più bassa registrata da un Club
del Distretto in questo mese è stata del 25%. In rapporto al Gruppo
F, saremmo terzi preceduti ovviamente da Chieri e da Susa-Valsusa (76%).
ASSEMBLEA DISTRETTUALE - Saint Vincent - 20 Maggio 2000 Il 20 di Maggio si svolgerà a St. Vincent l'Assemblea Distrettuale. Sono particolarmente invitati a partecipare all'Assemblea, oltre al Presidente Eletto ed al suo Segretario:
Martedì 14 marzo si è svolto a casa del Presidente Eletto 2000-2001, Edo Ellena il secondo preconsiglio convocato in vista del prossimo anno rotariano. Con il contorno dell'ottima cena preparata con gusto e bravura dalla gentile Rosella, il Presidente Eletto ha delineato quelli che saranno gli orientamenti del suo mandato e che avranno come linea ispiratrice i motivi di riflessione suggeriti dall'Anno Giubilare da un lato e, dall'altro la richiesta di una più fattiva collaborazione con contributi di progettualità da parte di tutti i soci e delle Commissioni in particolare. Ne è seguito un dibattito molto costruttivo dal quale sono emerse ulteriori idee per azioni da intraprendere nel nuovo anno rotariano.
2° Non fumare. Bevi con moderazione.
APRILE: Mese della rivista rotariana.
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