LA
RELAZIONE
Caro Gianni,
hai proprio ragione a dire, come hai detto alla fine della serata, che
se le riunioni preparate all'ultimo momento fossero tutte come quella di
questa settimana, varrebbe la pena "improvvisare" un pò più
spesso. Vero è, e tu sarai d'accordo, che la premessa per la riuscita
della serata c'era, ed aveva un nome ben preciso: Vincenzo Borasi. Difficile
pensare che una relazione del "nostro" Professore non potesse essere altro
che un successo: con la sua consueta esposizione secca, tagliata, e perciò
rigorosa, chiara e precisa, avulsa da orpelli dialettici barocchi
(stile architettonico del quale peraltro Vincenzo Borasi è un grande
esperto), ha saputo rendere estremamente interessante ed accattivante un
argomento così specialistico che avrebbe potuto, sulla carta, risultare
ostico a molti. E dire che il preavviso per la preparazione della serata,
non era stato dei più comodi! L'esordio è stato scherzoso
quando ha detto di essersi allontanato dal tavolo della presidenza in quanto
suo padre, anch'egli rotariano aveva avuto l'incarico nel suo club, quando
un oratore era troppo prolisso o noioso, di sottrargli a uno a uno i fogli
della relazione mettendolo così in condizione di doversi fermare:
il suo timore era che Gianni Montalenti potesse fare altrettanto. In realtà
il motivo vero dell'allontanamento era che doveva proiettare dei lucidi.
La premessa dell'argomento è che, pur dovendo trattare l'argomento
da un punto di vista puramente tecnico, l'analisi non perderà di
vista il punto fondamentale: colui che usufruisce dell'ospedale è
l'uomo. Per capire di cosa si sta parlando bisogna esaminare com'è
organizzata oggi l'offerta di assistenza sanitaria. Bisogna innanzitutto
dire che bisogna separare le acuzie dallle lungodegenze: hanno esigenze
diverse alle quali bisogna rispondere in modi diversi. Ad esempio, mentre
le acuzie non richiedono spazi verdi, le longodegenze li richiedono; diverse
sono anche le esigenze tra i due servizi per ciò che riguarda parcheggi
e accoglienza dei parenti e visitatori, nonchè le strutture di servizio
alberghiere. All'estero gli ospedali sicuramente sono già strutturati
per tener conto di queste differenti esigenze. In ogni caso enorme è
la complessità della strutura e della gestione ed il rischio è
che l'uomo venga stritolato da questa macchina. Ma gli ospedali sono sempre
stati così? Gli Egizi non avevano strutture di tipo ospedaliero
ma si affidavano a cure di tipo sciamanico, mentre all'epoca romana i soli
che venivano veramante curati dallo stato erano i soldati e gli schiavi
considerati come bene pubblico, mentre i comuni cittadini si curavano per
conto proprio. Verso il V secolo sorgono specialmente nelle città
meta di pellegrinaggi, gli hospitalia, ricoveri per le fasce sociali più
deboli. Per vedere la prima vera struttura ospedaliera, bisogna attendere
il XIV secolo quando Papa Bonifacio VII nell'anno 1330 costituisce a Roma
un opera pia di carità con lo scopo di aiutare i poveri a morire
con dignità, ospitare i pellegrini ed allevare gli orfani ed in
questa struttura oltre ad offrire un letto, una coperta, una tazza di latte
caldo, vengono anche fornite le prime cure mediche e chirurgiche. Queste
prime strutture evidentemente, soffrono di problemi di igiene, di pilizia,
di illuminazione e di ventilazione: il puzzo dentro questi locali, di solito
cameroni di grandi dimensioni nei quali venivano ospitate decine
e decine di persone in letti multipli, doveva essere veramente insopportabile.
Non esistevano servizi igienici e gli ospiti, che non avevano l'abitudine
di lavarsi, erano costretti a fare i proprii bisogni nelle camerate. Da
ciò si capisce come i vecchi edifici adibiti ad ospedali non possano
più essere oggi recuperati per questo uso, poichè i costi
di recupero sarebbero molto maggiori rispetto ai costi di nuove costruzioni.
