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Il Dott. Roberto Antonetto, nato a Torino nel 1937, è giornalista e scrittore. Ha fatto parte della redazione RAI di Torino per 35 anni, dal 1992 come capo-redattore del TG scientifico Leonardo. Ha pubblicato undici volumi di ricerca e di divulgazione nei settori delle arti antiche, della storia e del costume. Ha scritto saggi ed articoli per riviste e quotidiani ed ha relizzato diversi video-documentari sempre negli stessi settori. Da un personaggio con un tale curriculum non ci si poteva che aspettare che una serata di alto livello e così è stato. Il mobile antico che, a torto, e ben ci verrà spiegato, riteniamo appartenere ad un'arte minore, è invece una vera opera d'arte e per certi versi ancor più complessa di tante altre forme d'arte ritenute "maggiori". Il fabbricare un mobile d'arte deve possedere la padronanza perlomeno del disegno, dell'intarsio, dell'intaglio, dell'incastro, della pittura, della forgiatura dei metalli nonché, evidentemente della lavorazione del legno. Il 7 luglio del 1636 viene riconosciuta a Torino .l'Università dei Minusieri, parola che deriva dal francese menu che significa piccolo, preciso, perché un mobile è composto da tanti piccoli pezzi uniti insieme con perizia e grande maestria. A quel tempo diventare menusiere, cioè falegname, era una cosa molto seria: occorrevano sei anni di apprendistato, più nove anni da lavorante presso una bottega di falegname ed infine si doveva superare un esame che consisteva nello sviluppare un tema (di solito la fabbricazione di una cornice) con legno marchiato fornito dall'Univesità, esame che oggi in pochissimi saprebbero superare. L'esigenza di questa severità discendeva dalla necessità corporativa di difendere questa nobilissima arte dall'abusivismo e dalla volontà di tutelare l'eccellenza tecnica raggiunta dai maestri minusieri. La civiltà dell'epoca era una civiltà eccellente nella quale anche il più umile minusiere si trovava a respirare l'arte eccelsa del Juvarra, del Catellamonte, Alfieri, Palagi e del maestro indiscusso della menusierie dell'epoca: Pietro Piffetti. Pertanto nel semplice mobile che ci ritroviamo in casa, sono presenti questi canoni estetici dettati da questi grandi maestri del bello. L'arte della minuserie deriva dall'ebanisteria cioè dal lavoro dell'ebano importato dagli olandesi nel '600. Primo dei grandi minusieri torinesi è Luigi Prinot che lavora per Carlo Emanuele III tra fine '600 ed i primi anni del '700. Ma sicuramente inarrivabile per la sua grande capacità tecnica, gusto, fantasia, uso di materiali sempre diversi (intarsi in avorio, madreperla, uso di pietre preziose) è, come detto, Pietro Piffetti. Per riportare i suoi pregevoli intarsi sui mobili, usava incollare delle stampe sul legno per avere la traccia per poi poterlo sbalzare. Si vedono quindi mobili con soggetti di stile olandese: infatti la circolazione dei modelli culturali, anche senza TV ed internet, era molto rapida. Una serie di diapositive ha poi illustrato alcuni capolavori dell'epoca: dai mobili singoli alle stanze complete come la libreria oggi al Quirinale, del Piffetti o il confronto tra le spagnolette del Bulle e del Piffetti, a tutto vantaggio di quest'ultimo. Successore del Piffetti al titolo di ebanista reale, fu Giovanni Galletti, seguito dal Bonzanigo astigiano di origine svizzera. Abbiamo scoperto come nel '700, argenti (tema di una precedente serata) e mobili d'arte, facessero di Torino una delle capitali europee del bello; ma come spesso accade per i nostri grandi patrimoni, noi torinesi, per quel carattere modesto, chiuso e schivo che contraddistingue la nostra natura un po’ "montagnina", non sappiamo, in primo luogo conoscerli, poi apprezzarli e quindi divulgarli al mondo intero. La
scienza medica verso il terzo millennio.
