Bollettino N° 1601 - Cren N°31
(Chivasso Rotary Electronic News)

Riunione del :
Sede :
 

Presiede:
Tema : 
Relatore :
 

4 Maggio 2000 
Ristorante Hotel Jolly Ambasciatori
Interclub con: RC Torino Nord (Club organizzatore) - RC Torino - RC Torino Nord-Est 
Alessandro Negro Ponzi
"Kossovo: l'impegno del contingente italiano tra pace e guerra."
Gen. Com. Mauro Del Vecchio 
Comandante della Missione italiana in Kossovo.

 
Soci presenti :
Soci in dispensa permanente :
Soci in dispensa temporanea :
Effettivo del Club :

Assiduità :

20
4
2
70

32,81%

.  HOMEPAGE BOLLETTINI


LA RELAZIONE
Seconda trasferta consecutiva del Club questa volta al centro di Torino, per un altro Interclub ospiti del Torino Nord insieme a  RC Torino Nord (Club organizzatore) - RC Torino - RC Torino Nord-Est. Il Presidente di Torino Nord ha subito dato la parola al relatore, pregandolo di presentarsi da solo. ma veniamo alla cronaca della serata.
Le abbiamo seguite tutti le drammatiche vicende della guerra che nella primavera del '99 hanno insanguinato il Kossovo, anche perchè l'Italia ha avuto una parte molto attiva nella vicenda, tuttavia l'impatto di una testimonianza diretta come quella che il Generale Mauro Del Vecchio ci ha fornito questa sera, è stato immensamente più grande di qualunque reportage televisivo. Questo non solo perchè il Generale Del Vecchio è stato il Comandante in Capo del contingente italiano, ma anche perchè attraverso le sue parole ci siamo fatti un idea molto più precisa di quale immane tragedia umana si sia consumata a poche centinaia di chilometri dalle nostre frontiere. Comandante della Scuola di Applicazione d'Arma di Torino, il nostro relatore nasce a Roma il 7 giugno del '46; la sua carriera militare, lunga ormai 35 anni, lo porta a comandare una compagnia di bersaglieri a Civitavecchia, quindi il Distretto Militare di Firenze ed in seguito la brigata di bersaglieri Garibaldi a Caserta, unità composta esclusivamente di volontari, preludio di quello che sarà il nostro Esercito di qui a pochi anni. Il Generale dice orgogliosamente di essere anch'egli rotariano appartenendo al Rotary Club di Roma Nord-Est e di avere vissuto la vicenda del Kossovo con una sensibilità diversa, anche perchè rotariano. Ma veniamo all'esposizione dei fatti. La cronistoria. Il 9 /12/98 inizia l'operazione Joint Guarantor, vengono cioè inviati in Kossovo dalla Nato degli osservatori con il compito di controllare la situazione che si era creata tra Serbi e Albanesi in Kossovo. In questa fase il compito dell'Esercito Italiano è di garantire l'incolumità degli osservatori attuando, quando necessario delle "operazioni di estrazione" cioè di portare in salvo gli osservatori nei momenti di pericolo. Verso i primi di marzo '99 gli osservatori vengono ritirati in quanto non si riesce più a garantirne l'incolumità. Il 22 marzo, dopo il fallimanto dei colloqui di pace di Rambouillet, fallimento determinato dalla posizione intransigente dei Serbi, arriva a Fyrom, in Macedonia la Brigata Garibaldi comandata dal Gen. Dal Vecchio. Il 24 marzo inizia la campagna aerea delle forze della Nato sulla Jugoslavia, e pochi giorni dopo, il 5 Aprile, giungono in Macedonia ed Albania le prime colonne di Albanesi profughi in fuga dal Kossovo. E' ora che inizia il vero impegno delle forze italiane in Macedonia che svolgono un duplice compito: militarmente devono assicurare la protezione alle unità Nato e devono essere pronte a far rispettare un eventuale accordo di pace. Ma il compito più immediatao ed importante riguarda l'aspetto umanitario. Subito ci si rende conto che la situazione diventerà sempre più drammatica in quanto, a fronte delle centinaia di tende che i mille uomini della brigata Garibaldi montano, giungono in pochi giorni migliaia e migliaia di profughi: alla fine dell'esodo, i profughi saranno 945.000! Ci si accorge ben presto che le colonne di profughi diventano una vera e propria arma nelle amni dei Serbi, quali gestiscono il loro afflusso per mettere in difficoltà e scompaginare l'organizzazione della Nato: vengono fatti affluire e concentrati in sacche e poi espulsi a migliaia per volta ora verso l'Albania, ora verso la Macedonia. La Macedonia vede affluire,nel giro di un paio di mesi circa 300.000 persone ch hanno perso tutto, anche la speranza e che vengono accolti per un terzo da famiglie macedoni, per un terzo nei campi (il campo italiano di Stencovach ne accoglie 35.000) ed un terzo viene avviato verso altri paesi. Dopo 77 giorni di bombardamenti, il 9 giugno, il Governo di Belgrado accetta la pace, ma nei lunghi giorni di guerra, alla mente degli stessi soldati impegnati nelle operazioni, si erano affacciati molti dubbi e perplessità nel vedere quelle migliaia di disperati fuggire con il etrrore negli occhi dalle