Esempi significativi di ospedali nella storia che consentano di seguire
il progredire dei concetti costruttivi sono:
-
l'Ospedale Maggiore di Milano. Costruito
nel 1456 era strutturato in due corpi a croce separati da un cortile al
centro al fondo del quale vi era la chiesa. Nelle due maniche della crociera
di ciascun corpo erano ricavate le camerate; all'incrocio della croce vi
era un altare sormontato da una cupola. Le braccia della croce lunghe 42
metri, ospitavano in un primo tempo 40 letti portati poi a 60 con l'interposizione
di una fila centrale.
-
L'Hotel Dieu di Parigi 1773. Ospedale
a padiglioni consente il ricovero di 1200/1500 pazienti. I due padiglioni
disposti parallelamente con un giardino nel mezzo sono verso est o verso
sud per consentire l'ingresso di aria fresca e di luce; i finestroni devono
arrivare fino al soffitto per evitare il ristagno dell'aria viziata. Una
parte anteriore deve essere destinata ai servizi generali e i padiglioni
sono divisi in due una parte per gli uomini ed una parte per le donne.
I letti sono singoli. Ogni padiglione deve disporre di proprii servizi:
una cucinetta un bagno per le suore, una stanza per lavare.
-
St. Thomas Hospital di Londra. Nasce
il concetto di corsia con i letti disposti lungo le pareti ed un'area all'ingresso
di ciascuna corsia riservata ai servizi tra cui l'infermieria. I pazienti
vengono disposti nei letti con il criterio della maggior o minor gravità
: quelli più gravi vicini all'infermieria e via via quelli sempre
meno gravi.
Oggi il concetto di ospedale ha
abbandonato la mentalità classicistica: l'ospedale è organismo
vivente in perenne evoluzione che deve tener conto di:
-
pazienti: più efficienza;
più efficacia; più informazione; più contatti con
l'esterno; ambiente più umano e più vita di relazione;
-
personale: maggior concentrazione
sui compiti istituzionali; diagnosi cura ed assistenza; riduzione della
presenza di personale generico per operazioni logistiche, di comunicazione,
di collegamento e amministrative.
-
visitatori: più informazione;
certezza di cure e contatti diretti con gli operatori sanitari.
-
malattie: si riduce il tempo per
la cura delle acuzie; aumenta l'aspettativa di vita e quindi le malattie
croniche degenerative in età avanzata; più malattie oncologiche
vascolari e traumatismi.
-
tecnologie: presenza di più
informatica; continui cambiamenti per i successi della ricerca; diagnosi
globale non invasiva; microchirurgia telematica ecc.
Per tutti questi motivi l'edificio
ospedaliero oggi deve essere adattabile e flessibile ai continui cambiamenti
tecnologici e del concetto di sanità.
Per ciò che riguarda
i costi, oggi la costruzione di un ospedale costa dai 350 ai 400 milioni
per posto letto senza arrivare ai costi che all'estero, in funzione di
dare il massimo possono arrivare fino ai 600/800 milioni a posto letto.
Un sopedale moderno comunque
deve essere sempre progettato tenendo in massimo conto le seguenti esigenze:
-
non utilizzare vecchi edifici cercando
in ogni modo di riadattarli alle esigenze di oggi;
-
progettare i luoghi residenziali
ponendosi dalla parte del malato;
-
non peggiorare la situazione del
malato riducendolo ad una cavia per esperimenti collocata in un ambiente
arredato come una fabbrica o come un ufficio;
-
programmare le costruzioni in funzione
dei costi di gestione e di manutenzione degli impianti.
