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ROTARY CLUB
CHIVASSO
 Distretto 2030 R.I.

HOMEPAGE


Discorso del Governatore 2000-2001 del Distretto 2030° Giuseppe Raffiotta all'Assemblea Distrettuale.

Centro Congressi Lingotto - Torino
20 Maggio 2000

Gli obiettivi del nostro Distretto


E adesso passo a parlarvi del mio programma “sperimentale” sia sotto l’aspetto tecnico che sotto quello operativo.
Per attuare gli obiettivi che mi sono proposto, desidero attribuire un ruolo fondamentale agli Assistenti al Governatore.
Ho adottato, in quanto è risultato uno strumento eccezionale, il Piano Direttivo Distrettuale che vede gli Assistenti come elementi attivi ed operativi a pieno titolo, inseriti nel variegato mosaico dei Club del Distretto per coordinare le attività del proprio gruppo.

Ho realizzato un nuovo gruppo in Liguria, la Riviera di Levante, ma non ho modificato la composizione degli altri, tranne l’inserimento di Pinerolo fra i Club del Gruppo F.
Il compito principale degli Assistenti, che richiede costante e notevole impegno, è quello di collaborare con i Club, fornendo loro assistenza e consigli, aiutandoli ad esprimere la loro capacità di servire, in sintonia con gli indirizzi espressi dal Governatore.
Gli Assistenti possono adempiere anche ad incombenze amministrative, e mi riferisco a quelle visite ai Club che, effettuate su delega del Governatore e seguite dal relativo rapporto al Distretto, sono volte a verificare il loro stato di salute. In questa veste, gli Assistenti innervano il tessuto del Distretto, conferendo maggiore flessibilità al sistema organizzativo. Ciò mi consentirà di distribuire meglio le mie forze a tutto vantaggio di una più efficace promozione degli scopi del Rotary.
È fondamentale l’aspetto operativo, in quanto la realizzazione di un progetto unico per gruppi di Club ténde a concentrare le varie risorse e gli sforzi.

Il Rotary lancerà così un messaggio corale su tutto il territorio, lasciando un segno più visibile della sua azione.
Così operando, si potrebbero conseguire risultati certamente più significativi, per merito delle sinergie messe in campo, correttamente convogliate, grazie al concerto che dovrà avvenire fra gli Assistenti e i Presidenti di Club in un clima di proficua collaborazione, al di fuori di ogni inutile e nocivo campanilismo. Dal piano locale/distrettuale consideriamo la nostra azione a livello mondiale. I principali problemi che l’umanità deve affrontare all’alba del terzo millennio sono due:
1. Scongiurare i pericoli per la sopravvivenza del genere umano, pericoli come la violenza, l’AIDS, la fame, l’inquinamento dell’ambiente e la salute pubblica;
2. Migliorare la qualità della vita.
Si possono vincere queste sfide solo creando una cultura per il recupero del valore umano che deve essere posto al centro di ogni programma politico, sociale e associativo, valore che sottende i diritti e i doveri dell’uomo.
Ho detto di migliorare la qualità della vita e subito il mio pensiero corre verso i bambini, a tutti i bambini del mondo che vengono sfruttati, abbandonati, maltrattati, umiliati, ai bambini disabili, a quelli che vivono nelle strade, ai rifugiati e agli ammalati.

Questa riflessione mi ha spinto a proporvi un’iniziativa concreta a livello distrettuale per i bambini ammalati, dei reparti di pediatria oncologica, che mi piacerebbe intitolare Una fiaba per una vita.
Sarà una realizzazione per la quale chiederei la collaborazione del Rotaract al completo e dovrà interessare tutto il nostro distretto e quindi i bambini liguri, piemontesi e aostani.
Per attuarla dovremo ricorrere al necessario sostegno di aziende sensibili al nostro richiamo ma soprattutto a Voi, a tutti Voi, al Vostro impegno personale, perché, come ho già detto a Sanremo, noi rotariani non siamo quello che abbiamo ma quello che diamo in termini di impegno umano.