proprie case, dubbi che si possono riassumere nella seguente domanda: sarà questa la strategia giusta per portare aiuto a queste popolazioni? Per la Nato inizia l'operazione Joint Guardia. Il Kossovo viene diviso in quattro zone: agli italiani viene assegnata la parte occidentale che presenta le maggiori difficoltà di gestione determinate dal più alto tasso di edifici distrutti (70%), dal lungo confine con Albania e Montenegro estremamente difficile da controllare e, attraverso il quale, giungono miriadi di persone per saccheggiare e devastare quel poco che rimane del paese. La marcia di avvicinamento del contingente italiano a Pec, capitale della regione, è quanto mai difficile: spostare una colonna di 6.000 uomini, lunga 10 chilometri su strade distrutte, con ponti tagliati, pericolo di zone minate, traffico di rientro dei profughi, pericoli di ingaggio con l'esercito serbo, necessità di mantenere l'ordine pubblico, non è affare da poco. Per percorrere 250 chilometri occorrono 24 ore. Man mano che si entra nel Kossovo (durante la guerra non esistevano testimonianze dirette di quanto avveniva all'interno del paese se non attraverso i racconti raccapriccianti dei profughi) ci si rende conto di due fatti: delle atrocità commesse dall'esercito serbo contro l'etnia albanese (centinaia di morti, fosse comuni, villaggi devastati e poi incendiati, regioni completamente deserte, città spettralmente svuotate) e del fatto che la guerra è lungi dall'essere finita: l'UCK (Esercito di Liberazione del Kossovo) insegue l'esercito albanese in fuga ed inizia la tragica spirale delle vendette. Ora sono i Serbi a fuggire verso la Jugoslavia incalzati dagli albanesi che rientrano. Una stima molto, molto approssimativa dei morti albanesi indica una cifra tra 2.500 e 11.000, ma forse la verità sta nel mezzo. Il rientro dei profughi si completa in circa quindici giorni. Nel periodo tra la fine della guerra e il mese di settembre, vi sono stati, solo nella zona di competenza italiana 400 omicidi. La quantità di armi in circolazione era impressionante: le donne, ad esempio, avevano quasi tutte una pistola nella borsetta. Un aneddoto dà l'idea di quale fosse la situazione: a Pristina un funzionario bulgaro dell'Onu viene chiamato per strada in lingua serba. Poichè, per motivi di servizio conosceva il serbo, si gira e risponde: viene immediatamente freddato da una raffica di mitra. Le emergenze che il contingente italiano deve affrontare sono: il mancato rispetto delle proprietà; la degradazione ambientale; la presenza di cadaveri; le vendette e gli omicidi; la mancanza di strutture sociali; l'inesistenza di un seppur minimo tessuto economico; la mancanza di una forza di polizia. Ma sicuramente il problema più grande è il mantenimento dell'ordine pubblico: i militari italiani hanno proceduto a ben 941 arresti. Accanto a questo compito hanno svolto anche le seguenti mansioni: individuazione delle fosse comuni; attività di sminamento; garanzia delle minoranze; sicurezza dei luoghi di culto; ricostruzioni di infrastrutture; riorganizzazione delle scuole; ricostruzione delle ferrovia tra Pec e Pristina; costruzione di un areoporto a Jacovica; pulizia delle città; gestione degli ospedali. Degli obiettivi che ci si proponeva di raggiungere alcuni sono stati raggiunti in pieno, altri no. In particolare si è garantita la libertà di movimento, si è smilitarizzato l'UCK, e si è garantito il rientro degli Albanesi; solo in parte si è ristabilito l'ordine pubblico e si è ricostituito un minimo di tessuto economico. Mentre per quanto riguarda il rientro dei Serbi, questo obiettivo appare molto lungi dal realizzarsi. In ultimo il relatore, rispondendo ad alcune domande del pubblico, ha detto che, a suo parere, un vero normalizzarsi della situazione richiederà molti, molti anni poichè l'odio che ha separato le parti in conflitto è così fortemente sentito che ci vorranno forse alcune generazioni prima che l'accaduto possa essere dimenticato. La posizione dei giornalisti (altra domanda) presenti sul posto si è dimostrata di grande equilibrio: hanno riferito le cose in modo molto obiettivo anche perchè le hanno vissute direttamente giorno per giorno. La serata è stata illustrata dalla proiezione di una serie di diapositive e di filmati molto interessanti. Ultima annotazione: a riflettori spenti, abbiamo chiesto al Generale del Vecchio qule fosse stata, tra i suoi ricordi, la più fulgida immagine di speranza. La risposta è stata: il sorriso dei bambini ed i loro schiamazzi all'uscita dalla scuola, ovvero il ritorno alla normalità dei piccoli che non conoscono l'odio e la vendetta. Una speranza per il futuro, aggiungiamo noi, che ci coinvolge non solamente nella nostra sensibilità di uomini, ma anche nel nostro impegno di Rotariani.
 
