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Discorso
del Governatore 2000-2001 del Distretto 2030° Giuseppe Raffiotta all'Assemblea
Distrettuale.
Centro Congressi
Lingotto - Torino
20 Maggio
2000
Gli
obiettivi del nostro Distretto
E
adesso passo a parlarvi del mio programma “sperimentale” sia sotto l’aspetto
tecnico che sotto quello operativo.
Per
attuare gli obiettivi che mi sono proposto, desidero attribuire un ruolo
fondamentale agli Assistenti al Governatore.
Ho
adottato, in quanto è risultato uno strumento eccezionale, il Piano
Direttivo Distrettuale che vede gli Assistenti come elementi attivi ed
operativi a pieno titolo, inseriti nel variegato mosaico dei Club del Distretto
per coordinare le attività del proprio gruppo.
Ho
realizzato un nuovo gruppo in Liguria, la Riviera di Levante, ma non ho
modificato la composizione degli altri, tranne l’inserimento di Pinerolo
fra i Club del Gruppo F.
Il
compito principale degli Assistenti, che richiede costante e notevole impegno,
è quello di collaborare con i Club, fornendo loro assistenza e consigli,
aiutandoli ad esprimere la loro capacità di servire, in sintonia
con gli indirizzi espressi dal Governatore.
Gli
Assistenti possono adempiere anche ad incombenze amministrative, e mi riferisco
a quelle visite ai Club che, effettuate su delega del Governatore e seguite
dal relativo rapporto al Distretto, sono volte a verificare il loro stato
di salute. In questa veste, gli Assistenti innervano il tessuto del Distretto,
conferendo maggiore flessibilità al sistema organizzativo. Ciò
mi consentirà di distribuire meglio le mie forze a tutto vantaggio
di una più efficace promozione degli scopi del Rotary.
È
fondamentale l’aspetto operativo, in quanto la realizzazione di un progetto
unico per gruppi di Club ténde a concentrare le varie risorse e
gli sforzi.
Il
Rotary lancerà così un messaggio corale su tutto il territorio,
lasciando un segno più visibile della sua azione.
Così
operando, si potrebbero conseguire risultati certamente più significativi,
per merito delle sinergie messe in campo, correttamente convogliate, grazie
al concerto che dovrà avvenire fra gli Assistenti e i Presidenti
di Club in un clima di proficua collaborazione, al di fuori di ogni inutile
e nocivo campanilismo. Dal piano locale/distrettuale consideriamo la nostra
azione a livello mondiale. I principali problemi che l’umanità deve
affrontare all’alba del terzo millennio sono due:
1.
Scongiurare i pericoli per la sopravvivenza del genere umano, pericoli
come la violenza, l’AIDS, la fame, l’inquinamento dell’ambiente e la salute
pubblica;
2.
Migliorare la qualità della vita.
Si
possono vincere queste sfide solo creando una cultura per il recupero del
valore umano che deve essere posto al centro di ogni programma politico,
sociale e associativo, valore che sottende i diritti e i doveri dell’uomo.
Ho
detto di migliorare la qualità della vita e subito il mio pensiero
corre verso i bambini, a tutti i bambini del mondo che vengono sfruttati,
abbandonati, maltrattati, umiliati, ai bambini disabili, a quelli che vivono
nelle strade, ai rifugiati e agli ammalati.
Questa
riflessione mi ha spinto a proporvi un’iniziativa concreta a livello distrettuale
per i bambini ammalati, dei reparti di pediatria oncologica, che mi piacerebbe
intitolare Una fiaba per una vita.
Sarà
una realizzazione per la quale chiederei la collaborazione del Rotaract
al completo e dovrà interessare tutto il nostro distretto e quindi
i bambini liguri, piemontesi e aostani.
Per
attuarla dovremo ricorrere al necessario sostegno di aziende sensibili
al nostro richiamo ma soprattutto a Voi, a tutti Voi, al Vostro impegno
personale, perché, come ho già detto a Sanremo, noi rotariani
non siamo quello che abbiamo ma quello che diamo in termini di impegno
umano.
Voglio
anche precisare che ogni socio del Rotary International, vale a dire ogni
Club, gode di una sacrale autonomia che mai deve essere inficiata e in
virtù della quale può operare, mirando agli obiettivi ritenuti
prioritari nel suo territorio e quindi la comunità che lo contiene.
Una
comunità è formata da tante componenti collegate indissolubilmente
fra loro come gli anelli di una catena e che .è ben equilibrata
e solida quando nella catena non ci sono anelli deboli.