Voglio anche precisare che ogni socio del Rotary International, vale a dire ogni Club, gode di una sacrale autonomia che mai deve essere inficiata e in virtù della quale può operare, mirando agli obiettivi ritenuti prioritari nel suo territorio e quindi la comunità che lo contiene.
Una comunità è formata da tante componenti collegate indissolubilmente fra loro come gli anelli di una catena e che .è ben equilibrata e solida quando nella catena non ci sono anelli deboli.
È forse utopistico pensare che ciò si verifichi, tuttavia è lecito, anzi quasi doveroso, sentire in noi l’obbligo di tentare l’irrobustimento degli anelli più fragili o vulnerabili.
Fra questi troviamo i bambini, i disabili, gli anziani, gli immigrati, i tossicodipendenti e purtroppo anche i giovani, che dovrebbero essere uno degli anelli forti.

E il Rotary agisce, intraprendendo il percorso segnato dalle 5 Vie d’Azione;
1. Interna
2. Interesse Pubblico
3. Professionale
4. Internazionale
5. e Giovani Generazioni.
 

E da quello strumento formidabile che è la Fondazione Rotary.

Queste Vie, fra loro interdipendenti, hanno nell’Azione Interna il loro motore di
trazione.
Azione Interna che, se non ci fosse, bisognerebbe inventarla.
Tutti avremmo bisogno di una cura intensiva in questo campo.
Questi i miei indirizzi a riguardo:
1. Incrementare l’informazione rotariana. Non sono molti i rotariani che conoscono il Rotary nei suoi vari aspetti come non sono molti quelli che praticano le relazioni pubbliche (mi verrebbe da dire che siamo conosciuti per non essere conosciuti);
2. Sviluppare il sistema informatico nell’ambito del Distretto e utilizzare, nelle sue molteplici applicazioni, la multimedialità, con Internet in testa. Il Distretto avrà 2 e mail: Distretto 2030@libero.it e g.raffiotta@libero.it. Sarebbe meraviglioso che tutti i 65 Club possedessero un programma informatico e fossero collegati con una casella postale a tutto guadagno della loro funzionalità. Ma tutto questo non ci deve far dimenticare ogni tanto di telefonarci ma soprattutto di incontrarci, non deleghiamo tutto alla tecnologia e soprattutto i nostri rapporti personali.
3. Dare impulso allo sviluppo dell’effettivo pensando anche alla presenza femminile, con l’animo sgombro da ogni pregiudizio.
Rifuggiamo da qualsiasi forma di pressione o favoritismo, diffidando, in linea di massima, dalle proposte in odore di nepotismo, di cordata aziendale, professionale o familiare o degli amici degli amici.
La raccomandazione del nostro Presidente Internazionale è quella di aumentare il numero dei Soci.

Più soci. vuol dire più idee, più risorse, più forza-servizio, certo.

Avete visto nel precedente filmato che il Presidente Devlyn ha consigliato di assegnare una rosetta colore rosso al rotariano padrino di un nuovo socio, e una rosetta colore argento al rotariano che si sia impegnato nel reclutare nuovi soci.
Il Presidente Ravizza ci ha detto più volte di stare molto attenti più alla qualità che alla quantità ed io sono perfettamente d’accordo.
Per questo dobbiamo badare molto alle potenzialità umane dei nuovi Soci; molte volte ci troviamo di fronte a persone capaci professionalmente, dotati di enorme potenzialità, ma che possiedono un carattere difficile, per cui “devono essere presi in un certo modo”: questi non potranno mai essere dei buoni rotariani.
 

Non invitiamoli ad entrare perché ci creerebbero problemi di inserimento e di convivenza.
Il carattere è fondamentale, deve essere aperto e tollerante; i caratteri difficili lasciamoli all’esterno del nostro mondo.

Vogliamo più Rotary nei rotariani ha detto qualche anno fa il Presidente Lacy. A rischio di essere tacciato di eresia, vi dico che, se alla fine del mio mandato il numero dei rotariani del Distretto dovesse subire un decremento, non mi dannerò, a patto che i Club ne escano rinforzati per aver reciso i rami secchi, coloro che abbiano dimostrato disinteresse per il Rotary o, meglio, interesse per il Rotary in quanto fruitori del suo distintivo.
4. Elevare, ove occorra, lo stile dei Club; si vive, si lavora e si produce meglio in riunioni ben organizzate; e qui penso al ruolo fondamentale del Prefetto.
5.  Pensare all’espansione del numero dei Club, in un quadro di oculata, ragionata e mirata indagine del territorio.
I Club che dedicano tempo e attenzione all’Azione Interna, approfondendone i vari aspetti, sono i Club più forti.
Un Club è forte quando è ben organizzato, quando i suoi Soci presentano un elevato indice di rotarianità, vivono in un clima di amicizia e, naturalmente, sono guidati da un Presidente dotato di grande leadership.