 








NOTIZIE DAL CLUB

Come ben sappiamo sabato 27 e domenica 28 Maggio si svolgerà l'annuale Club Contatto con i nostri amici di St. Jean de Maurienne e per il quale, allegato al bollettino, troverete il modulo di prenotazione che vi preghiamo di far avere compilato NEL PIU' BREVE TEMPO POSSIBILE E COMUNQUE NON OLTRE IL 18/5 al Presidente o al Segretario del Club. L'invito è di partecipare numerosi a questo evento, in quanto i nostri amici d'oltralpe arriveranno sicuramente numerosi e noi vogliamo accoglierli in modo adeguato. Non dimentichiamo che uno degli scopi del Rotary è, come recita il comma 4° dell'articolo IV dello Statuto del Rotary International:

"Propagare la comprensione reciproca, la buona volontà e la pace fra nazione e nazione mediante il diffondersi nel mondo di relazioni amichevoli fra persone esercitanti le più svariate attività economiche e professionali, unite nel comune proposito e nella volontà di servire."

Fin qui, cari amici, il pistolotto rotariano di prammatica, ma al di là di questo, il nostro Presidente ci ha organizzato un programma veramente intenso e interessante che ci offre la grande opportunità di passare uno spensierato week-end in amicizia ed in luoghi veramente molto belli! E non è poco! Approfittiamone tutti!

Per meglio orientarci ecco il programma delle due giornate: 

PROGRAMMA CLUB CONTATTO ROTARY  CLUB
CHIVASSO  e   SAINT-JEAN-de-MAURIENNE

Sabato  27 Maggio  2000

ore 10,30 Ritrovo in Chivasso presso la nostra sede, la Chiesa degli Angeli
ore 11,00 Saluto del Presidente ed incontro con il Sindaco di Chivasso
ore 11,30 Due passi per Chivasso :
- Visita al Duomo
- Visita al Canale Cavour
ore 13,00  Buffet presso la Chiesa degli Angeli
ore 14,30 Sistemazione in albergo in Chivasso
ore 16,30 Partenza per Serralunga d’Alba:
- Visita della Tenuta di Fontanafredda
- Visita della Villa della “Bela Rosin”
- Visita delle Cantine e degustazione di vini di produzione
La tenuta di Fontanafredda fu donata da Vittorio Emanuele II, Re d'Italia, alla moglie morganatica Rosa Vercellana e al figlio Emanuele Guerrieri che, nel 1878, iniziò l'attività vitivinicola.  Oggi l’azienda vinicola si estende nel territorio dei Comuni di Serralunga d'Alba, Barolo e Diano d'Alba con poco meno di 70 ettari di vigneti specializzati disposti ad anfiteatro attorno al borgo, con i fabbricati dai tipici colori bruno e ocra a fasce alterne a fare da splendida cornice alla piccola chiesetta, alla celebre Villa della "Bela Rosin", nascosta dal verde di piante secolari, e al "lago dei cigni" che raccoglie le acque della vicina "fontana fredda" che dà il nome alla Tenuta.  Le antiche cantine per l'affinamento dei nobili vini rossi sono suggestive e imponenti e testimoniano dell'importanza della tradizione.
Ore 20,30 Cena di Gala nella Villa della “Bela Rosin”