Agli applausi meritatissimi alla
fine della esposizione è seguita una interessante esposizione dei
problemi VISSUTI sul campo dai "nostri" medici ospedalieri, (Silvia Favetta,
Vittorio Battistini e Libero Tubino) dalla quale è emersa la condizione
piuttosto critica delle strutture ospedaliere nel nostro paese, proprio
perchè le nostre amministrazioni raramente tengono conto di tutti
i criteri esposti nella relazione di Vincenzo Borasi. Altrettanto imteressante
è stato l'intervento del Dott. che dalla parte dell'amministratore
di un ospedale pubblico (Novara) è tuttavia stato piuttosto critico
nei confronti dei criteri e delle scelte riguardanti la gestione della
sanità in generale.

NOTIZIE
DAL DISTRETTO
Venerdì
24 e sabato 25 marzo si è tenuto al Centro Incontri di Marentino
il S.I.P.E. (Seminario di Istruzione per i Presidenti Eletti) per i quadri
dei Club eletti per l'anno 2000-2001, al quale per il nostro club hanno
partecipato gli "incombenti" del prossimo anno: Edoardo Ellena, Presidente,
Guido Anfosso, Segretario, e Silvio Anselmino, Prefetto. Nella sua relazione
il Governatore entrante Giuseppe Raffiotta si è soffermato su alcuni
temi estremamente importanti per la vita e l'esistenza stessa del Rotary.
Ha esordito dicendo che il Rotary deve rivolgere una particolare attenzione
verso i giovani e che l'impegno personale deve essere, per ogni buon rotariano,
una conditio sine qua non per l'appartenenza al Rotary e per la continuazione
dell'esistenza stessa del sodalizio. Molti considerano l'ingresso al Rotary
come un punto d'arrivo; niente di più sbagliato. L'ingresso al Rotary
deve essere il punto di partenza di una esperienza umana di solidarietà
che ci deve arricchire: donando si riceve e questo è ancor più
piacevole in quanto viene fatto insieme ad un gruppo di amici. Il motto
del prossimo anno del Presidente Internazionale Frank Devlin è:
"Creare consapevolezza ed essere pronti ad agire" che sono due fasi sequenziali
di uno stesso progetto di solidarietà: impegnarsi a conoscere i
problemi e prenderne coscienza e quindi impegnarsi per risolverli. I temi
del prossimo anno saranno incentrati particolarmente sulla lotta all'analfabetismo,
al problema delle risorse idriche, allo sviluppo degli effettivi dei club
badando non solamente alla quantità ma anche alla qualità,
all'accesso al microcredito da parte dei meno abbienti, ed alla lotta contro
la povertà. Naturalmente una particolare attenzione sarà
rivolta alla campagna PolioPlus che in accordo con la OMS dovrebbe giungere
al suo obbiettivo nell'anno 2001. Un'altro obbiettivo del nuovo Presidente,
del quale peraltro abbiamo già parlato in un precedente numero del
bollettino, è lo sviluppo della circolazione dell'informazione attraverso
Internet che offre la possibilità di comunicare a costi irrisori
ed in tempi brevissimi con tutti gli angoli del pianeta. A questo il Governatore
ha fatto una piccola chiosa sulla quale peraltro siamo perfettamente d'accordo:
"Internet va benissimo, ma non dimentichiamo l'importanza di una stretta
di mano". Cosa sulla quale non siamo invece assolutamente stati d'accordo,
e questo disaccordo ha ci ha accomunati tutti e tre (Presidente, Segretario
e Prefetto) è stata la triste diatriba che ha coinvolto l'assemblea
quando, alla proposta di una quota aggiuntiva pari a 2 PHF (in totale 2000$
per club) alla quota di 60$ pro-capite da devolvere alla Rotary Foundation,
vi è stata una vera sollevazione con obbiezioni riguardanti l'opportunità
di calcolare la quota per Club piuttosto che pro-capite, tanto che il Governatore
pur di non creare un ulteriore scompiglio ha ritirato la proposta, cosa
che è stata accolta da uno scrosciare di applausi. Non è
stata certo un bell'esempio di solidarietà e di disponibilità
rotariane!
ERRATA CORRIGE....
....ma questa volta non è
colpa nostra. L'annunciata Assemblea Distrettuale si svolgerà, sì
il 20 di Maggio come annunciato, ma non a Saint Vincent, bensì al
LINGOTTO a Torino. Si ricorda che è essenziale la partecipazione
dei membri del Consiglio Direttivo Eletto (2000-2001), dei Presidenti di
Commissione e dei nuovi soci.