L’Azione Interna è necessaria per far accrescere l’indice di rotarianità negli associati, che vorrei esprimere con la formula: Vocazione a servire a cui si aggiungono adeguate qualità umane, morali e professionali e due coefficienti: l’informazione rotariana e l’assiduità.
L’informazione rotariana è quella che forma il rotariano, ma non si può essere informati se non si è assidui.
Se viene meno l’assiduità, mi domando: come può instaurarsi fra i Soci quel sentimento di amicizia — indispensabile per il buon funzionamento dei sodalizi — che Paul Harris ha posto a fondamento della nostra Associazione?

Talvolta, diciamolo francamente, abusiamo del termine amicizia, come se il nostro distintivo, magico talismano, potesse irradiarla.

Non basta portare la rotellina all’occhiello per dirsi amici.

L’amicizia rotariana è una continua conquista che si nutre di grandi ideali ed ècompletamente diversa da quella affidata ad un sentimento derivato da un rapporto creato in gioventù o da affinità di idee o dal posto di lavoro o dalla vicinanza di abitazione.

L’amicizia vera è comunque e sempre una conquista ed è figlia della frequentazione. Da qui la fondamentale importanza dell’assiduità per noi rotariani.

Ma l’assiduità deve essere partecipativa, nel senso che al limite è preferibile un rotariano con una assiduità non molto elevata ad uno sempre presente, o quasi, alle riunioni, interessato più al menù della serata che alle iniziative, e sempre pronto ad allontanarsi dalle riunioni prima del tocco finale della campana.
“Vivere vicino e con altri rotariani rappresenta un arricchimento personale, culturale, sociale, sentimentale, nozionistico che dimensiona il rotariano, lo migliora, lo arricchisce, lo conduce verso l’amicizia. Un uomo incapace di amicizia, non può essere rotariano”.
Ringrazio il past Governatore Alberto Grondona per queste affermazioni che condivido pienamente.

È dimostrato che i Club che coltivano l’Azione Interna raggiungono eccellenti risultati anche nel campo delle àltre Àzioni, ad iniziare da quella di Interesse Pubblico, chiamata ad incidere nella vita comunitaria.

Il campo di partecipazione di quest’azione è vastissimo. Va dagli interventi umanitari, alla salvaguardia dell’ambiente naturale, dalla promozione della cultura alla diffusione dell’etica rotariana nei vari settori della vita comunitaria; dal controllo attivo e costante della res publica alla riscoperta di quei valori che purtroppo paiono sempre più eclissarsi, con il rischio di una loro totale scomparsa.

Dobbiamo fare opinione, è importante che il Rotary faccia opinione.

E a proposito di valori vedremo di scoprirne le origini attraverso un viaggio simbolico sulla nostra Via Francigena, in uno dei due Convegni distrettuali, Convegno che si terrà, riteniamo nel prossimo novembre, a Vercelli.

Come dicevo prima, mi pare quindi quanto mai opportuno che l’attenzione del Distretto sia rivolta alle categorie della comunità più deboli, con particolare riferimento all’infanzia e ai disabili, anelli che sicuramente hanno diritto ad essere aiutati ad irrobustirsi.
Disabilità intesa non soltanto come handicap psicofisico, ma anche “handicap sociale” visto come impossibilità per taluni di condurre una vita dignitosamente confortevole e serena.

I gruppi di Club potranno dedicarsi all’uno o all’altro degli indirizzi o ad entrambi.
Il Presidente Devlyn ha già conferito vari incarichi per le Task Force a nostri Past Governatori, Fabio Dossi, Filippo Giusto, Fiorenzo Squarciafichi, e l’incarico di Coordinatore per l’area 12 della Task Force responsabile del progetto denominato “Jobs for Disabled Person” al Past Governatore Giuseppe Conigliaro del Distretto 2110 Sicilia e Malta che avrà come obiettivo di lavorare attivamente affinchè entro il 2002 nel mondo almeno 500.000 disabili trovino una stabile e dignitosa occupazione, e al Past Governatore Franco Cabras l’incarico per l’Infanzia a rischio.