È
forse utopistico pensare che ciò si verifichi, tuttavia è
lecito, anzi quasi doveroso, sentire in noi l’obbligo di tentare l’irrobustimento
degli anelli più fragili o vulnerabili.
Fra
questi troviamo i bambini, i disabili, gli anziani, gli immigrati, i tossicodipendenti
e purtroppo anche i giovani, che dovrebbero essere uno degli anelli forti.
E
il Rotary agisce, intraprendendo il percorso segnato dalle 5 Vie d’Azione;
1.
Interna
2.
Interesse Pubblico
3.
Professionale
4.
Internazionale
5.
e Giovani Generazioni.
E
da quello strumento formidabile che è la Fondazione Rotary.
Queste
Vie, fra loro interdipendenti, hanno nell’Azione Interna il loro motore
di
trazione.
Azione
Interna che, se non ci fosse, bisognerebbe inventarla.
Tutti
avremmo bisogno di una cura intensiva in questo campo.
Questi
i miei indirizzi a riguardo:
1.
Incrementare
l’informazione rotariana. Non sono molti i rotariani che conoscono
il Rotary nei suoi vari aspetti come non sono molti quelli che praticano
le relazioni pubbliche (mi verrebbe da dire che siamo conosciuti per non
essere conosciuti);
2.
Sviluppare
il sistema informatico nell’ambito del Distretto e utilizzare, nelle
sue molteplici applicazioni, la multimedialità, con Internet in
testa. Il Distretto avrà 2 e mail: Distretto 2030@libero.it
e g.raffiotta@libero.it. Sarebbe
meraviglioso che tutti i 65 Club possedessero un programma informatico
e fossero collegati con una casella postale a tutto guadagno della loro
funzionalità. Ma tutto questo non ci deve far dimenticare ogni tanto
di telefonarci ma soprattutto di incontrarci, non deleghiamo tutto alla
tecnologia e soprattutto i nostri rapporti personali.
3.
Dare
impulso allo sviluppo dell’effettivo pensando anche alla presenza femminile,
con l’animo sgombro da ogni pregiudizio.
Rifuggiamo
da qualsiasi forma di pressione o favoritismo, diffidando, in linea di
massima, dalle proposte in odore di nepotismo, di cordata aziendale, professionale
o familiare o degli amici degli amici.
La
raccomandazione del nostro Presidente Internazionale è quella di
aumentare il numero dei Soci.
Più
soci. vuol dire più idee, più risorse, più forza-servizio,
certo.
Avete
visto nel precedente filmato che il Presidente Devlyn ha consigliato di
assegnare una rosetta colore rosso al rotariano padrino di un nuovo socio,
e una rosetta colore argento al rotariano che si sia impegnato nel reclutare
nuovi soci.
Il
Presidente Ravizza ci ha detto più volte di stare molto attenti
più alla qualità che alla quantità ed io sono perfettamente
d’accordo.
Per
questo dobbiamo badare molto alle potenzialità umane dei nuovi Soci;
molte volte ci troviamo di fronte a persone capaci professionalmente, dotati
di enorme potenzialità, ma che possiedono un carattere difficile,
per cui “devono essere presi in un certo modo”: questi non potranno mai
essere dei buoni rotariani.
Non
invitiamoli ad entrare perché ci creerebbero problemi di inserimento
e di convivenza.
Il
carattere è fondamentale, deve essere aperto e tollerante; i caratteri
difficili lasciamoli all’esterno del nostro mondo.
Vogliamo
più Rotary nei rotariani ha detto qualche anno fa il Presidente
Lacy. A rischio di essere tacciato di eresia, vi dico che, se alla fine
del mio mandato il numero dei rotariani del Distretto dovesse subire un
decremento, non mi dannerò, a patto che i Club ne escano rinforzati
per aver reciso i rami secchi, coloro che abbiano dimostrato disinteresse
per il Rotary o, meglio, interesse per il Rotary in quanto fruitori del
suo distintivo.
4.
Elevare, ove occorra, lo stile dei Club; si vive, si lavora e si produce
meglio in riunioni ben organizzate; e qui penso al ruolo fondamentale del
Prefetto.
5.
Pensare all’espansione del numero dei Club, in un quadro di oculata,
ragionata e mirata indagine del territorio.
I
Club che dedicano tempo e attenzione all’Azione Interna, approfondendone
i vari aspetti, sono i Club più forti.