NOTIZIE
DAL CLUB
Mercoledì
22 marzo u.s., Giulio Bianchini Presidente della Commissione Giovani, ha
organizzato una riuscitissma conviviale destinata ai giovani del nostro
Rotaract e che si è articolata su un pomeriggio passato presso l'Agenzia
"Service Srl" di Silvio Anselmino ed una cena al ristorante dell'AMMA.
Prima di tutto dobbiamo ringraziare Silvio Anselmino e Giulio Bianchini:
il loro è stato un magnifico esempio di quel che vuole dire Rotary,
cioè servizio e disponibilità, in questo caso nei confronti
dei giovani amici del nostro Rotaract. Silvio perchè ha messo a
disposizione le strutture ed il personale della propria agenzia aprendo
ai partecipanti i segreti ed i meccanismi di un mondo del quale si vede
e si conosce solamente la superficie: quello della pubblicità. Giulio
perchè ha voluto offrire a tutti gli intervenuti una piacevolissima
continuazione della giornata con una cena all'AMMA che ha permesso di porre
ancore domande su quanto era stato oggetto della visita alla Service. Durante
la visita in agenzia
A fine serata Chicco Bosio, Presidente
del Rotaract ha voluto ringraziare per la magnifica ed interessantissima
giornata trascorsa. Nell'indirizzo di saluto conclusivo, sia Gianni Montalenti
che Giulio Bianchini hanno esortato i giovani a sfruttare senza timore
quello che la professionalità e la capacità dei soci del
Rotary possono loro dare, in quanto uno dei compiti dei soci di un Rotary
padrino è quello di aiutare i giovani del proprio Rotaract ad apprendere
il più possibile quegli strumenti che saranno loro utili per il
proprio accrescimento umano e professionale.

PER
CHI VUOLE MEDITARE
La riflessione
di questa settimana sulla cura di noi stessi riguarda (ahimè) il
peso.
3° Non ingrassare, evita
la sedentarietà.
-
Mantieni il tuo peso ideale.
-
Oggi il 40% delle persone pesa più
del dovuto: le cause sono l'alimentazione eccessiva e la scarsa attività
fisica.
-
Gli italiani mangiano in media 1.000
calorie di troppo al giorno.
-
Correggendo la dieta, 99 persone
su 100 perdno di peso.
-
L'obesità affatica il cuore,
fa salire il coesterolo del sangue, favorisce il diabete e le malattie
cardiovascolari.

UN
MEZZO SORRISO........
Perle di
sinistra.
Tendo a
considerare molto intelligente chi mi dà ragione. (Massimo
D'Alema) (NdR: Viva la sincerità!)
Ho creduto
in Marx e mi son sbagliato, ho creduto in Lenin e mi son sbagliato: ora,
con tutta la buona volontà, come faccio a credere in D'Alema? (Paolo
Rossi - Comico cabarettista)
PROSSIME
RIUNIONI
MARZO:
Mese dell' Azione per il Pubblico Interesse.
|
27/03/00
|
Consiglio
Direttivo.
Casa
Montalenti - Torino Ore 20,00 |
|
|
30/03/00
|
Riunione
riservata
Chiesa
degli Angeli - Chivasso
Ore
21,00 |
|
APRILE:
Mese della rivista rotariana.
|
06/04/00
|
Per
il viaggio in Libia di una parte dei soci, non vi sarà riunione. |
|
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13/04/00
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Glorie
del legno: le meraviglie dei minusieri ed ebanisti torinesi.
Villa
Sassi - Torino - Ore 20,00 |
Dr.Roberto
Antonetto
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MARTEDI'
18/04/00
|
La
scienza medica verso il 3 millennio.
Interclub
Ciriè/Giaveno/Susa Valsusa.
Ristorante
Antica Zecca - Caselle Torinese. Ore 20,00 |
Prof.
Pileri
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