Si scrive e si parla spesso di handicap, ma c’è il silenzio totale quando ci si incontra con la realtà. A volte è un silenzio dettato dall’egoismo, dall’ignoranza, a volte dal disagio, a volte anche da una sorta di rispetto   ma sempre silenzio è.
Accade a volte di provare una sorta di imbarazzo nel vedere altre persone che stanno male.
È difficile stare bene quando gli altri stanno male, per cui dobbiamo mettere a disposizione questo nostro benessere affinché anche altri ne possano trarre giovamento.
Ma chi dà con senso di colpa, lo fa con un gesto goffo che può finire per disturbare chi riceve, perché è un bene, sì, però caricato dal nostro disagio.
Purtroppo spesso chi non è efficiente, e non certo per volontà sua, è ritenuto un peso per la Società.
Di tutto l’individuo, viene considerata solo la sua diversità, il suo limite. Non si tiene conto delle sue positività, non si cerca di costruire la sua vita su ciò che possiede.

In quest’opera dobbiamo chiamare a collaborare anche i nostri partner istituzionali: Rotaract, Interact e Inner Wheel e le altre Associazioni di Servizio, ad iniziare dai Lions, legati a noi da una comunanza di intenti a favore dei più bisognosi.

Il Distretto 2030, in questo quadro, darà il suo appoggio ad un meraviglioso progetto a favore dei portatori di handicap denominato “La prateria” che il Distretto 108 IA1 dei Lions con il suo Governatore Luciano Daffara, qui presente e che ringrazio, nel nostro anno porterà avanti.
Anche nell’ambito dell’Azione Professionale si può dare vita ad attività benefiche.
Noi italiani stentiamo ad entrare nel concetto vero di questa azione a causa di una traduzione non perfettamente aderente dei termini anglo-americani “vocational service” con cui il Manuale di Procedura in lingua inglese indica questa Azione.
Il termine “vocational”, ho scoperto da poco, data la mia scarsa, direi scarsissima, conoscenza della lingua inglese, al contrario di “vocation” (attività remunerata), significa attività svolta non in funzione di un compenso, ma per piacere personale, secondo il motto del Rotary:

“Servire al di sopra di ogni interesse personale”.

Oggi come non mai, l’Azione Professionale è vivamente sentita ed è indirizzata, nel quotidiano e a livello personale, alla difesa di un solido sistema di valori nella conduzione delle relazioni d’affari e professionali; a livello dei Club a migliorare la qualità della vita degli altri, dei giovani in particolare, che dobbiamo aiutare nella individuazione della direzione giusta per la scelta di un indirizzo di studio, di una professione, di un lavoro, di un mestiere.

Obiettivo privilegiato di questa Azione non possono quindi che essere i Giovani, che in questo momento sono aggrediti dal pericoloso morbo della disoccupazione. Proprio per stimolare interventi in questo campo, in Liguria si terrà l’altro Convegno Distrettuale sul tema “I giovani imprenditori”.
Sarà un nostro banco di prova per la nostra credibilità, attendibilità e affidabilità, e sarà giudicata dai Giovani.
Basta con le solite e inutili parole delle false promesse istituzionali da qualunque parte provengano, noi Rotariani dovremo far comprendere ai giovani, in modo chiaro, le possibilità che il mondo del lavoro offre di’ fare impresa.

Chiedo l’aiuto di tutti i Rotariani di buona volontà in questa iniziativa; i Giovani sono stanchi delle continue disillusioni e di un mondo ostile e inutilmente competitivo.
I Giovani devono credere nei loro progetti, devono vivere con entusiasmo le albe delle loro iniziative e non spegnersi con i tramonti delle loro idee.
E qui appare evidente come l’Azione Professionale si innesta nell’Azione per la Gioventù che a sua volta trova sviluppo e completamento nell’Azione Internazionale.

Tutti i Club sono esortati ad intraprendere progetti in grado di affrontare i problemi fondamentali delle nuove generazioni, quali: la salute, i valori umani, l’istruzione e lo sviluppo personale, ma il Rotary esorta a dedicare attenzione e cure anche ai giovani che operano all’interno del nostro movimento, il Rotaract e l’Interact.
Questi nostri sodalizi giovanili vanno seguiti, incoraggiati, consigliati, aiutati, motivati e soprattutto coinvolti nella realizzazione dei nostri progetti.
Il Rotaract è qui presente con la Rappresentante Distrettuale Anna Rita Rosa.