Un
Club è forte quando è ben organizzato, quando i suoi Soci
presentano un elevato indice di rotarianità, vivono in un clima
di amicizia e, naturalmente, sono guidati da un Presidente dotato di grande
leadership.
L’Azione
Interna è necessaria per far accrescere l’indice di rotarianità
negli associati, che vorrei esprimere con la formula: Vocazione a servire
a cui si aggiungono adeguate qualità umane, morali e professionali
e due coefficienti: l’informazione rotariana e l’assiduità.
L’informazione
rotariana è quella che forma il rotariano, ma non si può
essere informati se non si è assidui.
Se
viene meno l’assiduità, mi domando: come può instaurarsi
fra i Soci quel sentimento di amicizia — indispensabile per il buon funzionamento
dei sodalizi — che Paul Harris ha posto a fondamento della nostra Associazione?
Talvolta,
diciamolo francamente, abusiamo del termine amicizia, come se il nostro
distintivo, magico talismano, potesse irradiarla.
Non
basta portare la rotellina all’occhiello per dirsi amici.
L’amicizia
rotariana è una continua conquista che si nutre di grandi ideali
ed ècompletamente diversa da quella affidata ad un sentimento derivato
da un rapporto creato in gioventù o da affinità di idee o
dal posto di lavoro o dalla vicinanza di abitazione.
L’amicizia
vera è comunque e sempre una conquista ed è figlia della
frequentazione. Da qui la fondamentale importanza dell’assiduità
per noi rotariani.
Ma
l’assiduità deve essere partecipativa, nel senso che al limite è
preferibile un rotariano con una assiduità non molto elevata ad
uno sempre presente, o quasi, alle riunioni, interessato più al
menù della serata che alle iniziative, e sempre pronto ad allontanarsi
dalle riunioni prima del tocco finale della campana.
“Vivere
vicino e con altri rotariani rappresenta un arricchimento personale, culturale,
sociale, sentimentale, nozionistico che dimensiona il rotariano, lo migliora,
lo arricchisce, lo conduce verso l’amicizia. Un uomo incapace di amicizia,
non può essere rotariano”.
Ringrazio
il past Governatore Alberto Grondona per queste affermazioni che condivido
pienamente.
È
dimostrato che i Club che coltivano l’Azione Interna raggiungono eccellenti
risultati anche nel campo delle àltre Àzioni, ad iniziare
da quella di Interesse Pubblico, chiamata ad incidere nella vita
comunitaria.
Il
campo di partecipazione di quest’azione è vastissimo. Va dagli interventi
umanitari, alla salvaguardia dell’ambiente naturale, dalla promozione della
cultura alla diffusione dell’etica rotariana nei vari settori della vita
comunitaria; dal controllo attivo e costante della res publica alla riscoperta
di quei valori che purtroppo paiono sempre più eclissarsi, con il
rischio di una loro totale scomparsa.
Dobbiamo
fare opinione, è importante che il Rotary faccia opinione.
E
a proposito di valori vedremo di scoprirne le origini attraverso un viaggio
simbolico sulla nostra Via Francigena, in uno dei due Convegni distrettuali,
Convegno che si terrà, riteniamo nel prossimo novembre, a Vercelli.
Come
dicevo prima, mi pare quindi quanto mai opportuno che l’attenzione del
Distretto sia rivolta alle categorie della comunità più deboli,
con particolare riferimento all’infanzia e ai disabili, anelli che sicuramente
hanno diritto ad essere aiutati ad irrobustirsi.
Disabilità
intesa non soltanto come handicap psicofisico, ma anche “handicap sociale”
visto come impossibilità per taluni di condurre una vita dignitosamente
confortevole e serena.
I
gruppi di Club potranno dedicarsi all’uno o all’altro degli indirizzi o
ad entrambi.
Il
Presidente Devlyn ha già conferito vari incarichi per le Task Force
a nostri Past Governatori, Fabio Dossi, Filippo Giusto, Fiorenzo Squarciafichi,
e l’incarico di Coordinatore per l’area 12 della Task Force responsabile
del progetto denominato “Jobs for Disabled Person” al Past Governatore
Giuseppe Conigliaro del Distretto 2110 Sicilia e Malta che avrà
come obiettivo di lavorare attivamente affinchè entro il 2002
nel mondo almeno 500.000 disabili trovino una stabile e dignitosa occupazione,
e al Past Governatore Franco Cabras l’incarico per l’Infanzia a rischio.