Domenica 28  Maggio   2000

ore 09,30      Partenza per Albugnano
ore 10,15 Visita della Abbazia di Vezzolano 
Antica Abbazia piemontese la cui nascita è datata tra il 1100 ed il 1200 sotto il regno di Federico Barbarossa. Si potranno ammirar un magnifico chiostro con affreschi del periodo che va dal 1200 al 1300, ed un preziosissimo Altare in cotto che risale alla fine del 1400 con raffigurazioni di S.Agostino, la Madonna con il Bambino e Carlo VIII Re di Francia.
ore 11,30 Santa Messa  celebrata per noi  nell’Abbazia.
ore 12,30 Trasferimento a Baldissero Torinese
ore 13,00 Pranzo “piemontese”  all’ “Osteria del Paluc”.
A fine pranzo il commiato e l'arrivederci a prestissimo ai nostri amici di St. Jean de Maurienne. 

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Saremo tantissimi all'Assemblea Distrettuale a Lingotto il 20 Maggio! Salvo defezioni dell'ultimo momento, che, ne siamo certi, NON CI SARANNO, ci sono ben 18 prenotazioni! Un vero successo! Il nostro Club, ancora una volta, dimostra di essere presente nei momenti importanti della vita istituzionale del Rotary! Un caloroso ringraziamento a tutti i partecipanti.
 
 







RICORRENZE & COMPLEANNI
Questa settimana due "tandem" di compleanni da festeggiare: Aldo Tassini il 5 Maggio, (data piuttosto famosa...); il giorno dopo Mario Minella. Il 10 maggio Roberto Ghiringhelli; il giorno dopo Enrico Cernusco. Augurissimi a tutti e quattro!
 
 







PER CHI VUOLE MEDITARE
Avevamo, per un attimo perso di vista il nostro decalogo dello star bene, ma riprendiamo subito questa settimana con alcuni consigli su una "attività" che a tanti piacerebbe "frequentare" con più assiduità: il dormire.

Dormi regolarmente sei ore per notte


  • Dormi le ore necessarie che sono 6-7.
  • Non esiste un tempo di sonno raccomandabile uguale per tutti.
  • Evita il più possibile l'uso di sonniferi: se ti sono indispensabili non farne un uso continuativo.
  • Evita ed elimina le eventuali cause di insonnia.
  • Sappi che dopo i 50 anni sono più coloro che credono di non dormire che quelli che non dormono realmente.


UN MEZZO SORRISO........
Mister Mulligan, uscendo dal ristorante trova la sua Jaguar nuova fiammante con la fiancata completamente ammaccata e un bigliettino sotto il tergicristallo:

"Egregio signore, siccome molta gente mi sta osservando con aria di grande riprovazione dopo che le ho ammaccato la sua bella automobile, faccio finta di lasciarle il mio nome, il mio indirizzo e il mio numero di telefono perchè lei mi possa rintracciare. Cordialità."
 
 
PROSSIME RIUNIONI

MAGGIO: Mese della Cultura.

11/05/00
"Riduzione del debito dei paesi del terzo mondo" 
       Ristorante Villa Sassi - Torino - Ore 20,00
 Dott. Luca Jahier
18/05/00
"Progetto Costa d'Avorio" - Assemblea del Club 
      Ristorante Villa Sassi - Torino - Ore 20,00.
Gianni Montalenti
Sabato 
 20/05/00
Assemblea distrettuale 
      Lingotto - Torino Ore 9,00
 
25/05/00
Non ci sarà riunione
     Sabato 
     27/05/00 
    Domenica 
     28/05/00
Club Contatto con St. Jean de Maurienne.
(Vedere il programma nella rubrica Notizie dal Club)