Da Lei e dai suoi Club attendiamo un’azione efficace, dinamica, svolta in un clima di operoso cameratismo e lealtà, all’insegna del motto del Rotaract:
“Amicizia attraverso il servizio”, e nel rispetto delle vigenti norme statutarie e degli indirizzi dettati dal Rotary International.

L’Azione Internazionale connota la peculiarità prima della nostra organizzazione.
• È l’azione che forse meglio rispecchia il primo pensiero del nostro fondatore:
far varcare al Rotary i confini di molti Stati.
• È l’azione che la differenzia da un qualunque circolo locale, magari utile, ma dai confini certamente limitati.
• È l’azione volta ad incoraggiare e promuovere il progresso della comprensione, della buona volontà e della pace, attraverso l’amicizia su scala mondiale, fra uomini d’affari e professionisti uniti dall’ideale del servire.
• È l’Azione infine che esprime tutta la sua valenza internazionale attraverso l’APIM, lo Scambio Giovaini, i Comitati interpaese, i Club contatto, gli Institutes e la Fondazione Rotary, definita “l’idea più formidabile prodotta dal Rotary”.
E a questo proposito all’Assemblea Internazionale ad Anaheim ho conosciuto il Governatore della Romania Moldavia, Andrei Dorobantu, Distretto 2241 che, in un italiano perfetto, auspicava di poter creare dei contatti con dei Club italiani. La Romania è un paese dell’Est europeo che da poco si è affacciata alla libertà con enormi problemi: la crescita economica stenta a decollare, ha bisogno di molte, moltissime cose, ma soprattutto ha bisogno di qualcuno che creda in loro. Io vi invito a credere in loro, creiamo alcuni contatti tra i nostri Club e i Club rumeni; verifichiamo l’amicizia rotariana in ambito internazionale, diamo fiducia agli amici rotariani dell’Est europeo.

Ho fondati motivi per ritenere che la Rotary Foundation sia decisamente poco conosciuta e questo provoca fra i rotariani una diffidenza ingiustificata e malcelata nei suoi confronti.
Nel mese di novembre, mese della Fondazione Rotary, insieme con il Distretto 2050 Lombardia Sud in una zona di confine (forse Salice Terme) faremo un Seminario sulla Fondazione, sarà un’esperienza unica per toccare con mano le innumerevoli iniziative della Fondazione.

Lo scopo è quello redatto dal suo fondatore, Arch Klumph: “Far del bene nel mondo in campo sociale e educativo e apportare miglioramenti nei vari settori della vita comunitaria”.
Mi piace ricordare che la prima somma elargita dalla Fondazione fu una sovvenzione di 500 dollari, concessa nel 1930 a favore di una associazione per bambini ammalati, la “International Society for Crippeld Children (bambini portatori di handicap).
Poi ha raggiunto traguardi eccezionali.

Ricordo soltanto che è riuscita, in collaborazione con l’UNICEF, a cambiare il corso della storia di una branca della medicina, combattendo e praticamente debellando la poliomielite, giudicata nel 1985 dalle autorità sanitarie internazionali, impossibile da configgere.
Questo clamoroso successo, unito agli altri, ha fatto guadagnare al Rotary rispetto e ammirazione, forza e autorevolezza.

Entro il 2005 il contributo finanziario per questo scopo supererà i 425 milioni di dollari.
E, però, necessario un altro modesto impegno da parte nostra nel nostro anno per debellare completamente la poliomielite in alcuni paesi, dove sono ancora presenti alcuni focolai, divenendo partners Polioplus.
Non sarà un impegno molto gravoso e verosimilmente consisterà in una iniziativa associata ad un CD (composto di musiche e poesie) che servirà per raccogliere la somma per questo nostro impegno a favore della Polioplus.

Sempre in quest’ambito con le iniziative delle “Borse ambasciatori” quest’anno il nostro Distretto potrà assegnare ben 4 borse di studio che verranno suddivise nelle nostre 3 regioni e destinate a chi ne ha veramente bisogno con modalità, come è nostra consuetudine, di totale trasparenza e dello “Scambio Gruppo di Studio” che durante il nostro anno si effettuerà con il Distretto della Repubblica Dominicana, sarà monotematico ovvero interesserà il settore sanitario e l’ingegneria idraulica: per evitare che i bambini dominicani bevendo un sorso di acqua vadano incontro a morte sicura per dissenteria.
La Fondazione pertanto ha assunto l’aspetto di una fucina culturale che, con la sua attività continua e cosmopolita, favorisce la comprensione e l’amicizia internazionale.