Si
scrive e si parla spesso di handicap, ma c’è il silenzio totale
quando ci si incontra con la realtà. A volte è un silenzio
dettato dall’egoismo, dall’ignoranza, a volte dal disagio, a volte anche
da una sorta di rispetto ma sempre silenzio è.
Accade
a volte di provare una sorta di imbarazzo nel vedere altre persone che
stanno male.
È
difficile stare bene quando gli altri stanno male, per cui dobbiamo mettere
a disposizione questo nostro benessere affinché anche altri ne possano
trarre giovamento.
Ma
chi dà con senso di colpa, lo fa con un gesto goffo che può
finire per disturbare chi riceve, perché è un bene, sì,
però caricato dal nostro disagio.
Purtroppo
spesso chi non è efficiente, e non certo per volontà sua,
è ritenuto un peso per la Società.
Di
tutto l’individuo, viene considerata solo la sua diversità, il suo
limite. Non si tiene conto delle sue positività, non si cerca di
costruire la sua vita su ciò che possiede.
In
quest’opera dobbiamo chiamare a collaborare anche i nostri partner istituzionali:
Rotaract, Interact e Inner Wheel e le altre Associazioni di Servizio, ad
iniziare dai Lions, legati a noi da una comunanza di intenti a favore dei
più bisognosi.
Il
Distretto 2030, in questo quadro, darà il suo appoggio ad un meraviglioso
progetto a favore dei portatori di handicap denominato “La prateria”
che il Distretto 108 IA1 dei Lions con il suo Governatore Luciano Daffara,
qui presente e che ringrazio, nel nostro anno porterà avanti.
Anche
nell’ambito dell’Azione Professionale si può dare vita ad
attività benefiche.
Noi
italiani stentiamo ad entrare nel concetto vero di questa azione a causa
di una traduzione non perfettamente aderente dei termini anglo-americani
“vocational service” con cui il Manuale di Procedura in lingua inglese
indica questa Azione.
Il
termine “vocational”, ho scoperto da poco, data la mia scarsa, direi scarsissima,
conoscenza della lingua inglese, al contrario di “vocation” (attività
remunerata), significa attività svolta non in funzione di un compenso,
ma per piacere personale, secondo il motto del Rotary:
“Servire
al di sopra di ogni interesse personale”.
Oggi
come non mai, l’Azione Professionale è vivamente sentita ed è
indirizzata, nel quotidiano e a livello personale, alla difesa di un solido
sistema di valori nella conduzione delle relazioni d’affari e professionali;
a livello dei Club a migliorare la qualità della vita degli altri,
dei giovani in particolare, che dobbiamo aiutare nella individuazione della
direzione giusta per la scelta di un indirizzo di studio, di una professione,
di un lavoro, di un mestiere.
Obiettivo
privilegiato di questa Azione non possono quindi che essere i Giovani,
che in questo momento sono aggrediti dal pericoloso morbo della disoccupazione.
Proprio per stimolare interventi in questo campo, in Liguria si terrà
l’altro Convegno Distrettuale sul tema “I giovani imprenditori”.
Sarà
un nostro banco di prova per la nostra credibilità, attendibilità
e affidabilità, e sarà giudicata dai Giovani.
Basta
con le solite e inutili parole delle false promesse istituzionali da qualunque
parte provengano, noi Rotariani dovremo far comprendere ai giovani, in
modo chiaro, le possibilità che il mondo del lavoro offre di’ fare
impresa.
Chiedo
l’aiuto di tutti i Rotariani di buona volontà in questa iniziativa;
i
Giovani sono stanchi delle continue disillusioni e di un mondo ostile e
inutilmente competitivo.
I
Giovani devono credere nei loro progetti, devono vivere con entusiasmo
le albe delle loro iniziative e non spegnersi con i tramonti delle loro
idee.
E
qui appare evidente come l’Azione Professionale si innesta nell’Azione
per la Gioventù che a sua volta trova sviluppo e completamento nell’Azione
Internazionale.
Tutti
i Club sono esortati ad intraprendere progetti in grado di affrontare i
problemi fondamentali delle nuove generazioni, quali: la salute, i valori
umani, l’istruzione e lo sviluppo personale, ma il Rotary esorta a dedicare
attenzione e cure anche ai giovani che operano all’interno del nostro movimento,
il Rotaract e l’Interact.
Questi
nostri sodalizi giovanili vanno seguiti, incoraggiati, consigliati, aiutati,
motivati e soprattutto coinvolti nella realizzazione dei nostri progetti.