Grande
deve essere stata l’emozione del Presidente del R.C.Ciriè-Valli
di Lanzo nel rivolgersi a una sala gremita di Rotariani, di gentili Signore
e di illustri Ospiti, che hanno reso onore, con la loro presenza ,all’oratore
della serata, il Prof. Alessandro Pileri; il suo profilo di cattedratico
occuperebbe già di per sé l’intero spazio che sul nostro
bollettino è dedicato alla sintesi della relazione, ma una sintesi
è d’obbligo. Nato ad Ancona, laureato a Roma nel 1953, specialista
in Medicina Interna, Cardiologia, Ematologia, dal 1979 Professore ordinario
di ematologia, Direttore della Scuola di specializzazione in Ematologia,
past president della Società Italiana di Ematologia, Vice Rettore
dell’Università di Torino dal 1984 al 1996,autore di ben 665 pubblicazioni:
questo e molto altro nel curriculum del prof. Pileri. Ma dietro all’Accademico
si cela una figura di rara cultura e umanità, che ha saputo affascinare
l’uditorio tracciando con arguzia e semplicità (queste sì,
patrimonio dei grandi) il lungo cammino della Medicina dall’antichità
ai giorni nostri, con una sbirciatina a ciò che ci riserva il futuro.
Al tempo dei romani i 25-30 anni di età erano già un ambito
traguardo. Oggi l’aspettativa di vita dell’uomo supera gli 80 anni. Questo
grazie al cammino lento ma costante della scienza medica, che in verità
si è mosso a scalini, raggiungendo risultati davvero concreti soltanto
nel XX secolo. Il prof. Pileri ha focalizzato le tappe di questo cammino:
nell’antico Egitto erano i Sacerdoti ad amministrare la salute, a
testimonianza della sacralità della vita umana; all’epoca della
guerra di Troia la medicina di Apollo ed Esculapio andava per la maggiore,
ma colui che può con qualche titolo considerarsi il padre della
Medicina moderna fu Ippocrate nel I secolo a.C., artefice di un processo
di laicizzazione e di razionalizzazione della disciplina medica; dopo di
lui, passando per le illustri personalità di Galeno, Paracelso,
Lavoisier, Morgagni (per non citare che i più noti) si è
giunti nel 1953 alla scoperta della struttura del DNA, il nostro codice
genetico, frutto delle ricerche di Watson e Creek. La battaglia vinta contro
le malattie infettive è il vanto della medicina di ieri .Le malattie
neoplastiche e le malattie cardiovascolari , ora in pole position quali
causa di morte, sono il terreno su cui si batterà la medicina di
oggi e quella di domani, con l’uso di tecniche nate dalla conoscenza del
genoma umano, che consentiranno di sviluppare una “tailor therapy”, cioè
una cura su misura per il singolo individuo con risultati oggi inimmaginabili
in termini di efficacia. Ma, ha sottolineato il prof. Pileri, la scienza
medica deve appoggiarsi su principi etici solidi, e ancor di più
lo dovrà fare nel millennio che sta per iniziare (non dimentichiamo
che il 2000 fa ancora parte del 2°millennio……). Albert Einstein ha
detto: "La scienza senza religione è zoppicante; la scienza spiega
il mondo, ma la filosofia dà un senso al mondo.". E su questo tema
l’erudito oratore ha concluso la sua brillante e invero affascinante esposizione
lungamente applaudito. Molti fra i presenti erano ansiosi di intervenire
sul tema ma, ahinoi, il Presidente Perinetto, da buon arbitro, ha guardato
l’orologio e ha chiuso la serata, peraltro addolcita da un maxi uovo pasquale
artisticamente foggiato per l’occasione, su cui svettava la ruota rotariana,
essa pure di finissimo cioccolato. Inutile dire che è andato a ruba
fra i tavoli. Peggio per chi non c’era……La riunione ha avuto il suo
naturale epilogo con lo scambio di Auguri Pasquali e si è chiusa
alle 11.30 con il rientro alle nostre case. (Grazie Nanni, e un invito
a nome di tutti: visto che scrivi così bene.....)