Non possiamo non essere orgogliosi di questa Istituzione che dobbiamo sostenere con consapevole generosità; per quest’anno disporremo di ben 57.000 dollari, e saranno a Vostra disposizione per i progetti di gruppo, destinati a progetti
umanitari internazionali con il sistema di partecipazione Share per le partecipazioni paritarie.
Concludo con un cenno alla cultura, che svolge un ruolo importante nello sviluppo della società.
Il Rotary è anche una associazione culturale. L’Italia, si sa, è universalmente considerata la culla dell’arte e della cultura.
Noi rotariani italiani dovremmo, quindi, occuparci di cultura “istituzionalmente”, non solo di quella scientifica, ma di quella intesa come patrimonio di valori che caratterizzano una civiltà e come strumento di educazione e perfezionamento interiore, che denominiamo umanistica.
Il convegno sulla Via Francigena potrà certamente essere un momento di riflessione per tutti noi.
Questo tipo di cultura, e solo questo, ci può portare a spingere il nostro sguardo al di là di noi stessi.
Pensare all’impegno culturale anche come volontà di rivisitare le vicende, rispettare le tradizioni e le usanze, riscoprire le radici, tutelare il patrimonio artistico e culturale, rende certamente un buon ufficio alla comunità.

Sono particolarmente grato ai Presidenti eletti che condivideranno l’impostazione del mio programma, specie per i Progetti di gruppo, e agli Assistenti che mi hanno aiutato e che mi aiutano nel processo di definizione degli obiettivi. Sono certo che abbiamo creato i presupposti per costruire un’annata idonea a perseguire efficacemente gli scopi del Rotary.
Il Rotary è una cosa seria ma non certo greve.

Se lavoreremo con entusiasmo, serenità, scioltezza, ottimismo, e, perché no, con umorismo, riusciremo a raggiungere eccellenti risultati e a smussare quelle angolosità che incontreremo quasi inevitabilmente cammin facendo.
Nella scala dei valori di un uomo, famiglia e lavoro ritengo abbiano priorità sul Rotary a cui, però, avendo aderito volontariamente, dobbiamo dedicare, per coerenza con le nostre scelte, parte delle nostre risorse professionali, morali, fisiche, intellettuali e talvolta economiche.
Siamo fieri di appartenere alla più grande Associazione di servizio del mondo, che Paul Harris ha definito: potenza internazionale del bene e che attraverso i suoi Associati esprime la forza di un impegno senza confini e senza tempo.

Lavoriamo tutti insieme per costruire i nostri sogni rotariani:
• con la forza della volontà
• con la luce della verità
• con la sapienza delle idee.

Nel mio logo ho inserito le montagne della Valle d’Aosta, le colline Piemontesi e il mare Ligure e su quel mare le onde trasporteranno i nostri progetti verso chi è debole e soffre in qualunque parte del mondo.
Su questo mare si rispecchiano le montagne e le colline del nostro Distretto, in fondo ci rispecchiamo noi steSsi con tutti i nostri progetti di servizio che porteremo a compimento.

Che cosa spero di poter fare per Voi?
• Facilitare il vostro compito di Presidenti e Segretari.
• Aiutarvi, unitamente ai miei più stretti collaboratori, a raggiungere i Vostri obiettivi.
• Rendere il Distretto un punto di riferimento puntuale e sicuro.
Che cosa penso di potervi chiedere?
• Entusiasmo, amicizia, concretezza, azione.
Che cosa infine sono certo di potervi garantire?
• Di essere a vostra completa disposizione in ogni giorno e in ogni ora.
• Di condividere le vostre ansie e le vostre soddisfazioni.
• Di essere con Voi nei momenti più significativi dei Vostri Club.
• Con la mia e la vostra consapevolezza, tutti insieme di passare all’Azione.
Grazie amici ed amiche.

Viva il Rotary! Viva il Distretto 2030!

 
 
 
 
 
 
 

Segreteria del Club

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