Il
Rotaract è qui presente con la Rappresentante Distrettuale Anna
Rita Rosa.
Da
Lei e dai suoi Club attendiamo un’azione efficace, dinamica, svolta in
un clima di operoso cameratismo e lealtà, all’insegna del motto
del Rotaract:
“Amicizia
attraverso il servizio”, e nel rispetto delle vigenti norme statutarie
e degli indirizzi dettati dal Rotary International.
L’Azione
Internazionale connota la peculiarità prima della nostra organizzazione.
•
È l’azione che forse meglio rispecchia il primo pensiero del nostro
fondatore:
far
varcare al Rotary i confini di molti Stati.
•
È l’azione che la differenzia da un qualunque circolo locale, magari
utile, ma dai confini certamente limitati.
•
È l’azione volta ad incoraggiare e promuovere il progresso della
comprensione, della buona volontà e della pace, attraverso l’amicizia
su scala mondiale, fra uomini d’affari e professionisti uniti dall’ideale
del servire.
•
È l’Azione infine che esprime tutta la sua valenza internazionale
attraverso l’APIM, lo Scambio Giovaini, i Comitati interpaese, i Club
contatto, gli Institutes e la Fondazione Rotary, definita “l’idea più
formidabile prodotta dal Rotary”.
E
a questo proposito all’Assemblea Internazionale ad Anaheim ho conosciuto
il Governatore della Romania Moldavia, Andrei Dorobantu, Distretto 2241
che, in un italiano perfetto, auspicava di poter creare dei contatti con
dei Club italiani. La Romania è un paese dell’Est europeo che da
poco si è affacciata alla libertà con enormi problemi: la
crescita economica stenta a decollare, ha bisogno di molte, moltissime
cose, ma soprattutto ha bisogno di qualcuno che creda in loro. Io vi invito
a credere in loro, creiamo alcuni contatti tra i nostri Club e i Club rumeni;
verifichiamo l’amicizia rotariana in ambito internazionale, diamo fiducia
agli amici rotariani dell’Est europeo.
Ho
fondati motivi per ritenere che la Rotary Foundation sia decisamente poco
conosciuta e questo provoca fra i rotariani una diffidenza ingiustificata
e malcelata nei suoi confronti.
Nel
mese di novembre, mese della Fondazione Rotary, insieme con il Distretto
2050 Lombardia Sud in una zona di confine (forse Salice Terme) faremo un
Seminario sulla Fondazione, sarà un’esperienza unica per toccare
con mano le innumerevoli iniziative della Fondazione.
Lo
scopo è quello redatto dal suo fondatore, Arch Klumph: “Far del
bene nel mondo in campo sociale e educativo e apportare miglioramenti nei
vari settori della vita comunitaria”.
Mi
piace ricordare che la prima somma elargita dalla Fondazione fu una sovvenzione
di 500 dollari, concessa nel 1930 a favore di una associazione per bambini
ammalati, la “International Society for Crippeld Children (bambini portatori
di handicap).
Poi
ha raggiunto traguardi eccezionali.
Ricordo
soltanto che è riuscita, in collaborazione con l’UNICEF, a cambiare
il corso della storia di una branca della medicina, combattendo e praticamente
debellando la poliomielite, giudicata nel 1985 dalle autorità sanitarie
internazionali, impossibile da configgere.
Questo
clamoroso successo, unito agli altri, ha fatto guadagnare al Rotary rispetto
e ammirazione, forza e autorevolezza.
Entro
il 2005 il contributo finanziario per questo scopo supererà i 425
milioni di dollari.
E,
però, necessario un altro modesto impegno da parte nostra nel nostro
anno per debellare completamente la poliomielite in alcuni paesi, dove
sono ancora presenti alcuni focolai, divenendo partners Polioplus.
Non
sarà un impegno molto gravoso e verosimilmente consisterà
in una iniziativa associata ad un CD (composto di musiche e poesie) che
servirà per raccogliere la somma per questo nostro impegno a favore
della Polioplus.
Sempre
in quest’ambito con le iniziative delle “Borse ambasciatori” quest’anno
il nostro Distretto potrà assegnare ben 4 borse di studio che verranno
suddivise nelle nostre 3 regioni e destinate a chi ne ha veramente bisogno
con modalità, come è nostra consuetudine, di totale trasparenza
e dello “Scambio Gruppo di Studio” che durante il nostro anno si
effettuerà con il Distretto della Repubblica Dominicana, sarà
monotematico ovvero interesserà il settore sanitario e l’ingegneria
idraulica: per evitare che i bambini dominicani bevendo un sorso di acqua
vadano incontro a morte sicura per dissenteria.