Scovare
un personaggio come Billo, vi assicuro, non è una cosa che capita
tutti i giorni. Aria sincera e schietta da sano ex-giovanotto californiano
(abita a San Diego), sposato con l'amatissima Lilley, Billo ci accoglie
con uno smagliante sorriso e la magica atmosfera di un pianoforte che suona
"As time goes by". Ma forse è meglio fare un passo indietro. Mentre
da noi stanno solo ora iniziando a diffondersi, negli USA sono diffusissime
le PHP o Personal Home Page, cioè i siti personali non solamente
di personaggi famosi ma di semplici, anonimi Mario Rossi. Nei consueti
vagabondaggi in rete, abbiamo trovato, assolutamente per caso, la homepage
di Billo http://www.roti.net/index.html
. Dopo i saluti, Billo ci tiene a precisare subito di essere un parrocchiano
della Saint Jerome's Catholic Church e ci invita ad aderire ad una raccolta
di fondi, semplicemente iscrivendosi ad un fondo di solidarietà
del quale non abbiamo capito bene il meccanismo. Subito dopo troviamo alcuni
links con siti rotariani per lo scarico di logo degli ultimi anni. Dopodichè
ci fa sapere di aver partecipato alla Assemblea de RI ad Anaheim, California
e inizia ad aprire il suo personale album fotografico: il Past President
del RI Raja Saboo e Billo, Kathy Kessenich, Manager del RI e Billo, Newton
Fauro, un caro amico rotariano brasiliano e Billo...... Tutte le foto non
sono sulla Homepage ma sono visibili in link. Billo fa parte della
massoneria di cui fornisce vari links e e-mail (foto del diploma del mese
della sua Loggia dalla quale veniamo a sapere il nome di Billo: William
M. Herr). Fa parte dell'Associazione degli Eroi del '76 (guerra di Secessione
Americana - v. foto); è attualmente membro del RC di National City
e Past President del RC di San Ysidro (v. varie foto di Billo e Lilley
anche in costume hawaiano). Dopo averci elencato vari siti rotariani, mailing
lists e così via ed altre amenità varie, Billo ci presenta
il suo pappagallo grigio (v.foto) di cui ci descrive le abitudini nonchè
i suoi chihuaha (foto con Lilley). E' comandante della riserva della US
Navy (Bandiera americana e foto in uniforme), si reca spesso alle Haway
(foto mentre si rilassa alle Waimea Falls); è radioamatore (W6MQZ).
Tiene a parlarci della sua visita alle spoglie di Santa Teresa di Lisieux;
è collezionista di orologi di cui ci a mostra le foto dei suoi pezzi
(11) pregiati; si reca spesso in Messico a mangiare aragoste (foto di Billo
che mangia aragosta); ci sono anche le foto di mamma che aihmè non
c'è più, della sua infermiera, di mamma con l'infermiera,
di mamma con Lilley e l'infermiera, di mamma con la torta di compleanno.......
E poi ci parla della Chiesa di St.Jaun de la Valley (foto) della CIA (link)
del Cremlino (link) e non contento di avere una sola Homepage inserisce
il link ad una sua seconda homepage che è l'esatta copia di questa
salvo una diversa musichetta di sottofondo. Quello che abbiamo raccontato
è forse il 40% di tutto ciò che si trova sul sito di Billo,
il quale alla fine ci invita a mandargli una mail di apprezzamento della
homepage. Ce ne siamo guardati bene! Come minimo avremmo ricevuto via e-mail
la lista e le foto di tutti i suoi compagni di corso al Liceo di Huntsville!
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