La
Fondazione pertanto ha assunto l’aspetto di una fucina culturale che, con
la sua attività continua e cosmopolita, favorisce la comprensione
e l’amicizia internazionale.
Non
possiamo non essere orgogliosi di questa Istituzione che dobbiamo sostenere
con consapevole generosità; per quest’anno disporremo di ben 57.000
dollari, e saranno a Vostra disposizione per i progetti di gruppo,
destinati a progetti
umanitari
internazionali con il sistema di partecipazione Share per le partecipazioni
paritarie.
Concludo
con un cenno alla cultura, che svolge un ruolo importante nello sviluppo
della società.
Il
Rotary è anche una associazione culturale. L’Italia, si sa, è
universalmente considerata la culla dell’arte e della cultura.
Noi
rotariani italiani dovremmo, quindi, occuparci di cultura “istituzionalmente”,
non solo di quella scientifica, ma di quella intesa come patrimonio di
valori che caratterizzano una civiltà e come strumento di educazione
e perfezionamento interiore, che denominiamo umanistica.
Il
convegno sulla Via Francigena potrà certamente essere un momento
di riflessione per tutti noi.
Questo
tipo di cultura, e solo questo, ci può portare a spingere il nostro
sguardo al di là di noi stessi.
Pensare
all’impegno culturale anche come volontà di rivisitare le vicende,
rispettare le tradizioni e le usanze, riscoprire le radici, tutelare il
patrimonio artistico e culturale, rende certamente un buon ufficio alla
comunità.
Sono
particolarmente grato ai Presidenti eletti che condivideranno l’impostazione
del mio programma, specie per i Progetti di gruppo, e agli Assistenti che
mi hanno aiutato e che mi aiutano nel processo di definizione degli obiettivi.
Sono certo che abbiamo creato i presupposti per costruire un’annata idonea
a perseguire efficacemente gli scopi del Rotary.
Il
Rotary è una cosa seria ma non certo greve.
Se
lavoreremo con entusiasmo, serenità, scioltezza, ottimismo, e, perché
no, con umorismo, riusciremo a raggiungere eccellenti risultati e a smussare
quelle angolosità che incontreremo quasi inevitabilmente cammin
facendo.
Nella
scala dei valori di un uomo, famiglia e lavoro ritengo abbiano priorità
sul Rotary a cui, però, avendo aderito volontariamente, dobbiamo
dedicare, per coerenza con le nostre scelte, parte delle nostre risorse
professionali, morali, fisiche, intellettuali e talvolta economiche.
Siamo
fieri di appartenere alla più grande Associazione di servizio del
mondo, che Paul Harris ha definito: potenza internazionale del bene e che
attraverso i suoi Associati esprime la forza di un impegno senza confini
e senza tempo.
Lavoriamo
tutti insieme per costruire i nostri sogni rotariani:
•
con la forza della volontà
•
con la luce della verità
•
con la sapienza delle idee.
Nel
mio logo ho inserito le montagne della Valle d’Aosta, le colline Piemontesi
e il mare Ligure e su quel mare le onde trasporteranno i nostri progetti
verso chi è debole e soffre in qualunque parte del mondo.
Su
questo mare si rispecchiano le montagne e le colline del nostro Distretto,
in fondo ci rispecchiamo noi steSsi con tutti i nostri progetti di servizio
che porteremo a compimento.
Che
cosa spero di poter fare per Voi?
•
Facilitare il vostro compito di Presidenti e Segretari.
•
Aiutarvi, unitamente ai miei più stretti collaboratori, a raggiungere
i Vostri obiettivi.
•
Rendere il Distretto un punto di riferimento puntuale e sicuro.
Che
cosa penso di potervi chiedere?
•
Entusiasmo, amicizia, concretezza, azione.
Che
cosa infine sono certo di potervi garantire?
•
Di essere a vostra completa disposizione in ogni giorno e in ogni ora.
•
Di condividere le vostre ansie e le vostre soddisfazioni.
•
Di essere con Voi nei momenti più significativi dei Vostri Club.
•
Con la mia e la vostra consapevolezza, tutti insieme di passare all’Azione.
Grazie
amici ed amiche.
Viva
il Rotary! Viva il Distretto 2030!
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